Dove lavora lo chef Gennaro Esposito?

I Ristoranti del Cuore di Gennaro Esposito

20/01/2023

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Gennaro Esposito, celebre chef del ristorante due stelle Michelin Torre del Saracino a Vico Equense (Napoli), non nasconde la sua passione per la buona tavola, non solo dietro i fornelli del suo acclamato locale, ma anche come avido esploratore del panorama gastronomico. Quando gli si chiede quali siano i ristoranti che porta nel cuore, la sua risposta è un fiume in piena di ricordi, emozioni e stima per i colleghi. È importante chiarire fin da subito un punto fondamentale che spesso genera confusione: i luoghi che Gennaro Esposito menziona non sono ristoranti di sua proprietà – fatta eccezione implicita per il suo stesso Torre del Saracino come punto di partenza – ma indirizzi che hanno rappresentato tappe fondamentali nel suo cammino professionale e personale, luoghi di ispirazione e crescita.

Dove lavora lo chef Gennaro Esposito?
La Torre del Saracino è il ristorante due stelle Michelin sospeso tra il cielo e il mare di Vico Equense. Un microcosmo nato dalla visione dello chef Gennaro Esposito, che negli anni ne ha fatto un autentico tempio del gusto.

«Dieci ristoranti sono pochi; la mia memoria papillare ne conta molti, molti di più», confessa lo chef, sottolineando la difficoltà nel selezionare solo dieci nomi da una lista ben più lunga che include eccellenze estere (tranne una menzione speciale), pizzerie, trattorie e friggitorie campane, e le tavole di numerosi amici stimati. La sua scelta si è quindi concentrata su quei posti che gli hanno regalato «input, scosse, emozioni fondamentali». Vediamo quali sono, secondo il suo racconto, i ristoranti che più hanno inciso sul suo percorso.

Indice dei contenuti

I 'Ristoranti del Cuore' di Gennaro Esposito: Una Lista d'Eccellenza

La lista di Gennaro Esposito è un viaggio attraverso l'Italia, toccando diverse regioni e stili culinari, ma uniti dal filo conduttore dell'eccellenza, della ricerca e, soprattutto, del cuore che i grandi chef mettono nel loro lavoro. Ogni indirizzo ha lasciato un segno indelebile, contribuendo a plasmare la sua visione della cucina e dell'ospitalità.

Da Caino: L'Anima della Maremma

Situato a Montemerano, una località del comune di Manciano (Grosseto), Da Caino è il primo ristorante citato da Esposito, descritto come «l’esperienza più profonda e più sensuale della cucina di Maremma». Le sue serate qui sono state «indimenticabili», merito di Valeria Piccini, che definisce «depositaria di una sconfinata conoscenza della tradizione, che è capace di innovare con eleganza sopraffina». Due piatti che la dimostrano sono i tortelli di cinta senese con brodetto di gallina e castagne e il gelato con foglie di fico, entrambi giudicati da Esposito come «straordinari». Se la Guida Michelin assegna a Da Caino due stelle, lo chef campano non esita a dirne che ne meriterebbe tre, un attestato di stima altissimo. L'entusiasmo di Esposito non si limita alla sola Valeria, riconosciuta come «chef di grande tecnica, cuore e cervello», ma si estende alla mamma, ricordata per una memorabile trippa con buccia d’arancia, e al marito, Maurizio Menichetti. Maurizio, cantiniere e sommelier di altissima caratura, è stato per Gennaro Esposito una vera e propria scuola. «Da Maurizio ho imparato moltissimo e i suoi insegnamenti sono ancora oggi alla base della mia carta dei vini», racconta. Ricorda come vent'anni fa, mentre imperversavano i vini stranieri e i Super Tuscan, Maurizio celebrasse le etichette regionali, all'epoca snobbate. «Andare oltre le mode in nome dell’autenticità, è stata per me una grande lezione di vita», conclude, evidenziando l'impatto non solo professionale ma anche umano di questa esperienza.

Ristorante Berton: Rigore e Accoglienza Milanese

Spostandoci a Milano, incontriamo il Ristorante Berton, guidato dallo chef Andrea Berton. Gennaro Esposito lo elogia per aver creato «un indirizzo del gusto dalla perfetta osmosi tra location e proposta gastronomica». Ciò che colpisce Gennaro è il rigore, la precisione e la grande impostazione di Andrea, che si manifestano non solo nel menu ma in ogni dettaglio, fino al design dei piatti. Tuttavia, questo rigore non sacrifica il calore dell'accoglienza, che Esposito definisce «quasi domestica». Si sente talmente a suo agio da confessare di mangiare a volte direttamente in cucina con Andrea, che considera «uno degli chef più bravi in assoluto a fare il risotto». Il suo preferito è il risotto con gambero crudo e corallo di crostacei. Accanto a questo, menziona un'altra splendida creazione: lo gnocco di seppia. L'esperienza da Berton rappresenta per Esposito un equilibrio ideale tra alta cucina e senso di familiarità.

