03/03/2022
Immerso tra le dolci colline del Monferrato Astigiano, sorge un borgo che incanta per la sua storia, i suoi panorami e la sua ricca tradizione gastronomica: Cocconato d'Asti. Noto anche come la 'Riviera del Monferrato' per la sua posizione privilegiata e il clima mite, questo affascinante centro storico offre un'esperienza autentica, un tuffo nel passato che si sposa perfettamente con la ricerca di sapori genuini e paesaggi rilassanti.

La fama di Cocconato si lega indissolubilmente alla sua storia millenaria, alla resilienza dei suoi abitanti e alla capacità di preservare un'identità forte, arricchita da secoli di eventi e trasformazioni. Dal suo nome che evoca fatica e conquista, ai periodi di grande splendore sotto potenti famiglie nobiliari, fino a diventare un punto strategico in epoche più recenti, ogni angolo del borgo narra una vicenda affascinante. Oggi, pur avendo visto mutare alcuni aspetti, come il numero di locali storici, mantiene viva una vibrante anima legata all'accoglienza e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio.
- Storia Millenaria: Dalle Origini al Feudo Imperiale
- Dal Dominio Sabaudo all'Epoca Napoleonica e la Rinascita
- Il Secolo d'Oro della Ristorazione
- La "Riviera del Monferrato": Panorami e Bellezza
- Simboli e Identità: L'Aquila e il Motto
- Note Storiche e Memoria: Un Periodo Difficile
- Domande Frequenti su Cocconato d'Asti
Storia Millenaria: Dalle Origini al Feudo Imperiale
L'origine di Cocconato affonda le radici in tempi antichi, ben prima che il palazzo comunale che oggi ammiriamo prendesse forma. Si ritiene che l'area collinare fosse sede di un insediamento già in epoca romana. Il nome stesso, Cocconato, pare derivare dal latino “cum conatu”, espressione che suggerisce uno sforzo, forse legato alla sua posizione elevata o alla difficoltà nel raggiungerlo anticamente. Fortunatamente, oggi godersi la bellezza del borgo è decisamente più agevole.
A partire dal X secolo, la storia di Cocconato si lega in modo indissolubile a quella dei Radicati, una potente famiglia comitale di origine manfredinga. Furono i Radicati a rendere Cocconato un vero e proprio stato autonomo, un feudo imperiale che mantenne la sua indipendenza e il loro controllo per ben quattrocento anni. Questo lungo periodo ha plasmato profondamente l'identità del borgo, conferendogli un'importanza strategica e politica notevole nel contesto piemontese e monferrino.
La posizione geografica, dominante sulle colline circostanti, contribuì senza dubbio al suo ruolo di centro nevralgico. La famiglia Radicati, attraverso alleanze e strategie, riuscì a difendere e prosperare in un territorio spesso conteso, lasciando un'eredità storica visibile ancora oggi nelle strutture e nella memoria del luogo.
Dal Dominio Sabaudo all'Epoca Napoleonica e la Rinascita
Dopo il lungo dominio dei Radicati, a partire dal 1480 e fino al 1586, il feudo di Cocconato entrò a far parte dei possedimenti della Casa Savoia. Questo passaggio segnò una nuova fase nella storia del borgo, inserendolo in una realtà politica più ampia e complessa. Nonostante il cambio di signoria, Cocconato mantenne una sua rilevanza, continuando a essere un punto di interesse strategico per i nuovi dominatori.
Seguì un periodo descritto come "buio", forse caratterizzato da instabilità o minore prosperità, prima di una notevole rinascita avvenuta in un'epoca inaspettata. Quando divenne possedimento napoleonico, Cocconato acquisì un ruolo di primo piano in un progetto di comunicazione all'avanguardia per l'epoca. Il borgo divenne sede di una stazione di telegrafo ottico, un sistema innovativo che permetteva di collegare rapidamente città distanti come Parigi, Milano e Venezia. Questa funzione dimostra l'importanza strategica che Cocconato continuava a rivestire, anche al di fuori delle dinamiche feudali o sabaude, proiettandosi verso la modernità delle comunicazioni.
Il Secolo d'Oro della Ristorazione
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, Cocconato visse un periodo di particolare floridità. L'economia locale prosperava, e il borgo divenne noto anche per la sua vivace scena gastronomica. Si racconta che in quel periodo si contassero fino a venti ristoranti nel paese. Un numero considerevole per un borgo collinare, che testimonia un'intensa attività legata all'ospitalità e alla valorizzazione dei prodotti del territorio. Questo "secolo d'oro" della ristorazione cocconatese ha lasciato un segno indelebile nella tradizione locale, creando un legame forte tra il borgo e l'arte del buon cibo.
Oggi quel numero elevato di esercizi è calato, ma i ristoranti che rimangono a Cocconato rappresentano l'eccellenza della tradizione culinaria monferrina. Essi continuano a richiamare turisti e appassionati di gastronomia in cerca di autentiche tipicità monferrine, quelle ricette e quei sapori che raccontano la storia e la ricchezza agricola di questa terra. La cucina di Cocconato si basa su ingredienti freschi e di stagione, spesso provenienti dalle colline circostanti, e su preparazioni che affondano le radici nella tradizione contadina e nobiliare della regione.
