Dove inizia e dove finisce il Naviglio Grande?

Naviglio Grande: Storia, Bellezza e Segreti

25/02/2023

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Il Naviglio Grande non è solo un canale, ma un vero e proprio simbolo di Milano, testimone silenzioso di secoli di storia, commerci e ingegneria idraulica. Oggi cuore pulsante della vita notturna e culturale, conserva intatto il fascino delle antiche vie d'acqua che hanno plasmato il volto della città. Ma qual è la sua storia? Cosa lo rende così speciale e cosa si può scoprire passeggiando lungo le sue sponde?

Questo canale artificiale, il più antico e importante del sistema dei Navigli Lombardi, nasconde storie di duchi, architetti e umili barcaioli, collegando Milano al fiume Ticino e, indirettamente, ai grandi laghi e persino al mare. La sua creazione fu un'impresa colossale per l'epoca, un'opera di ingegneria che anticipò i tempi e rivoluzionò i trasporti e l'economia della regione.

Quando riempiono il naviglio grande?
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La Nascita di un Canale Storico

Le origini del Naviglio Grande affondano nel Medioevo, tra il 1152 e il 1157. Inizialmente, l'obiettivo non era la navigazione, bensì la difesa. Fu scavato il Ticinello, un canale che prelevava le acque dal fiume Ticino a Tornavento (oggi in provincia di Varese) e le convogliava verso sud, fino a confluire nel Lambro meridionale, passando per località come Abbiategrasso e Binasco. Questo primo canale serviva a creare un fossato difensivo tra il territorio milanese e quello di Pavia, all'epoca alleata dell'imperatore Federico Barbarossa.

L'artefice di questa prima fase fu Guglielmo da Guintellino, un architetto militare genovese al servizio dei Milanesi. Tra il 1156 e il 1158, Guintellino realizzò anche il fossato a difesa della città, utilizzando il materiale di scavo per costruire i bastioni fortificati. Fu proprio dall'ampliamento di questo fossato e dal successivo collegamento di Abbiategrasso con Milano, passando per Gaggiano, che prese forma il Naviglio come lo conosciamo oggi.

Nel 1179, il Ticinello fu prolungato da Abbiategrasso a Gaggiano, prendendo il nome di Navigium de Gazano. L'espansione continuò, raggiungendo Trezzano nel 1187 e arrivando alle porte di Milano nel 1211, presso il laghetto di Sant'Eustorgio, vicino all'attuale Darsena.

Da Canale Irrigua a Via Navigabile

Per un certo periodo, il canale mantenne prevalentemente una funzione irrigua e difensiva. La svolta verso la navigabilità avvenne nel 1272. I lavori di ampliamento e abbassamento del fondo, ordinati nel 1257 dal podestà Beno de’ Gozzadini, furono completati dal Maestro Giacomo Arribotti. L'obiettivo di Gozzadini era risanare le casse comunali e vide nella navigazione un modo per stimolare l'economia. Purtroppo, il suo zelo nel tassare la popolazione, inclusi i beni ecclesiastici, gli costò caro: fu processato, condannato a una multa esorbitante e, non potendo pagare, fu ucciso a furor di popolo e gettato nelle acque del canale che aveva voluto rendere navigabile. Nonostante il tragico destino del suo promotore, dal 1272 il Naviglio Grande divenne effettivamente navigabile, il primo grande canale artificiale di questo tipo in Europa, rivoluzionando la vita e le abitudini di un'ampia regione.

La Navigazione e i Commerci

Il trasporto fluviale rappresentava, rispetto a quello via terra, un metodo molto più sicuro ed efficace per spostare grandi quantità di merci. Permetteva di evitare briganti e malviventi e di trasportare carichi enormi. Le chiatte, o "barconi" (chiamati cagnone, mezzane o borcelli a seconda delle dimensioni), potevano trasportare fino a 200 tonnellate ciascuna, l'equivalente di circa cinque autotreni moderni.

Grazie al Naviglio Grande, da Milano partivano verso il Lago Maggiore e la Svizzera merci come sale, grano, vini, manufatti, tessuti, stoviglie e persino letame. In direzione opposta, verso Milano, arrivavano materiali da costruzione come ciottoli, mattoni, creta, sabbia, ghiaia, paglia e fieno. Dai bacini del Lago Maggiore giungevano marmi, graniti, pietre da costruzione, calce, carbone, legna, vino, pesce e bestiame. Il canale divenne una vera e propria autostrada d'acqua, fondamentale per l'approvvigionamento della città e lo sviluppo dei commerci.

