28/09/2023
La baia di Portonovo, incastonata come una gemma preziosa nel cuore del Parco del Conero, è un luogo che evoca immediatamente immagini di bellezza incontaminata e storia sussurrata dalle onde. Tra i suoi tesori più emblematici spicca il Fortino Napoleonico, una struttura che non è solo un edificio storico, ma un vero e proprio simbolo dell'ospitalità e della resilienza di questo angolo di paradiso. La sua storia è profondamente legata a figure carismatiche che ne hanno plasmato l'identità, trasformandolo da antica fortezza a rinomato hotel e punto di riferimento.

Quando si parla del Fortino Napoleonico, è impossibile non menzionare Aldo Amleto Roscioni, una figura leggendaria nella baia di Portonovo. Per quarant'anni, Aldo Roscioni è stato l'anima pulsante non solo del Fortino, ma anche de La Fonte, dedicando la sua vita a promuovere e valorizzare Portonovo nel mondo. La sua passione e il suo impegno sono stati recentemente riconosciuti con il prestigioso "Mosciolo d’Oro", un'onorificenza che celebra coloro che si prodigano per questa baia unica. Ricevere questo premio, come ha raccontato lui stesso, è stato un segno commovente che la sua eredità e il suo legame con Portonovo non sono stati dimenticati, nonostante si fosse allontanato dalla gestione diretta per lasciare spazio alle nuove generazioni.
Aldo Roscioni descrive Portonovo con parole che ne catturano l'essenza divina: per lui, è qualcosa di unico al mondo, una delle "briciole di Eden" cadute sulla terra. Un luogo di libertà, dove sentirsi in Paradiso senza dover morire. Questo legame profondo non è solo spirituale, ma anche concreto: grazie a Portonovo e al suo lavoro, ha avuto l'opportunità di incontrare personalità di spicco a livello mondiale, dai premi Nobel ai presidenti della Repubblica, artisti e scienziati. Ma ciò che più conta per lui è stata la capacità di creare, insieme agli altri operatori della baia, un gruppo coeso, capace di collaborare per offrire un'immagine turistica unica e accogliente.
La gestione quarantennale di Aldo Roscioni è stata caratterizzata da un instancabile spirito di iniziativa. Arrivato a Portonovo il 28 luglio 1978, quando La Fonte e l'Internazionale erano chiusi, in soli dieci anni è riuscito a rendere le strutture completamente prenotate. Attribuiva gran parte di questo successo ai suoi collaboratori, che definisce eccezionali. La promozione avveniva attraverso eventi innovativi: dall'organizzazione di concerti alla collaborazione con chef di fama come Vissani, che con una serie di eventi ha contribuito a lanciare il Fortino. Anche iniziative apparentemente semplici, come donare sportine di moscioli bianchi o al sugo agli ospiti importanti in partenza, si rivelavano potenti strumenti di marketing territoriale, permettendo loro di portare a casa un pezzo autentico di Portonovo.
Il Fortino Napoleonico, la struttura al centro di tanta storia, ha origini affascinanti. Non è nato come hotel, ma come una fortezza militare. La sua costruzione fu ordinata da Napoleone Bonaparte e realizzata dal suo viceré d'Italia, Eugenio di Beauharnais, tra il 1811 e il 1813. La sua caratteristica forma perimetrale a "lanterna" è una chiara testimonianza della sua origine napoleonica, pensata per scopi difensivi e di avvistamento in una posizione strategica sulla baia. Dopo anni di storia militare e poi di abbandono, il Fortino fu trasformato in albergo nel 1969, a seguito di imponenti restauri che ne rispettarono la struttura originale, ma lo adattarono alla nuova funzione ricettiva.
Oggi, il Fortino Napoleonico continua a vivere sotto la gestione della figlia di Aldo Roscioni, Francesca, e di suo marito Eros Renzetti, che hanno rilevato l'attività nel 2015. L'hotel si presenta come una struttura di charme, situata nel punto più panoramico e tranquillo della Riviera del Conero. Immerso nel verde dei boschi e affacciato sull'azzurro intenso del mare, offre un soggiorno di grande suggestione.
L'Hotel Fortino Napoleonico dispone di 33 camere, arredate con gusto classico o d'epoca e caratterizzate da rifiniture di pregio. Ogni dettaglio è curato per offrire comfort e un'esperienza unica agli ospiti. Alcune camere sono dotate di lussi aggiuntivi come idromassaggio e docciasauna. Tra le sistemazioni più esclusive spiccano le 5 Suite e la Royal Suite, quest'ultima dotata di un'esclusiva terrazza panoramica con vista mozzafiato sul mare. Ogni camera è pensata per essere un piccolo rifugio di bellezza e tranquillità, con un delizioso dipinto che le conferisce un carattere di unicità. Oltre ai comfort standard, le camere offrono sistemi di canali satellitari con servizio Pay per View per godersi film in anteprima nazionale ed eventi sportivi.
