Perché in autogrill sono cari?

Autogrill: Perché il Caffè Costa Caro e Altro Ancora

15/10/2022

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Viaggiare in autostrada, soprattutto durante i periodi di vacanza, porta spesso a dover affrontare una sosta per rifocillarsi. E quasi sempre, questa pausa si traduce in uno scontrino sorprendentemente salato. Panini che sfiorano gli 8 euro, bibite a 4,50 euro: l'esperienza in Autogrill (e nelle altre aree di servizio) è diventata sinonimo di costi elevati. Ma perché spendere così tanto è considerato 'normale' (fino a un certo punto) in questi contesti? C'è una combinazione di fattori economici, logistici e di marketing che spiegano questo fenomeno, spesso lasciando l'amaro in bocca ai viaggiatori, oltre al gusto del caffè.

Chi ha comprato gli autogrill?
Gruppo Avolta Nel 2023 il gruppo svizzero Dufry acquisisce Autogrill, cambiando nome in Avolta, di cui la holding Edizione dei Benetton diventa l'azionista di riferimento. Nella seguente riorganizzazione societaria, in data 1 novembre 2023 la società World Duty Free S.p.A.

Quest'anno, con l'inflazione che continua a galoppare, il peso della spesa in autostrada si fa sentire ancora di più. Per molti, la pausa pranzo o caffè diventa uno dei ricordi meno piacevoli del viaggio, un'occasione persa per godere della ricca biodiversità gastronomica italiana che scorre fuori dal finestrino.

Indice dei contenuti

La Stangata dei Prezzi: Numeri che Parlano Chiaro

Per confermare le sensazioni diffuse tra gli automobilisti, Altroconsumo ha condotto a giugno 2024 un'indagine dettagliata su 22 aree di servizio strategiche tra Milano, Napoli, Roma e Venezia. I risultati sono lampanti e spiegano perché il portafogli si alleggerisce così rapidamente.

L'inchiesta ha rivelato che alcuni prodotti venduti nelle aree di servizio autostradali possono costare fino al 70% in più rispetto ai prezzi medi praticati nei bar e supermercati cittadini. Il caso più eclatante è quello dei panini: un semplice sandwich al salame può raggiungere gli 8 euro, a fronte di una media nazionale (secondo Osservaprezzi 2024) di circa 4,20 euro. Si tratta di un aumento di quasi il 90% in certi casi!

Anche i prodotti più comuni per la colazione o una breve pausa mostrano rincari significativi:

  • Caffè: in media 1,40€ (+14% rispetto alla media cittadina)
  • Cappuccino: in media 1,84€ (+12%)
  • Brioche: in media 1,57€ (+26%)

Ma è sulle bevande e sugli snack che i prezzi diventano vertiginosi. L'acqua in bottiglia, bene primario, tocca i 3,35€ al litro, contro i 0,67€ al supermercato – un aumento di quasi il 400%! Bibite gassate ed energy drink raggiungono punte di 10,66€ e persino 14,40€ al litro. Acquistate in lattina, costano tra i 3,50€ e i 4,50€.

Anche la merenda dolce o salata è un lusso: i gelati confezionati arrivano a 50€ al kg (12€ in più della tariffa media), mentre le patatine costano 55,56€ al kg. Una tavoletta di cioccolato da 100 grammi si attesta in media sui 3,70€.

Per riassumere, ecco un confronto approssimativo basato sui dati dell'indagine:

ProdottoPrezzo Medio AutostradaPrezzo Medio Città/SupermercatoDifferenza Percentuale (circa)
Panino al Salame8,00€4,20€+90%
Caffè1,40€1,23€ (media nazionale)+14%
Cappuccino1,84€1,64€ (media nazionale)+12%
Brioche1,57€1,25€ (media nazionale)+26%
Acqua (al litro)3,35€0,67€+400%
Bibite/Energy Drink (al litro)fino a 14,40€variabile, molto inferioreMolto superiore
Gelato Confezionato (al kg)50,00€38,00€+32%
Patatine (al kg)55,56€variabile, molto inferioreMolto superiore
Tavoletta Cioccolato (100g)3,70€variabile, inferioreSuperiore

Perché il Cibo in Viaggio è Così Caro? Le Ragioni

Sentirsi frustrati o persi in giro di fronte a questi prezzi è comprensibile. Tuttavia, dal punto di vista delle dinamiche di mercato, le ragioni sono piuttosto chiare, sebbene non giustifichino completamente l'entità degli aumenti.