Il Collegamento con la Città e il Duomo

Una delle storie più affascinanti legate al Naviglio Grande è quella del trasporto dei marmi per la costruzione del Duomo di Milano. Quando nel 1386 fu posta la prima pietra del nuovo Duomo, inizialmente pensato in mattoni, Gian Galeazzo Visconti decise che la sua capitale meritava un monumento in marmo, all'altezza delle grandi cattedrali europee.

Visconti mise a disposizione le cave di Candoglia, sul fiume Toce, affluente del Lago Maggiore. Il marmo doveva arrivare a Milano via acqua, passando dal lago, al fiume Ticino e poi al Naviglio Grande, fino al laghetto di Sant'Eustorgio. Per facilitare questo trasporto, nel 1388, Visconti concesse alla Veneranda Fabbrica del Duomo l'esenzione da pedaggi, dazi e gabelle per tutto il materiale necessario all'edificazione. I barconi che trasportavano i marmi venivano contrassegnati con le lettere AUF, acronimo di 'Ad Usum Fabricae' (Ad uso della Fabbrica). Da questa sigla nacque la popolare espressione milanese 'a ufo', per indicare qualcosa ottenuto gratuitamente.

Inizialmente, i barconi arrivavano al laghetto di S. Eustorgio, a circa due chilometri dal Duomo, e i blocchi di marmo dovevano essere trasportati via terra. La soluzione a questo problema arrivò all'inizio del Quattrocento con l'invenzione delle conche di navigazione, successivamente perfezionate da Leonardo da Vinci. Nel 1439 fu costruita la Conca di Viarenna, che collegò il Naviglio Grande alla Cerchia interna dei Navigli, permettendo alle imbarcazioni di arrivare fino al Laghetto di S. Stefano, un bacino scavato appositamente a soli trecento metri dal Duomo. Qui, i blocchi venivano scaricati con apposite gru (dette 'falcone' e 'falconetto') e trasportati su carri fino alla 'Cascina degli Scalpellini' per essere lavorati.

Cosa vedere lungo il Naviglio Grande?
Armani Silos. 4,4. (318) ...Galleria Previtali. (2) 0,2 kmGallerie d'arte.MUDEC - Museo delle Culture. 3,4. (1.187) ...Ponte Degli Artisti. 2,9. (20) ...Officine Creative Ansaldo OCA. 4,1. (13) ...Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio. 4,5. (464) ...Fondazione Gianfranco Ferré (1) ...Il Cenacolo. 4,6.

Il Laghetto di Santo Stefano fu il primo tratto dei navigli ad essere chiuso. Nel 1857, l'imperatore Francesco Giuseppe ne decretò la fine a causa delle zanzare e delle cattive esalazioni che rendevano difficile la degenza nell'adiacente Ospedale Maggiore (Ca' Granda). Oggi, solo la toponomastica (via Laghetto, Piazza Santo Stefano) ricorda l'esistenza di questo bacino. Il trasporto dei marmi via acqua continuò fino al 1920. La Conca di Viarenna, demolita e ricostruita, rimase attiva fino alla copertura dei navigli iniziata negli anni '20 del Novecento. Oggi, in via Conca, si può ancora vedere il rettangolo d'acqua dell'invaso e un'edicola con gli stemmi della Fabbrica e sforzesco, e una lapide che ricorda la donazione della conca alla Fabbrica da parte di Lodovico il Moro nel 1497.

Manutenzione e Figure Illustri

Il traffico intenso e l'usura richiedevano una costante manutenzione del canale e delle sue strutture. Già nel 1502, fu affidato all'ingegnere Giovanni Antonio Amadeo, capo degli architetti della Fabbrica del Duomo, il compito di effettuare una manutenzione straordinaria che garantisse una profondità dell'acqua non inferiore a un metro.

Tra le figure illustri che si occuparono dei Navigli spicca Leonardo da Vinci. Nel suo Codice Atlantico, annotò il 3 maggio 1509 il completamento dei lavori per il rifacimento della chiusa di San Cristoforo, essenziale per regolare il flusso verso la Darsena. Per il suo lavoro, Leonardo ricevette un 'diritto d'acqua', ovvero la proprietà di una bocca irrigua, menzionata anche nel suo testamento.