Aldo Roscioni ha una visione molto chiara di Portonovo, definendola un luogo "a divenire", mai compiuto. Questo spirito di continuo miglioramento lo ha portato a confrontarsi, a volte criticamente, con le pubbliche amministrazioni riguardo allo sviluppo della baia. Tra le proposte avanzate dagli operatori, e purtroppo non realizzate, spiccano l'idea di una passeggiata a mare illuminata a loro spese, un trasporto innovativo da monte a valle con un impatto minimo, e la riapertura della vecchia strada di accesso per pedoni e biciclette. Altre criticità sollevate riguardano la gestione della Chiesetta, la manutenzione dei sentieri come quello di Mezzavalle, la mancanza di un approdo utilizzabile per le barche e il destino dei Mutilitani. Nonostante queste sfide, il rapporto con l'amministrazione è stato sempre improntato all'educazione e al rispetto reciproco, con un ricordo particolarmente positivo della collaborazione con il sindaco Galeazzi, che supportò la creazione del Consorzio della Baia.

La storia del Fortino sotto la gestione di Roscioni è ricca di aneddoti. Giunto al Fortino, lo trovò quasi inaccessibile a causa dei rovi. Per rispondere ai numerosi consigli che i primi clienti, spesso milanesi, dispensavano su come gestire l'attività, ebbe un'idea geniale e ironica: affiggere in ogni camera un quadretto con un proverbio marchigiano. Ad esempio, in una camera si leggeva: "Se devi dire una cosa bella, dilla subito altrimenti non fai più in tempo", e in quella accanto: "Se devi dire una cosa brutta non dirla perché ci sarà qualche ciambotto che la dirà al posto tuo." Questo tocco di saggezza popolare e umorismo locale aggiungeva un ulteriore strato di unicità all'esperienza del soggiorno.
La scelta del Fortino, per Aldo Roscioni, non fu una semplice decisione imprenditoriale, ma quasi una chiamata: "Non sono io che l’ho scelto ma è esso che ha scelto me." Per prenderne la gestione, vendette la sua casa. Iniziò seguendo solo il ristorante per i primi sei mesi, ottenendo subito buoni risultati, ma la presenza di troppi soci, ognuno gestore di un settore diverso (bar, spiaggia, hotel), lo spinse a proporre di prendere in mano l'intera gestione, cosa che gli fu concessa. Da quel momento ebbe inizio la sua lunga avventura.
Portonovo non è solo il Fortino, ma un territorio unico, parte integrante del Parco Regionale del Conero. La sua conformazione geografica è il risultato di una ciclopica frana preistorica dal Monte Conero, che ha creato la baia sinuosa con la sua caratteristica spiaggia di ciottoli calcarei bianchissimi. La vicinanza dei boschi alla spiaggia, i panorami mozzafiato e la scarsa urbanizzazione (ufficialmente conta un solo abitante, con la maggior parte degli edifici usati come seconde case o strutture ricettive) contribuiscono a creare un'atmosfera di rara naturalità. Oltre al Fortino, i monumenti storici includono la suggestiva Chiesa medievale di Santa Maria e l'antica Torre di Guardia settecentesca.
La baia è molto frequentata in estate, accessibile tramite un'unica strada ripida o con la linea di autobus 94 da Ancona, con un servizio navetta gratuito che collega al parcheggio superiore. La qualità del suo mare è riconosciuta dalla Bandiera Blu, ottenuta in diversi anni a partire dal 2000. La zona sud, tra la Torre e la Chiesa, è particolarmente apprezzata dagli amanti del windsurf. Un molo artificiale, sebbene destinato all'emergenza, è spesso usato dai bagnanti per i tuffi.
Un elemento paesaggistico e ambientale di grande importanza a Portonovo sono i suoi due piccoli laghi salmastri: il Lago Profondo e il Lago del Calcagno, noto anche come Lago Grande. Contengono acqua salmastra, un mix di acqua marina che si infiltra sotto la spiaggia e acqua dolce proveniente da sorgenti (nel Lago Grande) o immissari temporanei. Purtroppo, in passato, negli anni cinquanta, una parte significativa di queste aree umide (oltre il 50%) fu interrata per fare spazio a parcheggi e campeggi, e la storica Fonte di Portonovo fu distrutta. Oggi, il Parco del Conero lavora per il recupero naturalistico di questi laghi, spostando strutture ricettive per permetterne l'espansione originaria. Nonostante le riduzioni subite, i laghi rimangono un habitat di notevole interesse, popolato da varie specie di uccelli acquatici come gallinella d'acqua, martin pescatore, germano reale e folaga, e caratterizzato da flora palustre come canna di palude, falasco e giunco.