Il principio fondamentale è quello della domanda e dell'offerta. Una volta imboccata l'autostrada, le opzioni per mangiare o bere sono drasticamente limitate. Uscire al primo casello per cercare alternative richiede tempo e comporta il costo del pedaggio (spesso non indifferente). Le aree di sosta libera con spazi attrezzati per un picnic sono rare. Di conseguenza, il viaggiatore si trova in una situazione di scarsa scelta e alta necessità. C'è una forte domanda concentrata in pochi punti di offerta (Autogrill, Chef Express, Sarni, ecc.), e questo permette ai gestori di praticare prezzi più alti.

A questo si aggiungono i costi operativi specifici del contesto autostradale. Le grandi società che gestiscono le aree di servizio devono sostenere spese elevate per i contratti di affitto con i proprietari degli immobili e, soprattutto, per le concessioni autostradali rilasciate dallo Stato. Queste concessioni non sono economiche e il loro costo viene inevitabilmente 'spalmato' sul conto finale del consumatore. Ci sono anche le royalties per l'utilizzo di marchi noti (sia quelli di proprietà che quelli in licenza), che contribuiscono ad aumentare i costi.

Un altro fattore determinante è il marketing di prossimità e l'acquisto d'impulso. L'assortimento dei prodotti sugli scaffali e ai banconi è studiato per incentivare l'acquisto di snack, dolciumi, bevande e altri articoli che si consumano facilmente in viaggio o che si associano al 'mood vacanziero'. Spesso si tratta di prodotti con un alto margine di guadagno. L'esposizione è pensata per catturare l'attenzione del viaggiatore stanco o annoiato, spingendolo a comprare qualcosa anche se non strettamente necessario. Attenzione ai cestoni delle 'offerte': è sempre bene controllare il prezzo al chilo o al litro indicato sul cartellino, perché non sempre si tratta di un affare reale.

Qualità e Varietà: Un'Occasione Sprecata?

Ciò che rende l'esperienza in autostrada ancora più frustrante non è solo il costo, ma spesso la banalità e la ripetitività dell'offerta gastronomica. Mentre il paesaggio fuori dal finestrino cambia, passando dalla pianura ai monti, dalle città d'arte ai piccoli borghi, i nomi dei panini al banco (Camogli, Bufalini, Reginelle, Capri) e i prodotti offerti sembrano immutabili, standardizzati su tutto il territorio nazionale.

Questo è un vero peccato, considerando la ricchezza e la biodiversità culinaria del nostro Paese. L'area di servizio autostradale potrebbe essere una vetrina straordinaria per i prodotti tipici locali, un modo per far conoscere ai milioni di viaggiatori (italiani e stranieri) le eccellenze del territorio che stanno attraversando. Differenziare l'offerta, proponendo ricette locali, pane artigianale della zona, salumi e formaggi tipici, renderebbe la sosta più interessante e forse addolcirebbe la 'pillola' del conto salato.

Quanto costa aprire un autogrill?
è prevista la presenza di almeno un socio e il capitale minimo da versare è di € 10.000.

Fortunatamente, ci sono segnali di cambiamento. La ristorazione 'da strada' non è più vista solo come un 'male necessario'. Esistono esempi virtuosi, come la collaborazione tra lo chef stellato Niko Romito e Eni, che ha dato vita al format 'Alt', proponendo street food di qualità (pizza, pollo fritto, ecc.) in alcune stazioni di servizio. Ci sono anche iniziative individuali di bar, ristoranti, botteghe ed enoteche che offrono prodotti di qualità in aree di servizio, a volte anche in quelle dismesse. Questi progetti dimostrano che è possibile coniugare la ristorazione in viaggio con l'attenzione alla qualità e al territorio.

Breve Storia e Proprietà: Chi C'è Dietro Autogrill

Per capire meglio il contesto in cui operano le aree di servizio, è utile conoscere la storia e la struttura proprietaria del gruppo leader, Autogrill, e del settore in generale.