Don Alfonso 1890: Un Tempio Mediterraneo

Torniamo in Campania, a Sant’Agata sui Due Golfi, nel comune di Massa Lubrense, per visitare il Don Alfonso 1890, considerato da Gennaro Esposito un vero e proprio «tempio della ristorazione». La sua prima visita, oltre quindici anni fa, fu un momento di grande emozione. Ricorda un amico che lo rincuorò con un Barbaresco Gaja dell’88. Ma fu l'«ospitalità straordinaria, in perfetto stile mediterraneo», a stemperare la sacralità di questo indirizzo pluristellato, facendolo sentire immediatamente a proprio agio. Il Don Alfonso 1890, guidato da Alfonso Iaccarino, è un trionfo di prodotti d’eccellenza, immerso in un ambiente arricchito da vecchie ceramiche di Vietri e colorati oggetti di design. Tra le emozioni culinarie di quella serata, Esposito cita i tortiglioni con calamaretti e brodo di cappone di mare con gnudi di ricotta, sapori che definisce «indelebili» di una serata «memorabile». Questo ristorante rappresenta per lui un punto di riferimento per l'autentica ospitalità e la valorizzazione del territorio.

St. Hubertus: Tra Montagne e Amicizia

Ci spostiamo in Alto Adige, a San Cassiano in Badia (Bolzano), per il St. Hubertus, ristorante dell'hotel Rosa Alpina, con lo chef Norbert Niederkofler. L'amicizia tra Esposito e Niederkofler ha una nascita curiosa: si sono conosciuti vent'anni fa a cavallo di un leone di pietra durante un servizio fotografico per il Gambero Rosso. «Eravamo in sette: quattro cuochi e tre leoni; per noi ne era rimasto uno solo, ma ci ha portato molto lontano», scherza Esposito. Questa amicizia si rinnova ogni anno alla Chef’s Cup, un evento gastronomico ideato da Niederkofler nell'Alta Badia. L'esperienza da Niederkofler è sempre «un'esperienza» per Esposito, caratterizzata da «grande competenza, grande formazione, grande staff». Tra i piatti che lo deliziano, menziona gli gnocchi di rapa rossa e un cervo che definisce «non possibile trovare altrove: perfetto nella cottura, nella presentazione, nel gusto». Anche la carta dei vini del St. Hubertus lo sorprende sempre con qualcosa di nuovo e inatteso. Questo indirizzo simboleggia per Esposito la combinazione di alta cucina alpina e un legame personale profondo.

Villa Crespi: Fiaba sul Lago d'Orta

Un altro amico e collega, Antonino Cannavacciuolo, originario anche lui di Vico Equense, è il protagonista del quinto ristorante nella lista di Esposito: Villa Crespi, situato a Orta San Giulio (Novara). Cannavacciuolo, durante una cena, parlò a Esposito del suo ristorante sul Lago d'Orta. Quando Gennaro andò a visitarlo, rimase «stregato. Dal luogo e dalla cucina». Il luogo è un incantevole castello neomoresco con un minareto che sembra uscito da una fiaba, dove Esposito è tornato «tante volte». La cucina di Cannavacciuolo, premiata con 2 stelle Michelin (e anche in questo caso, Esposito è convinto che ne meriterebbe 3), è un trionfo di pesce freschissimo, verdure biologiche, pane, pasta e dolci fatti in casa. I suoi piatti del cuore a Villa Crespi includono le linguine di Gragnano con calamaretti spillo e salsa al pane di segale, e gli scampi di Sicilia alla pizzaiola in acqua di polipo, definiti «irresistibili». Non dimentica di menzionare l'eccellente carrello di formaggi. Villa Crespi rappresenta per Esposito l'incontro tra un luogo da sogno e una cucina di grande materia prima e innovazione.

Il Luogo di Aimo e Nadia: Custodi della Tradizione

Torniamo a Milano per Il Luogo di Aimo e Nadia, un ristorante che Esposito vede come il simbolo della custodia della tradizione culinaria italiana. Oggi guidato dai giovani chef Fabio Pisani e Alessandro Negrini, che ne hanno abbracciato la filosofia con devozione, questo locale è famoso per diversi piatti iconici. Gennaro Esposito è categorico: «Fanno la cotoletta migliore del pianeta!». Accanto a questo classico, elogia altri due grandi piatti della casa: gli spaghetti al cipollotto e peperoncino e il risotto con seppioline, pomodori, cime di rapa, finocchietto marino e capperi di Scauri con leggero profumo di zafferano, definiti semplicemente «Da sballo». Aimo e Nadia (e ora i loro eredi) sono per Esposito la dimostrazione di una costante ricerca del meglio per regalare sempre nuove emozioni al cliente. Nonostante una posizione forse decentrata, sono riusciti a diventare un «Numero Uno», merito della loro filosofia e della qualità ineccepibile.

