Quante stelle Michelin ha Condividere?

Condividere: Stella Michelin e Viaggio del Gusto

16/09/2022

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Nel panorama gastronomico torinese, e non solo, il Ristorante Condividere rappresenta un’esperienza a sé stante, un luogo che va oltre la semplice cena per trasformarsi in un vero e proprio viaggio sensoriale e culturale. L'attesa che circonda questo locale è palpabile, alimentata dalla sua reputazione, dalla critica e dal passaparola, che lo posiziona come una meta ambita per chi cerca qualcosa di diverso, di stimolante, di indimenticabile. La nostra visita del 27 giugno 2022 è stata guidata proprio da questa curiosità e dall'"hype" che da tempo accompagna il nome Condividere, un ristorante che fin dal 2019 ha conquistato i Tre Cappelli della Guida L’Espresso e che, dal 2020, brilla sotto la luce di una Stella Michelin, un riconoscimento prestigioso che continua a confermare il suo valore nel tempo.

Come Condividere la posizione di un ristorante?
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Non è solo la critica a tessere le lodi di Condividere; anche il pubblico sembra apprezzare profondamente la sua proposta, come testimoniato dal suo eccellente posizionamento su piattaforme come TripAdvisor. Questo dualismo tra riconoscimento critico e successo popolare è un segnale forte della capacità del ristorante di parlare a platee diverse, mantenendo un elevato standard qualitativo pur offrendo un'esperienza che si percepisce come accessibile e, soprattutto, divertente.

Il fascino di Condividere affonda le radici in una geniale convergenza di menti creative e visionarie. L’ispirazione e la filosofia che guidano il progetto provengono da una figura leggendaria della gastronomia mondiale: Ferran Adrià, pioniere della cucina molecolare e anima de El Bulli. A dipingere gli spazi, a creare quell'atmosfera suggestiva e quasi teatrale che accoglie gli ospiti, è un altro genio nel suo campo: il premio Oscar Dante Ferretti, maestro di scenografie che qui traduce la sua arte in un ambiente immersivo e sorprendente. A dirigere l'orchestra in cucina, a trasformare concetti astratti in piatti concreti e memoriosi, c'è lo Chef Federico Zanasi, il cui talento e la cui personalità definiscono l'anima culinaria del ristorante.

La nascita di Condividere è strettamente legata alla volontà di Lavazza, storico marchio torinese, che ha voluto creare uno spazio che fosse un omaggio al gusto, all'eleganza e, come suggerisce il nome stesso, alla condivisione. La location scelta non è casuale ma profondamente simbolica: l'ex Centrale elettrica realizzata nel lontano 1897 dall’ingegnere torinese Ermenegildo Perini. Questo imponente edificio industriale è stato oggetto di una completa e sapiente ristrutturazione che ha conservato la sua maestosità storica, trasformandola in un contenitore moderno e funzionale, capace di ospitare non solo il ristorante ma anche un ampio spazio dedicato agli eventi. L'architettura e il design diventano quindi parte integrante dell'esperienza gastronomica, preparando il palato e la mente a un percorso fuori dall'ordinario.

La proposta culinaria si articola attraverso diversi menù degustazione, pensati per offrire percorsi differenti all'interno della filosofia del ristorante: “I classici”, “Festival” e “Gran Festival”. Durante la nostra visita, abbiamo optato per il menù “I classici”, con alcune variazioni necessarie per venire incontro alle preferenze del mio commensale che non gradisce il pesce. Questa flessibilità è un punto a favore del servizio, sebbene, come vedremo, possa talvolta generare piccoli disguidi.

Il viaggio gustativo si apre con una serie di amuse-bouche che sono già una dichiarazione d'intenti, un assaggio della creatività e della tecnica che ci accompagneranno. Immancabile, quasi un rito di passaggio, l'Oliva sferica “El Bulli”, un piccolo prodigio di gastronomia molecolare che racchiude il sapore intenso dell'oliva in una sfera liquida che esplode in bocca, un'esperienza effimera ma potente che evoca le radici elBulli del progetto. Segue il Gelato al parmigiano “Bob Noto”, un omaggio al critico gastronomico che ha avuto un ruolo chiave nell'ideazione di Condividere, un'idea apparentemente semplice ma che gioca sull'inaspettato connubio tra la temperatura del gelato e la sapidità del parmigiano, stimolando immediatamente le papille gustative.

Proseguendo con gli antipasti, ci imbattiamo nel Gaufre di farinata, una reinterpretazione ludica e visivamente accattivante di un classico dello street food ligure e piemontese. La farinata, solitamente servita in teglia, assume qui la forma di un gaufre, croccante fuori e morbido dentro, completato dal tocco tradizionale del pepe nero macinato al momento. È un esempio perfetto di come Condividere ami giocare con le forme e le aspettative, mantenendo però saldi i legami con la tradizione.