Le origini della ristorazione autostradale in Italia risalgono al 1947, quando Mario Pavesi (quello dei biscotti) inaugurò il primo punto di ristoro autostradale sulla Milano-Torino. Negli anni '60 e '70, il settore era dominato dalle grandi aziende alimentari dell'epoca: Pavesi, Motta e Alemagna.

Nel 1977, dopo il fallimento della Unidal (nata dalla fusione di Motta e Alemagna), la SME (società finanziaria del gruppo IRI) decise di scorporare le attività di ristorazione autostradale, fondendovi anche la EPEA di Pavesi. Nacque così Autogrill S.p.a.

Gli iconici Autogrill a ponte, i primi in Europa, furono progettati da architetti come Angelo Bianchetti (per Pavesi), Melchiorre Bega (per Motta) e Carlo Casati (per Società Autostrade).

Negli anni '80, Autogrill S.p.a., ancora sotto il controllo SME, acquisì anche i negozi urbani a insegna Motta e Alemagna.

A partire dal 1993, con le privatizzazioni dell'IRI, anche SME e le sue controllate furono messe in vendita. Nel 1994, la società GS-Autogrill (che raggruppava grande distribuzione e ristorazione) fu ceduta a una cordata guidata da Edizione Holding (la finanziaria della famiglia Benetton), Leonardo Finanziaria, la svizzera Mövenpick e Crediop.

Nel 1997, i Benetton quotarono Autogrill alla Borsa di Milano e avviarono una forte espansione internazionale, acquisendo società in Francia, Belgio, Paesi Bassi, Austria e Germania.

Una svolta fondamentale fu l'acquisizione nel 1998 di HMS (Host Marriott Services), leader nella ristorazione in aeroporti, autostrade, stazioni e centri commerciali in Nord America. Questa mossa fece di Autogrill il primo operatore mondiale nel settore della ristorazione per chi viaggia. HMSHost gestiva e gestisce tuttora in licenza numerosi marchi internazionali famosi (Burger King, Starbucks, KFC, ecc.).

L'espansione continuò con acquisizioni in Svizzera (Passaggio Holding, 2001) e Spagna (Receco, 2002), consolidando la presenza in Europa.

Quali sono i migliori autogrill?
I 5 MIGLIORI AUTOGRILL ITALIANIA8 Milano-Varese. Villoresi est, Autogrill ti porta nel futuro. ...A4 Milano-Torino. Area di sosta Pavesi, fra storia e innovazione. ...A1 Milano-Napoli. Secchia Ovest, l'esordio di Eataly in autostrada. ...Grande Raccordo Anulare. Roma Ardeatina, si mangia e si fa la spesa. ...A14 Taranto–Bologna.

Nel 2013, ci fu una riorganizzazione significativa: l'attività di Travel Retail e Duty Free fu scissa da Autogrill e quotata separatamente come World Duty Free. Autogrill rimase focalizzata sulla ristorazione autostradale e aeroportuale.

Negli anni successivi, Autogrill ha continuato a espandersi, stringendo accordi con marchi internazionali (Leon, Pret à Manger, Shake Shack, Panera Bread) e rafforzando la presenza negli aeroporti.

Il cambiamento più recente e rilevante è avvenuto nel 2023, quando il gruppo svizzero Dufry, attivo nel settore del duty free, ha acquisito Autogrill. Dalla fusione è nato il gruppo Avolta, un gigante mondiale del settore con ricavi stimati in circa 14 miliardi di euro e 5500 punti vendita globali. La famiglia Benetton, tramite la sua holding Edizione, è diventata l'azionista di riferimento di Avolta.

Oggi, in Italia, Autogrill S.p.A. è controllata dalla società World Duty Free S.p.A., che a sua volta è parte del gruppo Avolta. Gestisce oltre 400 punti vendita, prevalentemente in concessione in aeroporti, autostrade e stazioni ferroviarie, con presenze selettive anche in città e centri commerciali.

Quali Sono Alcuni degli Autogrill Più Notevoli?

