Dove andare a Caserta Vecchia?

Casertavecchia: Un Borgo Sospeso nel Tempo

14/01/2023

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Casertavecchia è un luogo che incanta, un borgo medievale che sorge con fierezza alle pendici dei Monti Tifatini. Lontano dal trambusto della città moderna, ma a soli circa 10 chilometri di distanza in direzione Nord-Est da Caserta, questo gioiello storico si trova a 401 metri di altezza, offrendo non solo un tuffo nel passato, ma anche panorami mozzafiato sulla pianura sottostante. Camminare per le sue strade acciottolate significa intraprendere un viaggio nel tempo, scoprendo strati di storia che hanno plasmato l'identità di questo affascinante insediamento.

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Le origini di Casertavecchia, anticamente nota come "Casahirta" (unione del latino "casa" per villaggio e "hirta" per aspra, a sottolineare la sua posizione elevata e scoscesa), sono avvolte nell'incertezza. Tuttavia, testimonianze come quelle del monaco benedettino Erchemperto confermano l'esistenza di un nucleo urbano già nell'anno 861 d.C., segno di una presenza umana radicata e duratura in questo sito strategico.

Indice dei contenuti

Un Viaggio nella Storia Millenaria del Borgo

La storia di Casertavecchia è un susseguirsi di dominazioni che ne hanno plasmato l'architettura e l'importanza. Originariamente sotto il controllo dei Longobardi, il borgo fu ceduto nel 879 al Conte Pandulfo di Capua. Fu proprio in questo periodo, segnato dalle incursioni saracene e dalle devastazioni che colpirono le città della pianura come Capua, che Casertavecchia divenne un rifugio sicuro. La protezione offerta dalle montagne circostanti attirò abitanti e clero dalle aree limitrofe, portando a un considerevole aumento della popolazione e, di conseguenza, al trasferimento della sede vescovile all'interno del borgo. Questo evento segnò un punto di svolta, elevando Casertavecchia a un centro di rilevanza religiosa.

La vera epoca d'oro per il borgo iniziò nel 1062 con l'avvento della dominazione normanna. Sotto il loro governo, Casertavecchia raggiunse il suo massimo splendore. Fu in questo periodo che prese il via la costruzione dell'attuale Cattedrale, un'opera architettonica di straordinaria importanza che ancora oggi rappresenta il simbolo del borgo. Consacrata al culto di San Michele Arcangelo, la sua edificazione fu completata nel 1153, testimoniando la vitalità e la ricchezza culturale del borgo sotto i Normanni.

Le sorti del borgo ebbero alterne vicende. Con la dominazione sveva, guidata da Riccardo di Lauro tra il 1232 e il 1266, Casertavecchia vide accrescere la sua importanza anche dal punto di vista politico. Fu un periodo di consolidamento e probabilmente di significative opere strutturali, come vedremo parlando del Castello.

Tuttavia, a partire dal 1442, con il passaggio sotto la dominazione aragonese, iniziò una lunga e progressiva decadenza. L'importanza strategica e politica del borgo andò scemando. A Casertavecchia rimasero solo il vescovo e il seminario, mentre gran parte della popolazione e delle attività si spostava altrove.

Il colpo di grazia, in termini di centralità, arrivò con l'avvento dei Borboni e la costruzione della maestosa Reggia di Caserta nella pianura. La nuova città diventò il fulcro di ogni attività, relegando Casertavecchia a un ruolo marginale. Nel 1842, anche il vescovado fu trasferito a Caserta, segnando la fine del borgo come centro religioso di primaria importanza.

Nonostante il declino storico come centro politico e religioso, Casertavecchia ha saputo conservare intatto il suo fascino medievale, diventando oggi una meta di grande interesse turistico e culturale.

Il Cuore del Borgo: La Maestosa Cattedrale di San Michele Arcangelo

La Cattedrale di Casertavecchia è un vero e proprio gioiello architettonico, un'opera che racconta storie di diverse culture e periodi storici attraverso le sue forme. Iniziata dopo il 1113 per volere del vescovo Rainulfo e portata a termine nel 1153 sotto il suo successore Nicola, come attesta un'iscrizione sull'architrave, questa basilica dedicata a San Michele Arcangelo è un esempio straordinario di fusione di stili: si riconoscono influenze siculo-arabe, elementi tipici delle chiese romaniche pugliesi e richiami allo stile benedettino di Montecassino. Questa sintesi crea un linguaggio architettonico unico e affascinante.

Accanto alla Cattedrale si erge l'imponente Campanile, terminato nel 1234. Anch'esso domina l'intero borgo e mostra già i primi segni delle nascenti influenze gotiche. La sua struttura culmina in una torre ottagonale che poggia su due piani di eleganti bifore ed è decorata da arcate cieche e torri agli angoli, ricordando le soluzioni adottate in campanili coevi come quelli di Gaeta e Amalfi.