La "Riviera del Monferrato": Panorami e Bellezza
Il soprannome di "Riviera del Monferrato" attribuito a Cocconato non è casuale. La sua posizione elevata offre un clima particolarmente mite rispetto alle zone circostanti e, soprattutto, regala panorami mozzafiato sulle dolci e ordinate colline del Monferrato Astigiano. Dalle alture del borgo, lo sguardo si perde tra vigneti, campi coltivati e boschi, in un paesaggio che cambia colore con le stagioni, offrendo spettacoli sempre nuovi e suggestivi.
Il punto panoramico è una tappa imperdibile per chi visita Cocconato, un luogo dove fermarsi, respirare l'aria pura e ammirare la bellezza del territorio che circonda il borgo. Questa vista non è solo un piacere per gli occhi, ma è anche una chiave di lettura per comprendere l'importanza storica e agricola della zona, un tempo contesa e oggi celebrata per la sua produttività e il suo fascino.
Simboli e Identità: L'Aquila e il Motto
L'identità di Cocconato è racchiusa anche nei suoi simboli ufficiali. Lo stemma e il gonfalone del Comune, concessi con decreto del Presidente della Repubblica nel 1999, raccontano una parte importante della sua storia. Lo stemma è descritto come "Di nero, all'aquila d'oro, coronata con corona all'antica dello stesso", sormontato dalla corona comunale e affiancato da fronde di alloro e quercia. Sotto lo scudo, campeggia il motto in latino: "Ut vult Deus" (Come vuole Dio).

Questo stemma comunale si ispira direttamente a quello della famiglia Radicati, i conti che dominarono Cocconato per quattro secoli. Lo stemma originale dei Radicati era troncato: nella parte superiore (al primo) presentava, proprio come l'attuale stemma comunale, un'aquila d'oro coronata su campo nero; nella parte inferiore (al secondo) riportava invece un castagno sradicato al naturale su campo d'oro. L'adozione dell'aquila dei Radicati nello stemma moderno sottolinea il forte legame storico tra il borgo e questa antica famiglia, riconoscendone l'importanza nella sua formazione e nel suo sviluppo.
Note Storiche e Memoria: Un Periodo Difficile
La storia di Cocconato include anche pagine meno luminose, legate a periodi difficili. Nel Medioevo, oltre a essere il centro principale della famiglia Radicati e un feudo imperiale, fu per diversi secoli soggetto alla diocesi di Vercelli, prima di passare all'attuale diocesi di Casale Monferrato.
Un aspetto delicato della storia più recente riguarda il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Tra il 1940 e il 1943, il territorio comunale di Cocconato fu luogo di internamento per circa settanta ebrei non italiani, profughi provenienti dall'Est Europa, incluse alcune famiglie con bambini. È fondamentale precisare, come evidenziato dalle fonti storiche, che non si trattò di un campo di concentramento nel senso tragico e sterminatore dei campi nazisti o repubblichini, ma piuttosto di un domicilio coatto, una forma di confino. Nonostante le difficoltà e i continui trasferimenti, la maggior parte di questi profughi, trentasei dei quali risultavano ancora a Cocconato nell'estate del 1943, riuscì a salvarsi con l'arrivo dell'occupazione tedesca. Il gruppo si disperse prontamente, e molti trovarono rifugio in Svizzera. Le fonti attestano che nessun ebreo, né italiano né straniero internato a Cocconato, fu arrestato nel borgo stesso dopo l'8 settembre 1943.
Il borgo è legato anche alla memoria dell'antifascista Giovanni Corvi, la cui morte è registrata presso il comune di Cocconato. Arrestato altrove e trasferito più volte, la sua vicenda si conclude con il prelievo da parte dei nazisti verso una "ignota destinazione", come testimoniato dal suo certificato di morte ritrovato a Cocconato dopo lunghe ricerche. Questi eventi, pur dolorosi, fanno parte della complessa tapestry storica del borgo e contribuiscono a definire la sua identità.
Domande Frequenti su Cocconato d'Asti
Per cosa è più noto Cocconato d'Asti?
Cocconato è noto per la sua ricca storia legata ai Conti Radicati, per essere soprannominato la "Riviera del Monferrato" grazie ai suoi panorami e al clima mite, e per la sua tradizione gastronomica basata sulle tipicità monferrine.
Qual è l'origine del nome Cocconato?
Il nome sembra derivare dal latino "cum conatu", che significa "con sforzo", forse riferendosi alla difficoltà di raggiungere il borgo in passato.
Cocconato ha avuto un ruolo importante nella storia?
Sì, fu un importante feudo autonomo sotto i Conti Radicati per 400 anni, fu poi parte dei possedimenti sabaudi e sede di una stazione di telegrafo ottico in epoca napoleonica.
La tradizione gastronomica è ancora viva a Cocconato?
Assolutamente sì. Sebbene il numero di ristoranti storici sia diminuito rispetto al passato, quelli presenti offrono l'opportunità di gustare le autentiche tipicità della cucina monferrina.
Cosa significa il motto sullo stemma di Cocconato?
Il motto è "Ut vult Deus", che significa "Come vuole Dio". Lo stemma, con l'aquila, si ispira a quello dell'antica famiglia comitale dei Radicati.
In conclusione, Cocconato d'Asti è molto più di un semplice borgo collinare. È un luogo dove la storia si respira in ogni vicolo, dove i panorami incantano l'anima e dove la tradizione culinaria soddisfa i palati più esigenti. Visitare Cocconato significa intraprendere un viaggio attraverso i secoli, immersi nella bellezza autentica del Monferrato.
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