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Roma: La Crisi dei Bar e il Boom delle Pizzerie

09/09/2023

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Il paesaggio urbano di Roma, da sempre punteggiato da un'infinita varietà di locali, sta vivendo profonde trasformazioni. Due settori in particolare offrono uno spaccato interessante di queste dinamiche: i bar, che affrontano una crisi senza precedenti, e le pizzerie, il cui numero nella Capitale raggiunge vette impensate a livello nazionale. Analizziamo i dati recenti per capire cosa sta accadendo dietro le quinte di questi luoghi iconici della socialità e della gastronomia italiana.

Quanti bar ci sono a Roma?
In dieci anni a Roma chiuso un bar su quattro Nel 2012, nel centro storico della Capitale erano attivi 1021 bar, 4433 invece nel resto della città, per un totale di 5454. I numeri del 2022 fanno tremare i polsi: nella parte storica di Roma i bar sono 760, 3446 negli altri quartieri, per un totale di 4206.
Indice dei contenuti

L'Ecatombe dei Bar a Roma e Provincia

I numeri non mentono e, per quanto riguarda i bar, dipingono un quadro piuttosto allarmante. Secondo i dati emersi durante la tavola rotonda “Rilanciamo il bar”, organizzata da Fipe-Confcommercio in occasione della fiera “Host”, la situazione è critica. Si stima che, rispetto al 2017, sia scomparsa la metà dei bar aperti a Roma e provincia. Questo dato è parte di una tendenza preoccupante: ogni anno, circa due attività su dieci nel settore cessano l'attività.

Guardando ai dati più recenti, nel solo primo semestre del 2023, a Roma e Provincia si contavano 12615 bar attivi. Nonostante l'apertura di 32 nuove attività, le cessazioni sono state ben 116, portando a un saldo negativo di 84 unità in soli sei mesi. Questo significa che le chiusure superano ampiamente le nuove aperture, con evidenti ripercussioni economiche e sociali.

È interessante notare la composizione del tessuto imprenditoriale nel primo semestre 2023: si registrano 2927 imprese a guida femminile, 1006 guidate da giovani e 1030 imprese straniere. Tuttavia, al di là delle mere chiusure, è fondamentale sottolineare che la 'scomparsa' di molti bar non è sempre definitiva. Per adattarsi alle mutate esigenze del mercato e dei consumatori, molte attività hanno scelto di trasformarsi in ristoranti, modificando di conseguenza il proprio codice Ateco. Questa trasformazione, sebbene non sia una chiusura in senso stretto, contribuisce comunque a ridurre il numero dei bar tradizionali.

Il Tasso di Sopravvivenza: Una Sfida Costante

Il tasso di sopravvivenza delle imprese nel settore dei bar è un indicatore cruciale della difficoltà di mantenere un'attività stabile e duratura. I dati confermano questa sfida: dei bar aperti nel 2017 a Roma e Provincia, solo la metà risultava ancora attiva nel 2022. Questa percentuale, già bassa, potrebbe diminuire ulteriormente con il consolidarsi dei dati per l'anno in corso.

Anche le attività più recenti faticano a radicarsi. Dei bar inaugurati nel 2021, l'84,7% era ancora operativo nel 2022. Questo dato implica che quasi due attività su dieci non sono riuscite a superare il primo anno di vita, cessando l'attività in un periodo molto breve.

Un Decennio di Perdite: 1248 Bar in Meno nella Città di Roma

L'analisi su un arco temporale più ampio, confrontando il 2012 con il 2022, rivela la portata della crisi dei bar nella sola città di Roma. Dieci anni fa, nel centro storico si contavano 1021 bar, mentre nel resto della città erano 4433, per un totale di 5454 attività. Nel 2022, questi numeri sono drasticamente diminuiti: 760 bar nel centro storico e 3446 negli altri quartieri, per un totale di 4206.

Ciò si traduce in una perdita complessiva di 1248 bar nella città di Roma in un decennio. La diminuzione percentuale è stata del 25,5% nel centro storico (261 bar in meno) e del 22,3% nel resto del territorio romano (988 bar in meno). È significativo notare come la crisi abbia colpito in maniera quasi uniforme sia le aree centrali che quelle periferiche.

