Quanti ristoranti e bar ci sono a Roma?

Ristorazione a Roma: Numeri, Sfide e Giubileo

12/01/2022

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La ristorazione romana si presenta con un bilancio a tinte alterne, un quadro in chiaroscuro che emerge dai dati relativi al 2023 e dalle proiezioni in vista del prossimo Giubileo. Se da un lato il tessuto imprenditoriale mostra una certa vitalità, con un numero di nuove aperture superiore alle cessazioni, dall'altro alcuni segnali d'allarme non possono essere ignorati. Questo è quanto è stato discusso e analizzato in occasione della recente Giornata della Ristorazione, un appuntamento promosso dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) tenutosi a Roma lo scorso 18 maggio, dedicato a fare il punto sullo stato di salute degli esercizi di somministrazione nella Capitale.

Quanti ristoranti e bar ci sono a Roma?
Il saldo di bar e ristoranti Sono oltre 16.400 i ristoranti e 9.179 i bar.

Roma, con la sua innata vocazione turistica e la sua profonda tradizione culinaria, conta su un comparto della ristorazione e dei bar che non è solo un pilastro dell'offerta turistica, ma anche un motore economico e sociale fondamentale. I numeri forniti dalla Fipe offrono uno spaccato dettagliato di questa realtà complessa.

Indice dei contenuti

I Numeri Chiave del Settore a Roma

Analizziamo più da vicino i dati emersi dal Rapporto ristorazione Fipe 2024, che dipingono un quadro fatto di vitalità ma anche di ombre. Il tessuto imprenditoriale della ristorazione romana è ampio e profondamente radicato nel tessuto urbano, dalle zone centrali più turistiche ai quartieri periferici.

IndicatoreNumero (2023, Roma)
Ristoranti (stima)Oltre 16.400
Bar9.179
Saldo Aperture/Chiusure Imprese+455
Imprese Chiuse (2023)2.844
Addetti Totali SettoreOltre 110.200
Addetti Dipendenti80.047
Lavoratori Stagionali Ricercati per Giubileo44.000

Questo saldo positivo di 455 imprese tra nuove aperture e chiusure nel 2023 è senza dubbio un dato incoraggiante. Significa che, nonostante le difficoltà, c'è ancora dinamismo e volontà di investire nel settore. La presenza di oltre 16.400 ristoranti e 9.179 bar testimonia la ricchezza e la varietà dell'offerta capitolina, capace di spaziare dalla trattoria tradizionale al locale più innovativo, dal caffè storico al moderno cocktail bar. Questi esercizi non sono solo luoghi di consumo, ma spesso rappresentano punti di riferimento sociali e culturali per le comunità locali e per i milioni di visitatori che ogni anno affollano la città eterna.

L'Impatto sull'Occupazione: Un Settore Vitale ma con Sfide Aperte

Uno degli aspetti più rilevanti del settore della ristorazione e dei bar a Roma è il suo impatto sull'occupazione. Con oltre 110.200 addetti totali, di cui ben 80.047 sono dipendenti stabili, il comparto rappresenta una fonte di lavoro cruciale per migliaia di famiglie romane e non solo. Questi numeri sottolineano il ruolo sociale ed economico fondamentale che bar e ristoranti ricoprono nell'economia cittadina.

Tuttavia, guardando al futuro prossimo, emerge una sfida significativa, legata in particolare all'appuntamento del Giubileo. L'apertura della Porta Santa e l'atteso afflusso di milioni di pellegrini e turisti richiederanno un potenziamento notevole del personale impiegato nel settore. Secondo stime recenti, si prevede la necessità di trovare circa 44.000 impiegati stagionali. Questa cifra imponente include una vasta gamma di professionalità: chef, cuochi, camerieri, banconisti, lavapiatti e personale addetto all'accoglienza alberghiera (settore strettamente collegato). Trovare un "esercito" così numeroso di lavoratori in un lasso di tempo relativamente breve, tra l'estate e dicembre 2024, si prospetta come un'impresa tutt'altro che semplice. La difficoltà nel reperire figure professionali non è, del resto, un problema circoscritto alla ristorazione, ma affligge diversi settori economici, rendendo la competizione per i talenti ancora più accesa. La capacità del settore di attrarre e formare nuovo personale stagionale sarà cruciale per garantire un'accoglienza adeguata durante l'anno giubilare e per cogliere appieno le opportunità che questo grande evento porterà con sé.

Le Chiusure: Un Campanello d'Allarme da Non Sottovalutare

Nonostante il saldo positivo tra aperture e cessazioni, il dato relativo alle chiusure nel corso del 2023 non può essere ignorato. Sono state ben 2.844 le imprese che hanno abbassato definitivamente le serrande. Questo numero, sebbene compensato dalle nuove attività che hanno avviato la propria attività, rappresenta un segnale di fragilità per una parte del tessuto imprenditoriale. Ogni chiusura non è solo una statistica, ma spesso significa la perdita di posti di lavoro, la scomparsa di un servizio per la comunità di quartiere e la fine di un progetto imprenditoriale, spesso frutto di sacrifici.

