27/04/2023
Capranica è una località intrisa di storia e natura, la cui fama affonda le radici in un passato lontanissimo, testimone della nascita del potere temporale dei papi. Situata strategicamente su uno sperone di tufo a circa 370 metri sul livello del mare, fa parte di quella storica Valle di Sutri che, con la donazione imperiale del 728 d.C., costituì il nucleo primordiale del Patrimonium Sancti Petri. Questa posizione elevata e naturalmente difendibile ha determinato gran parte delle sue vicende storiche e ne caratterizza ancora oggi l'aspetto affascinante.

Dalle Origini Etrusche al Nome Leggendario
Il territorio di Capranica vanta frequentazioni antichissime, risalenti all'epoca etrusca. Successivamente, i Romani riconobbero l'importanza strategica del luogo, stabilendovi un presidio militare. La vicinanza a Sutri, la posizione amena, il clima favorevole e l'abbondanza di risorse naturali, in particolare boschi e acque, ne facevano un punto di interesse primario. Da queste terre, infatti, provengono diverse acque oligominerali molto apprezzate e commercializzate, ma anche acque termali con proprietà curative e fonti meno note, gelosamente custodite dagli abitanti per il loro consumo quotidiano. L'origine vulcanica del territorio arricchisce queste acque di minerali, senza comprometterne il gusto.
Un nuovo centro abitato fu fondato dai Romani più a nord, lungo l'importante Via Cassia, l'arteria che collegava Roma a Viterbo e facilitava il commercio dei prodotti locali. Questo insediamento prese il nome di Vico Matrino. Tuttavia, con il declino dell'Impero Romano, la regione subì le invasioni barbariche. Vico Matrino fu distrutta e la sua popolazione dispersa. Le rovine dell'antico centro, abbandonate e diroccate, divennero presto un rifugio ideale per i pastori. Questi ultimi vi si stabilirono permanentemente con i loro greggi di capre, dando così origine al nome attuale della città: Capranica, in un chiaro riferimento a questi animali che segnarono la sua rinascita.
Capranica nel Medioevo: Un Baluardo Conteso
Il Medioevo fu un periodo cruciale per Capranica, che vide consolidare la sua importanza strategica. Sappiamo che nel X secolo, l'imperatore Ottone III concesse Capranica al monastero dei Santi Alessio e Bonifacio sull'Aventino a Roma. La sua posizione la rese un presidio fondamentale per la Santa Sede, ma anche un obiettivo ambito da diverse potenze. Nel corso dei secoli, Capranica subì invasioni da parte di Longobardi e Franchi; Carlo Magno stesso passò per queste terre nel suo viaggio verso Roma, dove sarebbe stato incoronato imperatore. La città fu anche funestata da briganti e dalle truppe dei signori feudali che ne contesero il possesso alla Santa Sede.
Capranica fu a lungo un feudo, passando di mano tra potenti famiglie. Fu possedimento degli Anguillara, poi dei Da Vico, per tornare infine agli Anguillara. Questi ultimi ospitarono nel 1337 una figura illustre: Francesco Petrarca, testimonianza del prestigio raggiunto dalla località nonostante le continue turbolenze. Nel 1465, stanchi del dominio feudale, gli abitanti di Capranica scacciarono gli Anguillara e fecero atto di dedizione diretta al Papa, ottenendo in cambio importanti esenzioni e benefici. Il governo pontificio venne gestito tramite la nomina di governatori cardinali, l'ultimo dei quali fu Alderano Cybo. Dal 1676, il governo passò a governatori laici, un assetto che durò circa un secolo, fino all'arrivo delle truppe napoleoniche.
L'Epoca Moderna e l'Unificazione Italiana
L'epoca moderna vide Capranica affrontare eventi meno drammatici rispetto ad altre località vicine, pur essendo coinvolta nei grandi cambiamenti storici. Fu conquistata dalle truppe francesi durante la campagna napoleonica e si adattò al nuovo regime amministrativo, che fu in parte apprezzato, sebbene non mancassero elementi impopolari come la leva forzata, la partecipazione alle imprese militari e la deportazione degli oppositori. Anche a Capranica fu eretto l'Albero della Libertà, simbolo della rivoluzione, che fu abbattuto nel 1799. L'aquila dorata, altro simbolo del potere, fu pacificamente trasportata nel Duomo, segno di un passaggio non del tutto traumatico.