Perbellini: L'Arte tra Cucina e Pasticceria

A Isola Rizza (Verona) troviamo Perbellini, il ristorante di Giancarlo Perbellini. Ciò che colpisce Gennaro Esposito in lui è la sua rara capacità di coniugare la tecnica del pasticcere con la creatività dello chef. Erede di una dinastia di pasticceri veronesi, Giancarlo Perbellini offre una raffinata cucina di ricerca affiancata da una pasticceria straordinaria. Gennaro Esposito cita in particolare la sua Millefoglie Strachin (una creazione a base di crema soufflé, senza formaggio, nonostante il nome), definendola un «vero capolavoro di eleganza» che «da sola vale il viaggio». L'importanza della tradizione pasticcera si ritrova anche in un altro riferimento personale: «Natale non è tale se non arriva l’offella di Perbellini». Questo ristorante rappresenta per Esposito l'armonia tra dolce e salato ai massimi livelli.

Osteria Francescana: Innovazione e Tradizione Modenese

L'Osteria Francescana a Modena, regno di Massimo Bottura, è un nome che non poteva mancare nella lista di Gennaro Esposito. Il merito principale di Bottura, secondo Esposito, è quello di aver condotto «un’indagine appassionata nel cuore della tradizione, alla ricerca dei prodotti di qualità superiore - parmigiano, mortadella, balsamico, culatello - con cui ha creato una cucina di forte identità personale, celebrata nel mondo». Lo definisce senza esitazioni «l’indiscusso ambasciatore della nuova ricerca italiana» e un motivo di orgoglio per tutti. Esposito ha avuto la fortuna di visitare l'Osteria Francescana «almeno una dozzina di volte», motivato dal fatto che «quando stai bene in un posto ci torni». Ma ha avuto anche il privilegio di ospitare Massimo Bottura e tutta la sua famiglia nel proprio ristorante. Ricorda con affetto di aver conquistato la suocera di Bottura con un Campari orange preparato con le arance del padre, un cocktail che la famiglia ricorda sempre. Chissà, scherza Esposito, magari Bottura lo metterà in carta, naturalmente «interpretato, a suo modo». L'Osteria Francescana rappresenta per lui il vertice dell'interpretazione contemporanea della tradizione.

Le Calandre: Sperimentazione d'Autore

Ultimo ristorante menzionato nel testo, Le Calandre a Sarmeola di Rubano (Padova), guidato da Massimiliano Alajmo. Alajmo è noto per il suo estro sperimentale, che lo ha portato a diventare il più giovane chef ad ottenere le tre stelle Michelin nel 2002. Nonostante Esposito ci sia stato «una sola volta», l'esperienza è stata una «bellissima scoperta». I suoi piatti preferiti a Le Calandre sono il Cappuccino di seppie al nero, gli spaghetti freddi ai frutti di mare e tutti i dessert al cioccolato. Descrive la cucina di Max Alajmo come «fresca, intelligente, vitale, sostenuta da tanto studio e altrettanta curiosità». Le Calandre rappresenta per Esposito la frontiera della sperimentazione e dell'intelligenza culinaria.

La Lista Completa (o Quasi)

Come accennato, la lista fornita si ferma a nove ristoranti, nonostante il titolo parli di dieci. Il decimo ristorante del cuore di Gennaro Esposito non è specificato nel testo a nostra disposizione. È una piccola curiosità che rimane, ma non sminuisce il valore degli indirizzi già citati.

Oltre la Lista: Ciò Che Resta Fuori

È interessante notare cosa Gennaro Esposito ha dovuto consapevolmente lasciare fuori dalla sua top 10 (o 9). Menziona esplicitamente i tanti ottimi indirizzi all’estero (con l'eccezione di uno non specificato), le pizzerie, le trattorie e le friggitorie del napoletano – categorie che evidentemente hanno un posto speciale nella sua cultura gastronomica ma che non rientrano in questa particolare selezione di ristoranti che lo hanno ispirato a livello professionale. Lascia fuori anche le tavole di moltissimi amici di cui apprezza il talento ma che non ha ancora avuto modo di visitare, ma che si ripromette di fare presto. Questo sottolinea come la sua lista sia profondamente personale e legata a esperienze dirette che hanno segnato tappe del suo percorso.

