05/11/2021
Nel panorama delle eccellenze italiane, Lurisia ha sempre occupato un posto speciale. Nata dalle sorgenti incontaminate delle Alpi Marittime, quest'azienda piemontese si è distinta non solo per la qualità superiore delle sue acque minerali, ma anche per aver saputo innovare e imporsi nel difficile mercato delle bibite, posizionandosi con successo nel segmento premium. La sua storia è un intreccio di tradizione, territorio e visione imprenditoriale, che ha recentemente vissuto un momento di svolta epocale con il suo passaggio di proprietà.

Una Storia Radicata nel Territorio
Le origini di Lurisia affondano nella leggenda e nella realtà del Piemonte montano. Si narra che la scoperta della sorgente avvenne casualmente negli anni Trenta, grazie a un minatore. Da quel fortunato ritrovamento, nel 1940, prese vita l'azienda Acque Minerali, fondata con l'obiettivo di imbottigliare quell'acqua dalle eccezionali proprietà. La fama di Lurisia crebbe rapidamente, legata alla purezza e ai benefici terapeutici delle sue fonti, Garbarino e Santa Barbara, situate a 1.400 metri sul Monte Pigna. L'azienda si distinse fin da subito per l'attenzione alla qualità, diventando pioniera nell'offerta di acqua in bottiglie di vetro dal design unico, come quelle a forma di campana disegnate dal celebre studio Sottsass Associati, un dettaglio che ne sottolineava l'identità premium e legata al design italiano.
Negli anni Novanta, sotto la guida della famiglia Invernizzi, Lurisia intraprende un percorso di diversificazione strategica. Mantenendo salda la propria identità legata alla qualità e al territorio, l'azienda lancia una linea di bibite ispirate a ricette tradizionali italiane e realizzate con ingredienti selezionati. Nascono così la Gazzosa, la Tonica, l'Aranciata, la Limonata, il Chinotto di Savona (tutelato dal presidio Slow Food) e altre varianti. Questa mossa si rivela vincente: Lurisia riesce a posizionarsi come alternativa di alta gamma alle bibite industriali più diffuse, conquistando i favori di ristoratori e consumatori attenti alla qualità e all'autenticità. La sua crescita nel segmento dei soft drink premium è inarrestabile, affermandosi come leader in Italia e guadagnando prestigio grazie anche a partnership significative.
Un momento cruciale per l'espansione di Lurisia è stata l'alleanza con Eataly di Oscar Farinetti nel 2004. Questa collaborazione ha aperto a Lurisia le porte dei mercati internazionali, permettendo ai suoi prodotti di rappresentare il Made in Italy di qualità in ben 42 Paesi del mondo. Nel 2017, l'assetto proprietario si rafforza ulteriormente con l'ingresso di IdeA Taste of Italy, un fondo di private equity specializzato nell'agroalimentare, che si unisce a Eataly e alla famiglia Invernizzi con l'ambizioso obiettivo di raddoppiare il fatturato in cinque anni, consolidando un'alleanza tutta piemontese.

La Svolta Epocale: L'Acquisizione da Parte di Coca-Cola
Dopo anni di crescita e successi nel posizionamento premium, Lurisia vive una svolta inaspettata. Alla fine del 2019, viene annunciata la sua acquisizione da parte di Coca-Cola HBC Italia per una cifra significativa: 88 milioni di euro. Questa operazione segna un cambiamento radicale nel percorso dell'azienda, passando dal controllo di un gruppo di investitori e imprenditori italiani a quello di una delle più grandi multinazionali del settore beverage a livello globale. I venditori sono stati il fondo Idea Taste of Italy, la famiglia Invernizzi e Eataly Distribuzione.
