30/10/2023
Settimo Torinese è una città che guarda al futuro con progetti ambiziosi di riqualificazione, ma che affonda le sue radici in una storia ricca e documentata, strettamente legata alla sua posizione strategica nel territorio piemontese. Capire cosa si sta costruendo oggi significa anche conoscere il percorso che ha portato questa località a diventare un importante centro nell'area metropolitana di Torino.

Attualmente, l'attenzione è puntata su un'area di grande valore storico-industriale: l'ex stabilimento Pirelli di via Torino. Un sito vastissimo, di ben 184.000 metri quadrati, che per decenni ha rappresentato un motore economico e sociale per la città, ospitando migliaia di lavoratori impegnati nella produzione di mescole, camere d'aria e, successivamente, pneumatici. Le strutture che un tempo risuonavano dell'attività manifatturiera sono ora al centro di un'operazione di demolizione e bonifica, un passo fondamentale e atteso da tempo per avviare una nuova fase per l'area.
Il Progetto di Riqualificazione "Laguna Verde"
La demolizione dei tre capannoni industriali e della palazzina uffici dell'ex Pirelli è il primo, tangibile segno di progresso per un progetto ben più ampio e visionario, noto come "Laguna Verde". Di questo progetto si parla ormai da anni, e finora l'unico elemento concretizzato era stato il Torino Outlet Village. L'obiettivo di "Laguna Verde" è trasformare radicalmente l'area dismessa e i suoi dintorni in una "città nella città", un modello di rigenerazione urbana che combina diverse funzioni per creare un nuovo polo vitale.
La visione del progetto è quella di un'area integrata, dove trovano spazio:
- Un esteso parco urbano di circa 350 mila metri quadrati, destinato a diventare un nuovo polmone verde e uno spazio di aggregazione per la comunità.
- Un polo di ricerca, con la prevista presenza del Politecnico, che porterà innovazione e alta formazione sul territorio.
- Nuovi spazi per il commercio, che andranno ad affiancarsi al già esistente Outlet Village, ampliando l'offerta e attirando visitatori.
- Importanti modifiche alla viabilità, necessarie per gestire i flussi previsti dalle nuove funzioni e migliorare l'accessibilità dell'area.
L'operazione sull'ex Pirelli è vista con grande soddisfazione dall'amministrazione comunale, come sottolineato dalla sindaca Elena Piastra. Si tratta di bonificare quasi 200.000 mq di area industriale, un'impresa complessa ma necessaria per dare avvio a questa "nuova trasformazione". Il progetto richiederà anche una variante strutturale al piano regolatore, su cui si sta già lavorando. La chiusura dei lavori di demolizione e bonifica dell'ex stabilimento è prevista entro la fine del 2025, segnando l'inizio effettivo della realizzazione del cuore di "Laguna Verde".
L'Origine del Nome: "Septimum Taurinensem"
Ma perché questa città si chiama proprio Settimo Torinese? L'origine del toponimo ci porta indietro nel tempo, fino all'epoca romana. Il nome deriva dall'espressione latina "Septimum Taurinensem", documentata in forme simili fin dal 1198, ma la sua radice è più antica. Richiama una "mansio ad septimum lapidem ab Augusta Taurinorum", ovvero una stazione di sosta o di cambio posta a circa il settimo miglio romano dalla città di Augusta Taurinorum, l'antica Torino.
La posizione di Settimo Torinese, a circa 12 km a nord-est di Torino, lungo l'antica strada romana che conduceva a Pavia (e che nel Medioevo divenne parte della via "francexia"), spiega perfettamente questa denominazione. Sebbene la distanza attuale sia di qualche centinaio di metri superiore all'equivalente esatto di sette miglia romane, il nome si è consolidato nel tempo, analogamente ad altre località come Settimo Rottaro o Settimo Vittone, il cui nome indica la distanza, in quel caso, dalla città di Ivrea.
Settimo Torinese nella Storia Postale e dei Trasporti
La posizione strategica di Settimo non ha influenzato solo il suo nome, ma anche il suo ruolo storico nelle vie di comunicazione e nei trasporti, in particolare per quanto riguarda il servizio postale. Un aspetto affascinante della storia locale, dettagliato in studi specifici come quello di Italo Robetti sulla filatelia settimese, ci rivela l'evoluzione della gestione della corrispondenza nel corso dei secoli.
Già nel XVIII secolo, precisamente nel 1720, Settimo era sede di una posta dei cavalli, la prima tappa sulla "gran rotta maestra" da Torino a Vercelli. Era un punto cruciale per il cambio dei cavalli e il transito di dispacci e viaggiatori. Documenti come la "Guida per il viaggio d'Italia in posta" del 1793 confermano la sua importanza come tappa intermedia tra Torino e Chivasso.
Anche in momenti storici delicati, come le guerre rivoluzionarie francesi, Settimo mantenne un suo ruolo. Un raro documento militare del 1792, firmato da Vittorio Amedeo III di Savoia, menziona la "Tappa di Settimo" come punto di transito per le truppe, a dimostrazione della sua rilevanza logistica.