Successivamente, Capranica fu conquistata dalle armate guidate dal Principe di Sassonia ed ebbe un suo governo provvisorio, composto da membri della borghesia locale. Un altro personaggio storico di rilievo a passare per Capranica fu Giuseppe Mazzini, diretto a Roma, che conservò un vivido ricordo della città. Infine, Capranica entrò a far parte del Regno d'Italia il 17 settembre 1870, con l'arrivo delle milizie sabaude, chiudendo così un'epoca di secolare legame con lo Stato Pontificio.
Un Territorio Ricco di Tesori Naturali
La fama di Capranica non è legata solo alla storia, ma anche alla straordinaria ricchezza del suo territorio naturale. Posto sulle prime propaggini del vulcano Cimino, a sud del suggestivo lago di Vico, il comune si estende per oltre 40 km quadrati ed è parte integrante della sub-area ambientale Cimina, caratterizzata dal complesso orografico-vulcanico. Sebbene le rive del lago di Vico non lambiscano direttamente il suo territorio, l'influenza del sistema vulcanico è evidente nel paesaggio.
La morfologia dell'area è dominata dalle vulcaniti vicane, in particolare dall'ignimbrite, che forma un vasto pianoro inciso da numerosi corsi d'acqua. Questi fiumi hanno scavato valli profonde con versanti ripidi e fondi stretti, testimoniando un'intensa attività erosiva. Il territorio è più tormentato a nord, con pendenze maggiori, mentre a sud presenta forme più dolci. Nelle aree di fondovalle e negli antichi bacini palustri, si trovano riempimenti alluvionali che creano superfici pianeggianti o terrazzate, come nella zona nota come "Laghetto" lungo la Via Cassia.
L'altitudine varia notevolmente, scendendo da circa 560 metri a nord-ovest a circa 350 metri a sud-est, con un picco massimo di quasi 580 metri in località Macchia Grossa e un minimo di circa 290 metri nelle Valli di Sutri. Importanti rilievi includono il Monte Calvelle, il Monte San Donato, i Monti di Bassano e il Monte Sant'Elia. Le acque del territorio defluiscono in direzioni diverse, alimentando sia il bacino del Tevere (come i fossi del Quadrone, Valle Mazzano, Oriano) sia quello del fiume Mignone (nella parte meridionale).

La vegetazione è lussureggiante. Il vicino Monte Fogliano è coperto da cerreti e faggeti, ma sono i castagni, i noccioli e le viti a produrre i frutti più celebri di Capranica, apprezzati per la loro qualità. I pini, invece, rallegrano le festività natalizie; è nota la proposta, purtroppo non realizzata, della comunità di donare un albero di pino al Pontefice, un'iniziativa legata alla memoria del parroco Don Luigi Micheli e di Papa Giovanni XXIII.
Il Clima e l'Ospitalità Attuale
Dal punto di vista climatico, Capranica è classificata in Zona D, con 2077 GR/G. Questo dato fornisce un'indicazione sulle caratteristiche termiche della località, rilevante per la vegetazione e la vita quotidiana.
Oggi, Capranica continua ad attrarre visitatori non solo per la sua ricca storia e il suo splendido paesaggio naturale, ma anche per l'atmosfera accogliente. La cordiale affabilità dei suoi abitanti si sposa con la varietà e la competitività delle strutture ricettive presenti sul territorio, rendendola una meta ideale per chi cerca un'esperienza autentica, immersa nella storia e nella bellezza della Tuscia laziale.
Domande Frequenti su Capranica
Ecco alcune risposte basate sulle informazioni disponibili:
Qual è l'origine del nome Capranica?
Il nome deriva dai pastori che, dopo la distruzione di Vico Matrino, si rifugiarono tra le rovine con i loro greggi di capre, stabilendosi e dando il nome alla nuova comunità.
Perché Capranica è importante storicamente?
La sua importanza storica è legata al fatto di essere stata parte del primissimo nucleo del Patrimonium Sancti Petri, un presidio fondamentale per la Santa Sede nel Medioevo, contesa da potenti famiglie feudali e attraversata da figure storiche come Carlo Magno e Petrarca.
Quali sono le principali risorse naturali di Capranica?
Il territorio è ricco di acque (oligominerali, termali, di fonte), boschi (cerreti, faggeti, pinete) e prodotti agricoli celebri come castagne, nocciole e uva.
Su cosa è costruita Capranica?
Capranica si è sviluppata su uno sperone di tufo, una roccia vulcanica caratteristica della zona.
Qual è la classificazione climatica di Capranica?
Capranica rientra nella classificazione climatica Zona D.
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