23/02/2025
Modena, recentemente definita "Nuova capitale del cibo" da riviste economiche di fama mondiale come Fortune e celebrata dal Daily Mail inglese, è una terra dove l'eccellenza enogastronomica affonda le radici nella storia e nella tradizione. Questo riconoscimento internazionale non fa che confermare quanto noi modenesi sappiamo bene: il nostro territorio è un patrimonio unico di sapori e saperi.

Dedico questo articolo, volutamente esteso per coprire al meglio l'argomento, a tutte le meraviglie culinarie che non potete assolutamente perdere se venite a visitare la mia città. Vi guiderò attraverso un percorso di 20 eccellenze che mi stanno particolarmente a cuore, fornendovi spunti e dettagli per apprezzarle al meglio.
- Un Territorio di Tesori Enogastronomici
- Cosa Mangiare a Modena: 20 Imperdibili Delizie
- 1. Le Crescentine (Tigelle) di Modena
- 2. Il Gnocco Fritto
- 3. I Tortellini di Modena
- 4. Il Borlengo di Guiglia
- 5. L'Aceto Balsamico di Modena
- 6. Il Lambrusco
- 7. Il Bensone di Nonantola
- 8. Il Parmigiano Reggiano DOP
- 9. Il Cotechino di Modena IGP
- 10. Lo Zampone di Modena IGP
- 11. Il Prosciutto di Modena DOP
- 12. Il Salame di San Felice
- 13. I Maccheroni al Pettine delle Valli Mirandolesi
- 14. La Ciliegia di Vignola IGP
- 15. Mirtillo Nero dell'Appennino Modenese
- 16. Sfogliata di Finale Emilia (Torta degli Ebrei)
- 17. Il Croccante Artigianale del Frignano
- 18. Gli Amaretti di Modena
- 19. Il Nocino di Modena
- 20. Sassolino di Modena
- Confronto tra Aceto Balsamico IGP e Tradizionale DOP
- Domande Frequenti (FAQ)
- Conclusione
Un Territorio di Tesori Enogastronomici
La provincia di Modena detiene un primato invidiabile in Italia per il numero di prodotti riconosciuti con marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta). Questa ricchezza è il frutto di un microclima favorevole, di un legame indissolubile tra la terra e le produzioni, e della maestria artigianale tramandata di generazione in generazione. Esiste un impegno costante per la tutela e la promozione di queste eccellenze, portato avanti dai Consorzi nati dall'aggregazione dei produttori e dal progetto globale di valorizzazione del territorio denominato Piacere Modena.
Accanto ai prodotti con riconoscimento europeo, molte altre preparazioni tipiche, pur non avendo ancora ottenuto la D.O., sono considerate veri e propri patrimoni locali e sono tutelate dalla Camera di Commercio attraverso il marchio registrato "Tradizione e sapori di Modena", garantendo l'autenticità e il rispetto delle ricette antiche.
Cosa Mangiare a Modena: 20 Imperdibili Delizie
Ho selezionato 20 delle eccellenze che amo di più, consapevole che la lista potrebbe essere ancora più lunga. Ogni piatto, ogni prodotto, racconta una storia e rappresenta un pezzo dell'identità modenese. Ecco i miei consigli su cosa assaggiare per vivere un'esperienza gastronomica autentica.
1. Le Crescentine (Tigelle) di Modena
Le crescentine, spesso chiamate "tigelle" in gergo popolare, sono molto più di un semplice pane. Originario dell'Appennino Modenese, questo disco di impasto semplice (farina, lievito, acqua, sale, zucchero) è da sempre simbolo di convivialità. La disputa sul nome deriva dal metodo di cottura tradizionale: venivano schiacciate e cotte tra dischi di pietra refrattaria o terracotta, le "tigelle", che lasciavano impresso un caratteristico disegno.
Oggi le crescentine sono un secondo piatto o piatto unico immancabile nelle trattorie tradizionali, spesso servite in abbondanza insieme al gnocco fritto. La farcitura classica prevede salumi misti, formaggi morbidi e soprattutto la "cunza", un battuto saporito di lardo, aglio e rosmarino. Negli ultimi anni, le crescentine sono diventate un popolare cibo di strada, con l'apertura di numerose "tigellerie" o "crescenterie" che le propongono in varie versioni.