Più tardi, nel 1585, Giuseppe Meda, Pellegrino Tibaldi e Martino Bassi intervennero sulle opere di presa, utilizzando tecniche costruttive avanzate per rifare lo sperone e la Paladella, una diga che divideva le acque del Ticino tra il canale e il fiume a valle (oggi dismessa).

La Darsena: Cuore del Sistema

La Darsena di Porta Ticinese fu voluta e realizzata nel 1603 dal governatore spagnolo Pedro Enríquez de Acevedo, Conte di Fuentes. Costruita a ridosso delle nuove mura spagnole, si trovava in parte sulla stessa area del precedente laghetto di Sant'Eustorgio. La Darsena non solo riceveva le acque del Naviglio Grande, ma dava anche inizio al Naviglio Pavese (la cui costruzione era iniziata nel 1564, ma fu completata solo nel 1819). Agli inizi del XIX secolo, la Darsena fu ulteriormente modificata per aumentare la portata del Naviglio Grande, in vista della piena operatività del Naviglio Pavese, che avrebbe collegato Milano con Pavia e il Ticino a valle.

Il Trasporto di Persone

Oltre alle merci, il Naviglio Grande servì anche al trasporto di persone. A partire dal 1645, fu istituito un servizio regolare da Tornavento fino alla Darsena di Milano. I passeggeri venivano raccolti nei vari paesi lungo il canale e imbarcati su quello che divenne noto come 'El barchett de Boffalora', dal nome della località dove ebbe inizio questo servizio, reso celebre dall'omonima commedia dialettale di Cletto Arrighi. Il nome rimase in uso per indicare tutte le corriere che navigavano sul Naviglio Grande, anche dopo che il servizio fu sospeso nel 1913, soppiantato dalla linea tramviaria milanese.

Viaggiare via acqua era considerato comodo, sicuro ed economico, nonostante l'approssimazione degli orari. Il servizio crebbe nel tempo: dalle 2 barche di inizio Settecento si passò a 12 alla fine del secolo. Nel 1796 fu emesso un regolamento organico che uniformava costi, orari e caratteristiche degli approdi. Il servizio fu gestito per lungo tempo dai barcaioli di Boffalora, come Giuseppe Castiglioni e Soci, che impiegavano due uomini a bordo e un terzo a terra per occuparsi del cavallo addetto all'alaggio (il traino della barca).

Il Declino e la Ripresa Turistica

Con l'avvento delle ferrovie e del trasporto su gomma, l'importanza commerciale del Naviglio Grande diminuì progressivamente. L'ultimo barcone commerciale, il 6L-6043, che trasportava sabbia dalle cave dell'Alto Milanese, entrò in Darsena per l'ultima volta il 31 marzo 1979, segnando la fine di un'era durata secoli. Il divieto di navigazione commerciale trasformò il canale da "strada d'acqua" vitale a un elemento più legato al paesaggio e alla storia.

Tuttavia, tra la fine degli anni Novanta e l'inizio degli anni Duemila, il Naviglio Grande ha conosciuto una nuova vita grazie alla ripresa della navigazione turistica. Battelli e imbarcazioni riportano i visitatori sulle acque del canale, offrendo un punto di vista unico sulla città. Dal 2015, con la riqualificazione della Darsena, i tour attraversano anche questo importante bacino, collegando idealmente la Chiesa di San Cristoforo all'incile del Naviglio Pavese.

Chi ha fatto il Naviglio Grande?
L'artefice dello scavo fu Guglielmo da Guintellino, architetto militare genovese al servizio dei Milanesi, che tra il 1156 e il 1158 realizzò anche il fossato a difesa della città e, con il materiale di riporto degli scavi, costruì i bastioni fortificati.

Cosa Vedere Lungo il Naviglio Grande Oggi

Oggi, il Naviglio Grande è una delle zone più vivaci e frequentate di Milano, ricca di locali, ristoranti, atelier e gallerie d'arte. Passeggiare lungo le sue sponde offre l'opportunità di scoprire diversi punti d'interesse, testimoni della sua storia e della sua evoluzione culturale:

  • Armani Silos: Uno spazio espositivo dedicato alla moda e all'arte, creato dal celebre stilista.
  • Galleria Previtali: Una delle gallerie d'arte presenti nella zona, che contribuiscono all'atmosfera bohémienne.
  • MUDEC - Museo delle Culture: Un importante polo museale dedicato alle culture del mondo, situato a breve distanza dalle sponde.
  • Ponte Degli Artisti: Un ponte caratteristico, frequentato un tempo da pittori e artisti che trovavano ispirazione nel paesaggio dei Navigli.
  • Officine Creative Ansaldo OCA: Un vasto complesso industriale recuperato, oggi sede di attività culturali e creative, inclusa parte del MUDEC.
  • Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio: Una chiesa storica risalente al XIII secolo, situata direttamente sulla sponda del canale, punto di riferimento e snodo cruciale per la navigazione storica (ricordiamo i lavori di Leonardo alla chiusa vicina).
  • Fondazione Gianfranco Ferré: Uno spazio dedicato all'archivio e all'opera del grande architetto e stilista.
  • Il Cenacolo Vinciano: Sebbene non direttamente sul Naviglio, il celebre affresco di Leonardo da Vinci si trova a Milano ed è un'attrazione imperdibile che si lega idealmente alla presenza di Leonardo in città e al suo legame con i Navigli.

Le "Asciutte": Quando l'Acqua Scende

Un aspetto curioso e fondamentale per la vita del Naviglio Grande sono le cosiddette "asciutte". Non si tratta di prosciugamenti casuali, ma di operazioni pianificate e necessarie per la manutenzione del canale. L'ente ETVilloresi si occupa di gestire il reticolo idrico per assicurare l'efficienza della rete non solo per l'agricoltura, ma anche per tutti gli altri utilizzi dell'acqua, inclusa la navigazione turistica.

Le asciutte sono inevitabili e strettamente necessarie per effettuare lavori di manutenzione che non sarebbero possibili in presenza d'acqua, se non a costi insostenibili. Durante questi periodi si recuperano le sponde ammalorate, si interviene sui manufatti idraulici (come le chiuse), si effettuano attività di pulizia del letto del canale e si controlla l'espansione della vegetazione che potrebbe compromettere la funzionalità della rete.

Il Consorzio adotta solitamente due periodi di asciutta all'anno: una primaverile e una autunnale o jemale (nei mesi di febbraio e marzo). La durata viene ridotta al minimo attraverso una pianificazione concentrata dei lavori. L'obiettivo è bilanciare l'esigenza di efficienza e sicurezza della rete con gli altri interessi in gioco, come la produzione idroelettrica, lo svolgimento della navigazione (quando possibile) e il rispetto delle aspettative ambientaliste.

Durante le asciutte, viene prestata particolare attenzione al recupero della fauna ittica. Sotto la supervisione della Polizia provinciale, personale addestrato e autorizzato (dipendenti del Consorzio e imprese specializzate) effettua il recupero dei pesci, che vengono poi obbligatoriamente reimmessi nei punti indicati dalle guardie. L'esperienza e la professionalità assicurano recuperi efficienti con percentuali di mortalità molto basse, ben al di sotto dell'1%. I cittadini sono invitati a segnalare tempestivamente eventuali condizioni di sofferenza della fauna.

Le asciutte totali, ovvero il prosciugamento completo del canale, vengono pianificate solo in caso di stretta necessità. Altrimenti, si procede con il solo abbassamento dei livelli dell'acqua.

Il Sistema dei Navigli: Il Grande e gli Altri Canali

Il Naviglio Grande è solo una parte di un sistema idrico più ampio e complesso che si innesta sul ricco reticolo naturale della Lombardia, formato da fiumi come Lambro, Adda e Ticino. Questo sistema, composto da cinque canali principali (Grande, Pavese, Bereguardo, Martesana e Paderno), ha assunto nel corso dei secoli funzioni diverse in risposta allo sviluppo urbano, agricolo, commerciale e industriale di Milano.

NaviglioOrigineTermineLunghezza (ca.)Funzione Principale StoricaNote
Naviglio GrandeTicino (Tornavento/Turbigo)Darsena di Porta Ticinese (Milano)50 km (originaria)
40 km (attuale)
Difensiva, Irrigua, Navigabile (Commercio, Persone)Più antico e importante. Trasporto marmi per il Duomo.
Naviglio PaveseDarsena di Porta Ticinese (Milano)Ticino (a valle di Pavia)33 kmCollegamento Milano-Pavia/Po/MareCompletato nel 1819. 12 conche (2 doppie). Oggi irriguo, breve tratto navigabile turistico.
Naviglio di BereguardoNaviglio Grande (Castelletto di Abbiategrasso)Roggia Tolentina (Bereguardo)19 kmCollegamento Milano-Pavia (alternativo al Pavese)Costruito dal 1420. 12 conche. Decaduto dopo completamento Pavese. Oggi irriguo.
Naviglio MartesanaAdda (Concesa di Trezzo)Milano (interrato a Cassina de Pomm')38 km (all'aperto)Irrigua, NavigabileIniziato nel 1462. Collegava il sistema all'Adda. Oggi irriguo, breve tratto navigabile turistico.
Naviglio di PadernoAdda (Paderno)Adda (a valle)2,6 kmSuperamento tratto non navigabile dell'AddaCompletato nel 1777. 7 conche di ispirazione leonardesca. Oggi non più navigato commercialmente.