Durante il periodo dell'annessione all'Impero Francese, gli abitanti di Settimo dipendevano dall'ufficio centrale di Torino per la spedizione della posta.
Con la Restaurazione nel 1814, si assistette a un progressivo sviluppo dei servizi postali. Nel 1818, Settimo Torinese attivò un servizio postale di 4ª classe, dipendente dalla Direzione di Torino. Amministrativamente, rientrava nel mandamento di Caselle e nella provincia di Torino.
È da questo periodo che iniziano a comparire i primi bolli postali specifici per la località. Un bollo lineare stampatello diritto, considerato piuttosto raro, è documentato in vari colori tra il 1819 e il 1850. La rarità di questi bolli suggerisce che, per lungo tempo, molti settimesi preferissero affidare la propria corrispondenza a persone in viaggio verso Torino, risparmiando sui costi e sfruttando le occasioni di trasporto, come i carri merci quotidiani. Questa abitudine, radicata nel tempo, potrebbe spiegare il traffico postale ridotto che portò Settimo a non comparire nell'elenco degli uffici a provvigione del 1836.
Le riforme postali portarono cambiamenti significativi. Quella del 1836 introdusse il calcolo delle distanze "a volo d'uccello" e tariffe basate sui chilometri. La distanza tra Settimo e Torino rientrava nella prima fascia (fino a 23 Km), con una tariffa di 10 centesimi (equivalenti a 2 soldi), spesso pagata dal destinatario (porto dovuto), come si evince da documenti dell'epoca.
Un'altra riforma importante, quella del 1851, classificò il servizio di Settimo come "Distribuzione di 2ª classe" (comunale) e portò all'introduzione del doppio cerchio sardo. Questo bollo, con la scritta "SETTIMO TOR.se / C" (dove la C indicava la distribuzione comunale), divenne il segno distintivo della posta settimese per diversi anni. Anche questo bollo è considerato raro e spesso si presenta male impresso. Esempi documentati, come una lettera del 29 febbraio 1852, mostrano le complicazioni legate al calcolo tariffario in base al peso, con correzioni manuali effettuate dall'impiegato postale (un certo Gilardi Mattia).
Fino al 1857, era ancora possibile per i mittenti scegliere se pagare il servizio in partenza (usando i francobolli, introdotti dal 1851) o lasciare il costo a carico del destinatario. Questo spiega perché anche dopo l'introduzione dei francobolli si trovino lettere di Settimo senza l'annullo sul valore bollato.
Parallelamente alla posta, anche i trasporti pubblici si evolvevano. Negli anni '50 dell'Ottocento esisteva una vettura pubblica che collegava Torino e Vercelli, con sosta a Settimo. Tuttavia, la stazione della posta dei cavalli venne soppressa tra il 1854 e il 1855, segno del cambiamento nelle modalità di trasporto e comunicazione.
Con l'Unità d'Italia e la riforma postale del 1861, Settimo Torinese vide il suo servizio riclassificato come "Ufizio secondario" e, contemporaneamente, fu attivato il servizio telegrafico.

Il doppio cerchio continuò a essere utilizzato per quasi trent'anni, affiancato e poi sostituito da nuovi annullatori numerici e, intorno agli anni '80 dell'Ottocento, dal primo bollo italiano con la denominazione estesa "SETTIMO TORINESE" con stellina. La storia dei bolli postali di Settimo è un microcosmo affascinante che riflette i grandi cambiamenti nella gestione delle comunicazioni del Regno di Sardegna prima e del Regno d'Italia poi.
Il Centro Commerciale di Settimo Torinese
Come accennato parlando del progetto "Laguna Verde", l'elemento commerciale già realizzato e operativo è il Torino Outlet Village. Situato in via Torino, è diventato negli ultimi anni un importante polo attrattivo per lo shopping nell'area metropolitana e non solo. È un esempio di come la riqualificazione urbana stia già prendendo forma, sebbene il completamento della visione complessiva di "Laguna Verde", con il parco e il polo di ricerca, rappresenti la fase successiva e più ampia della trasformazione del territorio settimese.
Domande Frequenti su Settimo Torinese
Cosa stanno costruendo di importante a Settimo Torinese?
Sono in corso i lavori di demolizione e bonifica dell'ex stabilimento Pirelli, un passo cruciale per l'avvio del vasto progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana denominato "Laguna Verde".
Cosa prevede il progetto "Laguna Verde"?
Il progetto mira a creare una "città nella città" con un grande parco urbano, un polo di ricerca (Politecnico), nuovi spazi commerciali e modifiche alla viabilità. Il Torino Outlet Village è già stato realizzato nell'ambito di questo progetto.
Qual è l'origine del nome Settimo Torinese?
Il nome deriva dall'espressione latina "Septimum Taurinensem", che significa "a circa sette miglia romane da Torino (Augusta Taurinorum)". La città si trovava infatti sull'antica via romana che partiva da Torino.
Come si chiama il centro commerciale presente a Settimo Torinese?
Il centro commerciale già esistente e parte del progetto di riqualificazione è il Torino Outlet Village.
In conclusione, Settimo Torinese è una città in continua evoluzione, con un nome che racconta la sua antica connessione con Torino e le grandi vie di comunicazione, e un futuro che si preannuncia ambizioso grazie a progetti di rigenerazione urbana che puntano a creare nuovi spazi verdi, di ricerca e commerciali sull'area di ex insediamenti industriali storici.
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