2. Il Gnocco Fritto
Rigorasamente maschile, "il gnocco fritto" è un'altra icona della tavola modenese e un vero e proprio modo di essere. Condividere un pasto a base di gnocco fritto è un momento speciale di socializzazione. Storicamente nato come sostituto del pane, è diffuso in tutta l'Emilia, pur cambiando nome e leggermente ricetta da città a città: "crescentina" a Bologna, "torta fritta" a Parma, "pinzino" a Ferrara.
Si tratta di una pasta fritta, solitamente rettangolare (a volte circolare), fatta con farina, acqua e sale. Le varianti dipendono dalle tradizioni famigliari e dai segreti delle "rezdore" (le massaie emiliane). Viene servito principalmente con affettati misti e formaggi, ma è delizioso anche farcito con marmellata a fine pasto o intinto nel caffè latte per una colazione modenese doc.
3. I Tortellini di Modena
Piatto simbolo delle festività, ma amato e consumato tutto l'anno, i tortellini sono una pasta all'uovo ripiena la cui paternità è da sempre contesa tra Modena e Bologna. Il paese più accreditato per la loro origine è Castelfranco Emilia, oggi in provincia di Modena, dove ogni anno si celebra la Sagra del Tortellino Tradizionale. Le leggende sulla loro nascita sono affascinanti; la più nota racconta di un oste di Castelfranco che, ispirato dalla bellezza dell'ombelico di una sua ospite, volle riprodurne la forma nella sfoglia.
Sebbene esistano numerose varianti casalinghe, per il tortellino di Castelfranco Emilia esiste una ricetta ufficiale che ne sancisce gli ingredienti del ripieno. La tradizione li vuole rigorosamente serviti in brodo di carne, che ne esalta il sapore ricco e complesso, ma molti li apprezzano anche conditi con panna o altri sughi.
4. Il Borlengo di Guiglia
Il borlengo è una specialità tutelata dal marchio "Tradizione e Sapori di Modena", una cialda sottilissima e friabile, dalla forma rotonda, ottenuta da un impasto liquidissimo chiamato "colla" (acqua, farina, sale, a volte uova). Piegato in quattro, viene tradizionalmente farcito con la "cunza" (lo stesso pesto di lardo, aglio e rosmarino usato per le crescentine) e una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato.
Questo piatto antico è tipico delle zone collinari e montane della provincia di Modena, in particolare della valle del fiume Panaro, dove si trovano ancora i ristoranti tradizionali che lo propongono e dove si tengono sagre dedicate. È un'esperienza culinaria che lega intimamente il sapore del piatto al territorio da cui proviene.
5. L'Aceto Balsamico di Modena
L'Aceto Balsamico è l'"oro nero" di Modena, un condimento unico e pregiato che ha conquistato le cucine di tutto il mondo. È il vero ambasciatore della modenesità. È fondamentale distinguere tra i due tipi principali:
- Aceto Balsamico di Modena IGP: Più diffuso e conosciuto, è prodotto tra le province di Modena e Reggio Emilia. Si ottiene da una miscela di mosto cotto d'uva, aceto di vino e aceto vecchio di almeno 10 anni. L'affinamento minimo è di 60 giorni, che diventano almeno 3 anni per la menzione "Invecchiato". È tutelato dal Consorzio Aceto Balsamico di Modena IGP.
- Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP: Un prodotto artigianale di altissimo pregio. Tutta la produzione avviene nel territorio modenese, favorito dal microclima. È ottenuto *solo* da mosto cotto d'uva, maturato naturalmente per lenta acetificazione e invecchiato per molti anni in una "batteria" di botti di legni diversi e dimensioni decrescenti, senza aggiunta di aromi. L'invecchiamento minimo è di 12 anni per l'"Affinato" e 25 anni per l'"Extravecchio". Viene imbottigliato esclusivamente nella caratteristica bottiglia disegnata da Giugiaro, da 100 ml, con sigillo numerato. La produzione è una tradizione famigliare, tramandata di padre in figlio, spesso iniziata con la nascita di un nuovo membro. È tutelato dal Consorzio del Balsamico Tradizionale.
