Quanti ristoranti cipriani ci sono?

Cipriani nel Mondo: Storia, Lusso e 22 Ristoranti

18/09/2022

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A 83 anni, con la vitalità data da due ore di ginnastica quotidiana e l'aria salmastra di Venezia come elisir, Arrigo Cipriani non è tipo da mandarle a dire. Patriarca indiscusso dell'Harry's Bar, tempio veneziano di storia e gastronomia, e mente dietro un impero della ristorazione che si estende ben oltre i confini lagunari, Arrigo esprime le sue opinioni con la schiettezza di chi ha visto e fatto la storia. Questo articolo esplora il suo mondo, la filosofia che anima i suoi locali e risponde alla domanda che molti si pongono: quanti sono i ristoranti Cipriani sparsi per il globo?

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L'Harry's Bar: Un Marchio, Una Leggenda

La storia che lega il nome Cipriani alla ristorazione inizia a Venezia negli anni '30. Non con grandi capitali o piani industriali, ma con un semplice gesto di umanità. Giuseppe Cipriani, padre di Arrigo e all'epoca portiere d'albergo, prestò diecimila lire a un giovane cliente americano in difficoltà, un alcolista di nome Harry. Quando Harry tornò a Venezia, non solo restituì il prestito, ma aggiunse altre trentamila lire, permettendo a Giuseppe di realizzare il sogno di aprire un locale tutto suo. In segno di gratitudine, lo chiamò Harry's Bar. Era il 1931. Un luogo piccolo, sobrio, ma destinato a diventare un'icona.

Quanti Cipriani ci sono nel mondo?
Costosa, fatta di tovaglie di lino e piccole accortezze, ma che fanno di un locale un concetto da esportazione: oggi Cipriani sono 22 ristoranti in tutto il mondo, 700 chef e qualche migliaio di dipendenti. Arrigo resta nella sua Venezia, scrive libri, ne ha fatti nove.

La leggenda si cementò negli anni '40, quando Ernest Hemingway scelse l'Harry's Bar come suo rifugio veneziano mentre scriveva. Tra Giuseppe ed Ernest nacque un'amicizia profonda, quasi fraterna. Fu proprio tra quelle mura, in una di quelle serate, che vide la luce un cocktail destinato alla fama mondiale: il Bellini, un perfetto equilibrio tra prosecco e purea di pesca bianca. L'Harry's Bar non era solo un ristorante; era un salotto, un club, un luogo dove la semplicità austera si sposava con un lusso discreto, fatto di dettagli curati e di un'atmosfera unica. Un luogo che, nel 2001, è stato giustamente dichiarato patrimonio nazionale dal Ministero dei Beni Culturali.

Il Concetto di Lusso Secondo Arrigo Cipriani

Se c'è una parola che definisce la filosofia di Arrigo Cipriani, quella è lusso. Ma il suo concetto è agli antipodi rispetto a quello che, a suo dire, domina la scena contemporanea. Insegna a Ca' Foscari che il lusso è «la semplicità coronata da tanti piccoli dettagli». Non è opulenza ostentata o design fine a sé stesso. È un'anima semplice, fatta di sostanza. È l'ambiente che ti fa sentire a casa, ma in una casa speciale.

Per Arrigo, il vero lusso si manifesta in elementi concreti e, a suo avviso, imprescindibili: le lenzuola di lino croccanti in un hotel, i cuscini e i materassi di qualità. E, naturalmente, a tavola. Il lusso a tavola è il piatto rotondo, non quelle «cose che non sono da cucina ma fanno design» come i piatti rettangolari, lunghi o storti. È l'uso di posate piccole, non i forchettoni che, sempre secondo lui, usano certi chef stellati.

«Io voglio dormire in un letto, non sulle pareti o in bagno. Voglio essere avvolto da lenzuola di lino croccanti, cuscini e materassi di qualità. Quello è lusso. Non i quadri», afferma, criticando aspramente gli alberghi (e i ristoranti) che puntano sull'apparenza trascurando la sostanza del comfort e dell'esperienza.

Le Critiche al Mondo della Ristorazione Moderna

Arrigo Cipriani non risparmia critiche al panorama gastronomico attuale, in particolare a certi chef mediatici che definisce «da televisione». Non esita a nominarli, come Carlo Cracco e Giuseppe Vissani, accusandoli di avere un «atteggiamento demenziale». Le sue lamentele sono precise:

  • Il Menu Degustazione: «Ma le pare che se vado a ristorante e spendo fior di quattrini posso farmi imporre quello che devo mangiare? Finita la libertà, finisce tutto. Non è più lusso, è un'altra cosa». Lo vede come una dimostrazione di bravura imposta al cliente, non un servizio.
  • La Cucina Designer: Critica l'uso di ingredienti strani accostati senza senso («mettono la liquirizia e il pomodoro sulle patate»), i piatti non funzionali (quelli non rotondi), le posate sproporzionate. Vede questa tendenza come una «brutta copia di quella francese», destinata a perdere.
  • La Guida Michelin: La liquida come la «guida dei copertoni», sminuendone il valore e implicitamente criticando i criteri che portano all'assegnazione delle stelle.
  • L'Abbigliamento degli Chef: Anche l'aspetto conta. La critica si estende all'abbigliamento informale, come jeans e giacca aperta, segno di una mancanza di professionalità e rispetto per il ruolo.

