Che carne si mangia a Firenze?

Firenze: Carne, Pane e Storie di Sapore

13/02/2023

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Firenze, culla del Rinascimento e scrigno d'arte, è anche un paradiso per i buongustai. La sua cucina, radicata nella tradizione contadina e arricchita da secoli di storia, offre esperienze sensoriali uniche. Al centro di questa ricchezza gastronomica troviamo due elementi iconici: la carne, in particolare la sua regina indiscussa, e il pane, un compagno umile ma fondamentale, custode di un segreto antico.

Che carne si mangia a Firenze?
Bistecca alla Fiorentina La carne utilizzata per la bistecca è la chianina, varietà proveniente appunto dalla Val di Chiana, questa è una carne magra con un apporto calorico limitato e viene frollata per almeno 15 giorni.

Quando si parla di carne a Firenze, il pensiero vola immediatamente a un piatto leggendario, un vero e proprio monumento culinario: la Bistecca alla Fiorentina. Non è una semplice bistecca, ma un rito, un'esperienza che incarna l'essenza della robustezza e della qualità toscana. Si tratta di un taglio nobile di carne di vitellone o scottona (tradizionalmente di razza Chianina o Maremmana), ricavato dalla lombata, che comprende l'osso a T (da cui il nome 'T-bone steak' in inglese) con filetto e controfiletto. Il suo spessore è impressionante, solitamente non inferiore ai 3-4 centimetri, ma può arrivare anche a 5-6 centimetri. Questa generosità nel taglio è cruciale per la sua corretta cottura.

La preparazione della Bistecca alla Fiorentina è apparentemente semplice, ma richiede maestria e rispetto per la materia prima. La carne, portata a temperatura ambiente, viene cotta su braci ardenti (tradizionalmente di carbone di legna) per pochi minuti per lato, giusto il tempo di formare una crosticina esterna saporita e mantenere l'interno rigorosamente al sangue. Non si aggiungono condimenti prima o durante la cottura, solo un pizzico di sale grosso e pepe nero macinato fresco, ma solo una volta servita in tavola. La cottura deve essere rapida e intensa per sigillare i succhi all'interno, lasciando la carne incredibilmente tenera e succosa. Il risultato è una carne dal sapore intenso e puro, che si scioglie in bocca.

La scelta della carne è fondamentale. Le razze autoctone come la Chianina, con la loro imponente mole e la carne magra e saporita, sono da sempre considerate le più adatte. Ma anche la Maremmana o altre razze pregiate possono dare risultati eccellenti, purché la qualità sia altissima. Una vera Bistecca alla Fiorentina non si chiede "ben cotta". Chiederla al sangue non è un'opzione, ma una necessità per apprezzarne appieno le qualità. È un piatto da condividere, spesso servito su un tagliere di legno, già affettato o da affettare al momento.

Oltre alla maestosa Bistecca, la cucina fiorentina e toscana offre altre preparazioni a base di carne degne di nota. Anche se non raggiungono la fama internazionale della Bistecca, contribuiscono a definire il panorama gastronomico locale. Si pensi alla Cinta Senese, una razza suina autoctona da cui si ricavano salumi e carni saporite, o al cinghiale, protagonista di ragù robusti e secondi piatti intrisi dei profumi del bosco. Non si può dimenticare il Lampredotto, un cibo di strada iconico fiorentino, ricavato da uno dei quattro stomaci del bovino, bollito e servito in un panino bagnato nel suo brodo. Sebbene sia un taglio meno "nobile" della lombata, rappresenta un pezzo autentico e popolare della tradizione carnivora fiorentina.

Passando dalla protagonista alla sua fedele spalla, incontriamo un altro elemento distintivo della tavola toscana: il Pane Toscano, noto anche come Pane Sciocco. La sua particolarità più evidente e singolare è l'assenza di sale. In un paese dove il pane è quasi sempre salato, questa caratteristica lo rende unico e, per i non toscani, a volte sorprendente o persino insapore al primo assaggio. Ma c'è una ragione profonda, anzi due, dietro questa scelta apparentemente strana, che affondano le radici nella storia e nella cultura culinaria della regione.

Il primo motivo è strettamente legato al concetto di equilibrio nel pasto. La cucina toscana è famosa per i suoi sapori decisi, robusti e spesso sapidi. Pensiamo ai salumi stagionati, ai formaggi pecorini, alle zuppe dense e saporite come la Ribollita o la Pappa al Pomodoro, ai sughi ricchi per la pasta, alle carni cotte a lungo o ai fagioli all'olio. In questo contesto, un pane senza sale funge da perfetto contrappunto, da "scarpetta" ideale che non aggiunge ulteriore sapidità, ma anzi, esalta e pulisce il palato, permettendo di apprezzare appieno l'intensità degli altri ingredienti. Il pane sciocco non compete con i sapori forti, ma li accompagna armoniosamente, assorbendo i sughi e raccogliendo ogni goccia di gusto senza sovrastare.

