Quanto costa entrare dentro Castel Sant'Angelo?

Castel Sant'Angelo: Storia, Segreti e Visita

13/12/2023

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Sulla sponda destra del Tevere, a breve distanza dal Vaticano e di fronte all'antico Ponte Elio (oggi Ponte Sant'Angelo), sorge imponente Castel Sant'Angelo. Conosciuto anche come Mole Adrianorum o Castellum Crescentii in epoche passate, e popolarmente come Mausoleo di Adriano, questo monumento iconico di Roma ha attraversato i secoli, subendo radicali trasformazioni che ne hanno plasmato l'aspetto e la funzione, legandosi indissolubilmente alla storia della città eterna e dei suoi papi.

Castel Sant'angelo vale la pena?
Visitare Castel Sant'Angelo vale sicuramente la pena, e non solo per la bellezza esteriore del monumento, ma anche per quello che ha da offrire al suo interno. Entrando all'interno di Castel Sant'Angelo, infatti, potrai farti un'idea di come Roma sia cambiata nell'arco di 2000 anni.
Indice dei contenuti

Origini Romane: Il Mausoleo di Adriano

La storia di Castel Sant'Angelo affonda le sue radici nel 135 d.C., quando l'imperatore Adriano commissionò all'architetto Demetriano la costruzione di un maestoso mausoleo funebre per sé e i suoi familiari. L'ispirazione venne dal Mausoleo di Augusto, ma le dimensioni volute da Adriano erano decisamente più imponenti. I lavori, durati diversi anni, furono completati nel 139 d.C. da Antonino Pio. L'edificio fu eretto di fronte al Campo Marzio, collegato ad esso tramite un ponte costruito appositamente, il Ponte Elio (l'attuale Ponte Sant'Angelo).

La struttura originaria si componeva di una solida base quadrata, rivestita con pregiato marmo lunense e decorata da un fregio con teste di buoi (Bucrani) e lesene angolari. Sul lato prospiciente il Tevere, un fregio recava incisi i nomi degli imperatori sepolti all'interno. L'ingresso era segnato da un arco dedicato ad Adriano, e il passaggio d'accesso, il dromos, era interamente rivestito di marmo giallo antico.

Al di sopra del cuboide di base si ergeva un tamburo cilindrico, realizzato in peperino e opera cementizia, anch'esso rivestito esternamente in travertino e adornato da lesene scanalate. Su questo tamburo poggiava un tumulo di terra, piantumato con alberi e circondato da un perimetro di statue marmoree. Di queste, pochi frammenti sono sopravvissuti, ma una delle più integre rinvenute è il celebre Fauno Barberini. A coronare il tumulo vi era una gigantesca quadriga in bronzo, guidata dallo stesso Adriano raffigurato come il sole, posta su un alto basamento o, secondo altre interpretazioni, su una tholos circolare. Un muro di cinta con una cancellata in bronzo decorata da pavoni dorati, due dei quali sono oggi conservati in Vaticano, circondava l'intero complesso.

L'interno era caratterizzato da pozzi di luce che illuminavano la rampa elicoidale in laterizio rivestita in marmo. Questa rampa conduceva dall'ingresso alla cella funeraria, situata al centro del tumulo. La cella, di forma quadrata e riccamente rivestita di marmi policromi, era sormontata da altre due sale, forse anch'esse destinate a sepolture imperiali.

Il Mausoleo accolse le spoglie di importanti figure imperiali, tra cui l'imperatore Adriano e sua moglie Vibia Sabina, Antonino Pio e famiglia, Lucio Elio Cesare, Commodo, Marco Aurelio e altri tre dei suoi figli, Settimio Severo, sua moglie Giulia Domna e i loro figli Geta e Caracalla. Questa funzione di sepolcro cessò in parte quando l'edificio fu inglobato nelle Mura Aureliane, diventando un elemento cruciale del sistema difensivo di Roma.

