Come si chiamano gli abitanti di Massa Lombarda?

Massa Lombarda: Storia, Gente e Tesori

24/08/2022

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Nel cuore della Romagna, tra la pianura e le prime colline, si adagia una cittadina che racchiude secoli di storia, trasformazioni e una resilienza ammirevole: Massa Lombarda. Un nome che evoca subito un legame con terre lontane, ma le cui radici affondano profondamente nel territorio ravennate. Ma chi sono gli abitanti di questo luogo e qual è la storia che ha plasmato la loro identità?

Indice dei contenuti

Gli Abitanti e l'Origine del Nome

Gli abitanti di Massa Lombarda si chiamano Massesi. Un nome che porta con sé l'eco di un passato lontano, legato non solo alla geografia del luogo ma anche a un evento cruciale che ne definì l'identità. Originariamente, nell'anno Mille, questa zona era poco più di una vasta "massa", un insieme di fondi agricoli con una chiesa parrocchiale dedicata a San Paolo (da cui il nome iniziale di Massa Sancti Pauli). Era un territorio prevalentemente boschivo, al confine con le paludi a nord e sotto la giurisdizione del monastero di Santa Maria in Cosmedin di Ravenna.

Come si chiamano gli abitanti di Massa Lombarda?
Massa LombardaMassa Lombarda comuneCl. sismicazona 2 (sismicità media)Cl. climaticazona E, 2 251 GGNome abitantimassesiPatronosan Paolo

Il momento determinante che cambiò il destino e il nome di questo luogo avvenne nella metà del XIII secolo. Per sfuggire alle vessazioni del tiranno Ezzelino da Romano, vicario dell'imperatore Federico II, ben 150 famiglie, in massima parte provenienti da Marmirolo (vicino Mantova, quindi terra lombarda), cercarono rifugio. Dopo aver trovato accoglienza temporanea a Bologna, 87 di queste famiglie furono sistemate dal Comune di Imola nella Massa Sancti Pauli. Era il 1251. Queste famiglie lombarde, con la loro energia e capacità, si impegnarono a bonificare e coltivare la terra, fondando di fatto il nuovo centro abitato a circa 1,5 km a nord della vecchia chiesa di San Paolo. Fu un atto di nascita vero e proprio, sancito da un contratto l'11 maggio 1251. In breve tempo, il nome del luogo si trasformò per riflettere l'origine dei suoi nuovi abitanti, diventando Massæ Lombardorum, che in seguito si evolse nell'attuale Massa Lombarda. Questo legame con la Lombardia, sebbene mediato dalla fuga e dall'insediamento, è ancora vivo nel nome della città e nella memoria storica dei Massesi.

Un Territorio Conteso: Tra Monaci, Conti e Signorie

La storia antica di Massa Lombarda è un susseguirsi di passaggi di mano tra diverse potenze. Dopo essere stata proprietà del monastero ravennate per secoli, nel 1164 l'imperatore Federico Barbarossa la tolse ai monaci per darla ai Conti di Cunio, suoi vassalli, che vi costruirono una fortificazione. Con la morte dell'erede imperiale Enrico VI, il Papa Innocenzo III la restituì ai monaci. Ma la svolta, come detto, fu la concessione in enfiteusi al comune d'Imola nel 1235, un contratto che prevedeva la possibilità di sfruttare il territorio in cambio di un canone e l'impegno a costruire infrastrutture, inclusa una fortificazione per il nuovo insediamento. Questo legame con Imola fu fondamentale per l'arrivo delle famiglie lombarde nel 1251.

Successivamente, nel 1264, Massa San Paolo passò sotto l'influenza di Bologna. Per breve tempo, nel 1277, fu ripresa dai Conti di Cunio, ma tornò presto sotto Bologna. Nel XIV secolo, il territorio fu teatro di numerosi scontri e passaggi di dominio tra varie signorie e capitani di ventura, pur essendo formalmente sotto lo Stato Pontificio. Nomi come Corrado Lando, Luchino Dal Verme, Giovanni Acuto e Alberico da Barbiano segnarono questo periodo turbolento. Nel 1384, Massa Lombarda tornò stabilmente sotto il controllo di Bologna, sebbene come vicariato pontificio.