La situazione di Roma, sebbene allarmante, riflette una tendenza nazionale. In Italia, nell'ultimo decennio, si sono persi circa 20mila bar. Nonostante ciò, il settore rimane vitale a livello economico, con un valore stimato di 23 miliardi di euro e oltre 300.000 addetti tra titolari e dipendenti. Per quanto riguarda i dipendenti, il 59% ha un contratto a tempo indeterminato, con una prevalenza di part-time (59,3%), e una forte presenza femminile (sei dipendenti su dieci sono donne).

Le Ragioni di una Crisi: Competizione, Costi e Cambiamenti

Luciano Sbraga, direttore centro studi di Fipe Confcommercio, offre un'analisi approfondita delle cause di questa crisi. Il primo fattore individuato è l'eccessiva densità di locali: con 12600 attività per circa 3,5 milioni di persone (considerando la provincia), il mercato è estremamente competitivo. Questa competizione spietata rende difficile la sopravvivenza, specialmente per le attività meno strutturate o innovative.

Un altro elemento cruciale è la già menzionata trasformazione dei modelli di consumo. Il bar tradizionale, incentrato su caffè e colazione, è sempre più in difficoltà. Molti si sono evoluti, offrendo servizi di ristorazione leggera o vera e propria, superando il confine che li separava dal ristorante. Questo cambiamento è una risposta diretta alla necessità di aumentare i ricavi in un contesto dove lo scontrino medio di un bar si aggira intorno ai 4 euro. Con un valore medio così basso per transazione, sostenere i costi elevati di un'attività aperta per lunghe ore (in media 14 al giorno, sette giorni su sette) diventa insostenibile senza fonti di reddito aggiuntive. L'alto livello di servizio offerto dai bar (sempre aperti, accessibili) comporta costi strutturali notevoli, che non possono essere coperti solo da consumazioni a basso margine come il caffè (il cui prezzo di 1,20 euro copre i costi della materia prima di 20 centesimi solo grazie agli alti volumi e al servizio offerto).

Sbraga stima che dei 1200 bar persi a Roma in 10 anni, circa il 40% abbia effettivamente chiuso, mentre il restante 60% si sia trasformato in altre tipologie di attività, prevalentemente ristoranti. Questa trasformazione è stata in parte alimentata anche dalla diffusione dei dehors, soprattutto nel centro storico, che hanno reso più fluide le definizioni tra bar e locali con servizio al tavolo.

Anche lo smart working ha giocato un ruolo nel modificare i flussi di clientela, impattando sui bar che, per loro natura, offrono un elevato contenuto di servizio e necessitano di un afflusso costante di persone durante tutto l'arco della giornata. I titolari dei bar, spesso, sono coloro che lavorano di più, reinvestendo i profitti nell'attività per cercare di far fronte ai costi crescenti in un mercato dove aumentare il fatturato con uno scontrino medio basso è estremamente difficile.

Quante pizzerie ci sono a Roma?
Roma è la città d'Italia con il maggior numero di pizzerie: nella Capitale, una delle mete preferite dai turisti stranieri per le vacanze nel nostro Paese, ci sono 15.500 pizzerie.

Le grandi catene di ristorazione confermano la fragilità del mercato urbano dei bar. Preferiscono investire in aree a concessione (stazioni, aeroporti, autogrill) dove il flusso di clienti è garantito nonostante i canoni di locazione elevatissimi, piuttosto che affrontare la concorrenza spietata e la deregulation che caratterizzano le aree urbane, dove un marciapiede può vedere moltiplicarsi i locali che offrono lo stesso servizio, danneggiando tutti.

Le Pizzerie: Roma Regina d'Italia per Numero Assoluto

Il quadro cambia radicalmente quando si guarda al settore delle pizzerie. Roma si distingue come la città d'Italia con il maggior numero di pizzerie in assoluto. La Capitale, meta ambita dal turismo internazionale, vanta ben 15.500 pizzerie.