Dal Mausoleo a Fortezza e Residenza Papale

Nel 403 d.C., l'imperatore d'Occidente Onorio prese una decisione che cambiò per sempre il destino del Mausoleo di Adriano: lo incluse all'interno delle Mura Aureliane. Da quel momento, l'edificio perse la sua funzione originaria di sepolcro per diventare un potente fortilizio, un baluardo avanzato essenziale per la difesa di Roma oltre il Tevere. È in questo periodo che iniziò a essere indicato con l'appellativo di "castellum". La sua solidità si dimostrò cruciale, salvando l'area del Vaticano dai saccheggi dei Visigoti di Alarico nel 410 e dei Vandali di Genserico nel 455. Durante questi assedi, i Romani scagliarono sugli invasori tutto ciò che avevano a disposizione, incluse le preziose statue che adornavano il mausoleo; il Fauno Barberini, ad esempio, fu ritrovato in seguito nei fossati del fortilizio. Agli inizi del VI secolo, l'edificio fu adibito a prigione di Stato da parte di Teodorico.

La tradizione narra che il monumento ottenne il suo nome attuale nel 590 d.C. Roma era afflitta da una grave pestilenza, e Papa Gregorio I organizzò una solenne processione penitenziale. Mentre il pontefice attraversava il Ponte Elio, ebbe una visione: l'arcangelo Michele apparve sulla cima della Mole Adriana, rinfoderando la sua spada. Questo fu interpretato come un segno celeste che preannunciava la fine imminente dell'epidemia, evento che effettivamente si verificò. Da quel giorno, la Mole Adriana divenne nota come Castel Sant'Angelo. Sulla sua sommità fu eretta una chiesa dedicata a "Sant'Angelo usque ad caelos", e nel XIII secolo fu posta una statua raffigurante l'angelo nell'atto di rinfoderare la spada. Una pietra circolare con impronte di piedi, conservata oggi nei Musei Capitolini, è ritenuta dalla tradizione quella lasciata dall'Arcangelo.

Il possesso di questo strategico fortilizio fu oggetto di lunghe contese tra le potenti famiglie nobili romane. Nella prima metà del X secolo, divenne la roccaforte del senatore Teofilatto e della sua famiglia, inclusa la figlia Marozia e il nipote Alberico, che lo utilizzarono anche come prigione, un ruolo che il castello mantenne fino al 1901. Un episodio celebre legato a Marozia avvenne nel 932, quando celebrò il suo terzo matrimonio con Ugo di Provenza nella camera sepolcrale imperiale all'interno del castello. Tuttavia, durante il banchetto nuziale, il figlio Alberico II fece irruzione, costringendo Ugo alla fuga e impadronendosi del potere; Marozia stessa finì i suoi giorni imprigionata nel castello.

Chi è il proprietario di Castel Sant'Angelo?
Il museo: livelli e percorsi di visitaMuseo Nazionale di Castel Sant'Angelo e Passetto di BorgoApertura1925ProprietàRepubblica Italiana - Ministero della CulturaGestioneDirezione Musei statali della città di RomaDirettoreMassimo Osanna

Nella seconda metà del X secolo, il castello passò ai Crescenzi, che lo rafforzarono al punto da imporre il loro nome alla struttura: "Castrum Crescentii". Questo nome rimase in uso a lungo, anche dopo il passaggio di proprietà ai Pierleoni e successivamente agli Orsini, ai quali fu ceduto probabilmente da Papa Niccolò III, membro di quella famiglia. Gli Orsini lo tennero fino al 1365 circa, quando lo cedettero alla Chiesa.

Papa Niccolò III, consapevole della fama di imprendibilità del castello e della sua vicinanza alla Basilica di San Pietro e al Palazzo Vaticano, decise di trasferirvi parzialmente la sede apostolica, che all'epoca si trovava nel Palazzo Lateranense, giudicato meno sicuro. Per garantire una maggiore sicurezza al Palazzo Vaticano, fece realizzare il celebre "passetto di Borgo", un corridoio fortificato che permetteva al pontefice di raggiungere la fortezza dalla Basilica di San Pietro in caso di pericolo.

Nel 1367, le chiavi dell'edificio furono consegnate a Papa Urbano V, come gesto per sollecitarne il rientro a Roma dall'esilio avignonese. Da questo momento in poi, Castel Sant'Angelo legò indissolubilmente le sue sorti a quelle dei pontefici. Grazie alla sua struttura solida e fortificata, i papi lo utilizzarono come rifugio nei momenti critici, per ospitare l'Archivio e il Tesoro Vaticani, e come sede di tribunale e prigione.