Salva poche eccezioni, come le osterie venete e l'Assunta Madre a Roma, apprezzate per la loro semplicità e l'enfasi sulla materia prima fresca e ben cucinata. Questi sono i luoghi dove, non a caso, incontra i suoi clienti, segno che il modello tradizionale e autentico funziona ancora.

I Numeri di un Impero: Quanti Cipriani nel Mondo?

Partendo da quel piccolo locale a Venezia, il nome Cipriani è diventato un sinonimo di un certo stile italiano nel mondo. Nonostante le critiche alla modernità, il gruppo ha saputo espandersi mantenendo la propria identità. Oggi, il gruppo Cipriani conta 22 ristoranti nel mondo. Non si tratta solo di ristoranti, ma di un vero e proprio sistema che impiega centinaia di persone, tra cui circa 700 chef e qualche migliaio di dipendenti in totale.

Arrigo, pur guidando questa espansione globale, rimane ancorato alla sua Venezia, continuando a gestire l'Harry's Bar originale e a scrivere libri (ne ha pubblicati nove), raccontando storie e riflettendo sul mondo.

La presenza globale dei 22 locali testimonia la forza del marchio e l'apprezzamento per un modello di ristorazione che, pur definito 'semplice' dal suo creatore, rappresenta un lusso accessibile solo a pochi, fatto di qualità senza compromessi e di un'atmosfera senza tempo.

Clientela Celebre e Regole Ferree (ma con Anima)

L'Harry's Bar di Venezia e i locali Cipriani sparsi per il mondo sono da sempre magneti per personaggi famosi. Da Ernest Hemingway a Orson Welles, da Woody Allen a Robert De Niro, la lista degli ospiti illustri è sterminata. Arrigo racconta con piacere aneddoti legati a queste frequentazioni.

Particolarmente divertente il ricordo di Orson Welles, che, dopo una settimana di frequentazione, stava per partire senza saldare il conto. Il padre di Arrigo lo mandò alla stazione per farsi pagare. Welles, dal finestrino del treno, gli allungò una mazzetta di traveller's cheque non firmati. Alla segnalazione di Arrigo, il regista rispose con il suo vocione: «Ragazzo, la firma mettila tu». E così Arrigo Cipriani ha potuto dire di aver firmato anche Orson Welles.

Woody Allen è descritto come una persona di poche parole, estremamente educata, capace di chiedere con calma a una signora di smettere di guardarlo insistentemente. Robert De Niro, invece, è quasi timido, con l'aria di annoiarsi ovunque sia, e divertente quando si sforza di parlare un italiano dal buffo accento meridionale.

Nonostante la clientela di altissimo profilo, i locali Cipriani mantengono alcune regole distintive. La più nota è forse quella delle prenotazioni. Non si accettano prenotazioni standard che tengano un tavolo bloccato per ore. La filosofia è diversa: chi arriva e trova i tavoli occupati può accomodarsi al bancone del bar, magari gustando un Martini, e aspettare. «Dieci minuti di attesa non hanno mai ucciso nessuno», chiosa Arrigo. Anche le celebrità si adeguano, raramente chiedendo favori o deroghe. Per Arrigo, un vero divo non ha bisogno di capricci.

Venezia, il Mose e un Amore Sofferente

Il legame di Arrigo Cipriani con Venezia è viscerale, ma non privo di sofferenza nel vedere la sua città svuotata e deturpata. Ricorda una città con duecentomila abitanti, ridotta oggi a malapena quarantamila. Ha perso, a suo dire, l'anima.

Quanti Cipriani ci sono nel mondo?
Costosa, fatta di tovaglie di lino e piccole accortezze, ma che fanno di un locale un concetto da esportazione: oggi Cipriani sono 22 ristoranti in tutto il mondo, 700 chef e qualche migliaio di dipendenti. Arrigo resta nella sua Venezia, scrive libri, ne ha fatti nove.

La critica più feroce è rivolta al Mose, l'imponente opera per la difesa dall'acqua alta. Per Arrigo, il Mose è la «coronazione» della decadenza veneziana, un'opera «inutile pensata solo per mangiare» (rubare). Sottolinea che l'unico a non averci guadagnato è stato lui, che ospitava i responsabili dei lavori e a cui persino chiedevano sconti. La sua indignazione è palpabile: «Era sotto gli occhi di tutti che stavano rubando». Ribadisce l'inutilità dell'opera, che interviene solo con acque alte (oltre 120 cm), un livello che l'Harry's Bar ha affrontato anche durante l'alluvione del 1966 riaprendo il giorno dopo. Per lui, il Mose è «veramente il niente».