Osservando l'esterno della Cattedrale, si notano numerosi dettagli di pregio. Sotto l'arco che scavalca la strada e conduce alla piazza del vescovado da sud, quattro lapidi commemorano le visite di Papa Benedetto XIII, originario di Benevento. La cupola ottagonale è arricchita da due piani di archi ciechi intrecciati e si distingue per l'alternanza di pietre gialle e bigie che creano raffinati motivi floreali e geometrici stilizzati.

I portali d'ingresso sono ricchi di sculture simboliche: l'arco del portale centrale, il più grande, poggia su due leoni ed è decorato da un toro; quello del portale destro si basa su due animali simili a cavalli, mentre il sinistro su due centauri. Più in alto, monofore, archi e colonnine decorano il timpano. Il fianco destro, il più imponente, è sorvegliato dal Campanile ed è a sua volta ornato da monofore e archi.

L'interno della Cattedrale, sebbene severo ed elegante all'esterno, è particolarmente suggestivo. Con una lunghezza di 46 metri, le sue tre navate sono separate da diciotto colonne, diciassette delle quali provengono da un tempio romano e presentano capitelli corinzi (solo uno è ionico), testimoniando il riutilizzo di materiali antichi. L'attenzione è subito catturata dal Pergamo, realizzato nel secolo XVII riutilizzando frammenti degli amboni duecenteschi. Questa struttura, sorretta da cinque colonnine, è decorata sulla scaletta da splendidi mosaici e dalle figure di "Geremia" e di un "Ebreo morso da serpe".

Altri elementi di notevole interesse all'interno includono l'acquasantiera all'ingresso, ricavata da un capitello corinzio del secolo IV e poggiante su un leone medievale, e la "Madonna col Bambino" trecentesca sul pilastro alla fine della navata di destra, l'unico frammento rimasto degli affreschi medievali che un tempo adornavano le pareti. Meritano attenzione anche alcune lastre tombali medievali e rinascimentali, il candelabro del cero pasquale e il tabernacolo dell'olio santo, entrambi di epoca rinascimentale. Nella sagrestia è conservato un crocifisso ligneo del Trecento. Accanto al fianco destro dell'edificio si trova la Chiesetta dell'Annunziata, risalente al Duecento, preceduta da un portico del secolo XVIII.

L'Antico Castello e l'Imponente Mastio Federiciano

A guardia del borgo, sul punto più alto del colle, sorgono i resti dell'antico Castello. La sua origine è per lo più ritenuta coeva alla conquista longobarda del Meridione, intorno al 570, come espansione di un preesistente "pago" romano che divenne rifugio per le popolazioni locali in fuga dalle città della pianura. Il castello primitivo non era tanto una residenza, quanto un luogo di ricovero occasionale per abitanti, animali e beni, e la sua planimetria irregolare, grosso modo ellittica, riflette questa funzione originaria.

La sua esistenza è documentata con certezza già nell'861 dallo storico longobardo Erchemperto, e dal 879 accolse il primo conte Pandolfo. Con la dominazione normanna, Casertavecchia accrebbe la sua importanza, sia religiosa che politica e demografica. Questo rese necessario un rafforzamento delle strutture fortificate nei punti più vulnerabili. Fu in questo periodo che vennero costruite un mastio e 6 torri a pianta quadrata, erette con muratura a sacco, i cui ruderi sono ancora visibili oggi. Una delle torri rettangolari superstiti, quella di fronte all'attuale palazzo e rivolta verso ovest, potrebbe risalire all'età normanna, come suggerisce la grande regolarità del taglio e della dimensione dei tufi a vista del paramento murario, un'opus caratteristica di quel periodo in Campania.

Il periodo svevo segnò un'ulteriore, fondamentale tappa nella storia del Castello. Fu commissionata la completa ristrutturazione del complesso e l'edificazione del grandioso Mastio circolare. È probabile che l'ordine venisse da Riccardo di Lauro, figlio di Tommaso di Lauro, cresciuto alla corte dell'imperatore Federico II e che nel 1246 ne sposò la figlia Violante. La torre sveva fu concepita con un paramento in blocchi di tufo squadrato a vista, poggiante su uno zoccolo poligonale in calcare, raccordato al volume cilindrico tramite unghie triangolari.

Questa configurazione architettonica è chiaramente ispirata alle due torri federiciane di Capua, vicine per collocazione geografica e temporale, e fa ipotizzare la partecipazione degli stessi maestri costruttori capuani o di maestranze che ben conoscevano quell'esperienza. Il Mastio di Casertavecchia è una delle torri circolari più grandi d'Europa, seconda per diametro solo alla torre della cinta urbana di Aigues Mortes, in Provenza. È alto circa 30 metri per 19,14 di diametro e si sviluppa su tre livelli voltati.