Un altro importante cambiamento di signoria avvenne nel 1440, quando Eugenio IV cedette in feudo le terre del monastero di Santa Maria in Cosmedin, inclusa Massa, al marchese di Ferrara, Nicolò III d'Este. Iniziò così un periodo, durato oltre un secolo, sotto il Ducato di Ferrara. Gli Estensi promossero lo sviluppo urbanistico, raddoppiando le dimensioni del centro abitato, costruendo una rocca possente e concedendo uno Statuto agli abitanti nel 1480. Questo periodo vide anche l'istituzione della prima scuola pubblica e persino di una zecca, segno di una certa prosperità e importanza acquisita dalla città.

Il Ritorno allo Stato Pontificio e le Sfide

Nel 1598, con l'esaurirsi della dinastia estense, Massa dei Lombardi (come si chiamava all'epoca) ritornò sotto lo Stato Pontificio, inserita nella Legazione di Ferrara. Nonostante il cambio di governo, gran parte delle terre rimasero di proprietà della Diocesi di Imola, che continuò a percepirne i diritti. Questo periodo vide un notevole aumento del numero di chiese e conventi, segno di una forte presenza ecclesiastica nella vita cittadina. Fu durante la dominazione pontificia che il nome si stabilizzò nella forma attuale di Massa Lombarda.

Quanto dista Massa Lombarda dal mare?
La distanza tra Massa Lombarda e Marina di Ravenna è 54 km.

Il periodo fu segnato anche da diverse calamità. La peste si manifestò più volte in forma grave tra il XVI e il XVIII secolo, anche se la nota peste manzoniana del 1630 ebbe un impatto relativamente limitato sulla popolazione massese. Più frequenti erano le epidemie di afta epizootica che colpivano il bestiame, una risorsa fondamentale per l'economia locale. Non mancarono anche eventi sismici, alcuni dei quali causarono danni significativi agli edifici. Nonostante queste difficoltà, la vita continuava, scandita dal mercato settimanale (spostato al venerdì nel 1777) e dalla devozione popolare, come quella sorta attorno all'immagine della Madonna ritrovata nel 1793, che portò alla costruzione del Santuario della Beata Vergine della Consolazione.

L'Ottocento e l'Unità d'Italia: Sviluppo e Titolo di Città

La fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento furono anni di grandi sconvolgimenti, con l'occupazione francese e i continui passaggi di potere, prima di tornare sotto lo Stato Pontificio con la Restaurazione. Ma l'impulso al cambiamento era ormai inarrestabile. Nel 1860, dopo i plebisciti, Massa Lombarda entrò a far parte del Regno di Sardegna, che l'anno seguente divenne il Regno d'Italia. Questo segnò l'inizio di un nuovo capitolo, caratterizzato da importanti sviluppi infrastrutturali ed economici.

La popolazione cresceva e con essa l'esigenza di migliorare le condizioni di vita e le comunicazioni. Furono avviate opere di bonifica delle zone paludose a nord dell'abitato. Un evento significativo fu la concessione del Titolo di Città nel 1889 da parte del re Umberto I, su proposta del Presidente del Consiglio Francesco Crispi. Questo riconoscimento fu motivato dagli atti di eroismo compiuti dai cittadini Massesi che avevano collaborato alla cattura di una pericolosa banda di malviventi. L'Ottocento vide anche la nascita di figure importanti, come Paolo Orfei, capostipite della celebre dinastia circense, la cui famiglia era presente a Massa Lombarda almeno dalla fine del Settecento. Figure come il barone svizzero Vittorio Beniamino Crud contribuirono allo sviluppo agricolo, sperimentando nuove colture come la barbabietola da zucchero.