Questa differenza sostanziale nel metodo e nei tempi di produzione rende i due prodotti molto diversi per sapore, consistenza e uso in cucina.
6. Il Lambrusco
Simbolo della convivialità emiliana, il Lambrusco è un vino rosso frizzante, autoctono e vivace, apprezzato in tutto il mondo ma soprattutto bevuto quotidianamente da secoli nella sua terra d'origine. Le sue caratteristiche organolettiche lo rendono unico: è rosso e frizzante allo stesso tempo, con acidità e tannini moderati, un profumo fruttato intenso, una spuma leggera e un contenuto alcolico generalmente non elevato.
Schietto e genuino, il Lambrusco è il ritratto liquido del territorio modenese. A seconda delle varietà d'uva e della zona di produzione, si distinguono diverse DOC (Denominazione di Origine Controllata) nella provincia di Modena: Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco Salamino di Santa Croce e Lambrusco di Modena. È il compagno perfetto dei piatti tradizionali emiliani, ma la sua versatilità lo rende adatto a molti abbinamenti, incarnando un'anima moderna.
7. Il Bensone di Nonantola
Il bensone, o "belsòn" in dialetto, è un dolce secco antico e molto semplice, tra i più tipici di Modena. La sua ricetta originale prevede ingredienti comuni come farina, uova, burro, latte e miele (sostituito dallo zucchero con la sua diffusione). Tradizionalmente vuoto, oggi si trova spesso farcito con marmellata, in particolare quella di amarene brusche di Modena, o anche nutella e yogurt.
Viene solitamente servito a fine pasto, perfetto per essere intinto in un bicchiere di Lambrusco Grasparossa, ma è anche un'ottima scelta per la colazione o la merenda, grazie alla sua semplicità e al suo sapore genuino.
8. Il Parmigiano Reggiano DOP
Definito il "re dei formaggi", il Parmigiano Reggiano DOP è un prodotto profondamente legato al suo territorio d'origine. La sua storia risale al Medioevo, quando i monaci iniziarono a produrre un formaggio a pasta dura capace di conservarsi a lungo. La tecnica di produzione, completamente naturale, è rimasta invariata nei secoli, utilizzando solo tre ingredienti: latte, sale e caglio.
Un rigoroso Disciplinare di Produzione definisce l'area geografica di origine (province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova a destra del Po e Bologna a sinistra del Reno) e gli standard produttivi che devono essere scrupolosamente seguiti. Il Parmigiano Reggiano è estremamente versatile in cucina, ingrediente fondamentale in molte preparazioni tradizionali modenesi (come il ripieno dei tortellini) ma anche delizioso da gustare da solo in diverse stagionature.
9. Il Cotechino di Modena IGP
Il cotechino, insieme allo zampone, è uno dei protagonisti indiscussi delle tavole modenesi, specialmente durante le festività natalizie. La sua storia è antica e legata, secondo una leggenda, all'assedio di Mirandola nel 1511, quando gli abitanti insaccarono le carni macinate dei maiali nella cotenna per preservarle dagli invasori.
Preparato ancora oggi secondo ricette tradizionali, il Cotechino di Modena ha ottenuto il riconoscimento IGP, che ne garantisce la provenienza e le caratteristiche. Si ottiene dalla macinatura di parti nobili e cotenna del maiale, insaporite con spezie ed erbe, e insaccate in budelli. Sebbene sia un piatto fortemente legato al Natale (accompagnato da lenticchie), è spesso disponibile nei menù delle trattorie tradizionali durante tutto l'anno.
10. Lo Zampone di Modena IGP
Considerato il "padre" degli insaccati con cotenna, lo zampone condivide con il cotechino la leggenda delle origini a Mirandola. La differenza fondamentale risiede nell'involucro: la carne macinata e speziata viene insaccata nella pelle della zampa anteriore del maiale, conferendogli la sua forma iconica. Anch'esso è un prodotto IGP, ottenuto da carni suine selezionate e aromatizzate con un mix di spezie come pepe, noce moscata, cannella, chiodi di garofano e vino.