Nel 1379, il castello fu quasi raso al suolo dalla popolazione inferocita contro la guarnigione francese lasciata da Urbano V. La ricostruzione fu avviata nel 1395 da Papa Bonifacio IX, che incaricò l'architetto militare Niccolò Lamberti di potenziare le difese. L'accesso divenne possibile solo tramite un'unica rampa e un ponte levatoio. Sulla sommità fu ricostruita la cappella dedicata a San Michele Arcangelo.

Nei quattro secoli successivi, il castello subì continue trasformazioni. Niccolò V (1447–1455) vi aggiunse una residenza papale interna e realizzò tre bastioni agli angoli del quadrilatero esterno. Provvide anche al rifacimento del Ponte Sant'Angelo, crollato durante le manifestazioni giubilari. Alessandro VI Borgia affidò all'architetto Antonio da Sangallo il Vecchio ulteriori lavori di fortificazione, che conferirono all'edificio il carattere di una vera e propria roccaforte militare "alla moderna". Furono costruiti quattro bastioni pentagonali, dedicati ai santi Evangelisti, che inglobarono le strutture precedenti. Per un controllo ottimale delle vie d'accesso, fece erigere un torrione cilindrico all'imboccatura del Ponte e fece scavare un fossato riempito con le acque del Tevere attorno alle mura.

Ma i lavori voluti da Alessandro VI non si limitarono alle difese. Il papa dotò il castello di un nuovo, lussuoso appartamento, fatto affrescare dal Pinturicchio, e aggiunse giardini e fontane. Durante il suo pontificato, Alessandro trasformò il castello in una sontuosa reggia dove amava risiedere e organizzare banchetti, feste e spettacoli. Le cronache descrivono la dimora come sfarzosa, ma purtroppo nulla di essa è rimasto, essendo stata demolita da Urbano VIII nel 1628 per nuove fortificazioni.

Le poderose fortificazioni di Alessandro VI si rivelarono fondamentali 32 anni dopo, permettendo a Papa Clemente VII di resistere per sette mesi all'assedio delle truppe di Carlo V, i celebri Lanzichenecchi, durante il devastante sacco di Roma del 6 maggio 1527. Nel 1525, Clemente VII fece costruire la "Stufa", un bagno privato affrescato con temi profani (oggi visitabile). La vasca originale, con una Venere bronzea che versava l'acqua, è andata perduta.

Il sacco di Roma dimostrò inequivocabilmente l'importanza del castello per i papi, che intrapresero grandiosi lavori di adattamento per farne una vera residenza pontificia. Nel 1542, Paolo III affidò i lavori di ristrutturazione a Raffaello Sinibaldi da Montelupo e ad Antonio da Sangallo il Giovane. La decorazione degli interni fu curata da artisti come Perino del Vaga, Luzio Luzi da Todi e Livio Agresti da Forlì. La grande cinta bastionata pentagonale, l'ultimo grande intervento di fortificazione, fu iniziata sotto Paolo IV (1555–1559) e completata sotto i suoi successori da Francesco Laparelli.

Chi è il proprietario di Castel Sant'Angelo?
Il museo: livelli e percorsi di visitaMuseo Nazionale di Castel Sant'Angelo e Passetto di BorgoApertura1925ProprietàRepubblica Italiana - Ministero della CulturaGestioneDirezione Musei statali della città di RomaDirettoreMassimo Osanna

Nel 1630, Urbano VIII demolì le fortificazioni più antiche, incluso il torrione Borgia, e spostò il portone principale sul lato destro, costruendo una nuova e imponente cortina muraria frontale. Tra il 1667 e il 1669, Clemente IX fece collocare i dieci angeli marmorei sul Ponte Elio, che da allora prese il nome di Ponte Sant'Angelo. Nell'Ottocento, il castello fu utilizzato quasi esclusivamente come carcere politico, noto come Forte Sant'Angelo.

Dall'Unità d'Italia al Museo

Dopo l'Unità d'Italia, Castel Sant'Angelo fu inizialmente impiegato come caserma militare. Successivamente, si decise di destinarlo a museo. A tale scopo, furono avviati importanti lavori di restauro a cura del Genio del Regio Esercito, sotto la guida del colonnello Luigi Durand de la Penne e del capitano Mariano Borgatti. Il progetto mirava a riportare il monumento al suo antico aspetto, ma i risultati furono giudicati da molti piuttosto discutibili, poiché portarono alla cancellazione di parte dell'impronta bimillenaria dell'edificio.

