Come si chiama l'esterno di un ristorante?

Il Ristorante: Oltre la Cucina, Struttura e Design

07/05/2025

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Un ristorante di successo è molto più di un luogo dove si serve buon cibo. È un ecosistema complesso, dove ogni dettaglio, dalla disposizione dei tavoli all'organizzazione del personale, contribuisce all'esperienza complessiva del cliente e all'efficienza operativa. Spesso pensiamo solo alla cucina o alla sala interna, ma ci sono aspetti fondamentali, sia esterni che interni, che determinano la riuscita di un'attività ristorativa. Approfondiamo l'importanza della struttura, visibile e invisibile.

Come si chiama l'esterno di un ristorante?
Cosa sono i Dehor Il termine “dehor” deriva dal francese “dehors”, che significa “fuori”. Nel contesto di ristoranti e bar, un dehor è un'area esterna attrezzata con sedute, tavoli e, spesso, elementi decorativi e funzionali come piante, luci e riscaldatori.

Quando parliamo dell'esterno di un ristorante, ci riferiamo spesso al suo impatto visivo, all'insegna, alla facciata. Ma c'è un elemento che, se presente e ben curato, può trasformare radicalmente l'attrattiva di un locale: il Dehor. Questo spazio esterno, che sia un marciapiede attrezzato, un cortile interno o una terrazza, rappresenta il primo punto di contatto fisico con i clienti, un invito a entrare e a godersi un momento all'aperto. Arredare un dehor non è un compito da sottovalutare; richiede una scelta attenta dello stile che meglio rappresenta l’identità del locale e crea un ambiente accogliente e funzionale.

Tra gli stili di arredamento per il dehor, possiamo individuarne alcuni particolarmente diffusi e apprezzati. Lo stile Moderno, ad esempio, si distingue per linee pulite, essenziali e l'uso di materiali innovativi come metallo, vetro e plastiche riciclate. È ideale per locali con un'identità contemporanea e urbana. Il Rustico, al contrario, abbraccia materiali naturali come legno grezzo, pietra e ferro battuto, creando un'atmosfera calda, accogliente e legata alla tradizione, perfetta per agriturismi o ristoranti con cucina tipica. Il Minimalista punta sulla sottrazione: arredi essenziali, colori neutri, spazi aperti e funzionali, dove ogni elemento ha uno scopo preciso e contribuisce a un senso di calma e ordine.

La scelta dei mobili è un altro aspetto cruciale. Tavoli e sedie devono essere innanzitutto comodi e resistenti. Considerando che si trovano all'esterno, è fondamentale che siano realizzati con materiali in grado di sopportare le intemperie e che richiedano poca manutenzione, garantendo durabilità nel tempo. Per arricchire l'ambiente e offrire diverse opzioni di seduta, si possono aggiungere divani, poltrone e cuscini, creando aree lounge più rilassate, ideali per aperitivi o dopocena. Accessori come ombrelloni, grandi tende o divisori in legno o tessuto non solo migliorano l'estetica, ma offrono riparo dal sole o dal vento e contribuiscono a migliorare la privacy tra i tavoli, aumentando il comfort dei clienti.

L'utilizzo di piante e decorazioni trasforma un semplice spazio esterno in una vera e propria oasi. Le piante ornamentali, le fioriere colorate e i giardini verticali aggiungono un tocco di natura, migliorano la qualità dell'aria e creano un'atmosfera rilassante e piacevole. Le decorazioni, come candele, lanterne, piccoli quadri o elementi a tema, aggiungono un tocco personale e distintivo, riflettendo la personalità del locale e rendendo il dehor unico e memorabile. Creare un'atmosfera accogliente all'esterno invoglia i passanti a fermarsi e i clienti a prolungare la loro permanenza.

Infine, l'illuminazione gioca un ruolo essenziale nel dehor, specialmente durante le ore serali. Una buona illuminazione non solo garantisce la sicurezza, ma definisce l'atmosfera. Si possono utilizzare luci soffuse per creare un ambiente intimo e romantico, faretti per evidenziare elementi architettonici o piante, e luci funzionali sui tavoli. La combinazione di diverse soluzioni luminose permette di adattare l'ambiente a diverse esigenze e orari, rendendo il dehor utilizzabile e piacevole anche dopo il tramonto.

