Quanti ristoranti ha Javier Zanetti?

Simeone a Milano: Casa, Abitudini e Sapori

10/07/2021

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Diego Pablo Simeone, noto a tutti come 'El Cholo', ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'Inter, nonostante la sua permanenza a Milano sia durata solo due stagioni, dal 1997 al 1999. Arrivato nel capoluogo lombardo nel pieno della sua carriera, a 27 anni, dopo esperienze significative in Spagna e Italia, Simeone non era il tipo da 'Milano da bere'. La sua vita fuori dal campo era improntata alla serietà e alla famiglia, con poche uscite mondane e una dedizione quasi totale al calcio e agli affetti. Eppure, anche in questo contesto rigoroso, c'erano luoghi e abitudini che scandivano le sue giornate milanesi.

Dove vive Zanetti a Milano?
La casa in via Pinerolo, i ristoranti, le gite con Zanetti: ecco la Milano di Simeone | Gazzetta.it.
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La Scelta Residenziale: Via Pinerolo

Durante il suo biennio nerazzurro, Diego Simeone scelse di stabilirsi in una zona molto popolare tra i calciatori dell'epoca: la zona di San Siro e dell'Ippodromo. La sua abitazione si trovava precisamente in Via Pinerolo, una strada che per anni ha ospitato numerosi volti noti del mondo interista e non solo. In quella stessa via, o nelle immediate vicinanze, hanno vissuto campioni del calibro di Ronaldo, Marco Materazzi, Giuseppe Bergomi e, in tempi più recenti, Mauro Icardi e Wanda Nara. Questa concentrazione di atleti nella stessa area facilitava probabilmente la socializzazione e la vita di squadra anche fuori dal centro sportivo.

La scelta di Via Pinerolo non era casuale. In quegli anni, la stragrande maggioranza dei giocatori dell'Inter preferiva abitare in questa zona, comoda per raggiungere la Pinetina (il centro d'allenamento) e lo stadio di San Siro, oppure optava per la tranquillità delle zone limitrofe al Lago di Como, come facevano ad esempio Javier Zanetti e Ivan Cordoba. La casa di Simeone in Via Pinerolo divenne, per quel breve ma intenso periodo, il 'nido d'amore' che condivideva con la sua allora moglie, la modella Carolina Baldini. È interessante notare come nessuno dei loro tre figli – Giovanni, Gianluca e Giuliano – sia nato a Milano, venendo alla luce in altre città legate alla carriera del padre: Buenos Aires e Roma.

Abitudini Lontano dai Riflettori

Come accennato, la Milano di Simeone non era sinonimo di vita notturna sfrenata, feste o lunghi aperitivi. Il 'Cholo' era un professionista esemplare che badava al sodo. La sua intensità, nota sui campi da gioco, si rifletteva anche nella sua vita quotidiana. Quando non era impegnato negli allenamenti massacranti ad Appiano Gentile o nelle partite, il suo tempo era dedicato alla famiglia e a poche, selezionate attività.

Una delle sue rare uscite pubbliche, nel giorno libero, prevedeva spesso la compagnia di un amico fraterno e compagno di squadra: Javier Zanetti. I due argentini, legati da una profonda amicizia e dalla condivisione della maglia della Nazionale, amavano trascorrere il tempo libero insieme alle rispettive famiglie. La destinazione preferita non era la movida milanese, bensì la montagna. Non per sciare, un'attività che non praticavano, ma per lunghe e rigeneranti passeggiate. Queste gite in montagna rappresentavano un momento di evasione, di scoperta di posti nuovi e, talvolta, di 'test' di ristoranti mai frequentati prima, lontano dalla routine cittadina.

La Passione per la Carne e i Ristoranti

Sebbene non fosse un assiduo frequentatore della vita mondana, Simeone non disdegnava la buona cucina. Anzi, amava cambiare ristoranti e provarne di nuovi. Tuttavia, nutriva una predilezione particolare per i locali 'specializzati' nella carne. Questa passione per i piatti a base di carne è comprensibile per un atleta di quel calibro, che necessita di un apporto proteico elevato.

Il testo non specifica i nomi dei ristoranti di carne che frequentava abitualmente durante il suo periodo all'Inter. Si lascia intendere che ne provasse diversi, spinto dalla curiosità e dal desiderio di scoprire nuovi sapori. C'è però un locale legato indissolubilmente al suo nome e ai suoi ritorni a Milano: il Botinero. Questo ristorante, di proprietà proprio dell'amico Javier Zanetti, è diventato un punto di riferimento per 'El Cholo' nelle sue visite successive alla città, dopo la cessione alla Lazio. Quando torna a Milano, magari per incontrare il figlio Giovanni (calciatore del Napoli), Simeone va 'sul sicuro' e prenota un tavolo al Botinero. Questo dimostra come, nonostante la brevità della sua permanenza iniziale, alcuni legami e alcuni riferimenti (come l'amicizia con Zanetti e il suo locale) siano rimasti saldi nel tempo.

I Legami nello Spogliatoio e i Rapporti Chiave

L'esperienza milanese di Simeone fu caratterizzata anche da forti legami umani all'interno dello spogliatoio nerazzurro. Oltre a Javier Zanetti, con cui il rapporto era solidissimo e si estendeva alle famiglie, 'El Cholo' legò molto con altri compagni di squadra. Tra questi, il testo menziona Ivan Zamorano, il cileno 'Bam Bam', con cui condivideva l'esperienza sudamericana. Un altro compagno importante fu Francesco Colonnese, difensore, che fu suo compagno di stanza durante i ritiri, un dettaglio che spesso cementa le amicizie tra calciatori. Anche Alvaro Recoba, l'estroso attaccante uruguaiano, e Nelson Vivas, il difensore argentino, facevano parte della cerchia di compagni con cui Simeone andava molto d'accordo.