Non tutte le aree di servizio sono uguali. Alcune si distinguono per architettura, offerta o storia. Ecco alcuni esempi citati nel testo:

A8 Milano-Varese: Villoresi Est

Questo è uno degli Autogrill più moderni e iconici, con un sito web dedicato. Il progetto architettonico di Giulio Ceppi lo rende unico, con una struttura che ricorda un vulcano. È stato concepito per accogliere ogni tipo di viaggiatore, con attenzione all'abbattimento delle barriere architettoniche e all'integrazione con l'area verde circostante. Al suo interno ospita diversi marchi come Spizzico, Ciao, Motta e Territori d'Italia.

A4 Milano-Torino: Area di Sosta Pavesi

Questa è un'area storica, la prima area di ristorazione autostradale in Italia, nata da un'idea di Mario Pavesi nel 1947 per promuovere i biscotti Pavesini. Recentemente è passata al gruppo Cremonini, noto con il marchio Chef Express. Tra le novità introdotte, ci sono il ristorante Burgery e la catena JuiceBar, oltre a un market con prodotti del territorio e un percorso non forzato verso l'uscita.

A1 Milano-Napoli: Secchia Ovest

Considerato da una guida del 2016 come uno dei migliori Autogrill sull'Autosole, questa area di sosta vede la presenza di Eataly, con l'obiettivo di valorizzare il "Made in Italy". Ospita ristoranti tematici (Pasta, Pizza) e uno dedicato al poeta Tonino Guerra ("La Sosta"). Offre anche prodotti da forno, piadine e pasticceria di qualità.

Grande Raccordo Anulare (Roma): Roma Ardeatina

Questa è una struttura moderna e importante che, oltre ai servizi classici, include marchi di fast food come McDonald's (con anche il McCafé) e una Boutique del Gusto con panini e affettati. Una particolarità è la presenza di un mercatino Crai, dove è possibile fare la spesa.

A14 Taranto–Bologna: Tortoreto Est

Gestita dal marchio Sarni, questa area di sosta si distingue per la sua posizione panoramica: offre la possibilità di mangiare su una terrazza con vista mare. Sebbene i servizi possano non essere i migliori, la vista e i prezzi convenienti del carburante la rendono una sosta interessante. Tuttavia, è bene fare attenzione alle dimensioni ridotte del parcheggio.

Quanto Costa Aprire un'Area di Servizio Autonoma?

Aprire un punto di ristorazione in autostrada come quelli gestiti dai grandi gruppi è un'impresa complessa e costosa, non alla portata di tutti. Esiste l'opzione del franchising con i gruppi esistenti (anche se l'articolo menziona solo la possibilità di contattare Autogrill Spa per proposte di affiliazione, che sembra più orientata a grandi investitori che a piccoli imprenditori), oppure si può provare ad aprire un'attività autonoma in aree di servizio non legate ai grandi colossi, magari quelle dismesse o in contesti diversi.

Perché in autogrill sono cari?
L'assortimento di prodotti a scaffale è inoltre scientemente definito secondo il marketing di prossimità. Si punta quindi su quelle categorie merceologiche ideali per lo snack, lo spuntino e tutte le goloserie alle quali si propende in 'mood vacanziero' (proprio quelle più dispendiose).

Se si volesse avviare un'attività di ristorazione autonoma in un'area di servizio (ipotizzando di ottenere gli spazi e le concessioni necessarie, che è il passaggio più arduo), la prassi burocratica e i costi sarebbero notevoli.

Forma Giuridica

Bisogna innanzitutto scegliere una forma giuridica: SRL (Società a Responsabilità Limitata) o SRLS (Semplificata) offrono protezione del patrimonio personale, richiedendo un capitale minimo rispettivamente di 10.000€ o 1€. La Ditta Individuale è più semplice, ma il patrimonio personale è a rischio.

Documentazione Necessaria

Sono richieste numerose autorizzazioni:

  • Idoneità sanitaria del locale (rilasciata dall'ASL).
  • Attestazione HCCP per il personale (formazione sull'igiene alimentare).
  • Apertura Partita IVA.
  • Iscrizione INPS e INAIL (per dipendenti e titolare).
  • Iscrizione alla Camera di Commercio.
  • Licenza commerciale dal Comune.
  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune.
  • Autorizzazione doganale per la vendita di alcolici.
  • Autorizzazione comunale per l'insegna.

