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Neive: Passeggiata nel Cuore delle Langhe

05/06/2021

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Neive, un nome che risuona con l'eco di secoli di storia e prosperità, si svela come un autentico gioiello incastonato nel paesaggio collinare delle Langhe. Già nel 1760, Sansoldo di Levaldigi lo descriveva come un «villaggio ben popolato e ricco ed il migliore nel fabbricato della Langa», dimora di famiglie nobili e civili con le loro splendide residenze. Questa descrizione antica cattura perfettamente l'essenza di Neive, un luogo dove la bellezza non deriva solo dai singoli monumenti, ma dall'armonia complessiva del suo borgo.

Cosa vedere a Neive?
IL CENTRO STORICO (DA UNA PORTA ALL'ALTRA)Casa De Maria e Porta San Rocco.La Cappella rurale di San Rocco.Cappella privata del palazzo dei Conti di Castelborgo.Ingresso dei Giardini di Castelborgo.Piazza Italia, il “salotto” di Neive.Piazza Cocito con a destra il Ristorante “La Contea”

Arroccato in cima a una collina che domina la valle circostante, Neive si sviluppa in un affascinante disegno a spirale. Le sue strade acciottolate si inerpicano dolcemente verso la sommità, dove si ergono maestosi la torre campanaria, simbolo del potere comunale, e il campanile della chiesa di San Michele, rappresentante l'autorità religiosa. Passeggiare per Neive è un'esperienza sensoriale e storica. Si è colpiti dall'armonia del caseggiato, dall'eleganza sobria dei mattoni a vista che caratterizzano le antiche caseforti e la torre civica. I resti delle antiche mura testimoniano il passato fortificato del ricetto, mentre le numerose ville barocche, spesso circondate da lussureggianti giardini, raccontano la storia della nobiltà e dell'alta borghesia che qui risiedeva.

Indice dei contenuti

Un Itinerario nel Cuore del Borgo: Da Porta a Porta

Per immergersi completamente nell'atmosfera di Neive, un percorso ideale è quello che attraversa il centro storico da un capo all'altro. Questo itinerario suggerito inizia a sud, presso la Porta di San Rocco, e si conclude a nord, uscendo dalla porta detta di San Sebastiano. Lungo questa passeggiata, si incontrano i luoghi simbolo che definiscono l'identità di Neive, testimoni silenziosi di una storia ricca e complessa.

Casa Demaria: La Dimora dell'Aromatario

Appena varcata la soglia ideale della Porta di San Rocco, ci si imbatte nella storica Casa Demaria. La storia di questa famiglia è legata indissolubilmente a Neive fin dal 1614, quando Giovanni Demaria, noto come «l’aromatario», giunse da Cavallermaggiore. La sua scelta di stabilirsi qui fu probabilmente influenzata dalla fama del luogo, forse appresa dal perito calligrafo Thomaso Fianchetto, autore del «cadastro del territorio di Neive» nel 1581.

La grande casa in mattoni del XVI secolo, ristrutturata nel XVII, si trova sulla sinistra dell'arco che introduce nel borgo. Fu la dimora dei Conti Demaria, già conti di San Dalmazzo il Selvatico. Giovanni «l’aromatario» non era solo un mercante di spezie ed erbe, ma anche un amministratore stimato e benvoluto dal paese. Le sue relazioni di fine mandato sono ricordate come modelli di «chiarezza, di onestà e rettitudine». La sua importanza per Neive è sottolineata dal luogo della sua sepoltura, la Chiesa di San Pietro. L'ultima discendente, la contessa Paolina, lasciò in eredità i suoi beni al comune per opere di beneficenza, un gesto che testimonia il legame profondo tra la famiglia e la comunità.

La Cappella di San Rocco: Guardiana del Sud

Di fronte a Casa Demaria e alla Porta di San Rocco sorge l'omonima cappella rurale. Già esistente nel XV secolo, questa cappella in mattoni è dedicata a San Rocco, santo invocato contro la peste, la terribile «contagione» che ha segnato la storia europea. La parte centrale della cappella conserva ancora la sua struttura originale, mentre il resto fu sapientemente ristrutturato nel 1783 dall'architetto Giovanni Antonio Borghese, una figura centrale nell'architettura neivese e autore della splendida chiesa di San Michele. Una tradizione secolare, ancora viva oggi, lega la cappella alla vita del borgo: i corpi dei defunti vengono portati dinanzi al suo portico prima della cerimonia funebre, da dove il celebrante li accompagna in processione fino alla Chiesa parrocchiale.

