Chi è sepolto a Santa Maria Maggiore?

Santa Maria Maggiore: Storia, Arte e Fede

25/03/2023

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La Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come Basilica Liberiana, sorge maestosa tra il Rione Monti e l'Esquilino a Roma. È una delle quattro basiliche maggiori e detiene un primato unico nella Città Eterna: è la sola ad aver conservato quasi intatta la sua primitiva struttura paleocristiana, arricchita nei secoli da splendide aggiunte artistiche e architettoniche. Questa sua peculiarità, unita a una storia millenaria intrisa di leggende, arte sublime e profonda spiritualità, la rende uno dei luoghi più celebri e visitati di Roma.

Per cosa è famosa Santa Maria Maggiore?
La basilica di Santa Maria Maggiore o basilica Liberiana è una delle basiliche del centro storico di Roma, situata nel Rione Monti e nel Rione Esquilino. È la sola basilica di Roma ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte.

Fin dalla sua fondazione, la basilica è stata un punto di riferimento cruciale per la Chiesa e per il popolo romano, legata indissolubilmente al culto della Vergine Maria e testimone silenziosa di eventi storici e trasformazioni artistiche che ne hanno plasmato l'aspetto attuale. Ma quali sono gli elementi che rendono questa basilica così famosa nel mondo?

Indice dei contenuti

La Leggenda della Fondazione: Nostra Signora della Neve

La storia di Santa Maria Maggiore affonda le radici in una leggenda affascinante che risale al IV secolo, durante il pontificato di Papa Liberio (352-366). Si narra che la notte del 5 agosto del 358, la Vergine Maria apparve in sogno contemporaneamente al Papa e a un ricco patrizio romano di nome Giovanni. La Madonna chiese loro di costruire una chiesa in suo onore nel luogo che avrebbero trovato coperto di neve la mattina seguente. Incredibilmente, in una caldissima notte d'estate romana, una nevicata inattesa imbiancò la sommità del colle Esquilino. Papa Liberio si recò sul posto e tracciò nella neve il perimetro della futura basilica, che fu poi costruita grazie al finanziamento di Giovanni e di sua moglie, anch'essa devota alla Vergine. Sebbene le fonti storiche attribuiscano la ricostruzione o ristrutturazione principale a Papa Sisto III (432-440), che la dedicò ufficialmente al culto della Madonna subito dopo il Concilio di Efeso (431) che ne aveva riconosciuto la divina maternità (Theotókos), la leggenda del miracolo della neve è rimasta vivida nei secoli. Ogni anno, il 5 agosto, in ricordo di questo evento miracoloso e in onore di Nostra Signora della Neve, durante le celebrazioni liturgiche, una cascata di petali bianchi scende dal soffitto della navata centrale, ricreando l'atmosfera di quella singolare nevicata estiva.

Un Gioiello Paleo-Cristiano Unico a Roma

Come accennato, uno degli aspetti più distintivi di Santa Maria Maggiore è la conservazione della sua struttura basilicale paleocristiana. L'impianto originale, voluto da Sisto III, presentava tre navate separate da due file di colonne di spoglio (provenienti da edifici romani preesistenti), sormontate da un architrave continuo, un elemento architettonico tipico delle prime basiliche cristiane che si differenziava dall'uso successivo di archi a tutto sesto. Sebbene le navate laterali siano state coperte con volte nel XV secolo e la navata centrale abbia ricevuto un magnifico soffitto a cassettoni, la disposizione generale, la lunghezza e l'ampiezza della navata centrale con le sue colonne e l'architrave rimangono fedeli al progetto del V secolo. Anche il campanile romanico, alto 75 metri e il più alto di Roma, costruito tra il 1375 e il 1376, si inserisce armoniosamente nel complesso, rappresentando un'importante aggiunta medievale.

I Tesori Artistici: Mosaici e Decorazioni

La basilica è celebre in tutto il mondo per i suoi straordinari cicli musivi, che coprono diverse epoche e stili, offrendo una testimonianza unica dell'evoluzione dell'arte cristiana a Roma.