Tradizionalmente legato alle festività natalizie, lo zampone era considerato in passato un prodotto più pregiato rispetto al cotechino, presente sulle tavole nobiliari. Oggi entrambi sono tutelati e valorizzati dal Consorzio Zampone e Cotechino di Modena IGP.
11. Il Prosciutto di Modena DOP
Meno noto forse di altri salumi emiliani, il Prosciutto di Modena DOP è un'altra grande eccellenza territoriale, con un rigido disciplinare di produzione. Le sue origini sono antichissime, risalenti addirittura al tempo degli Etruschi che abitavano le zone collinari e vallive intorno al fiume Panaro, l'area geografica di produzione (che include comuni anche nelle province di Bologna e Reggio Emilia, purché sotto i 900 metri di altitudine).
Ottenuto esclusivamente da cosce di suini nati e allevati in Italia, il Prosciutto di Modena DOP richiede una stagionatura minima di 14 mesi prima di poter ricevere il marchio di tutela. Il suo colore è rosso acceso, il profumo dolce e intenso, e il gusto saporito ma non eccessivamente salato. Prodotto senza additivi né conservanti, è un alimento sano e nutriente.

12. Il Salame di San Felice
Una vera e propria chicca tra gli insaccati modenesi è il Salame di San Felice, una specialità pregiata e molto gustosa originaria della "bassa" modenese, un'area caratterizzata da terre d'acqua e nebbie ideali per la conservazione. Questo salame si distingue per l'elevato contenuto proteico e caratteristiche organolettiche uniche: un tipico sapore dolce, un profumo invitante e una morbidezza speciale.
Per la sua preparazione si utilizzano carni selezionate dalla "mezzena" del maiale, macinate con il grasso, salate a secco e messe in concia con sale, pepe, aglio e Lambrusco. Viene poi insaccato nei budelli naturali. Si gusta tagliato a fette larghe e oblique, accompagnato da pane fresco o, secondo la tradizione locale, con il gnocco fritto.
13. I Maccheroni al Pettine delle Valli Mirandolesi
Questo particolare formato di pasta all'uovo si distingue dai comuni maccheroni o garganelli. La loro forma cilindrica, senza le due punte alle estremità, è ottenuta arrotolando la sfoglia lungo il lato, anziché in diagonale. La caratteristica rigatura trasversale viene impressa facendo ruotare il cilindro di pasta su un "pettine", lo stesso strumento di legno usato in passato nei telai per la lavorazione della canapa, a cui è legata l'origine di questa pasta.
La preparazione è un lavoro artigianale: quadrati di sfoglia vengono avvolti su un bastoncino e poi fatti scorrere sul pettine con la pressione del palmo per ottenere la rigatura e saldare i lembi. Tradizionalmente, i maccheroni al pettine vengono serviti con ricchi ragù a base di carni da cortile o selvaggina (coniglio, galletto, piccione, lepre, anatra). Si possono gustare nei ristoranti tipici della zona o in occasione di eventi dedicati, come il Palio del Pettine a Mirandola.
14. La Ciliegia di Vignola IGP
Tra le eccellenze frutticole, la ciliegia di Vignola è indubbiamente al primo posto per fama e golosità. Questo frutto con riconoscimento IGP è coltivato nell'area pedemontana del bacino del fiume Panaro, a cavallo tra le province di Modena e Bologna. Vignola è considerata la capitale della produzione, avendo iniziato a dedicarsi metodicamente a questa coltura fin dagli anni '30, raggiungendo standard qualitativi elevatissimi.
Visitare i frutteti in primavera, durante la fioritura, è uno spettacolo indimenticabile, celebrato anche con manifestazioni folcloristiche. La raccolta delle ciliegie, fatta rigorosamente a mano, avviene tra maggio e luglio, a seconda delle varietà, che si distinguono in "tenerine" (polpa morbida) e "duroni" (polpa soda). La "Mora di Vignola", una tenerina autoctona piccola ma succosissima, ha un suo festival dedicato.