Passando dall'esterno all'interno, scopriamo l'anima operativa di un ristorante: la sua struttura organizzativa. Quello che accade dietro le quinte, come il personale è organizzato e come comunica, è fondamentale quanto l'esperienza del cliente in sala. Lo strumento chiave per gestire questa complessità è l'Organigramma. È un tool di organizzazione che aiuta a ragionare in maniera più chiara, a definire ruoli e responsabilità, e a evitare una serie di errori che si traducono inevitabilmente in tempo e in soldi persi.

Perché un ristorante non può fare a meno di un organigramma? Ci sono almeno tre buoni motivi. Primo, non costa niente. È uno strumento concettuale che richiede solo tempo e riflessione per essere creato e implementato. Secondo, offre grandi benefici, il più importante dei quali è mettere ordine. Un organigramma chiarisce immediatamente chi fa cosa. Quante volte si sente la domanda "chi deve fare questa specifica cosa?" o ci si chiede "ma perché Tizio non ha fatto questo?". Avere ruoli definiti aiuta il team e la direzione a capire le responsabilità di ciascuno. Inoltre, l'organigramma, se abbinato a Job Description (descrizione delle mansioni e responsabilità) e Checklist (liste di cose da fare), definisce non solo il "chi" e il "cosa", ma anche il "come" e il "quando".

Il terzo grande beneficio dell'organigramma è che ti permette di migliorare la tua visione manageriale. Gestire un ristorante è un'attività estremamente complessa, con una moltitudine di variabili da gestire contemporaneamente. Moltissimi locali falliscono nei primi anni proprio per una gestione inadeguata, in particolare del personale. L'organigramma è uno strumento che supporta lo sviluppo delle competenze manageriali, come la delega e il controllo, fondamentali per non dover essere onnipresenti 7 giorni su 7 e mantenere comunque il controllo del business.

Quali sono i reparti di un ristorante?
FACCIAMO UN ESEMPIO DI COME POTREBBE ESSERE ORGANIZZATA UNA SALA:Runner (chi apparecchia, sparecchia e porta i piatti)Cameriere.Responsabile di sala junior.Responsabile di sala.Responsabile di sala senior.Assistant manager.Manager.

L'organigramma nella ristorazione è tradizionalmente suddiviso in due macro-aree, basate sul contatto con il cliente: il personale FOH e il personale BOH. FOH sta per "Front of House", e include tutto il personale che lavora a diretto contatto con i clienti, principalmente in sala. Camerieri, responsabili di sala, sommelier sono esempi di personale FOH. BOH sta per "Back of House", e comprende il personale che lavora "dietro le quinte", non a contatto con il pubblico, tipicamente in cucina. Chef, cuochi, addetti alle pulizie della cucina sono esempi di personale BOH. Questa suddivisione riflette spesso una differenza fondamentale nel "mindset" e nelle priorità dei due gruppi, il che può talvolta generare attriti se non ben gestito.

E i baristi? Il personale di bar si trova in una posizione ibrida, a contatto con il pubblico ma anche impegnato nella "produzione" di bevande. Generalmente, vengono inclusi nel personale FOH, dato che gran parte del loro lavoro avviene nell'area aperta al pubblico e a diretto contatto con i clienti.

Oltre alla divisione FOH/BOH, l'organigramma definisce i livelli gerarchici e i ruoli. La prima macro-suddivisione è tra Manager e Operatori. I Manager hanno la responsabilità del proprio lavoro e di quello di altre persone, mentre gli Operatori sono responsabili principalmente del proprio lavoro. All'interno di queste categorie, si definiscono ruoli specifici (mansioni) che possono variare molto in base alla dimensione e alla tipologia del ristorante. In sala, ad esempio, potremmo trovare una scala che include Runner (chi si occupa di apparecchiare/sparecchiare e portare i piatti), Cameriere, Responsabile di sala junior, Responsabile di sala, Responsabile di sala senior, Assistant Manager e Manager.