L'edificio fu scelto come sede del nascente Museo dell'ingegneria militare, inaugurato il 13 febbraio 1906, con lo stesso Borgatti come primo direttore. Nel 1911, il museo fu spostato nelle adiacenti "casermette" di Urbano VIII, prima di essere definitivamente trasferito altrove nel 1939.

I restauri più recenti e significativi, avvenuti tra il 1933 e il 1934 su progetto di Attilio Spaccarelli, ripristinarono i fossati e i bastioni e sistemarono a giardino l'area tra la cinta quadrata e la struttura pentagonale, eliminando al contempo le casermette ottocentesche. Oggi, il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo è una delle attrazioni più visitate di Roma, con oltre un milione di visitatori nel 2016, posizionandosi tra i primi musei italiani per affluenza.

Le Celebri Prigioni di Castel Sant'Angelo

Castel Sant'Angelo ha ricoperto per lungo tempo anche il ruolo di prigione, e numerosi ambienti destinati alla detenzione sono ancora oggi visitabili, testimoniando storie di personaggi noti e meno noti. La cella ritenuta la più malfamata era quella detta Sammalò o San Marocco, situata sul retro del bastione di San Marco. I condannati venivano calati dall'alto in uno spazio angusto dove potevano a malapena stare mezzo piegati, senza possibilità di mettersi in piedi o sdraiati. Originariamente uno sfiatatoio del Mausoleo, divenne una segreta nel Medioevo, dove un disegno di un oscuro "San Marocco" diede il nome al luogo.

Nel piano inferiore della costruzione semicircolare del Cortile del Pozzo, eretta da Alessandro VI, si trovavano celle riservate a personaggi di riguardo. Qui fu detenuto, tra il 1538 e il 1539, il celebre artista e scultore Benvenuto Cellini. La sua evasione è rimasta famosa: durante una festa nel castello, Cellini riuscì a calarsi dal muro di cinta usando una corda fatta con le lenzuola. Si ruppe una gamba nella caduta, ma riuscì comunque a raggiungere la casa di un amico cardinale. Catturato nuovamente, fu ricondotto a Castel Sant'Angelo e rinchiuso nelle "segrete", celle progettate per essere a prova di evasione. Cellini fu detenuto in particolare nella cella che era stata del "predicatore di Foiano", morto di fame. Vi rimase un anno prima di essere graziato per intercessione di figure potenti. La sua cella è nota per un disegno che Cellini affermò di aver realizzato su una parete con un rudimentale carboncino, raffigurante un Cristo risorto. Oggi, i segni sulla parete sono per lo più attribuiti a crepacci nel muro.

Sul cosiddetto Giretto di Pio IV, vicino alla Loggia di Paolo III, si trovano altre undici prigioni, utilizzate principalmente per prigionieri politici. Queste stanze erano state originariamente costruite per i familiari di Papa Gregorio XVI.

Nell'antica loggia superiore dell'appartamento papale di Paolo III si trova la Cagliostra, nome derivato dal fatto che nel 1789 vi fu imprigionato il celebre avventuriero Giuseppe Balsamo, noto come conte di Cagliostro. Era una prigione di lusso, destinata a detenuti di alto rango.

Quante ore ci vogliono per visitare Castel Sant'Angelo?
Ci vogliono circa 1-2 ore per coprire completamente Castel Sant'Angelo.

Tra i molti illustri personaggi reclusi nelle celle di Castel Sant'Angelo figurano gli umanisti Platina e Pomponio Leto, Beatrice Cenci (condannata a morte nonostante la giovane età), e Giordano Bruno, oltre a numerosi patrioti italiani durante il Risorgimento. Molti prigionieri persero la vita nel castello, spesso vittime di intrighi. Un esempio tragico è quello del cardinale Giovanni Battista Orsini, imprigionato con l'accusa di aver tentato di avvelenare Alessandro VI. La madre e l'amante offrirono al papa una perla preziosissima in cambio della sua liberazione; il papa accettò la perla e, mantenendo la parola data, restituì il cardinale... morto.

I processi si tenevano nella Sala della Giustizia. Le esecuzioni capitali avvenivano generalmente fuori dal castello, nella piazzetta oltre Ponte Sant'Angelo. Tuttavia, vi furono anche numerose esecuzioni sommarie all'interno, persino nelle carceri. Nel cortile antistante la Cappella dei Condannati (o del Crocifisso), nell'Ottocento, venivano eseguite le condanne a morte tramite fucilazione. Ad ogni esecuzione capitale, la Campana della Misericordia, situata sulla terrazza ai piedi della statua dell'Angelo, suonava a morto.