Il secondo motivo è una affascinante storia che ci riporta indietro nel tempo, precisamente al XII secolo, intorno al 1100. Era un'epoca di grande rivalità e scontri tra le potenze cittadine toscane, in particolare tra Firenze e Pisa. Pisa, all'epoca importante repubblica marinara e snodo cruciale per i commerci, deteneva un quasi monopolio sul sale proveniente via mare. Secondo la leggenda, o meglio, la tradizione storica, i pisani, per mettere in difficoltà la rivale Firenze, decisero di bloccare il commercio del sale verso l'interno. Questa mossa mirava a indebolire economicamente Firenze e forse a costringerla a cedere alle richieste pisane. Di fronte a questa imposizione, i fiorentini, famosi per il loro orgoglio e la loro intraprendenza, si rifiutarono di piegarsi. Piuttosto che pagare prezzi esorbitanti o rinunciare a un alimento base, decisero di continuare a fare il pane, ma semplicemente eliminando il sale. Quella che nacque come una soluzione di necessità e un atto di sfida politica, si trasformò nel tempo in una caratteristica distintiva e un vanto della panificazione toscana, tramandata di generazione in generazione fino ai giorni nostri.

Il Pane Toscano si presenta solitamente con una crosta croccante e un interno morbido e compatto. La sua consistenza e il suo sapore neutro lo rendono estremamente versatile. È l'ingrediente base per piatti poveri ma gustosissimi come la Pappa al Pomodoro (pane raffermo cotto con pomodoro, aglio, basilico e olio) o la Ribollita (una zuppa di verdure e pane raffermo ribollita più volte). È perfetto per la bruschetta, semplicemente abbrustolito e condito con aglio, olio extravergine d'oliva e pomodoro fresco. E, naturalmente, è il compagno ideale per accompagnare salumi, formaggi, e in particolare i piatti di carne, dalla Bistecca agli umidi.

L'abbinamento tra la carne fiorentina, in particolare la Bistecca, e il Pane Sciocco è l'emblema di questa cucina. La succulenza e l'intensità della carne trovano nel pane senza sale il partner perfetto che pulisce il palato e permette di gustare appieno ogni boccone. Usare un pezzo di pane per raccogliere i preziosi succhi rimasti sul tagliere dopo aver gustato la Bistecca è uno dei piaceri più semplici e autentici della tavola fiorentina.

In sintesi, mangiare carne a Firenze significa quasi inevitabilmente confrontarsi con la grandezza della Bistecca alla Fiorentina, un piatto che è molto più di un semplice secondo, ma un pezzo di storia e identità. E questa esperienza non sarebbe completa senza il suo umile ma indispensabile compare, il Pane Toscano senza sale, il cui "sciocco" sapore nasconde una storia di saggezza culinaria e orgoglio civico che dura da secoli.

CaratteristicaPane Toscano (Sciocco)Pane Salato (Comune)
SaleAssentePresente
SaporeNeutro, quasi insapore da soloSapido, gustoso anche da solo
Funzione principaleAccompagnare ed esaltare altri saporiEssere consumato da solo o con cibi meno saporiti
Utilizzo tipicoZuppe (Ribollita, Pappa al Pomodoro), Bruschetta, Scarpetta, Accompagnamento a salumi/formaggi/carni saporiteSandwich, Accompagnamento generale
Origine storica (senza sale)Necessità storica (blocchi commerciali) e scelta culinariaTradizione diffusa

Domande Frequenti

D: Come si cucina correttamente la Bistecca alla Fiorentina?
R: La Bistecca alla Fiorentina si cuoce su braci ardenti per pochi minuti per lato (variabile in base allo spessore e all'intensità del fuoco), in modo che l'esterno sia ben rosolato e l'interno rimanga rigorosamente al sangue. Non si condisce prima, ma solo con sale grosso e pepe dopo la cottura.

D: Perché il Pane Toscano è senza sale?
R: Principalmente per due motivi: per bilanciare i sapori decisi e spesso sapidi della cucina toscana, e per una ragione storica legata a un blocco del commercio del sale imposto dai pisani ai fiorentini nel XII secolo.

D: Cosa si mangia tradizionalmente con la Bistecca alla Fiorentina?
R: Spesso viene accompagnata da contorni semplici come fagioli all'olio o patate arrosto. Il Pane Toscano è un accompagnamento quasi obbligatorio per fare la 'scarpetta' nel succo della carne.

D: Il Pane Sciocco è difficile da digerire?
R: La digeribilità dipende dalla ricetta e dalla lievitazione, ma l'assenza di sale di per sé non lo rende indigesto. Anzi, per alcune persone, l'eccesso di sale nel pane comune può creare problemi.

D: Posso chiedere la Bistecca alla Fiorentina ben cotta?
R: Tecnicamente sì, puoi chiederlo, ma nella tradizione fiorentina e per apprezzare la qualità della carne, si mangia rigorosamente al sangue. Molti ristoratori potrebbero sconsigliartelo o addirittura rifiutarsi di cuocerla oltre un certo punto per non rovinarla.

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