La costa che circonda Portonovo offre ulteriori meraviglie naturali. A nord si trova la spiaggia di Mezzavalle, una lunga spiaggia libera raggiungibile solo a nuoto per un breve tratto o tramite sentieri pedonali ripidi, apprezzata per la sua naturalità incontaminata. Più a nord ancora, la Spiaggia del Trave prende il nome da un lungo scoglio naturale affiorante. Qui, come su tutti gli scogli della Riviera del Conero, crescono naturalmente i moscioli selvatici, la cui pesca è rigidamente regolamentata. Altre spiagge e scogliere a nord, come Campani, Vedova, Vena, Scogliera dei Draghetti, Campo di Mare, Scogli del Cavallo, Scalaccia, Scogli Lunghi e Fonte, sono accessibili solo tramite impervi sentieri panoramici, offrendo un'esperienza autentica e selvaggia. Molte presentano grotte di pescatori scavate alla base delle rupi. Anche a sud di Portonovo, sotto le imponenti rupi del Monte Conero, la costa è alta e rocciosa, con tratti di scogli e piccole spiagge libere raggiungibili a piedi lungo la costa o nuotando.
Il Mosciolo di Portonovo, il mitilo selvatico che cresce attaccato agli scogli sommersi, è molto più di un semplice frutto di mare. Come sottolinea Aldo Roscioni, è una ricchezza non solo per Portonovo, ma per tutte le località costiere che producono cozze. Ha insegnato che non è solo un ingrediente per un sugo, ma un mezzo di comunicazione eccezionale per promuovere un territorio e la sua identità. Respirare il suo profumo significa respirare la storia di Portonovo.
Aldo Roscioni non ha solo Portonovo nel cuore, ma anche Ancona. Crede che la bellezza si possa trovare ovunque, anche se nascosta, e che basti poco per farla emergere. Suggerisce idee concrete per migliorare la città, come affidare a giovani artisti la realizzazione di murales sul muro rovinato dei magazzini al porto, un luogo sempre più frequentato. Elogia la spiaggia del Passetto, facilmente accessibile e con un mare bellissimo. Il suo messaggio è chiaro: Ancona siamo noi, dobbiamo amarla e rispettarla. Ai giovani anconetani, rivolge un invito a credere nella propria città e nelle proprie radici, perché essere attaccati alle proprie origini è fondamentale per proiettarsi nel futuro. L'approccio alla vita dovrebbe essere sempre ottimista: il bicchiere è sempre mezzo pieno, e la parte mancante va riempita con il cuore, la gentilezza e la testa.

In sintesi, il Fortino Napoleonico è un luogo intriso di storia e fascino, un punto di partenza ideale per esplorare la bellezza selvaggia e la ricchezza culturale di Portonovo e del Conero. La sua storia è indissolubilmente legata a figure come Aldo Roscioni, che con passione e dedizione hanno contribuito a farlo conoscere e amare, preservando al contempo lo spirito autentico di questo angolo di paradiso.
Domande Frequenti sul Fortino Napoleonico e Portonovo
Chi è il proprietario attuale del Fortino Napoleonico?
Dal 2015, la gestione del Fortino Napoleonico è passata alla figlia di Aldo Roscioni, Francesca Roscioni, e a suo marito Eros Renzetti.
Qual è l'origine storica del Fortino Napoleonico?
Il Fortino fu costruito tra il 1811 e il 1813 per ordine di Napoleone Bonaparte, su progetto del suo viceré Eugenio di Beauharnais, come fortezza militare.
Quante camere ha l'Hotel Fortino Napoleonico?
L'Hotel Fortino Napoleonico dispone di 33 camere, incluse 5 Suite e una Royal Suite.
Cosa sono i laghi di Portonovo?
Sono due piccoli laghi salmastri, il Lago Profondo e il Lago Grande (o del Calcagno), formatisi in seguito a una frana preistorica dal Monte Conero. Costituiscono un importante habitat naturale.
Cos'è il "Mosciolo d'Oro"?
È un'onorificenza conferita dalla Condotta Slow Food Ancona e Conero a personaggi che si sono distinti nel promuovere Portonovo nel mondo, come Aldo Roscioni.
Il Fortino Napoleonico è direttamente sulla spiaggia?
Sì, l'Hotel Fortino Napoleonico si trova in una posizione privilegiata a ridosso della baia di Portonovo, tra il verde del bosco e il mare.
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