Le prigioni di Castel Sant'Angelo sono anche lo scenario del terzo atto dell'opera lirica "Tosca" di Giacomo Puccini, ambientata a Roma nel 1800. Il pittore Cavaradossi, condannato a morte, è imprigionato nel castello; qui viene fucilato nel cortile, e la sua amata, Tosca, per la disperazione, si suicida gettandosi dagli spalti del castello.

Pianificare la Tua Visita

Visitare Castel Sant'Angelo offre un'immersione unica nella storia di Roma, dalle sue origini imperiali fino all'età papale. È un luogo che merita tempo per essere esplorato appieno. Ma quanto costa e quanto tempo ci vuole?

Orari e Accesso

Castel Sant'Angelo è aperto al pubblico tutti i giorni della settimana, generalmente dalle 9:00 alle 19:30 (l'ultimo ingresso è un'ora prima della chiusura). È consigliabile verificare gli orari precisi e i giorni di chiusura (solitamente 25 dicembre e 1 gennaio) prima della visita. Un momento particolarmente suggestivo per essere sulla terrazza è il tramonto, per godere di una vista indimenticabile su Roma, il Tevere e San Pietro.

Biglietti e Prezzi

Esistono diverse opzioni per accedere al castello. Puoi acquistare i biglietti direttamente in biglietteria, ma preparati a possibili code, specialmente nei periodi di alta stagione. L'opzione più consigliata per risparmiare tempo è acquistare i biglietti online in anticipo.

Ecco una tabella riassuntiva delle principali opzioni e costi basati sulle informazioni fornite:

Tipo di Biglietto/VisitaDescrizionePrezzo IndicativoVantaggi
Ingresso GeneraleBiglietto standard acquistato in biglietteria.Circa 19 €Accesso al castello.
Ingresso Ridotto (UE 18-25 anni)Per cittadini europei tra i 18 e i 25 anni.Circa 7 €Prezzo agevolato.
Ingresso Minori (sotto 18 anni)Per visitatori sotto i 18 anni.Circa 4 €Prezzo agevolato.
Ingresso GratuitoPrima domenica del mese.0 €Accesso gratuito per tutti.
Biglietto Online Salta FilaAcquisto online con accesso prioritario.Da 27 €Salta la coda, include spesso audioguida (scaricabile su cellulare).
Visita GuidataTour con guida esperta locale.Da 64 €Approfondimento storico, leggende, segreti. Durata circa 2 ore.

L'acquisto online è raccomandato per confrontare prezzi e disponibilità e per evitare lunghe attese. Se possiedi la Roma Pass, l'ingresso "salta fila" con audioguida è spesso incluso, rappresentando un ottimo beneficio.

Come Arrivare

Castel Sant'Angelo è facilmente raggiungibile trovandosi in una posizione centrale. È a pochi passi dal Vaticano. Le stazioni della metropolitana più vicine sono Lepanto e Ottaviano (Linea A). Numerose linee di autobus fermano nelle vicinanze, tra cui le linee 62, 23, 271, 982, 280, 40 e 34.

Consigli Utili per la Visita

  • Pianifica in anticipo: Specialmente per l'acquisto dei biglietti online e per controllare gli orari.
  • Indossa scarpe comode: L'interno del castello presenta rampe, scale e pavimenti irregolari.
  • Considera l'audioguida: Se visiti da solo, l'audioguida (spesso inclusa nei biglietti online) è un valido strumento per comprendere la storia e i punti di interesse. Ricorda il cellulare e magari degli auricolari.
  • Aspettati una visita tranquilla: Rispetto ad altre grandi attrazioni romane, Castel Sant'Angelo tende ad essere meno affollato, offrendo un'esperienza più rilassata.
  • Non dimenticare la terrazza: La vista panoramica dalla sommità è uno dei punti forti della visita.