Per navigare in questo iter, è quasi indispensabile l'assistenza di un commercialista.

Costi da Affrontare

I costi iniziali e di gestione sono elevati:

  • Attrezzatura: Macchine del caffè, forni, lavastoviglie, frigoriferi, banconi, tavoli, sedie, ecc. Un investimento considerevole.
  • Materie Prime: Costo continuo per l'acquisto di cibo e bevande.
  • Affitto/Acquisto Locale: Se non si possiede la struttura, i costi di affitto o acquisto in una posizione strategica come un'area di servizio sono molto alti.
  • Personale: Assumere personale qualificato (cuochi, camerieri, cassieri) comporta costi di stipendio, contributi (INPS, INAIL) e TFR. Uno stipendio medio per un cameriere può aggirarsi sui 1.200-1.500€ netti, e per garantire un servizio efficiente ne servono diversi, soprattutto nelle ore di punta.
  • Utenze: Energia elettrica, acqua, gas, smaltimento rifiuti, con consumi potenzialmente elevati data l'attività.
  • Ristrutturazioni e Manutenzione: Eventuali lavori di adeguamento e la manutenzione ordinaria e straordinaria.
  • Costi Burocratici e Consulenze: Parcelle di commercialisti e altri professionisti.

In sintesi, avviare un'attività di ristorazione in un contesto come un'area di servizio richiede una notevole disponibilità economica iniziale per coprire investimenti, burocrazia e i primi mesi di gestione, prima che l'attività diventi redditizia.

Domande Frequenti sui Prezzi in Autogrill

Ecco risposte rapide ad alcune domande comuni basate sull'articolo:

Perché i prezzi in Autogrill sono così elevati rispetto ai bar in città?

I prezzi sono più alti principalmente a causa della limitata concorrenza e della scarsità di alternative una volta che si è in autostrada (domanda alta, offerta limitata). Contribuiscono significativamente anche i costi elevati per le concessioni autostradali, gli affitti delle strutture e le royalties per l'utilizzo dei marchi, oltre alle strategie di marketing per l'acquisto d'impulso.

Chi possiede il gruppo Autogrill oggi?

Il gruppo Autogrill S.p.A. in Italia è controllato da World Duty Free S.p.A., che a sua volta è parte del più ampio gruppo Avolta. Avolta è nata dalla fusione tra Dufry e Autogrill nel 2023, e l'azionista di riferimento è la famiglia Benetton tramite la holding Edizione.

Ci sono differenze di prezzo tra le diverse aree di servizio autostradali?

Sì, l'indagine di Altroconsumo ha rilevato variazioni di prezzo tra le diverse aree di servizio e i diversi gestori (Autogrill, Chef Express, Sarni, ecc.), anche se la tendenza generale è verso prezzi significativamente più alti rispetto alla città.

Perché la varietà di cibo in autostrada sembra limitata?

La standardizzazione dell'offerta mira probabilmente all'efficienza operativa e a soddisfare un gusto medio. Tuttavia, viene spesso criticata per non valorizzare la ricchezza gastronomica regionale italiana, proponendo menù ripetitivi su tutta la rete autostradale.

È possibile trovare opzioni di cibo di migliore qualità o più legate al territorio in autostrada?

Sebbene l'offerta standard sia spesso ripetitiva, stanno emergendo iniziative virtuose, come il format 'Alt' di Niko Romito e progetti individuali in alcune aree, che cercano di offrire street food di qualità o prodotti locali, dimostrando che è possibile elevare lo standard della ristorazione 'da strada'.

In conclusione, la sosta in autostrada e i costi ad essa associati sono una realtà con cui fare i conti quando si viaggia su lunghe distanze in Italia. Comprendere le ragioni dietro questi prezzi, sebbene non li renda più leggeri per il portafogli, aiuta a inquadrare il contesto. Prepararsi con qualche snack o bevanda da casa può essere una strategia per mitigare l'impatto economico, ma la necessità di una pausa vera e propria rimane, e con essa, l'incontro (spesso costoso) con l'offerta delle aree di servizio.

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