Palazzo dei Conti Bongioanni Cocito: Eleganza Barocca

Appena superata la Porta di San Rocco, sulla sinistra di via Paolina Demaria, si erge un edificio di notevole eleganza e maestosità: il palazzo dei Conti Bongioanni Cocito. La sua imponenza contrasta piacevolmente con le strade strette e le case più basse circostanti, testimoniando il prestigio della famiglia che lo abitava. Questo gioiello barocco fu costruito su progetto di Giovanni Antonio Borghese intorno al 1750. Elementi degni di nota sono il raffinato portale d'ingresso, l'elegante cornicione che corona l'edificio e lo stile razionale delle facciate, che preannunciano canoni neoclassici. L'interno del palazzo, secondo le descrizioni, conserva affreschi, decorazioni e stucchi in puro stile rococò, offrendo uno spaccato dell'arte e del gusto dell'epoca.

Palazzo dei Conti di Castelborgo: Culla del Barbaresco?

Imboccando via Lafleur, un tempo conosciuta come via dei Benefici, si giunge al Palazzo dei Conti di Castelborgo. Fu il conte Giovanni Antonio Cissone a volerne la costruzione nel 1735. I Cissone erano una famiglia di spicco a Neive fin dal XVI secolo, con membri come Manfredo Cissone che ricoprì la carica di sindaco nel 1566. Tuttavia, il titolo nobiliare giunse più tardi: nel 1725, Giovanni Antonio acquistò da Carlo Emanuele III il titolo di Conte di Santa Maria di Alba, rinominato poi Castelborgo, per la somma di 3.500 lire.

Questo palazzo riveste un'importanza particolare per gli amanti del vino. Si narra infatti che nelle sue cantine furono eseguiti i primi esperimenti per la vinificazione del vitigno nebbiolo, un lavoro pionieristico che portò alla nascita di quello che oggi conosciamo come Barbaresco. Accanto all'ingresso principale del palazzo, un secondo portone introduce a una pregevole cappella privata in stile barocco, un piccolo tesoro nascosto di arte e devozione.

I Giardini dei Conti di Castelborgo: L'Opera Giovanile di Borghese

Di fronte al Palazzo Castelborgo si estendono i giardini, accessibili attraverso una serie di archi e cancellate in ferro battuto. Un tempo, questa zona era conosciuta come «contrada del ballo», poiché sulla sua spianata, prima che diventasse proprietà privata, vi era un poggio dove gli abitanti di Neive si ritrovavano per ballare all'aperto. L'ingresso dei giardini è un'opera maestosa, progettata dall'architetto Giovanni Antonio Borghese nel 1752-53. Si dice che questo fosse il progetto con cui il giovane Borghese si laureò in architettura, realizzato su volere dei Conti nell'ambito di un più vasto piano di riqualificazione della "contrada del ballo", precedentemente acquistata dal Comune. Sulla cancellata centrale, un tempo svettava lo stemma dei Castelborgo, oggi sbiadito dal tempo. All'interno dei giardini, osservando il terrazzamento di destra, si possono ancora distinguere i laterizi che componevano l'antico muro del ricetto di Neive, un'ulteriore stratificazione storica visibile nel paesaggio.

Piazza Italia: Il Salotto del Borgo

Proseguendo dalla Porta di San Rocco, si giunge in Piazza Italia, la piazza principale di Neive e il suo vero e proprio "salotto". L'impatto visivo è immediato, con le case variopinte che la circondano, ognuna con la sua storia da raccontare. La parte destra della piazza è la più antica, risalente all'epoca medievale, con strutture che conservano i caratteri di quel periodo. Sulla sinistra, invece, si trovano palazzi edificati dopo la metà del XVI secolo, caratterizzati da portici e balconi in ferro battuto che aggiungono un tocco di grazia rinascimentale e barocca.

Tra questi edifici, spicca il vecchio Palazzo Comunale, noto anche come Palazzo dell'Orologio. Risalente anch'esso al XVI secolo, la sua struttura attuale è frutto di un rifacimento operato da Giovanni Antonio Borgese (da non confondere con il quasi omonimo architetto Giovanni Antonio Borghese, anche se le loro opere si intrecciano a Neive) nel 1760. Lo stile è quello tipico del rococò piemontese, riconoscibile nel grosso e slanciato timpano che sorregge l'orologio civico. La porta d'ingresso, un pezzo originale disegnato dallo stesso Borgese, ha più di 250 anni e rappresenta un dettaglio storico di pregio.

Palazzo Borgese e la Bottega dei Quattro Vini

Di fronte al vecchio Palazzo Comunale si trova quello che fu la residenza dell'architetto Giovanni Antonio Borgese, la figura che ha lasciato un'impronta indelebile nell'architettura di Neive con molti dei suoi palazzi più belli e la chiesa di San Michele. Acquistato dalla famiglia Borgese nel 1705, il palazzo fu ristrutturato proprio da Giovanni Antonio. Oggi, questo elegante e severo edificio ospita gli uffici municipali, continuando a svolgere una funzione pubblica per la comunità. Ma è nelle sue cantine che si trova un luogo di grande interesse per i visitatori: la Bottega dei quattro vini di Neive.