Un capitolo a parte merita il rapporto con Ronaldo, 'Il Fenomeno'. Arrivato all'Inter nella stessa estate del 'Cholo', Ronaldo era la stella indiscussa, strappato al Barcellona in un'operazione epocale. Nonostante le dichiarazioni al miele rilasciate da Simeone negli anni successivi, il testo suggerisce che all'epoca il feeling tra i due non fosse sempre idilliaco. Simeone era un lavoratore instancabile, che non si risparmiava un centimetro in allenamento e pretendeva lo stesso dagli altri. Questa sua mentalità cozzava talvolta con la gestione di Ronaldo, al quale venivano talvolta risparmiate alcune parti atletiche. Il 'Cholo' non gradiva e lo faceva capire, anche con le 'maniere brusche' durante le partitelle, cercando di fermare le accelerazioni del brasiliano con interventi decisi. Lo stesso Ronaldo ha ricordato, pur sorridendo, di aver ricevuto qualche 'calcione' da Simeone in allenamento. Anche Massimo Moratti, all'epoca presidente, ha sottolineato il carattere forte di Simeone, definendolo 'l’unico che riusciva a mettere in riga Ronaldo'.

Esiste anche un aneddoto, riportato da Ze Elias, su uno scontro nello spogliatoio tra i due riguardo la divisione dei premi. La linea di Ronaldo prevalse, e Simeone non la prese bene. Alcuni sostengono addirittura che fu Ronaldo a chiedere la cessione di Simeone alla Lazio, anche se questa circostanza non è mai stata confermata ufficialmente dai dirigenti interisti. Certo è che l'Inter, volendo acquistare Christian Vieri dalla Lazio per una cifra enorme, inserì Simeone come parziale contropartita tecnica, su suggerimento di Roberto Mancini, allora leader dei biancocelesti, che aveva notato l'intensità e la 'garra' pazzesche dell'argentino in campo. Così finirono i 'duelli' in allenamento tra 'El Cholo' e 'Il Fenomeno'.

Il Ritorno a Milano e un Futuro Possibile

Nonostante la sua avventura da giocatore si sia conclusa nel 1999 con il passaggio alla Lazio, il legame tra Simeone e Milano non si è mai spezzato del tutto. Come accennato, torna spesso in città, sia per motivi familiari (incontrare il figlio Giovanni) sia per rivedere amici come Javier Zanetti. E in queste occasioni, la tappa al Botinero è quasi obbligata, un modo per sentirsi ancora un po' a casa, nel locale dell'amico di una vita.

Il 'Cholo' stesso non ha mai nascosto il desiderio di tornare un giorno sulla panchina dell'Inter, il club che lo ha lanciato nel grande calcio italiano e con cui ha vinto una Coppa UEFA nel 1998, proprio in una memorabile finale contro la Lazio. Ha dichiarato di volerlo fare 'prima o poi', magari dopo la scadenza del suo attuale contratto con l'Atletico Madrid nel 2027. Questo desiderio testimonia l'affetto e il ricordo positivo che Simeone conserva della sua esperienza milanese, un periodo fondamentale per la sua crescita come uomo e come calciatore, e che i tifosi nerazzurri non hanno dimenticato, pronti ad applaudirlo ogni volta che torna a San Siro da avversario.

La Milano di Diego Simeone, fatta di casa in Via Pinerolo, passeggiate in montagna con Javier Zanetti, serate tranquille e una ricerca del ristorante di carne perfetto, rifletteva la personalità di un atleta concentrato sui suoi obiettivi, lontano dai lustrini e più vicino alla sostanza. Un campione che ha lasciato un'eredità di 'garra' e intensità, valori che ancora oggi i tifosi interisti ricordano con affetto.

Domande Frequenti

Ecco alcune risposte basate sulle informazioni disponibili:

DomandaRisposta basata sul testo
Dove viveva Diego Simeone a Milano?Viveva in Via Pinerolo, nella zona di San Siro/Ippodromo, un'area popolare tra i calciatori dell'Inter all'epoca.
Con chi viveva a Milano?Viveva con la sua allora moglie, Carolina Baldini.
Quali ristoranti frequentava?Amava cambiare ristoranti, con una predilezione per quelli specializzati nella carne. Nelle sue visite successive a Milano, frequenta il Botinero, il locale di Javier Zanetti.
Qual era il suo rapporto con Javier Zanetti?Erano molto legati per motivi di nazionalità, amici fraterni, e uscivano spesso insieme con le famiglie, anche per gite in montagna.
Come si relazionava con Ronaldo in allenamento?Era molto intenso e non gradiva quando Ronaldo veniva dispensato da parti atletiche. Usava 'maniere brusche' per fermarlo nelle partitelle, secondo quanto raccontato dallo stesso Ronaldo.

In sintesi, l'esperienza milanese di Simeone fu intensa e focalizzata sul calcio e sulla famiglia, con abitudini semplici e pochi luoghi frequentati regolarmente, a parte la sua casa e la ricerca di buoni ristoranti di carne, mantenendo legami forti con compagni come l'inseparabile Javier Zanetti.

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