L'accesso al primo livello avveniva dall'esterno tramite un ponte levatoio che lo collegava al vicino castello. La sala superiore comunica con quella d'ingresso attraverso una scala in pietra ricavata all'interno dello spessore della muratura, una soluzione ingegneristica notevole per l'epoca. Il vano inferiore, invece, è accessibile solo tramite una botola, suggerendo una funzione di deposito o prigione. Alla cultura cosmopolita della casa sveva, a cui i conti di Caserta erano legati da vincoli di parentela, si deve probabilmente anche la realizzazione dei "balnea", ovvero dei bagni, ubicati sulla cortina meridionale verso il borgo, segno di un certo livello di comfort e raffinatezza.

Non Solo Storia: L'Atmosfera Unica e il Panorama Mozzafiato

Casertavecchia non è soltanto un insieme di monumenti storici; è un luogo vivo, con un'atmosfera unica che attira visitatori e locali. Uno degli aspetti più apprezzati è lo splendido panorama che si gode da molti punti del borgo. La vista sulla pianura casertana, che spazia fino al Vesuvio nelle giornate limpide, è semplicemente indimenticabile e offre un contrasto suggestivo tra l'antica quiete del borgo e l'estensione della modernità sottostante.

Le caratteristiche strade del borgo, con le loro botteghe e i numerosi locali e pizzerie, contribuiscono a creare un'atmosfera accogliente e vivace. Spesso, soprattutto il sabato sera, gli abitanti dei dintorni scelgono Casertavecchia come meta per trascorrere momenti di svago, cenando o semplicemente passeggiando tra le vie che ricordano lo splendore di un tempo che fu. Questa presenza costante di vita contribuisce a mantenere il borgo attivo e lontano dall'essere un semplice "museo a cielo aperto".

Eventi e manifestazioni folkloristiche, come "Il ritorno dei cavalieri nel Borgo" e "Settembre al Borgo", che si svolgono annualmente nel periodo estivo, hanno giocato un ruolo importante nella rivalutazione del territorio. Queste iniziative attirano visitatori, promuovono la cultura locale e rievocano la storia medievale del borgo, mantenendo vive le tradizioni e l'identità di Casertavecchia.

Visitare Casertavecchia significa quindi non solo ammirare capolavori architettonici e resti di un passato glorioso, ma anche immergersi in un'atmosfera autentica, godere di paesaggi incantevoli e apprezzare la vitalità di una comunità che custodisce gelosamente il proprio patrimonio.

Domande Frequenti su Casertavecchia

Dove si trova Casertavecchia?

È una frazione del comune di Caserta, situata alle pendici dei Monti Tifatini, a circa 10 km in direzione Nord-Est dal centro di Caserta e a circa 401 metri di altitudine.

Quali sono le origini del nome "Casahirta"?

Secondo uno scritto del monaco Erchemperto (861 d.C.), il nome deriva dal latino "casa" (villaggio) e "hirta" (aspra), riferendosi alla posizione elevata e scoscesa del borgo.

Quali sono i principali punti di interesse da visitare?

I luoghi imperdibili sono la Cattedrale di San Michele Arcangelo, il Campanile medievale, i resti del Castello e in particolare l'imponente Mastio circolare, oltre alle caratteristiche strade e ai panorami del borgo.

Quando fu costruita la Cattedrale?

La sua costruzione fu iniziata dopo il 1113 e completata nel 1153, durante la dominazione normanna, con una fusione di stili architettonici.

A che periodo risale il Castello?

Si ritiene che le sue origini risalgano all'epoca della conquista longobarda (dal 570 circa), sebbene le strutture visibili oggi siano principalmente il risultato di modifiche e aggiunte dei periodi Normanno e Svevo.

Cosa rende speciale il Mastio del Castello?

È una delle torri circolari più grandi d'Europa, costruita nel periodo Svevo (probabilmente su commissione di Riccardo di Lauro) e ispirata alle torri federiciane di Capua, notevole per le sue dimensioni (circa 30m di altezza, 19.14m di diametro) e la sua tecnica costruttiva.

Ci sono eventi particolari a Casertavecchia?

Sì, il borgo ospita annualmente manifestazioni folkloristiche estive che contribuiscono alla sua valorizzazione, come "Il ritorno dei cavalieri nel Borgo" e "Settembre al Borgo".

Perché Casertavecchia perse importanza nel tempo?

Dopo la dominazione aragonese iniziò una progressiva decadenza. Il colpo definitivo alla sua centralità fu dato dalla costruzione della Reggia di Caserta e lo spostamento del vescovado nel 1842, che resero la nuova città il principale centro della zona a scapito del borgo medievale.

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