La Bottega è un punto di riferimento per la degustazione e l'acquisto dei vini tipici della zona: il Dolcetto, il Barbaresco, il Barbera e il Moscato. È una realtà unica, gestita direttamente dai produttori locali che si alternano nella conduzione, garantendo un legame diretto con il territorio e chi lo lavora. All'interno della Bottega, non solo è possibile acquistare bottiglie, ma anche degustare i vini accompagnati da una selezione di formaggi e salumi locali, tutti provenienti da aziende artigianali del luogo scelte con cura. È un'occasione imperdibile per assaporare i frutti di questa terra generosa.

Palazzo dei Conti Cocito e l'Arte della Tavola

Salendo dal fondo di Piazza Italia verso Pian Castello, lungo Via Cocito, si incontra sulla sinistra il palazzo degli omonimi Conti. Questo imponente edificio domina la piazza e affonda le sue radici nel passato medievale di Neive, essendo stato un'antica casaforte costruita lungo le mura del ricetto fortificato. La famiglia Cocito è una delle più antiche e nobili del paese, con una presenza costante e influente nella vita pubblica. Basti pensare che ben 12 membri della famiglia ricoprirono la carica di sindaco tra il 1564 e il 1590, e gran parte dei territori circostanti il borgo erano di loro proprietà.

Oggi, il Palazzo Cocito ospita il rinomato Ristorante La Contea, che offre un'esperienza culinaria di alto livello, legata ai sapori e alle tradizioni delle Langhe. Di fronte al ristorante si trova l'enoteca Il nido della Cinciallegra, anch'essa parte della stessa gestione. Qui è possibile dedicarsi alla degustazione di vini e prodotti tipici locali, attentamente selezionati tra le eccellenze artigianali del territorio. È il luogo ideale per concludere una passeggiata nel borgo, unendo la scoperta storica alla ricchezza enogastronomica.

La Porta e la Cappella di San Sebastiano: L'Uscita a Nord

Concludendo l'itinerario "da porta a porta", si raggiunge l'uscita nord di Neive, marcata dalla Porta di San Sebastiano, sormontata da un arco. Proprio come la porta meridionale prende il nome dalla cappella antistante, anche questa porta settentrionale è legata alla Cappella rurale di San Sebastiano. Questa cappella, le cui origini risalgono al XV secolo ma che fu ricostruita nel XVIII, è dedicata a San Sebastiano, santo anch'esso invocato contro la peste. La sua presenza segna idealmente il confine settentrionale del borgo storico, un punto di passaggio che, come la Porta di San Rocco a sud, ha visto secoli di storia transitare sotto il suo arco.

Neive e i Suoi Tesori Nascosti

Oltre ai punti salienti di questo itinerario, Neive nasconde molti altri angoli suggestivi. Le strette vie, gli scorci inattesi, i cortili interni che si intravedono dietro antichi portoni contribuiscono al fascino unico del borgo. Ogni passo rivela un dettaglio architettonico, una targa storica, un piccolo giardino segreto. L'atmosfera è quella di un luogo che ha saputo conservare la sua autenticità, resistendo al passare del tempo e alle trasformazioni. La vista sulle colline circostanti, punteggiate di vigneti che cambiano colore con le stagioni, è un quadro mozzafiato che incornicia il borgo e ricorda costantemente la sua profonda connessione con il paesaggio delle Langhe.

L'Impronta di Giovanni Antonio Borghese

Abbiamo incontrato il nome di Giovanni Antonio Borghese più volte lungo questo percorso. Questo illustre abitante di Neive è stato una figura chiave nella definizione dell'aspetto barocco e rococò di gran parte del borgo. Suoi sono i progetti della ristrutturazione della Cappella di San Rocco, del maestoso Palazzo Bongioanni Cocito, dell'ingresso monumentale ai Giardini di Castelborgo (forse il suo progetto di laurea), e della bellissima chiesa di San Michele, situata nel cuore del borgo. La sua visione architettonica ha plasmato Neive nel XVIII secolo, lasciando un'eredità di eleganza e armonia che ancora oggi ammiriamo. Le opere di Borgese si integrano perfettamente con le strutture più antiche, creando un tessuto urbano coerente e affascinante.