Il Decollo Economico: La Capitale della Frutta

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, Massa Lombarda conobbe un vero e proprio boom economico che ne cambiò il volto e la reputazione a livello nazionale. Il motore principale di questo sviluppo fu la frutticoltura. Grazie alla bonifica delle terre e all'introduzione di tecniche innovative, i terreni divennero ideali per la coltivazione di peschi, peri, meli e susini. Accanto all'agricoltura, sorsero le prime industrie legate alla trasformazione dei prodotti agricoli. Nel 1901 fu inaugurato un importante zuccherificio, e parallelamente si svilupparono magazzini per la frutta e stabilimenti per le conserve di pomodoro. Massa Lombarda divenne un centro all'avanguardia nel settore ortofrutticolo italiano, attirando delegazioni da tutta Italia e dall'estero e meritando il titolo di "Capitale Italiana della Frutta", consacrato dalla II Esposizione Nazionale di Frutticoltura nel 1927.

Questo periodo di prosperità vide anche un fervore nella vita sociale e politica. Sorsero le prime unioni professionali e cooperative. Nel 1910 fu aperto il primo Asilo infantile, il Pueris Sacrum. I lavoratori socialisti fondarono la Casa del Popolo, un imponente edificio con sala teatro, magazzini e spazi sociali, simbolo della forte presenza del movimento operaio e contadino nella vita cittadina. La città si dotò di nuove scuole, un nuovo ospedale e infrastrutture moderne come l'allacciamento alla rete elettrica e la costruzione di una fontana pubblica. Anche la rete ferroviaria raggiunse Massa Lombarda, collegandola a Bologna, Ferrara e Faenza, facilitando il commercio dei prodotti agricoli.

Che fiume passa a Massa Lombarda?
SanternoLunghezza100 kmPortata media16 m³/sBacino idrografico700 km²Altitudine sorgente948 m s.l.m.

Nonostante la sua vocazione agricola e industriale, Massa Lombarda non fu immune dalle tensioni politiche dell'epoca. Già dalla fine dell'Ottocento, movimenti come il mazzinianesimo e il socialismo avevano trovato terreno fertile. Le elezioni politiche e amministrative videro l'alternarsi di repubblicani e socialisti, con una forte prevalenza di questi ultimi all'inizio del XX secolo. Questa vivacità politica fu bruscamente interrotta con l'avvento del fascismo nel 1922, che sciolse l'amministrazione comunale democraticamente eletta e impose un podestà. Il regime fascista cercò di controllare ogni aspetto della vita cittadina, con un altissimo numero di iscritti al fascio e alle sue organizzazioni collaterali.

La Seconda Guerra Mondiale e la Rinascita

La Seconda Guerra Mondiale lasciò ferite profonde a Massa Lombarda. Situata a ridosso del fronte sul fiume Senio, la città subì bombardamenti devastanti che distrussero abitazioni, fabbriche e infrastrutture vitali come la stazione ferroviaria e le scuole. La popolazione pagò un tributo altissimo in termini di vite umane, tra combattenti partigiani, militari e civili vittime di bombardamenti, rappresaglie ed eccidi efferati, come la strage Baffè e Foletti. La città fu liberata il 13 aprile 1945 dalle truppe neozelandesi, ponendo fine a un periodo di sofferenza e distruzione.

Il dopoguerra fu un periodo di ricostruzione e rinascita. La città si rimise in piedi, forte della sua vocazione agricola e industriale. La popolazione crebbe rapidamente grazie alle nuove opportunità di lavoro, portando a una significativa espansione urbanistica negli anni '50. Nonostante alcune battute d'arresto economiche negli anni '60 e la chiusura di alcune linee ferroviarie, Massa Lombarda mantenne una vivace vita culturale e sociale. Teatri come l'Eden e locali come il dancing Serenella ospitarono artisti di fama nazionale e internazionale. Il Ristorante Tino fu per anni riconosciuto dalle guide Michelin, testimoniando l'eccellenza enogastronomica locale.

