Cosa sono le cedrare?

Le Cedrare: Un Tesoro Italiano

08/06/2023

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Quando si sente parlare di "cedrare", la mente può vagare tra diverse immagini, ma nel contesto più comune e affascinante, ci si riferisce a qualcosa di profondamente legato alla terra, alla storia e, soprattutto, alla ricca tradizione culinaria italiana. Le cedrare non sono un singolo elemento, ma piuttosto un concetto che abbraccia un frutto straordinario e i luoghi dove questo frutto unico cresce e viene valorizzato. In questo articolo, esploreremo il significato di "cedrare", addentrandoci nel mondo del cedro, il suo impiego e la sua importanza culturale.

Cosa sono le cedrare?
Considerato da tempo come ristorante ospitante esclusivamente pranzi e cene per eventi speciali quali matrimoni, battesimi o, comunque, atto a degustazioni per l'élite, vuole entrare nella quotidianità di tutti come luogo famigliare carico dei valori dell'ospitalità.

Il termine "cedrare" può assumere principalmente due significati nel linguaggio comune, entrambi strettamente connessi al frutto del cedro. Il primo, e forse più diffuso quando si parla in senso lato, si riferisce al cedro stesso, l'agrume, spesso inteso al plurale o in riferimento ai suoi derivati. Il secondo significato, più legato al luogo fisico, indica le piantagioni di alberi di cedro o i luoghi dove questi frutti vengono conservati e lavorati. Entrambi i concetti ci portano nel cuore di una nicchia agricola e gastronomica di grande pregio.

Indice dei contenuti

Il Cedro: Il Frutto Dalle Mille Virtù

Il protagonista indiscusso è il cedro (Citrus medica), un agrume antico, considerato uno dei tre agrumi originali da cui derivano tutti gli altri (limone e mandarino sono gli altri due). Rispetto ai suoi "cugini", il cedro presenta caratteristiche uniche che lo rendono inconfondibile e prezioso. La sua forma è spesso irregolare, ovale o oblunga, ma ciò che lo distingue maggiormente è la buccia: estremamente spessa, rugosa e carnosa, che costituisce la maggior parte del frutto. La polpa interna è relativamente poca, acidula e spesso quasi priva di succo o semi.

Le dimensioni del cedro possono variare notevolmente, da quelle di un grosso limone a frutti che superano il chilogrammo di peso. La buccia è ricca di oli essenziali aromatici, che conferiscono al frutto un profumo intenso e penetrante, una delle sue qualità più apprezzate. Il colore varia dal verde intenso al giallo brillante a maturazione.

Varietà e Origini

Esistono diverse varietà di cedro, con differenze nella forma, nel colore e nella consistenza della buccia e della polpa. Tra le più note in Italia c'è il cedro "Liscio di Diamante", coltivato in Calabria, rinomato per la sua buccia spessa ma tenera, ideale per la canditura. Altre varietà includono il cedro "Mano di Buddha", caratterizzato da segmenti che ricordano dita, coltivato in Asia e talvolta presente anche in Italia.

Le origini del cedro sono molto antiche, si ritiene provenga dall'Asia sud-orientale (probabilmente India o Birmania). È stato uno dei primi agrumi a raggiungere il bacino del Mediterraneo, portato dai Greci o dai Persiani già nel IV secolo a.C. La sua coltivazione si è diffusa rapidamente in alcune aree con clima mite, trovando in Italia, e in particolare in Calabria, l'habitat ideale.

Le Cedrare: Non Solo Frutto, Ma Anche Luogo

Come accennato, "cedrare" può anche riferirsi ai luoghi. Una "cedrara" (singolare) è per definizione un appezzamento di terreno coltivato a cedri. Queste piantagioni sono spesso situate in zone costiere dal clima particolarmente favorevole. La più famosa regione per la coltivazione del cedro in Italia è la costa tirrenica settentrionale della Calabria, un tratto di litorale che non a caso è stato soprannominato la "Riviera dei Cedri".

In questa zona, la coltivazione del cedro ha radici profonde e secolari. Le cedrare non sono solo campi coltivati, ma rappresentano un paesaggio culturale e un patrimonio di conoscenze tramandate di generazione in generazione. Il termine "cedrare" può quindi evocare l'immagine di questi limoneti profumati che si affacciano sul mare, dove il clima, il terreno e l'esperienza dei coltivatori si combinano per produrre frutti di qualità eccezionale.

In un senso meno comune o più storico, "cedrare" poteva anche indicare i luoghi o i contenitori dove i cedri venivano conservati dopo la raccolta, in attesa di essere lavorati o trasportati. Data la delicatezza e il valore del frutto, era fondamentale disporre di ambienti adatti alla sua conservazione.