Tuttavia, è importante contestualizzare questo dato. Sebbene il numero assoluto sia il più alto a livello nazionale, considerando la densità di popolazione, Roma scivola al ventunesimo posto nella classifica italiana per numero di pizzerie per abitante, con circa una pizzeria ogni 280 cittadini. Questo dato, proveniente da una ricerca della Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), offre una prospettiva diversa sulla distribuzione dei locali sul territorio nazionale.

La ricerca Cna evidenzia come l'Italia intera sia il regno della pizza, con una presenza capillare di pizzerie da Nord a Sud. I dati forniti per Roma si concentrano sul numero totale e sulla densità, confermando la sua leadership in termini assoluti ma ridimensionandola nel confronto per abitante.

Confronto tra Bar e Pizzerie a Roma (Dati Selezionati)

SettoreDatoNumero/ValoreFonte/Periodo
Bar (Roma e Provincia)Attivi 1° semestre 202312615Fipe-Confcommercio
Bar (Roma città)Totale 20125454Fipe-Confcommercio
Bar (Roma città)Totale 20224206Fipe-Confcommercio
Bar (Roma città)Variazione 2012-2022-1248 (-22.9%)Fipe-Confcommercio
Bar (Roma e Provincia)Sopravvivenza 2017 al 2022~50%Fipe-Confcommercio
Bar (Italia)Perdita in 10 anni~20.000Fipe-Confcommercio
Bar (Italia)Valore settore23 miliardi €Fipe-Confcommercio
Bar (Italia)Addetti>300.000Fipe-Confcommercio
Bar (Italia)Dipendenti a T.I.59%Fipe-Confcommercio
Bar (Italia)Dipendenti part-time59.3%Fipe-Confcommercio
Bar (Italia)Dipendenti donne~60%Fipe-Confcommercio
Bar (Generico)Scontrino medio~4 €Fipe-Confcommercio
Pizzerie (Roma città)Totale15.500Cna
Pizzerie (Roma città)Posizione nazionale per densità21ªCna
Pizzerie (Roma città)Densità1 ogni 280 abitantiCna

Nota: I dati sui bar per Roma città si riferiscono al solo comune di Roma, mentre i dati generali (attivi 1° sem. 2023, sopravvivenza) si riferiscono a Roma e Provincia, come specificato nelle fonti.

Domande Frequenti sulla Ristorazione a Roma

Quanti bar ci sono attualmente a Roma e Provincia?
Secondo i dati del primo semestre 2023, c'erano 12615 bar attivi a Roma e Provincia.

Quanti bar sono scomparsi a Roma negli ultimi 10 anni?
Nella sola città di Roma (esclusa provincia), tra il 2012 e il 2022 sono scomparsi 1248 bar, con una diminuzione percentuale del 22.9%.

Quali sono le principali cause della crisi dei bar?
Le cause includono l'eccessiva competizione nel mercato, lo scontrino medio basso (€4), gli alti costi di gestione dovuti al livello di servizio (lunghe ore di apertura), la trasformazione di molti locali in ristoranti e l'impatto di fenomeni come lo smart working.

Molti bar chiudono definitivamente o si trasformano?
Secondo le stime, circa il 40% dei bar scomparsi negli ultimi 10 anni a Roma ha chiuso, mentre il restante 60% si è probabilmente trasformato in altre tipologie di attività, come i ristoranti.

Quante pizzerie ci sono a Roma?
Roma è la città italiana con il maggior numero di pizzerie in assoluto, contandone 15.500.

Roma ha anche la maggiore densità di pizzerie per abitante in Italia?
No, nonostante l'alto numero assoluto, Roma si posiziona al 21° posto in Italia per densità di pizzerie, con circa una ogni 280 abitanti.

Conclusioni

Il panorama della ristorazione a Roma si presenta dicotomico: da un lato, il settore dei bar affronta una crisi strutturale, segnata da chiusure e trasformazioni dettate dalla necessità di adattarsi a un mercato competitivo e a margini ridotti. Dall'altro, il settore delle pizzerie dimostra una vitalità sorprendente in termini di numero assoluto di locali, confermando la pizza come colonna portante dell'offerta gastronomica romana. Queste dinamiche riflettono i cambiamenti nei modelli di consumo, le sfide economiche e la resilienza degli imprenditori che cercano costantemente nuove strade per prosperare in un contesto in rapida evoluzione.

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