Massa Lombarda Oggi: Tradizione e Innovazione

Oggi Massa Lombarda è una città che conserva la memoria del suo passato, celebrandolo attraverso musei come il Museo Adolfo Bonvicini, dedicato alla frutticoltura e alla vita contadina, e il Museo Civico Carlo Venturini, con la sua pinacoteca e la ricca biblioteca. Luoghi storici come l'Antico Lavatoio, la Torre dell'Orologio, le chiese settecentesche e cinquecentesche (San Salvatore, Santa Maria del Carmine, San Paolo) e il Santuario della Beata Vergine della Consolazione sono testimoni di secoli di storia e devozione.

La città è attenta alla qualità della vita dei suoi Massesi, con un centro storico in parte zona a traffico limitato e un calendario di eventi culturali e tradizionali, come la Sagra delle Sfogline e la Festa del Buco Incavato, che celebrano l'identità culinaria e agricola del territorio. Nonostante la chiusura dell'ospedale cittadino negli anni '90 e la riduzione dei servizi ferroviari, la città continua a essere un punto di riferimento per la zona, proiettata nel futuro ma saldamente ancorata alle sue radici.

Perché Massa Lombarda si chiama così?
Le sue origini derivano da un agglomerato agricolo ai margini della selva di Lugo. Si chiamava Massa San Paolo prima del 1251, quando vi si rifugiarono numerose famiglie provenienti dai territori di Brescia e di Mantova per sfuggire alle vessazioni di Ezzelino da Romano e, da allora, assume il nome di Massa Lombarda.

Domande Frequenti su Massa Lombarda

Come si chiamano gli abitanti di Massa Lombarda?

Gli abitanti di Massa Lombarda si chiamano Massesi.

Perché Massa Lombarda si chiama così?

Il nome deriva dall'insediamento, avvenuto nel 1251, di numerose famiglie lombarde (provenienti principalmente da Marmirolo, vicino Mantova) che si rifugiarono in quella che allora era chiamata Massa San Paolo per sfuggire alle persecuzioni. L'arrivo di queste famiglie diede origine al nome Massæ Lombardorum, evolutosi poi in Massa Lombarda.

Che fiume passa vicino a Massa Lombarda?

Il fiume Santerno scorre a circa quattro chilometri a est del centro abitato di Massa Lombarda.

Quanto dista Massa Lombarda dal mare?

Massa Lombarda dista circa 54 chilometri da Marina di Ravenna, sulla costa adriatica.

Cronologia Essenziale di Massa Lombarda

Anno/PeriodoEvento Chiave
Anno MilleTerritorio conosciuto come Massa Sancti Pauli, proprietà del monastero di Ravenna.
1235Concessione in enfiteusi al Comune di Imola.
1251Insediamento delle famiglie lombarde e fondazione del nuovo centro abitato.
1273Il centro abitato assume il nome di Massæ Lombardorum.
1440Massa passa sotto il dominio del Marchese di Ferrara, Nicolò III d'Este.
1480Ercole I d'Este concede lo Statuto agli abitanti.
1598Massa ritorna sotto lo Stato Pontificio.
1860Massa entra a far parte del Regno di Sardegna (poi Regno d'Italia).
1887-1888Collegamento ferroviario con Bologna, Ferrara e Faenza.
1889Massa Lombarda riceve il Titolo di Città.
Inizio '900Boom economico legato alla frutticoltura e all'industria di trasformazione.
1927Sede della II Esposizione Nazionale di Frutticoltura.
1944-1945Pesantemente colpita dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
1945 in poiRicostruzione, espansione urbanistica, sviluppo post-bellico.

In conclusione, Massa Lombarda non è solo un nome su una mappa, ma un luogo vivo, plasmato da una storia complessa e affascinante. I suoi Massesi, custodi di tradizioni agricole e di una forte identità comunitaria, continuano a costruire il futuro di una città che, dalle sue umili origini come 'massa' boschiva, è diventata un importante centro economico e culturale della Romagna, superando sfide e calamità con tenacia e spirito di iniziativa.

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