Gli Usi del Cedro in Cucina e Nella Tradizione

È negli usi culinari e tradizionali che il cedro rivela tutto il suo potenziale e la sua unicità. A differenza di altri agrumi, del cedro si utilizza principalmente la buccia, spessa e ricca di oli essenziali, che conferiscono un aroma e un sapore ineguagliabili.

Il Cedro Candito: Un Classico Intramontabile

L'uso più celebre del cedro è senza dubbio nella preparazione del cedro candito. Il processo di canditura è antico e meticoloso: le scorze vengono prima immerse in acqua per eliminare l'amaro, poi bollite e infine immerse in sciroppi di zucchero a concentrazioni crescenti per giorni o settimane, fino a quando lo zucchero non sostituisce l'acqua all'interno dei tessuti della buccia. Il risultato è un prodotto traslucido, morbido ma consistente, intensamente aromatico e dolce.

Il cedro candito è un ingrediente fondamentale nella pasticceria tradizionale italiana, soprattutto in dolci natalizi come il panettone e il pandoro, nella cassata siciliana, nei cannoli e in molte altre preparazioni regionali. Aggiunge non solo dolcezza e aroma, ma anche una piacevole consistenza gommosa che arricchisce l'esperienza gustativa. La sua qualità può fare la differenza tra un dolce mediocre e un capolavoro.

La Cedrata: La Bevanda Iconica

Un altro derivato molto popolare è la cedrata, una bevanda analcolica frizzante dal caratteristico colore giallo paglierino e dall'aroma intenso di cedro. Non è fatta con il succo (che è scarso e molto acido), ma con l'infusione o l'estratto della buccia del cedro, zuccherata e gassata. La cedrata è una bibita dissetante e rinfrescante, particolarmente apprezzata in estate. Marchi storici come la Cedrata Tassoni hanno contribuito a renderla un simbolo del made in Italy nel settore delle bevande.

Altri Usi Culinari

Ma gli usi del cedro non si fermano qui:

  • Liqueurs: Dalla buccia si ricavano ottimi liquori digestivi, come il Cedrello, simili al limoncello ma con il profumo più complesso e meno acidulo del cedro.
  • In cucina fresca: La scorza fresca grattugiata è un eccellente aromatizzante per insalate (soprattutto quelle di pesce), marinature, salse e piatti sia dolci che salati. Aggiunge una nota agrumata fresca e vivace.
  • Nella pasticceria fresca: Oltre al candito, la scorza fresca può essere usata in torte, creme e biscotti.
  • Confetture e marmellate: Sebbene meno comuni rispetto agli altri agrumi, si possono preparare confetture utilizzando la buccia e la poca polpa.
  • Sciroppi: Sciroppi concentrati possono essere fatti per diluire bevande o per aromatizzare dolci.

L'acidità della polpa, sebbene elevata, può essere sfruttata in alcune preparazioni, magari in abbinamento a ingredienti dolci o grassi per bilanciare i sapori.

La Riviera dei Cedri: Cuore della Coltivazione

Non si può parlare di cedrare senza dedicare spazio alla "Riviera dei Cedri" in Calabria. Questa stretta fascia costiera che va da Tortora a Paola è il fulcro della produzione italiana di cedro, in particolare della pregiata varietà "Liscio di Diamante". Il microclima di quest'area, con inverni miti e estati calde ma ventilate grazie alla vicinanza del mare e alla protezione delle montagne, è ideale per la crescita di questa pianta esigente.

La coltivazione qui è spesso condotta con metodi tradizionali, che rispettano i ritmi della natura. La raccolta del cedro è un momento importante, che avviene in diverse fasi a seconda dell'uso a cui è destinato il frutto. Per la canditura, ad esempio, vengono scelti frutti con buccia ancora verde ma già ben sviluppata e spessa.

La Riviera dei Cedri non è solo un luogo di produzione agricola, ma un centro di cultura legata al cedro. Qui si trovano musei dedicati al frutto, laboratori artigianali che producono cedro candito e altri derivati, e si tengono eventi che celebrano questa eccellenza del territorio.