La Bottega dei Quattro Vini: Un Assaggio del Territorio

Il legame tra Neive e il vino è fortissimo. Oltre alla storia della nascita del Barbaresco nelle cantine di Palazzo Castelborgo, la presenza della Bottega dei quattro vini di Neive nel Palazzo Borgese è un chiaro segnale di questa vocazione. Qui il visitatore ha l'opportunità unica di conoscere e degustare i vini che meglio rappresentano il territorio neivese: il Dolcetto, un rosso giovane e fruttato; il Barbera, più strutturato e versatile; il Barbaresco, il grande vino da invecchiamento, elegante e complesso; e il Moscato, il dolce vino bianco aromatico, perfetto per accompagnare i dolci o come aperitivo. La gestione diretta da parte dei produttori rende l'esperienza autentica e permette un contatto diretto con chi il vino lo fa nascere.

Tabella Riassuntiva dei Luoghi Principali

LuogoPeriodo/Stile PrincipaleCaratteristica NotevoleArchitetto (se noto)
Casa DemariaXVI-XVII SecoloDimora storica, legata a 'l'aromatario'-
Cappella di San RoccoXV Secolo (Ristr. XVIII)Dedicata a San Rocco, tradizione funebreGiovanni Antonio Borghese (Ristr.)
Palazzo Bongioanni CocitoXVIII Secolo (Barocco)Eleganza barocca, interni rococòGiovanni Antonio Borghese
Palazzo dei Conti di CastelborgoXVIII SecoloStoria famiglia Cissone/Castelborgo, primi esperimenti Barbaresco-
Giardini di CastelborgoXVIII Secolo (Barocco)Ingresso monumentale, resti ricettoGiovanni Antonio Borghese
Palazzo Comunale (Orologio)XVI Secolo (Ristr. XVIII - Rococò)Orologio civico, porta originaleGiovanni Antonio Borgese (Ristr.)
Palazzo Borgese (Municipio)XVIII Secolo (Barocco)Residenza arch. Borgese, Bottega dei 4 ViniGiovanni Antonio Borgese (Ristr.)
Palazzo dei Conti Cocito (Ristorante La Contea)Medievale (Casaforte) / RistrutturazioniAntica casaforte, sede ristorante/enoteca-
Cappella di San SebastianoXV Secolo (Ristr. XVIII)Dedicata a San Sebastiano-

Domande Frequenti su Cosa Vedere a Neive

Quali sono i vini tipici di Neive che posso degustare?

A Neive i vini più rappresentativi sono quattro: il Dolcetto, il Barbera, il Barbaresco e il Moscato. Puoi degustarli e acquistarli presso la Bottega dei quattro vini, gestita direttamente dai produttori locali.

Dove posso mangiare o fare una degustazione a Neive?

Nel borgo storico, il Ristorante La Contea, situato nell'antico Palazzo dei Conti Cocito, offre cucina locale. Di fronte, l'enoteca Il nido della Cinciallegra propone degustazioni di vini e prodotti tipici. La Bottega dei quattro vini nel Palazzo Borgese offre anche degustazioni accompagnate da formaggi e salumi.

Chi era Giovanni Antonio Borghese e perché è importante per Neive?

Giovanni Antonio Borghese (e probabilmente anche Giovanni Antonio Borgese, citato per il Palazzo Comunale) fu un architetto locale del XVIII secolo che ha profondamente influenzato l'aspetto barocco e rococò di Neive. A lui si devono diversi palazzi nobiliari, la ristrutturazione di cappelle e l'ingresso ai giardini di Castelborgo, oltre alla Chiesa di San Michele. Le sue opere sono tra le più belle del borgo.

Cos'è il 'ricetto' a cui si fa riferimento?

Il ricetto era un'area fortificata all'interno o accanto al borgo medievale, utilizzata come rifugio per la popolazione e i loro beni in caso di pericolo. A Neive, i resti delle mura dell'antico ricetto sono ancora visibili, ad esempio nel terrazzamento dei Giardini di Castelborgo e come base del Palazzo Cocito.

Quanto tempo ci vuole per visitare il borgo storico di Neive?

Per percorrere con calma l'itinerario "da porta a porta" e soffermarsi nei punti di interesse, tra cui la Bottega dei quattro vini, sono necessarie almeno 2-3 ore. Se si include una sosta per il pranzo o una degustazione più approfondita, si può dedicare anche mezza giornata o un'intera giornata.

Conclusione

Visitare Neive è un viaggio indietro nel tempo, un'immersione in un'atmosfera dove storia, arte e cultura del vino si fondono in modo armonioso. Dal fascino medievale del ricetto alla grazia barocca dei palazzi nobiliari, ogni angolo del borgo racconta una storia. Le colline circostanti, patrimonio UNESCO, offrono uno scenario incantevole, mentre i vini locali invitano a una sosta di piacere. Neive non è solo un luogo da vedere, ma da vivere, assaporare e scoprire passo dopo passo, un'esperienza indimenticabile nel cuore delle Langhe.

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