Il Tramezzino “Mulassano” prosegue su questa linea di decostruzione e reinterpretazione. Dimenticate il classico tramezzino da bar; qui si tratta di una delicatissima meringa che cela al suo interno un ripieno sorprendente a base di granchio e salsa capricciosa. La dolcezza eterea della meringa si contrappone alla sapidità e alla consistenza del ripieno, creando un boccone complesso e intrigante. Per il mio commensale, in sostituzione di un piatto a base di pesce, è arrivato il Viva Messico, un omaggio ai sapori piccanti e avvolgenti della cucina messicana, un ripieno che, se la memoria non mi inganna, era caratterizzato dal gusto deciso del chili.

Quante stelle Michelin ha Condividere?
Ristorante Condividere, una stella Michelin – Torino. Il 27 giugno 2022 ho visitato il Ristorante Condividere a Torino, già tre cappelli Guida L'Espresso dal 2019, e dal 2020 anche insignito con la prima Stella Michelin, ad oggi confermata.

La Brioche Modenese è un ulteriore esempio di come la cucina di Condividere attinga a piene mani dalla ricchezza gastronomica italiana, riproponendola in vesti nuove. Si tratta di una tigella, il tipico pane tondo modenese, farcita con la cunza, un condimento ricco e saporito a base di lardo, aglio e rosmarino. È un boccone confortante e al tempo stesso raffinato, che evoca l'idea di un pasto rustico ma elevato a nuova dignità.

Uno dei piatti che attendevo con maggiore curiosità era il Foie gras… come un antipasto piemontese. L'idea di accostare un ingrediente così lussuoso e dal sapore intenso come il foie gras a una semplice giardiniera di verdure alla piemontese mi sembrava audace e potenzialmente geniale. Tuttavia, l'esperienza diretta mi ha lasciato, devo ammettere, un po' perplesso. L'accostamento, nella sua effettiva realizzazione, non mi ha convinto appieno; forse il contrasto era troppo netto, o forse la giardiniera non riusciva a bilanciare la ricchezza del foie gras come speravo. È un piatto che incarna perfettamente l'aspetto più giocoso e sperimentale di Condividere, quello che a volte, pur nella sua originalità, può non centrare completamente il bersaglio per tutti i palati.

Un piccolo intoppo nel servizio ha portato a una sostituzione a sorpresa per entrambi, l'Insalata verde. Originariamente, uno dei piatti previsti era lo Yakitori di lingua e bagnetto verde, che conteneva però dell'acciuga. Il cameriere, nel prendere l'ordinazione, aveva dimenticato di segnalare la presenza del pesce in questo piatto, e le sostituzioni erano state concordate solo per una persona. Il disguido è stato gestito con cortesia, ma la sostituzione con una semplice insalata verde è risultata, purtroppo, uno dei piatti meno memorabili dell'intera degustazione, un momento un po' sottotono in un percorso altrimenti entusiasmante. Capita, certo, ma in un ristorante di questo livello ogni dettaglio assume un peso maggiore.

Il percorso prosegue con gli Agnolotti al tovagliolo e spuma di parmigiano. Gli agnolotti, serviti “al tovagliolo” come vuole la tradizione piemontese (spesso senza brodo, adagiati su un panno per mantenerli caldi), rappresentano un richiamo più diretto alla classicità del territorio, pur arricchiti dalla leggerezza e dalla sapidità della spuma di parmigiano. Un piatto confortante che dimostra la capacità dello chef di muoversi anche su registri più tradizionali.

Per concludere la parte salata, ci viene servita la Pluma iberica con garum. La pluma è un taglio pregiato del maiale iberico, noto per la sua morbidezza e sapore. L'accompagnamento con il garum è un salto indietro nel tempo, un richiamo all'antica Roma. Il garum era una salsa liquida ottenuta dalla fermentazione di interiora di pesce e pesce salato, usata come condimento universale. L'uso moderno del garum da parte dello chef è un'operazione affascinante che collega l'alta cucina contemporanea a sapori ancestrali. Naturalmente, per il mio commensale, il piatto è stato servito privo di questo elemento a base di pesce.

Il culmine dell'esperienza, o forse un nuovo inizio, è il “festival di dessert”. Questa parte del pasto si svolge in una saletta dedicata, un ambiente differente con comodi divanetti che invita al relax e alla convivialità. L'idea è quella di un percorso dolce, un buffet di alta pasticceria dove potersi servire liberamente. L'ampia varietà di dessert, ognuno curato nei minimi dettagli, è pensata per soddisfare ogni tipo di golosità. Sebbene non ricordi le descrizioni specifiche di ogni singolo dolce, l'impressione generale è quella di una grande generosità e creatività. Ricordo in particolare un dolce ispirato alla tropeziana della Pasticceria Uva di Torino, un bellissimo omaggio alla tradizione dolciaria locale re-immaginata con estro contemporaneo. Questo momento del pasto, spostandosi in un altro ambiente, rafforza l'idea di un'esperienza dinamica, un vero e proprio percorso all'interno dello spazio e della proposta culinaria.

Il gran finale è segnato da una cialda al cioccolato che riproduce fedelmente il logo del ristorante, un tocco grafico e gustoso, e, immancabilmente, dal caffè Lavazza, un sigillo sulla partnership che ha reso possibile tutto questo.