Definire questi livelli e ruoli non è solo una questione di struttura, ma è fondamentale per il processo di motivazione del team. Immagina un giovane cameriere che sa che, con impegno e formazione, potrà diventare responsabile di sala e poi magari assistant manager. Questa prospettiva di crescita professionale è un potente motore motivazionale, che riduce il turnover e aumenta l'engagement. Al contrario, una struttura piatta senza possibilità di avanzamento può demotivare il personale più ambizioso.

Un altro elemento critico, e spesso sottovalutato, è la Comunicazione interna. Una comunicazione chiara e definita è la linfa vitale di un'organizzazione efficiente. Sapere a chi riportare e chi riporta a te evita malintesi, istruzioni contrastanti e perdite di tempo. "Decidetevi, tu mi dici una cosa e lui ne dice una diversa: io non so cosa fare!" è una frase che nessun manager vorrebbe sentirsi dire. Strumenti come il "team brief" (una breve riunione prima del servizio per allineare tutti sugli obiettivi e le peculiarità della giornata) e i "weekly meeting" (incontri settimanali per discutere i risultati, affrontare problemi e pianificare la settimana successiva) sono essenziali per garantire che le informazioni fluiscano correttamente e che tutto il team sia sulla stessa pagina. Una buona comunicazione è anche la base per la formazione e lo sviluppo del personale.

Come strutturare un organigramma vincente per il tuo ristorante? La domanda chiave a cui deve rispondere è: chi fa cosa quando. Partendo dalle esigenze operative, ad esempio un ristorante aperto 7/7 con diversi servizi (colazioni, pranzo, aperitivi, cena), bisogna definire la "copertura minima" necessaria per i reparti principali: Sala, Cucina e Bar. Per ogni reparto, si definiscono le figure manageriali necessarie a garantire la copertura e la supervisione (es. un responsabile e un suo vice per coprire i 7 giorni) e il numero di operatori (camerieri, runner, cuochi, baristi) in base al volume di lavoro previsto (numero di coperti o clienti). Per locali di grandi dimensioni, si aggiungono figure manageriali di livello superiore, come uno Store Manager e un Assistant Store Manager, con la responsabilità complessiva dell'attività.

Un esempio semplificato di ruoli FOH e BOH:

FOH (Front of House)BOH (Back of House)
Manager di SalaExecutive Chef
Responsabile di SalaSous Chef
CameriereCuoco Capo Partita
RunnerAiuto Cuoco
SommelierPasticcere
BaristaLavapiatti
Hostess/StewardAddetto al Magazzino Cucina

Domande Frequenti:

Cos'è un Dehor?
È lo spazio esterno di un ristorante (terrazza, giardino, cortile, marciapiede attrezzato) utilizzato per accogliere i clienti, offrendo un'esperienza all'aperto.
Perché l'Organigramma è così importante?
È uno strumento organizzativo fondamentale per definire ruoli, responsabilità e linee di comunicazione, portando ordine, chiarezza e migliorando la gestione del personale e dell'attività nel suo complesso.
Qual è la differenza tra personale FOH e BOH?
FOH (Front of House) è il personale a contatto diretto con i clienti (es. camerieri), mentre BOH (Back of House) è il personale che lavora dietro le quinte, non a contatto con il pubblico (es. cuochi).
Come l'Organigramma aiuta la motivazione del team?
Definendo livelli e ruoli chiari, mostra le possibilità di crescita professionale all'interno dell'azienda, incentivando il personale a impegnarsi e a migliorare.
Quali sono alcuni strumenti per migliorare la comunicazione interna?
Il "team brief" (riunione pre-servizio) e i "weekly meeting" (incontri settimanali) sono esempi efficaci per garantire che le informazioni circolino correttamente e che il team sia allineato.

In conclusione, il successo di un ristorante si costruisce su basi solide, che includono sia la cura degli spazi visibili come il Dehor, capace di attrarre e accogliere i clienti, sia l'efficienza della struttura interna, guidata da un Organigramma chiaro e funzionale. La corretta definizione dei ruoli (FOH e BOH), la promozione di una crescita professionale e una Comunicazione interna fluida sono pilastri che, insieme a una buona cucina e un servizio attento, trasformano un semplice locale in un'attività vincente e duratura nel tempo.

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