Cosa Scoprire all'Interno di Castel Sant'Angelo

Esplorare Castel Sant'Angelo significa viaggiare attraverso i suoi molteplici strati storici e architettonici. Ecco alcuni dei punti salienti che potrai ammirare:

  • I Bastioni: Queste imponenti strutture pentagonali furono cruciali per la difesa del castello, in particolare durante il Sacco di Roma del 1527. Qui si trovano ancora i cannoni dell'epoca, e percorrerli offre magnifiche viste panoramiche sul Vaticano e sulla città.
  • Il Passetto di Borgo: Questo camminamento fortificato, parte del muro di cinta, collega Castel Sant'Angelo al Vaticano. Costruito per permettere ai papi di raggiungere la sicurezza della fortezza in caso di pericolo, nasconde al suo interno un passaggio segreto.
  • Il Mausoleo di Adriano: Nelle profondità del castello si trova il nucleo originario: la sala che un tempo ospitava le ceneri dell'imperatore Adriano e della sua famiglia. Sebbene poco rimanga del suo rivestimento marmoreo originale, l'ambiente conserva un'atmosfera suggestiva e, in epoche successive, fu trasformato in una prigione.
  • Il Cortile dell'Angelo: Prende il nome dalla scultura marmorea dell'Arcangelo Michele che si trova al suo centro. Questa statua è una delle rappresentazioni dell'angelo che ha dato il nome al castello, commemorando la visione di Papa Gregorio I che annunciò la fine della peste.
  • Gli Appartamenti Papali: Queste sale rappresentano la trasformazione del castello in una residenza di lusso. Affrescati con opere rinascimentali di artisti della scuola di Raffaello, permettono di immaginare la vita dei pontefici che qui si rifugiavano, circondati da arte e comfort.
  • La Terrazza Superiore: Situata in cima all'edificio, è uno dei punti più attesi della visita. Offre una vista a 360 gradi su Roma, permettendo di ammirare Ponte Sant'Angelo, il Tevere, e dettagli unici della Basilica e della Cupola di San Pietro. Qui si trova anche la statua bronzea dell'Arcangelo Michele, l'ultima in ordine di tempo, che corona il castello ed è visibile da lontano.

Domande Frequenti su Castel Sant'Angelo

Chi è il proprietario di Castel Sant'Angelo?
Oggi, Castel Sant'Angelo è parte del patrimonio culturale italiano ed è gestito dallo Stato come Museo Nazionale. La sua proprietà è passata di mano molte volte nella storia, da mausoleo imperiale a fortezza militare, da roccaforte di nobili famiglie a residenza papale, fino a diventare un bene dello Stato italiano dopo l'Unità.
Quanto costa il biglietto per Castel Sant'Angelo?
Il costo del biglietto varia a seconda della tipologia. Il biglietto intero costa circa 19 €. Sono previste riduzioni per cittadini UE tra i 18 e i 25 anni (circa 7 €) e per i minori di 18 anni (circa 4 €). La prima domenica del mese l'ingresso è gratuito per tutti. I biglietti "salta fila" acquistati online possono avere prezzi superiori (da 27 €) ma includono vantaggi come l'audioguida e l'accesso prioritario.
Quanto tempo ci vuole per visitare Castel Sant'Angelo?
Il tempo necessario per una visita completa può variare in base all'interesse individuale. Per esplorare i diversi livelli, le prigioni, gli appartamenti papali e godersi le viste dalla terrazza, si stima che una visita richieda generalmente da 1 ora e mezza a 3 ore. Le visite guidate hanno una durata media di circa 2 ore.
Castel Sant'Angelo vale la pena visitarlo?
Assolutamente sì. Castel Sant'Angelo è un monumento unico che racchiude oltre duemila anni di storia romana e papale. La sua evoluzione da mausoleo a fortezza, prigione e residenza lo rende un luogo affascinante e stratificato. Le viste panoramiche dalla terrazza sono spettacolari e la visita offre una prospettiva diversa sulla città rispetto ad altri siti archeologici.
Si può raggiungere Castel Sant'Angelo a piedi dal Vaticano?
Sì, Castel Sant'Angelo si trova a breve distanza a piedi dalla Città del Vaticano, rendendo molto conveniente combinare le due visite. Sono separati principalmente dal Passetto e da Via della Conciliazione.
Cosa si vede a Castel Sant'Angelo?
La visita include i resti del mausoleo romano, le strutture militari (bastioni, cortili), le prigioni storiche (incluse quelle famose), gli splendidi appartamenti papali affrescati, il Passetto di Borgo (dall'esterno o parzialmente dall'interno a seconda del percorso), e la terrazza panoramica con la statua dell'angelo.

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