Per facilitare la consultazione, ecco una tabella riassuntiva dei nove ristoranti menzionati e le loro caratteristiche principali secondo il racconto di Gennaro Esposito:

रिया

Nome RistoranteLocalitàChef (o Riferimento)Caratteristiche Evidenziate da Esposito
Da CainoMontemerano (GR)Valeria PicciniTradizione Maremmana, Innovazione Elegante, Lezioni da Sommelier
Ristorante BertonMilanoAndrea BertonRigore, Precisione, Accoglienza Domestica, Ottimi Risotti
Don Alfonso 1890Sant’Agata sui Due Golfi (NA)Alfonso IaccarinoOspitalità Mediterranea, Prodotti d'Eccellenza, Atmosfera Sacra ma Accogliente
St. HubertusSan Cassiano in Badia (BZ)Norbert NiederkoflerCompetenza, Formazione, Staff, Piatti Memorabili (Cervo), Carta Vini Sorprendente, Amicizia
Villa CrespiOrta San Giulio (NO)Antonino CannavacciuoloLocation Fiabesca, Materia Prima Eccellente, Cucina con Cuore, Amicizia
Il Luogo di Aimo e NadiaMilanoFabio Pisani e Alessandro NegriniCustodi della Tradizione, Ricerca Continua, Piatti Iconici (Cotoletta)
PerbelliniIsola Rizza (VR)Giancarlo PerbelliniUnione Tecnica Chef/Pasticcere, Pasticceria Straordinaria (Millefoglie)
Osteria FrancescanaModenaMassimo BotturaRicerca nella Tradizione, Identità Forte, Ambasciatore Nuova Cucina Italiana, Frequentato Personalmente
Le CalandreSarmeola di Rubano (PD)Massimiliano AlajmoEstro Sperimentale, Cucina Fresca/Intelligente/Vitale, Piatti Iconici

Domande Frequenti

Basandoci sulle informazioni disponibili, cerchiamo di rispondere ad alcune domande comuni che potrebbero sorgere leggendo la lista di Gennaro Esposito.

Quanti ristoranti possiede Gennaro Esposito?
Il testo fornito non specifica il numero esatto di ristoranti posseduti da Gennaro Esposito. Sappiamo che è lo chef del ristorante due stelle Michelin Torre del Saracino a Vico Equense, che è il suo locale principale. La lista discussa nell'articolo si riferisce ai suoi ristoranti "del cuore", ovvero quelli che lo hanno ispirato, non quelli di sua proprietà.

Qual è il ristorante di Gennaro Esposito?
Il ristorante principale e più noto di Gennaro Esposito è il Torre del Saracino, situato a Vico Equense (Napoli). È un ristorante pluristellato Michelin.

Perché Gennaro Esposito ha scelto questi ristoranti?
Gennaro Esposito ha scelto questi ristoranti perché gli hanno dato "input, scosse, emozioni fondamentali nel [suo] cammino professionale e personale". Sono luoghi che rappresentano eccellenze per la loro cucina, l'ospitalità, la tecnica, la ricerca e la capacità di innovare mantenendo un forte legame con la tradizione o il territorio.

Quali piatti ha apprezzato particolarmente in questi ristoranti?
Il testo menziona diversi piatti specifici che hanno particolarmente colpito Esposito, tra cui: tortelli di cinta senese e gelato con foglie di fico (Da Caino), risotto con gambero crudo e gnocco di seppia (Berton), tortiglioni con calamaretti e gnudi di ricotta (Don Alfonso 1890), gnocchi di rapa rossa e cervo (St. Hubertus), linguine con calamaretti e scampi alla pizzaiola (Villa Crespi), cotoletta, spaghetti al cipollotto e risotto con seppioline (Il Luogo di Aimo e Nadia), Millefoglie Strachin (Perbellini), Cappuccino di seppie, spaghetti freddi e dessert al cioccolato (Le Calandre). La sua apprezzamento per i prodotti dell'Osteria Francescana (parmigiano, mortadella, ecc.) è generale.

Questi ristoranti hanno stelle Michelin?
Sì, molti dei ristoranti menzionati da Gennaro Esposito sono pluristellati Michelin, come indicato nel testo per Da Caino (2 stelle), Don Alfonso 1890 (pluristellato), Villa Crespi (2 stelle), e Le Calandre (3 stelle). Anche il suo stesso ristorante, Torre del Saracino, ha due stelle Michelin.

Conclusione

La lista dei "ristoranti del cuore" di Gennaro Esposito non è una semplice classifica dei migliori, ma un vero e proprio racconto personale del suo percorso di crescita, delle persone e dei luoghi che lo hanno ispirato. Dalla Maremma alla Lombardia, dalla Campania all'Alto Adige e al Veneto, ogni tappa di questo viaggio gastronomico rappresenta una tessera nel mosaico della sua formazione e della sua visione culinaria. È una testimonianza di stima verso i colleghi e un invito a scoprire indirizzi che vanno oltre la moda, puntando sull'autenticità, sulla qualità e sull'emozione che solo la grande cucina sa regalare.

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