Il Rito del Cedro per Sukkot

Un aspetto affascinante e unico legato alla coltivazione del cedro in questa regione è il suo utilizzo rituale nella festa ebraica di Sukkot (Festa delle Capanne). Il cedro, chiamato "etrog" in ebraico, è uno dei quattro vegetali (insieme a una foglia di palma, tre ramoscelli di mirto e due di salice) che vengono agitati in direzioni diverse durante le preghiere. L'etrog utilizzato per questa festa deve essere perfetto, senza macchie o imperfezioni. Per secoli, la Riviera dei Cedri è stata uno dei principali fornitori mondiali di etrog per le comunità ebraiche di tutto il mondo. Ancora oggi, ogni anno, rabbini esperti si recano in Calabria per selezionare e certificare i frutti idonei al rito, un legame antico e profondo tra questa terra e una tradizione millenaria.

Cedro a Confronto con Altri Agrumi

Per comprendere meglio la specificità del cedro, può essere utile confrontarlo con altri agrumi più comuni.

CaratteristicaCedroLimoneAranciaBergamotto
BucciaMolto spessa, carnosa, rugosa o liscia a seconda della varietà. Predominante sul volume del frutto.Spessa o media, meno carnosa del cedro.Spessa o sottile, a seconda della varietà.Spessa, liscia o leggermente rugosa.
PolpaPoca, acidula, spesso quasi priva di succo.Molta, molto acida, succosa.Molta, dolce o leggermente acidula, succosa.Poca, molto amara e acida.
AromaIntenso, aromatico, complesso, meno aspro del limone. Ricco di oli essenziali nella buccia.Fresco, pungente, spiccatamente acido. Ricco di oli essenziali nella buccia.Dolce, fruttato, variabile a seconda della varietà. Oli essenziali nella buccia meno intensi del cedro/limone.Molto intenso, floreale, unico. Ricchissimo di oli essenziali nella buccia.
Uso PrincipaleBuccia (candita, per bevande, aromatizzante).Succo (bevande, cucina), buccia (scorza, candita).Succo e polpa (freschi, succhi), buccia (scorza, candita).Olio essenziale dalla buccia (profumeria, aromaterapia, liquori, tè Earl Grey), succo (molto amaro, uso limitato).
AciditàPolpa molto acida.Molto alta.Media o bassa.Molto alta (succo).

Come si evince dalla tabella, il cedro si distingue nettamente per la preponderanza e l'importanza della sua buccia, che è la vera protagonista dei suoi utilizzi.

Domande Frequenti sulle Cedrare

Cosa si intende esattamente con "cedrare"?

Principalmente si riferisce al frutto del cedro, specialmente nei suoi usi (come la cedrata o il candito), oppure alle piantagioni e ai luoghi di coltivazione del cedro, come la Riviera dei Cedri in Calabria.

La cedrata è fatta con succo di cedro?

No, la cedrata è una bevanda fatta principalmente con l'infusione o l'estratto della buccia del cedro, zuccherata e gassata. Il succo del cedro è molto scarso e troppo acido per essere usato tal quale.

Il cedro è come il limone?

Pur essendo entrambi agrumi e avendo una polpa acidula, sono frutti molto diversi. Il cedro ha una buccia enormemente più spessa e carnosa rispetto al limone, e il suo aroma è più complesso e meno aspro. L'uso prevalente del cedro è la buccia, mentre del limone si usa principalmente il succo.

Quali sono gli usi principali del cedro in cucina?

Gli usi principali sono il cedro candito (per dolci come panettone, cassata), la produzione di bevande come la cedrata, l'aromatizzazione di piatti (soprattutto con la scorza) e la creazione di liquori come il Cedrello.

Dove si coltiva principalmente il cedro in Italia?

La zona di eccellenza per la coltivazione del cedro in Italia è la costa tirrenica settentrionale della Calabria, conosciuta come la Riviera dei Cedri.

Quali sono le proprietà del cedro?

Il cedro è ricco di vitamina C (anche se la polpa è poca), fibre (nella buccia) e oli essenziali con proprietà aromatiche e potenzialmente digestive e rilassanti. La buccia è particolarmente ricca di composti bioattivi.

Si può mangiare il cedro fresco?

La polpa è molto acida e con poco succo, quindi raramente si mangia fresca da sola. La buccia candita si mangia fresca. La scorza fresca grattugiata è usata per aromatizzare.

In conclusione, le "cedrare" ci parlano di un frutto antico, il cedro, e di una terra, la Calabria, che ne custodisce la coltivazione e le tradizioni. Dalla buccia profumata che diventa candito per arricchire i dolci, all'estratto che dà vita alla cedrata dissetante, il cedro è un simbolo di storia, artigianalità e sapore autentico italiano. Conoscere le cedrare significa fare un viaggio nel cuore di una delle eccellenze meno conosciute ma più affascinanti del patrimonio agroalimentare e culturale del nostro paese, un tesoro che continua a deliziare il palato e a raccontare storie millenarie.

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