Il Naviglio Pavese, ad esempio, fu costruito per collegare Milano a Pavia e quindi al fiume Po, aprendo una via verso il mare. Il Naviglio di Bereguardo servì inizialmente allo stesso scopo, come alternativa al Pavese la cui costruzione fu travagliata. Il Martesana collegava il sistema all'Adda, mentre il Naviglio di Paderno permetteva di superare un tratto non navigabile dell'Adda stessa. Ognuno di questi canali ha giocato un ruolo fondamentale nella storia e nello sviluppo del territorio lombardo.

Domande Frequenti sul Naviglio Grande

Quando è stato costruito il Naviglio Grande?
I lavori per il Ticinello, il nucleo originario del Naviglio Grande, iniziarono tra il 1152 e il 1157. Fu reso navigabile nel 1272.

Perché è stato costruito?
Inizialmente per scopi difensivi. Successivamente, fu ampliato per diventare un importante canale irriguo e, dal 1272, una via navigabile fondamentale per i trasporti e i commerci.

Cosa vedere lungo il Naviglio Grande?
Armani Silos. 4,4. (318) ...Galleria Previtali. (2) 0,2 kmGallerie d'arte.MUDEC - Museo delle Culture. 3,4. (1.187) ...Ponte Degli Artisti. 2,9. (20) ...Officine Creative Ansaldo OCA. 4,1. (13) ...Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio. 4,5. (464) ...Fondazione Gianfranco Ferré (1) ...Il Cenacolo. 4,6.

Chi ha reso il Naviglio Grande navigabile?
I lavori furono ordinati dal podestà Beno de’ Gozzadini nel 1257 e completati dal Maestro Giacomo Arribotti nel 1272.

Quali merci venivano trasportate sul Naviglio Grande?
Veniva trasportato di tutto: sale, grano, vino, tessuti, manufatti, ma anche materiali da costruzione come sabbia, ciottoli, mattoni e il celebre marmo di Candoglia per il Duomo.

Come arrivava il marmo per il Duomo a Milano via Naviglio?
Il marmo dalle cave di Candoglia (sul Lago Maggiore) arrivava via acqua fino al Laghetto di S. Stefano, vicino al Duomo, grazie alla costruzione della Conca di Viarenna e al collegamento con la Cerchia interna dei Navigli.

Cosa sono le "asciutte" del Naviglio Grande?
Sono periodi di abbassamento o assenza d'acqua, solitamente in primavera e autunno/inverno, pianificati per permettere la manutenzione, la pulizia e le riparazioni delle sponde e dei manufatti del canale.

Il Naviglio Grande è ancora navigabile?
Non più per il trasporto commerciale dal 1979. Tuttavia, è attivo un servizio di navigazione turistica su alcuni tratti del canale.

Quali altri Navigli esistono a Milano e dintorni?
Oltre al Naviglio Grande, il sistema comprende il Naviglio Pavese, il Naviglio di Bereguardo, il Naviglio Martesana e il Naviglio di Paderno.

Chi ha costruito la Darsena?
La Darsena fu voluta e realizzata nel 1603 dal governatore spagnolo Pedro Enríquez de Acevedo, Conte di Fuentes.

Chi era Beno de’ Gozzadini?
Fu il podestà di Milano che nel 1257 ordinò i lavori per rendere navigabile il Naviglio (all'epoca Navigium de Gazano). Fu ucciso per aver imposto tasse elevate per finanziare l'opera.

Conclusione

Il Naviglio Grande rappresenta un patrimonio storico e culturale inestimabile per Milano. Le sue acque hanno visto passare secoli di storia, trasportando merci vitali, marmi preziosi e persone. Oggi, pur avendo perso la sua funzione commerciale, continua a essere un luogo di incontro, cultura e svago, dove il passato si intreccia con la vivace contemporaneità. Passeggiare lungo le sue sponde significa immergersi in un pezzo autentico della storia milanese, scoprendo i segni del suo glorioso passato e godendo della sua rinnovata vitalità.

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