Il verdetto finale sulla nostra esperienza di condivisione è estremamente positivo. Il ristorante ci è piaciuto molto per svariati motivi. L'ambientazione è semplicemente strepitosa; lo spazio, il design di Ferretti, la storia dell'edificio si fondono per creare un'atmosfera unica, elegante e sorprendente. La cucina, guidata da Federico Zanasi, è indubbiamente ottima e originale, capace di proporre idee innovative e accostamenti audaci. A volte, come nel caso del foie gras o di alcune altre proposte, si ha la sensazione che lo chef si diverta un po' troppo nel “gioco” e nell'aspetto ludico del piatto, rischiando forse di sacrificare leggermente l'equilibrio o l'immediata comprensione del gusto, ma è un limite sottile che fa parte del rischio insito nella ricerca e nella sperimentazione ad alto livello.

Chi è lo chef di Condividere?
Federico Zanasi, è oggi lo chef e l'anima indiscussa di Condividere. Ferran Adrià è l'ispirazione e la mente, Dante Ferretti dipinge gli spazi e le suggestive scenografie, Federico Zanasi è il direttore d'orchestra.

Il servizio di sala, composto da personale giovane, si distingue per essere informale, attento e presente senza essere invadente. L'unica disattenzione degna di nota è stata quella relativa alla gestione delle sostituzioni e alla comunicazione sulla presenza dell'acciuga, un piccolo scivolone in un contesto altrimenti impeccabile. Nonostante questo piccolo disguido, l'impressione generale è quella di un team affiatato e desideroso di mettere gli ospiti a proprio agio, contribuendo a creare quell'atmosfera rilassata ma professionale che caratterizza il locale.

In conclusione, Condividere è sicuramente un ristorante da provare e, perché no, da riprovare. È un luogo che stimola la conversazione, che sorprende, che diverte. È adatto sia a chi cerca un'esperienza gastronomica di alto livello in un contesto non ingessato, sia a chi vuole celebrare un'occasione speciale in un ambiente memorabile. La sua capacità di unire l'alta cucina, il design d'autore e un'atmosfera accogliente lo rende un unicum nel panorama della ristorazione. La Stella Michelin è pienamente meritata, non solo per la qualità dei piatti, ma per l'intera esperienza che il ristorante è capace di offrire, un'esperienza che rispecchia appieno lo spirito di innovazione e condivisione che lo anima.

Ecco alcune domande frequenti sul Ristorante Condividere:

Quante stelle Michelin ha il Ristorante Condividere?

Il Ristorante Condividere di Torino è stato insignito di 1 Stella Michelin a partire dal 2020. Questo prestigioso riconoscimento è stato confermato negli anni successivi, a testimonianza della costante qualità e dell'eccellenza della proposta gastronomica offerta dallo Chef Federico Zanasi e dal suo team. La stella Michelin è un simbolo di alta cucina che premia l'utilizzo di materie prime di qualità, la maestria nella preparazione, l'originalità dei piatti, la personalità dello chef espressa nella cucina e la costanza nel mantenere elevati standard nel tempo.

Chi è lo chef del Ristorante Condividere?

Lo chef e l'anima culinaria del Ristorante Condividere è Federico Zanasi. La sua cucina si inserisce perfettamente nella visione e nel concetto del ristorante, che unisce l'alta gastronomia a un'esperienza accessibile, divertente e informale. Zanasi interpreta con talento e creatività l'ispirazione di Ferran Adrià e la filosofia voluta da Bob Noto e dalla famiglia Lavazza, proponendo piatti che sorprendono e stimolano i sensi, mantenendo un forte legame con la qualità degli ingredienti e l'innovazione tecnica.

Qual è il concetto alla base del Ristorante Condividere?

Il Ristorante Condividere nasce da un'idea visionaria di Bob Noto, raccolta dalla famiglia Lavazza e da Ferran Adrià. Il concetto è quello di creare un luogo di alta ristorazione che fosse al tempo stesso accessibile a tutti, divertente e improntato alla condivisione, un po' sulla falsariga di esperienze come quella del Tickets a Barcellona. Si propone di offrire un'esperienza gastronomica di altissimo livello in un ambiente dal design ricercato e suggestivo, curato da Dante Ferretti, ma con un servizio e un'atmosfera informali. L'idea è quella di un viaggio nel gusto che si possa vivere in maniera rilassata e conviviale.

Dove si trova il Ristorante Condividere?

Il Ristorante Condividere si trova a Torino, all'interno del complesso Nuvola Lavazza, in Via Bologna, 20, 10152 Torino TO. La sua sede è ospitata in un suggestivo edificio storico, l'ex Centrale elettrica, completamente ristrutturato per accogliere gli spazi del ristorante e altre aree dedicate ad eventi, creando un contesto unico e affascinante per l'esperienza culinaria.

Per chi fosse interessato a visitare il Ristorante Condividere, è consigliabile prenotare con anticipo. È possibile contattare il ristorante telefonicamente al numero +39 0110897651 o visitare il sito web ufficiale all'indirizzo https://www.condividere.com per maggiori informazioni e per effettuare prenotazioni.

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