Nonostante le amarezze, Arrigo mantiene un impegno civico, dichiarando il suo voto per il candidato sindaco Felice Casson, apprezzandone le idee chiare e la statura morale.

Una Distinzione Importante: I Ristoranti vs. l'Hotel Cipriani

Spesso si crea confusione tra il gruppo di ristoranti di Arrigo Cipriani e l'Hotel Cipriani di Venezia. È fondamentale chiarire che si tratta di entità diverse, sebbene storicamente legate.

L'Hotel Cipriani, uno degli alberghi di lusso più famosi al mondo, fu fondato da Giuseppe Cipriani nel 1958 (successivamente all'Harry's Bar). Tuttavia, la proprietà di questo hotel è cambiata nel tempo. Nel 1976, fu acquistato dalla società che oggi si chiama Belmond (parte del gruppo LVMH). Belmond è una collezione globale di hotel, treni di lusso e crociere fluviali, e l'Hotel Cipriani di Venezia è stata la loro prima acquisizione, il punto di partenza della loro collezione di 47 proprietà in 28 paesi.

Pertanto, quando si parla di «Hotel Cipriani» a Venezia, ci si riferisce alla proprietà di Belmond. Quando invece ci si riferisce ai «Cipriani» come catena di ristoranti e locali notturni sparsi per il mondo, si parla del gruppo guidato da Arrigo Cipriani, che gestisce l'Harry's Bar originale e i suoi 22 ristoranti internazionali.

In sintesi:

EntitàTipologiaProprietà/GestioneNumero nel mondo (di questa tipologia)
Harry's Bar (Venezia)Ristorante/Bar storicoGruppo Arrigo Cipriani1 (l'originale)
Ristoranti/Locali CiprianiCatena di ristoranti/localiGruppo Arrigo Cipriani22
Hotel Cipriani (Venezia)Hotel di lussoBelmond (Gruppo LVMH)1 (quello di Venezia, parte di una collezione di 47 proprietà Belmond)

Domande Frequenti sui Cipriani

Quanti ristoranti Cipriani ci sono nel mondo?
Il gruppo di ristoranti guidato da Arrigo Cipriani conta attualmente 22 locali sparsi per il mondo.

Chi ha fondato l'Harry's Bar di Venezia?
L'Harry's Bar fu fondato nel 1931 da Giuseppe Cipriani, padre di Arrigo.

Qual è il concetto di lusso secondo Arrigo Cipriani?
Per Arrigo Cipriani, il lusso è la semplicità arricchita da tanti piccoli dettagli. Significa sostanza, qualità (come lenzuola di lino o materie prime eccellenti), e un ambiente accogliente ma raffinato, contrapposto al design fine a sé stesso e alla mancanza di funzionalità (come piatti strani o posate enormi).

Cosa pensa Arrigo Cipriani della guida Michelin?
Arrigo Cipriani la definisce sprezzantemente la «guida dei copertoni», sminuendone l'importanza e i criteri di valutazione.

Perché l'Harry's Bar non accetta prenotazioni standard?
La politica è quella di accogliere chi arriva. Se i tavoli sono occupati, ci si può accomodare al bancone in attesa. Questa scelta è vista come parte della filosofia di accoglienza e dinamicità del locale, piuttosto che come un vezzo.

Cosa pensa Arrigo Cipriani del Mose di Venezia?
Lo considera un'opera inutile e corrotta, pensata principalmente per permettere a qualcuno di «mangiare» (rubare), e un simbolo della decadenza di Venezia.

L'Hotel Cipriani di Venezia fa parte dello stesso gruppo dei ristoranti Cipriani?
No. L'Hotel Cipriani di Venezia è di proprietà del gruppo Belmond (parte di LVMH) dal 1976. Il gruppo di ristoranti e locali Cipriani, con i suoi 22 locali nel mondo, è guidato separatamente da Arrigo Cipriani.

Conclusione: L'Eredità di un Patriarca

Arrigo Cipriani rappresenta una figura unica nel panorama della ristorazione globale. Ancorato a principi di semplicità, lusso autentico e rispetto per la tradizione, ha saputo costruire un impero partendo dalla storia leggendaria dell'Harry's Bar di Venezia. Le sue critiche al mondo moderno, taglienti e dirette, riflettono la passione di chi crede fermamente nei propri valori e non ha paura di difenderli. I suoi 22 ristoranti nel mondo non sono solo locali dove mangiare, ma avamposti di una filosofia che mette al centro il cliente, la qualità senza fronzoli e l'atmosfera accogliente. Una storia di successo all'italiana, fatta di carattere, tradizione e un pizzico di quella sana irriverenza che solo i veri patriarchi sanno dimostrare.

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