L'acquisizione è stata motivata dalla strategia di Coca-Cola di espandere il proprio portfolio in segmenti ad alto valore aggiunto e in linea con le crescenti tendenze del mercato verso prodotti considerati più naturali e di qualità. Lurisia, con la sua forte identità italiana, le sue fonti prestigiose e la sua linea di bibite premium, rappresenta un'aggiunta perfetta per la strategia "24/7 Total Beverage" di Coca-Cola, permettendo al colosso americano di rafforzare la sua presenza nel segmento premium e salutista, intercettando un mercato in evoluzione.
Nonostante le iniziali rassicurazioni sulla continuità gestionale, con la prevista permanenza di figure chiave come Piero Bagnasco (Presidente e Amministratore Delegato) e Alessandro Invernizzi nel Consiglio di Amministrazione in rappresentanza degli azionisti venditori, l'ingresso di un player globale come Coca-Cola apre inevitabilmente nuovi scenari e solleva interrogativi sul futuro dell'identità del marchio Lurisia.
Reazioni e Scenari Futuri
Il passaggio di proprietà a Coca-Cola ha generato diverse reazioni, in particolare nel mondo legato alla filosofia della qualità e della biodiversità. La più eclatante è stata la decisione di Slow Food di interrompere la sua storica collaborazione con Lurisia a poche ore dall'annuncio dell'acquisizione. L'associazione, da anni partner dell'azienda piemontese (come testimoniato dalla tutela del Chinotto di Savona), ha motivato la sua scelta con la necessità di difendere la biodiversità contro l'omologazione dei gusti, esprimendo una posizione critica verso l'ingresso di una multinazionale nel capitale di un'azienda simbolo di un certo tipo di produzione. Questa defezione ha acceso un dibattito sul significato di collaborare con grandi gruppi e sui confini tra produzione artigianale/di nicchia e scala industriale.

Per Coca-Cola HBC Italia, l'acquisizione di Lurisia rappresenta un rafforzamento significativo. L'azienda piemontese si aggiunge ai quattro stabilimenti già presenti sul territorio italiano (in Campania, Abruzzo, Basilicata e Veneto), portando in dote una capacità industriale e un posizionamento di mercato unici. La mossa si inserisce in una strategia più ampia che vede Coca-Cola investire nel segmento premium e in prodotti percepiti come più sani o legati al territorio, come dimostrano i quasi 45 milioni di euro di investimenti industriali previsti in Italia nel 2019, anche con un'attenzione crescente alla sostenibilità (uso di energia da fonti rinnovabili, imballaggi riciclabili).
Un aspetto quasi ironico di questa acquisizione è che Coca-Cola ora possiede nel suo catalogo proprio quel Chinotto di Savona che negli anni Settanta divenne quasi un simbolo anti-capitalista in Italia, in contrapposizione ai valori incarnati dalla stessa Coca-Cola. Questo paradosso storico evidenzia la trasformazione del mercato e delle strategie delle grandi aziende, sempre più orientate a inglobare marchi con forte identità e legame territoriale per ampliare la propria offerta e migliorare la propria immagine.
Resta da vedere come reagiranno i rivenditori e i consumatori che hanno scelto Lurisia proprio per la sua immagine di autenticità e indipendenza rispetto alle grandi multinazionali. L'azienda è diventata negli anni quasi un sinonimo di qualità nei bar e nei locali attenti alla proposta beverage. Sarà fondamentale per Coca-Cola gestire con attenzione il marchio, preservandone l'eredità e la percezione di qualità, pur integrandolo nella sua vasta rete distributiva.

Le Terme di Lurisia: Un Patrimonio Unico
È importante ricordare che Lurisia non è solo l'azienda di acque e bibite. Il nome è indissolubilmente legato anche alle Terme di Lurisia, un centro idrotermale di eccellenza che utilizza le stesse preziose acque delle fonti Garbarino e Santa Barbara. Le Terme, accreditate presso il Ministero della Salute e il Servizio Sanitario Nazionale come Istituto Termale di Prima Categoria Super, offrono un'ampia gamma di trattamenti basati sulle proprietà radioemananti, analgesiche, antinfiammatorie e depurative di quest'acqua unica.