I Mosaici Paleocristiani (V secolo)

I mosaici paleocristiani della navata centrale e dell'arco trionfale sono tra i più antichi e importanti della cristianità. I pannelli della navata, collocati sotto le finestre (originariamente racchiusi da edicole), narrano storie del Vecchio Testamento: scene della vita di Abramo, Giacobbe e Isacco sul lato sinistro, e di Mosè e Giosuè su quello destro. Dei quarantadue riquadri originari, ne restano oggi ventisette. Questi mosaici presentano uno stile legato alla pittura tardoantica, con un uso sapiente di ombreggiature, sfumature e una raffigurazione realistica dello spazio e dei volumi. Sono stati notati legami stilistici con manoscritti illustri come il "Virgilio Vaticano", suggerendo l'utilizzo di modelli e tradizioni artistiche di alto livello.

I mosaici dell'arco trionfale, invece, sono dedicati all'Infanzia di Cristo e ad episodi tratti dai Vangeli, inclusi alcuni apocrifi, come l'incontro con il governatore Afrodisio in Egitto. Queste scene (Annunciazione, Presentazione al Tempio, Adorazione dei Magi, Strage degli Innocenti, ecc.) sono caratterizzate da uno stile più ieratico e solenne rispetto a quelli della navata. Alla sommità dell'arco, il Trono dell'Etimasia (la Preparazione del Trono per la Seconda Venuta di Cristo), affiancato da San Pietro e Paolo, e sormontato dal Tetramorfo, simboleggia la gloria divina. Sotto, l'iscrizione dedicatoria di Papa Sisto III: Xystus episcopus plebi Dei (Sisto vescovo al popolo di Dio), in lettere d'oro. L'intero programma decorativo dell'arco trionfale era un potente manifesto teologico, volto a riaffermare la divinità di Cristo e il primato della Chiesa romana, in risposta alle questioni sollevate dal Concilio di Efeso.

I Mosaici Medievali (XIII secolo)

Alla fine del XIII secolo, durante il pontificato di Niccolò IV, fu realizzata una nuova abside, decorata con splendidi mosaici dall'artista Jacopo Torriti (datati 1295). Il soggetto principale è l'Incoronazione di Maria, la prima raffigurazione absidale di questo tema. La Vergine, seduta accanto a Cristo su un fastoso trono, è vestita con abiti regali, in una sintesi di elementi bizantini e sensibilità artistica romana. Questo mosaico rappresenta un punto culminante dell'arte medievale romana e conclude una lunga stagione artistica. Alla stessa epoca risalgono i mosaici della facciata, opera di Filippo Rusuti, che raffigurano episodi della leggenda della nevicata e altre scene mariane.

Per cosa è famosa Santa Maria Maggiore?
La basilica di Santa Maria Maggiore o basilica Liberiana è una delle basiliche del centro storico di Roma, situata nel Rione Monti e nel Rione Esquilino. È la sola basilica di Roma ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte.

Il Soffitto d'Oro

Nel XV secolo, la navata centrale fu arricchita da uno spettacolare soffitto a cassettoni, attribuito al progetto di Giuliano da Sangallo e commissionato dal Cardinale Rodrigo Borgia (futuro Papa Alessandro VI). Questo soffitto riccamente intagliato e dorato è celebre non solo per la sua bellezza ma anche per la tradizione secondo cui l'oro utilizzato per la doratura sarebbe stato il primo oro giunto dalle Americhe (dal Perù), donato dai sovrani spagnoli alla Chiesa. Al centro del soffitto spicca lo stemma araldico del pontefice Borgia, riconoscibile per la presenza del toro.

Le Splendide Cappelle e l'Interno

L'interno della basilica è ulteriormente impreziosito da numerose cappelle, aggiunte nei secoli da papi e famiglie nobili, ognuna un capolavoro a sé stante. Tra le più importanti vi sono la Cappella Sistina (o del Santissimo Sacramento), voluta da Papa Sisto V e realizzata da Domenico Fontana alla fine del XVI secolo, che ospita le tombe di Sisto V e Pio V e incorpora l'antico oratorio del Presepe con le sculture di Arnolfo di Cambio e le reliquie della mangiatoia. Accanto, la Cappella Sforza, progettata da Michelangelo Buonarroti.

La Cappella Paolina (o Borghese), eretta da Flaminio Ponzio per volere di Papa Paolo V all'inizio del XVII secolo, è un altro esempio sfolgorante di arte barocca. Ospita le tombe dei papi Clemente VIII e Paolo V ed è riccamente decorata con marmi colorati, sculture e affreschi realizzati dai più importanti artisti dell'epoca, tra cui Guido Reni e il Cavalier d'Arpino. Ma il tesoro più prezioso custodito nella Cappella Paolina è l'antica e veneratissima icona della Salus Populi Romani (Salvezza del Popolo Romano).