Le ragioni dietro queste cessazioni possono essere molteplici e complesse, legate a costi di gestione elevati, concorrenza agguerrita, difficoltà burocratiche o cambiamenti nelle abitudini dei consumatori. La Fipe Confcommercio Roma, in una nota, ha sottolineato come per contrastare questo fenomeno sia necessario intervenire con progetti di riqualificazione urbana. L'obiettivo è chiaro: favorire uno sviluppo urbano sostenibile e valorizzare il ruolo sociale ed economico delle attività di prossimità, che sono spesso le più colpite dal declino di determinate aree urbane. In quest'ottica, Fipe Confcommercio Roma ha lanciato "Cities", un progetto di Confcommercio pensato proprio per contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale, ovvero la progressiva scomparsa degli esercizi di vicinato che impoverisce il tessuto sociale ed economico delle città.

La Questione dei Dehors: Tra Necessità e Regolamentazione

Un tema caldo e molto sentito dagli esercenti romani è quello relativo ai dehors, ovvero lo spazio esterno attrezzato con tavoli e sedie che bar e ristoranti possono occupare sul suolo pubblico. Durante la Giornata della Ristorazione, le parole del Ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno rappresentato un segnale importante per la categoria. Il Ministro ha annunciato che il Governo sta lavorando a una norma, da inserire nel disegno di legge Concorrenza, che mirerebbe a rendere "eterno", o comunque strutturale e non più legato a regimi emergenziali, il permesso per i dehors.

Questa eventualità, accolta con favore da molti ristoratori che vedono nei dehors uno strumento fondamentale per aumentare la capacità del locale, migliorare l'esperienza del cliente (specialmente in una città dal clima mite come Roma) e generare maggiori ricavi, ha però incontrato le critiche del Campidoglio. Il Comune di Roma è infatti impegnato nell'elaborazione di un nuovo regolamento sull'occupazione del suolo pubblico, volto a definire nuove linee guida che tengano conto sia delle esigenze delle attività commerciali sia della necessità di garantire la fruibilità dello spazio pubblico, l'estetica urbana e l'accessibilità. Il dibattito sui dehors evidenzia la tensione tra la volontà di supportare le imprese e la necessità di gestire in modo ordinato e armonioso lo spazio della città, un equilibrio delicato che richiede soluzioni ponderate e condivise.

Prospettive Future e Sfide per la Ristorazione Romana

Il futuro della ristorazione romana appare quindi come un percorso costellato di grandi opportunità, legate in primis all'evento del Giubileo, ma anche di sfide significative. Il saldo positivo tra aperture e chiusure nel 2023 è una base su cui costruire, che testimonia la resilienza e la capacità di adattamento degli imprenditori del settore. Tuttavia, il numero elevato di chiusure impone una riflessione profonda sulle cause e sulla necessità di politiche di supporto mirate, come quelle proposte da Fipe con il progetto "Cities" per contrastare la desertificazione commerciale.

La sfida più immediata e pressante è senza dubbio quella legata al reperimento dei 44.000 lavoratori stagionali necessari per il Giubileo. Superare questa difficoltà richiederà sforzi congiunti da parte delle istituzioni, delle associazioni di categoria e degli stessi imprenditori, forse anche attraverso iniziative di formazione accelerata e campagne di recruiting mirate. Allo stesso tempo, la definizione di regole chiare e stabili sulla gestione degli spazi esterni, come i dehors, è fondamentale per garantire certezza agli investimenti e permettere alle imprese di operare in un contesto normativo definito.

In sintesi, la ristorazione e i bar a Roma sono un settore dinamico, vitale e fondamentale per l'economia e l'identità della città. I dati del 2023 offrono uno spaccato complesso, in cui la crescita convive con le fragilità. La preparazione al Giubileo mette in luce sia il potenziale di crescita enorme sia le criticità esistenti, in particolare sul fronte del personale. Affrontare queste sfide con visione e collaborazione sarà essenziale per assicurare un futuro prospero a questo pilastro dell'offerta romana.

Domande Frequenti sul Settore Ristorazione a Roma

Quanti ristoranti e bar ci sono a Roma?

Secondo i dati Fipe relativi al 2023, a Roma ci sono oltre 16.400 ristoranti e 9.179 bar.

Quanti posti di lavoro offre il settore della ristorazione a Roma?

Il settore conta oltre 110.200 addetti totali nella Capitale, di cui 80.047 sono dipendenti stabili.

Perché, nonostante le nuove aperture, c'è preoccupazione per le chiusure?

Nel 2023 hanno chiuso 2.844 imprese. Sebbene il saldo sia positivo (+455), l'elevato numero di cessazioni indica fragilità per una parte delle attività e solleva preoccupazioni riguardo alla "desertificazione commerciale" in alcune aree.

Cosa si prevede per i dehors a Roma?

Il Governo sta lavorando a una norma per rendere strutturali i permessi per i dehors, superando il regime emergenziale. Tuttavia, il Campidoglio ha espresso critiche, in attesa di definire un nuovo regolamento comunale sull'occupazione del suolo pubblico.

Quanti lavoratori stagionali sono richiesti per il Giubileo a Roma nel settore ristorazione?

Si stima che saranno necessari circa 44.000 impiegati stagionali tra chef, cuochi, camerieri e altro personale per far fronte all'aumento della domanda legato al Giubileo.

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