Le Terme sono un punto di riferimento per chi cerca cure termali per disturbi respiratori, digerenti e articolari, o semplicemente un luogo dove prendersi cura del proprio benessere in un ambiente incontaminato. La zona circostante offre inoltre diverse opportunità per completare l'esperienza, dai tour gastronomici alla scoperta dei prodotti locali (come la Stagionatura Marchisio di Lurisia), dalle attività all'aria aperta come lo sci (Lurisia GS Pigna) e le escursioni, a visite culturali a chiese, cattedrali e torri panoramiche. Sebbene l'acquisizione da parte di Coca-Cola riguardi l'azienda di imbottigliamento e distribuzione di acqua e bibite, il patrimonio termale e territoriale di Lurisia rimane un elemento distintivo e fondamentale legato alla storia e all'origine del nome.
Domande Frequenti sull'Acquisizione Lurisia
Ecco alcune risposte alle domande più comuni riguardo il cambio di proprietà di Lurisia:
- Chi ha comprato Lurisia?Coca-Cola HBC Italia ha acquisito l'azienda Acque Minerali Lurisia.
- Quanto è costata l'acquisizione?Il valore dell'azienda è stato concordato in 88 milioni di euro.
- Chi erano i precedenti proprietari?Prima dell'acquisizione da parte di Coca-Cola, Lurisia era controllata da un gruppo che includeva il fondo d'investimento Idea Taste of Italy (maggioranza), la famiglia Invernizzi e Eataly Distribuzione.
- Perché Coca-Cola ha comprato Lurisia?L'acquisizione rientra nella strategia di Coca-Cola di espandere il proprio portfolio nel segmento premium e salutista, aggiungendo un marchio con forte identità italiana e prodotti di alta qualità, come acque minerali e bibite premium, per rafforzare la sua offerta complessiva sul mercato.
- Cosa succede alla collaborazione tra Lurisia e Slow Food?Slow Food ha deciso di interrompere la sua collaborazione con Lurisia in seguito all'acquisizione da parte di Coca-Cola, motivando la scelta con la difesa della biodiversità e una posizione critica verso le multinazionali.
- L'acquisizione riguarda anche le Terme di Lurisia?No, l'acquisizione da parte di Coca-Cola HBC Italia riguarda l'azienda Acque Minerali Lurisia che produce e distribuisce acqua e bibite imbottigliate. Le Terme di Lurisia sono un'entità separata, sebbene utilizzino le stesse fonti d'acqua termale.
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Acquirente | Coca-Cola HBC Italia |
| Prezzo di Acquisizione | 88 milioni di euro |
| Venditori | Idea Taste of Italy, Famiglia Invernizzi, Eataly Distribuzione |
| Attività Acquisite | Produzione e distribuzione di acque minerali e bibite Lurisia |
| Data Annuncio (circa) | Fine 2019 |
| Obiettivo Coca-Cola | Rafforzare portafoglio premium, strategia 24/7 Total Beverage |
Il Futuro di un Marchio Iconico
L'ingresso di Coca-Cola nel capitale di Lurisia segna la fine di un'era e l'inizio di un nuovo, incerto, capitolo. Da un lato, l'acquisizione da parte di un colosso globale offre potenzialmente nuove opportunità di crescita, distribuzione e investimenti per il marchio. Dall'altro, solleva dubbi sulla capacità di mantenere intatta quell'identità legata all'artigianalità, al territorio e alla contrapposizione con le logiche delle multinazionali che ha caratterizzato Lurisia negli ultimi decenni e che ne ha decretato il successo nel segmento bibite premium. La sfida per Coca-Cola sarà quella di valorizzare l'eredità di Lurisia, preservandone l'immagine di qualità e autenticità, mentre la reazione del mercato e dei consumatori dirà molto su quanto l'origine e la storia di un marchio contino nell'era della globalizzazione.
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