La Salus Populi Romani e la Devozione Mariana

L'icona della Salus Populi Romani, posta sull'altare della Cappella Paolina, è un'immagine dipinta della Vergine con il Bambino, di tipo romano-orientalizzante, risalente probabilmente al XII-XIII secolo. La tradizione popolare, tuttavia, l'ha per secoli ritenuta un'immagine acheropita (non dipinta da mano d'uomo) e attribuita a San Luca Evangelista. Questa icona è da sempre al centro della devozione mariana dei romani e dei papi. Rappresenta la Vergine nel tipo della Glicofilusa (della tenerezza), con il Bambino che si stringe a lei, ma anche dell'Odigitria (colei che indica la via), con Maria che sembra mostrare Cristo come la Salvezza. Papa Francesco ha un legame particolarissimo con questa icona, che visita frequentemente prima e dopo i suoi viaggi apostolici per affidare a Maria le sue intenzioni di preghiera e le sorti della Chiesa e del mondo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, la popolazione romana fece voto alla Salus Populi Romani chiedendo la salvezza della città, come di fatto avvenne.

Le Reliquie Sacre e la Devozione Mariana

Oltre all'icona della Salus Populi Romani, Santa Maria Maggiore è famosa per custodire le reliquie della culla della Natività di Gesù (il cunabulum). Questi frammenti di legno, portati a Roma dalla Terra Santa, sono conservati in un prezioso reliquiario di cristallo (realizzato da Luigi Valadier) posto nella Confessione, l'ambiente sottostante l'altare maggiore, realizzato nel XIX secolo da Virginio Vespignani. La presenza di queste reliquie ha conferito alla basilica, fin dall'epoca paleocristiana, la denominazione di Santa Maria ad praesepem (a Santa Maria presso il presepio) e ha contribuito a farne il "primo centro mariano al mondo", luogo di incessante pellegrinaggio e devozione.

Dimora Eterna di Papi e Artisti

La basilica è anche un importante luogo di sepoltura, ospitando le spoglie di diverse figure illustri. Tra queste, spiccano numerosi pontefici. Prima di Papa Francesco, sette papi avevano scelto o trovato sepoltura qui, tra cui Onorio III (che approvò la regola francescana e concesse l'indulgenza della Porziuncola a San Francesco), Niccolò IV (il primo papa francescano, committente dei mosaici absidali di Torriti) e i papi Clemente VIII e Paolo V Borghese (committenti della Cappella Paolina e legati alla storia del pittore Caravaggio). Ma la basilica è anche la dimora eterna di uno dei più grandi geni dell'arte barocca: Gian Lorenzo Bernini, sepolto nella tomba di famiglia lungo la navata destra, vicino all'altar maggiore.

Perché papa Francesco è sepolto a Santa Maria Maggiore?
"Lui voleva che rispettasse e parlasse della sua vita, e cioè di semplicità e di cose essenziali. Così ha voluto che venisse scolpita l'unica iscrizione in latino Franciscus, la sua croce pettorale ingrandita, e che la pietra fosse della sua terra, dei suoi avi, la pietra ligure.

Recentemente, la basilica ha acquisito un'ulteriore e straordinaria notorietà per la decisione di Papa Francesco di essere sepolto al suo interno, come da lui stesso espresso nel suo testamento. Sarà l'ottavo pontefice a riposare in questo luogo sacro. La sua scelta, come ha spiegato Monsignor Andrea Lonardo, Direttore dell'Ufficio per la Catechesi e il Catecumenato della Diocesi di Roma, esprime il profondo amore del Papa per la Madonna e per la "Chiesa popolare", quella dei semplici che trovano conforto e salvezza nell'intercessione di Maria, come simboleggiato dall'icona della Salus Populi Romani, a cui il Papa era particolarmente legato e vicino alla quale ha chiesto di riposare.

Tra le sepolture non pontificie, si annovera anche quella singolare di Antonio Emanuele Ne Vunda, ambasciatore del re del Congo nel 1607, a testimonianza dei legami storici e universali della Chiesa di Roma.