15. Mirtillo Nero dell'Appennino Modenese
Il Mirtillo nero spontaneo (Vaccinium myrtillus L.) che cresce nelle montagne modenesi è un prodotto dalle notevoli proprietà benefiche. Oltre all'uso culinario, è apprezzato anche in ambito cosmetico e per i suoi effetti positivi sulla salute se consumato regolarmente.
Può essere gustato fresco, ma è anche impiegato nella preparazione di confetture, sciroppi, succhi e liquori. È un frutto genuino, dal sapore intenso e piacevole, che unisce bontà e benessere.
16. Sfogliata di Finale Emilia (Torta degli Ebrei)
Nata nella prima metà del '600 all'interno della comunità ebraica di Finale Emilia, questa torta salata artigianale è giunta fino a noi in una versione rivisitata. È composta da numerosi strati sottili di pasta sovrapposti, realizzati con un impasto a base di farina, acqua, sale, strutto di maiale, Parmigiano Reggiano e burro.
Tradizionalmente consumata nella stagione fredda, va servita calda per apprezzare al meglio la sua consistenza e il sapore ricco, spesso accompagnata da un bicchierino di anicione, un liquore all'anice.
17. Il Croccante Artigianale del Frignano
Protagonista delle feste e tutelato dal marchio "Tradizioni e sapori di Modena", il croccante artigianale del Frignano è uno dei più conosciuti in Italia. La sua produzione, ancora oggi prevalentemente artigianale nelle piccole aziende del territorio montano del Frignano, segue una ricetta tradizionale: zucchero caramellato ad alta temperatura (180°C) viene amalgamato, ancora caldo, con mandorle pelate e tritate in parti uguali. L'impasto viene poi livellato con il matterello e modellato nella forma desiderata, tipicamente cilindrica o a barrette.
Una leggenda narra che la ricetta fu trasmessa da un pasticcere del governatore del Frignano a un cuoco della corte Estense. Documenti storici attestano il suo consumo fin dal '700-'800, legato a occasioni speciali come nascite e matrimoni. Oggi si trova in alcune pasticcerie cittadine e durante sagre importanti.
18. Gli Amaretti di Modena
Un altro dolce tipico modenese, anch'esso tutelato dal marchio "Tradizioni e sapori di Modena", sono gli amaretti. Con una storia che risale ad almeno 200 anni fa, originari di Spilamberto, questi biscotti morbidi a base di mandorle, zucchero (o miele) e albume montato a neve, hanno una forma rotonda e leggermente bombata.
Inizialmente una specialità famigliare, la loro produzione commerciale prese piede a metà dell'Ottocento. Caratterizzati da un sapore dolce-amaro, un intenso profumo di mandorle e un cuore morbidissimo, gli amaretti sono tradizionalmente serviti a fine pasto, ma sono perfetti anche come golosa merenda.
19. Il Nocino di Modena
Il nocino è un liquore antico ottenuto dall'infusione delle noci. Sebbene diffuso in diverse aree del nord Europa, a Modena è diventato una specialità tradizionale con una ricetta custodita e promossa dall'Ordine del Nocino Modenese. La sua preparazione è un rito che inizia la notte di San Giovanni (24 giugno), quando le noci ancora immature, con il loro mallo verde, vengono raccolte (rigorosamente in numero dispari).
Le noci vengono tagliate e messe in infusione con alcool, zucchero ed eventualmente spezie come chiodi di garofano e cannella. Dopo un periodo iniziale di esposizione al sole, l'infusione prosegue per almeno 60 giorni. Il liquido filtrato viene poi fatto riposare per un minimo di 12 mesi, preferibilmente in vetro scuro o piccole botti di legno, per ottenere un liquore dal colore bruno brillante, con un profumo e sapore intensi di noce, moderatamente denso e dolce, con un grado alcolico equilibrato. Eventi come Nocinopoli a Spilamberto celebrano questa tradizione.
20. Sassolino di Modena
Il Sassolino è un liquore tipico modenese a base di anice stellato. Prende il nome dalla città di Sassuolo, dove si narra sia stato creato all'inizio dell'Ottocento da speziali svizzeri. Il suo sapore piacevole e l'aroma delicato lo rendono un ottimo digestivo, da gustare liscio o corretto nel caffè. È anche un ingrediente molto utilizzato nella preparazione di dolci tradizionali.