Il Museo e i Segreti Sotterranei

Il Museo della basilica conserva opere d'arte e reperti legati alla sua storia. Tra questi, spiccano le figure scultoree dell'antico presepio di Arnolfo di Cambio (fine XIII secolo), originariamente collocato nell'oratorio poi inglobato nella Cappella Sistina. Sebbene recenti studi abbiano evidenziato che alcune figure, come la Vergine col Bambino, abbiano subito modifiche rinascimentali, il gruppo rimane una testimonianza fondamentale della scultura medievale e della tradizione presepiale legata alla basilica.

Sotto il pavimento della basilica, scavi archeologici condotti tra il 1966 e il 1971 hanno rivelato un complesso di ambienti di epoca romana (II-III secolo), accessibili oggi tramite il museo. Questi resti, forse pertinenti a una vasta residenza privata, includono tracce di un impianto termale con mosaici e affreschi, tra cui un noto affresco raffigurante un calendario agricolo. Queste scoperte offrono uno spaccato della storia del sito prima della costruzione della basilica e arricchiscono ulteriormente il patrimonio storico-culturale del complesso.

Domande Frequenti sulla Basilica di Santa Maria Maggiore

Cos'è il miracolo della neve legato a Santa Maria Maggiore?
È una leggenda secondo cui nel 358 d.C. una nevicata miracolosa avvenuta il 5 agosto sull'Esquilino indicò a Papa Liberio e al patrizio Giovanni il luogo dove costruire una chiesa dedicata alla Madonna. L'evento è commemorato ogni anno il 5 agosto con una pioggia di petali bianchi.

Quanti Papi sono sepolti in Santa Maria Maggiore?
Attualmente sono sepolti sette papi nella basilica. Con la futura sepoltura di Papa Francesco, diventeranno otto.

A che ora apre la Porta Santa a Santa Maria Maggiore?
Informazioni - Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. - La Basilica è aperta tutti i giorni dalle ore 7,00 alle ore 19,00 (Ultimo ingresso alle 18,30). - La Sagrestia è aperta dalle ore 7,00 alle ore 12,30 e dalle ore 15,00 (15,30 nelle festività) alle ore 18,30.

Cos'è l'icona della Salus Populi Romani?
È un'antica e venerata icona bizantina della Vergine con il Bambino, custodita nella Cappella Paolina. È considerata la protettrice di Roma ed è oggetto di grande devozione da parte dei romani e dei papi, in particolare Papa Francesco.

Perché la struttura di Santa Maria Maggiore è considerata unica?
È l'unica delle quattro basiliche maggiori di Roma ad aver mantenuto quasi intatta la sua struttura architettonica paleocristiana originale del V secolo, nonostante le aggiunte e modifiche successive.

Chi ha commissionato il famoso soffitto dorato della navata?
Il soffitto fu commissionato dal Cardinale Rodrigo Borgia (futuro Papa Alessandro VI) nel XV secolo. La tradizione vuole che sia stato dorato con il primo oro proveniente dalle Americhe.

Chi è sepolto in Santa Maria Maggiore oltre ai Papi?
Oltre a diversi papi, la basilica ospita la tomba del celebre artista Gian Lorenzo Bernini e quella di Antonio Emanuele Ne Vunda, ambasciatore del re del Congo nel XVII secolo.

Cos'è "La Sperduta"?
È il nome della campana maggiore del campanile di Santa Maria Maggiore. Suona ogni sera alle 21 in ricordo di una leggenda legata a una pastorella o pellegrina che si perse sull'Esquilino.

Conclusione

La Basilica di Santa Maria Maggiore è molto più di un semplice edificio religioso; è un compendio vivente di storia, arte e fede. Dalla sua leggendaria fondazione sotto la neve estiva, attraverso i capolavori musivi che narrano storie sacre e teologiche, fino a divenire l'ultima dimora di papi e artisti, la basilica testimonia ininterrottamente la centralità della figura di Maria nella Chiesa. La conservazione della sua struttura antica, l'opulenza delle sue decorazioni, la presenza di reliquie insigni e l'eredità spirituale legata all'icona della Salus Populi Romani e alla devozione di pontefici come Papa Francesco, fanno di Santa Maria Maggiore un luogo di universale importanza e un tesoro inestimabile nel cuore di Roma.

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