La sua fama si diffuse grazie ai cadetti dell'Accademia Militare di Modena che frequentavano i campi estivi a Sassuolo e lo fecero conoscere oltre i confini locali.
Confronto tra Aceto Balsamico IGP e Tradizionale DOP
Come accennato, la distinzione tra i due tipi di Aceto Balsamico è fondamentale. Ecco una tabella comparativa per chiarire le differenze principali:
| Caratteristica | Aceto Balsamico di Modena IGP | Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP |
|---|---|---|
| Zona di Produzione | Province di Modena e Reggio Emilia | Solo Provincia di Modena |
| Ingredienti | Mosto cotto d'uva, Aceto di vino, Aceto vecchio (min. 10 anni) | Solo Mosto cotto d'uva |
| Metodo di Produzione | Miscelazione e affinamento in vari contenitori | Maturazione naturale e invecchiamento in "batteria" di botti di legni diversi |
| Invecchiamento Minimo | 60 giorni (3 anni per "Invecchiato") | 12 anni ("Affinato"), 25 anni ("Extravecchio") |
| Imbottigliamento | Vari formati | Solo bottiglia Giugiaro da 100 ml |
| Tutela | Consorzio Aceto Balsamico di Modena IGP | Consorzio del Balsamico Tradizionale di Modena DOP |
Domande Frequenti (FAQ)
Quali sono i piatti più iconici da provare assolutamente a Modena?
Sicuramente i Tortellini (rigorosamente in brodo), le Crescentine e il Gnocco Fritto serviti con salumi e formaggi locali, l'Aceto Balsamico Tradizionale (da gustare in purezza su scaglie di Parmigiano o fragole), e il Lambrusco in abbinamento ai piatti di carne e pasta ripiena.
Dove posso gustare queste specialità a Modena?
Molte di queste eccellenze si trovano nelle trattorie e ristoranti tradizionali del centro storico e della provincia. Per crescentine e gnocco fritto ci sono anche locali specifici chiamati "tigellerie" o "crescenterie". Alcuni prodotti tipici, come borlenghi o maccheroni al pettine, sono più facili da trovare nei comuni di origine o durante le sagre locali dedicate.
Posso acquistare i prodotti tipici modenesi per portarli a casa?
Assolutamente sì. Modena offre numerose botteghe alimentari specializzate, mercati storici e punti vendita diretti dei produttori dove acquistare Aceto Balsamico (sia IGP che Tradizionale DOP), Parmigiano Reggiano, salumi (Prosciutto, Salame di San Felice, Cotechino, Zampone), Lambrusco, dolci secchi come bensone, amaretti e croccante, e liquori come nocino e sassolino.
Qual è la differenza tra "crescentine" e "tigelle"?
Nella tradizione, le "tigelle" sono gli strumenti (dischi di terracotta o pietra) usati per cuocere l'impasto. L'impasto cotto veniva chiamato "crescentina". Nel linguaggio comune, soprattutto a Modena città, il termine "tigella" è diventato sinonimo di "crescentina".
Ci sono diversi tipi di Aceto Balsamico di Modena?
Sì, esistono due prodotti distinti e regolamentati: l'Aceto Balsamico di Modena IGP e l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Si differenziano per ingredienti, metodo di produzione, tempi e luoghi di invecchiamento, risultando in prodotti molto diversi per caratteristiche e prezzo.
Conclusione
Come avete visto, la provincia di Modena è un vero e proprio scrigno di sapori e tradizioni enogastronomiche. Le 20 eccellenze che vi ho presentato sono solo una parte della ricchezza culinaria di questa terra, ma rappresentano un ottimo punto di partenza per un tour alla scoperta del gusto modenese.
Ogni piatto, ogni prodotto, racchiude la storia, la passione e la maestria di chi vive e lavora in questo territorio unico. Spero che questo lungo viaggio virtuale vi abbia incuriosito e invogliato a venire a scoprire di persona le meraviglie che Modena ha da offrire al vostro palato.
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