Dove andare al lago di Vico?

Scopri il Lago di Vico: Natura, Storia e Borghi

11/07/2022

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Immagina un luogo dove la forza primordiale della natura ha scolpito un paesaggio di rara bellezza. Questo luogo esiste vicino Viterbo, a circa un'ora da Roma. Novantamila anni fa, un vulcano attivo qui presente esaurì la sua energia e collassò su sé stesso, dando vita a un cratere che, riempiendosi d'acqua, divenne l'incantevole Lago di Vico. Circondato da boschi secolari e protetto dalla Riserva Naturale, questo specchio d'acqua si trova a circa 500 metri di altitudine, offrendo un ambiente incontaminato, ideale per chi cerca pace, natura e storia.

Dove andare al lago di Vico?
LAGO DI VICO, COSA VEDERE: 10 TAPPE DA NON PERDERERiserva Naturale Regionale Lago di Vico.Ronciglione.Il Palazzo Farnese di Caprarola.La Faggeta di Monte Venere.San Martino al Cimino.La Grotta del Diavolo.Fabrica di Roma.Il sito archeologico di Falerii Novi.

La Riserva Naturale Regionale del Lago di Vico, istituita nei primi anni '80, ha saputo preservare questo luogo da un'eccessiva urbanizzazione, mantenendo intatto il suo fascino fiabesco. Le sponde del lago sono caratterizzate da canneti, zone umide, prati e pascoli, mentre le montagne circostanti, come il Monte Fogliano (965 m) e il Monte Venere (851 m), dominano il paesaggio. Con una superficie di circa 12 chilometri quadrati, un perimetro di 18 km e una profondità massima di 50 metri, il lago vanta acque molto pulite, perfette per la balneazione e gli sport acquatici. Ma il Lago di Vico non è solo acqua: i numerosi sentieri ben segnalati dal CAI lo rendono una meta ideale anche per escursioni a piedi o in bicicletta, con percorsi adatti a tutti, incluso uno specificamente pensato per i non vedenti. La leggenda narra che la formazione del lago sia dovuta a Ercole, che conficcò la sua clava nel terreno e, estraendola, fece sgorgare così tanta acqua da creare il lago. Un mix affascinante di geologia, natura, storia e mito attende chiunque decida di esplorare questa zona.

Indice dei contenuti

La Riserva Naturale: Un Ecosistema da Preservare

La Riserva Naturale Regionale del Lago di Vico si estende per oltre 4.100 ettari tra i comuni di Caprarola e Ronciglione, abbracciando l'intero bacino lacustre e la fascia montuosa circostante. L'elevata integrità ambientale di quest'area ha favorito una ricchissima biodiversità. Il patrimonio boschivo è notevole, con faggi, aceri, querce, noccioli e castagni, alcuni dei quali secolari, tipici dei Monti Cimini. L'autunno qui è uno spettacolo di colori mozzafiato, un dipinto naturale in continua evoluzione.

La Riserva è un vero paradiso per gli amanti del birdwatching. Il numero elevato di specie di uccelli, sia stanziali che migratorie, attira visitatori da ogni dove. Il simbolo della Riserva è lo Svasso maggiore, ma è possibile avvistare anche numerosi rapaci notturni e diurni, anatre, folaghe che svernano qui, gufi, tassi, martore, cinghiali, ghiri, moscardini e testuggini palustri. Un ecosistema complesso e vitale, testimonianza di un ambiente che è riuscito a mantenersi straordinariamente intatto.

Esplorare il Lago: Nuoto, Sport e Relax

Le acque del Lago di Vico sono rinomate per la loro pulizia, rendendolo un luogo perfetto per rinfrescarsi durante le calde giornate estive. Oltre al nuoto, il lago offre opportunità per diversi sport acquatici. Se cerchi un angolo di tranquillità, la zona presenta stabilimenti balneari e spiagge. Un esempio menzionato è Beach Vico, una piccola spiaggia che si definisce esclusiva e privata all'interno della Riserva, ideale per godersi il sole fino al tramonto, un momento particolarmente suggestivo sul lago. Questa specifica spiaggia si distingue per la sua posizione che permette di ammirare il sole calare direttamente sull'acqua, a differenza di altre aree dove le montagne lo nascondono prima. Offre servizi come noleggio lettini, ombrelloni, canoe, SUP e pedalò, e persino un servizio catering esterno per pranzi e aperitivi. L'uso di canoe o SUP è un ottimo modo per esplorare la costa, raggiungendo calette nascoste e godendo appieno della natura incontaminata della Riserva.

Parallelamente alle attività acquatiche, la zona intorno al lago è un invito all'esplorazione via terra. I sentieri del CAI offrono percorsi di varia difficoltà, attraversando boschi e costeggiando il lago. Che tu sia un escursionista esperto o semplicemente desideri fare una passeggiata rilassante, troverai il sentiero giusto per immergerti nella bellezza del paesaggio.

Borghi Ricchi di Storia e Architettura

La zona intorno al Lago di Vico non è solo natura, ma anche storia e cultura, custodite nei suoi affascinanti borghi.

lago di Vico si può fare il bagno?
All'interno della Riserva Naturale del lago di Vico potete trovare uno stabilimento balneare, Beach Vico, tra i comuni di Caprarola ,e, Ronciglione. Una piccola spiaggia di pratino all inglese,da cui si può ammirare il tramonto sul lago, unico in tutta l'area.

Ronciglione

Arroccato sulle colline meridionali dei Monti Cimini, Ronciglione vanta uno dei centri storici più significativi della Tuscia, con stratificazioni che vanno dal Medioevo al Rinascimento e al Barocco. Fondato come guarnigione dai Prefetti di Vico nel 1045, la sua posizione strategica sulla "via Ciminia", un'alternativa alla Via Cassia, ne fece un importante centro commerciale, portando fortuna e ricchezza tra il XII e il XVI secolo. Il periodo di massimo splendore fu sotto la famiglia Farnese nel XVI secolo, che ne promosse lo sviluppo urbano e artistico. Opere come la Fontana Grande, Porta Romana, la Chiesa della Pace e il Palazzo della Moneta testimoniano questo passato glorioso. La Cattedrale, del 1671 in stile barocco, con la sua navata centrale divisa dalle laterali da quattro pilastri e sormontata da una cupola finemente lavorata, custodisce opere d'arte come una pala d'altare di Giuseppe Ghezzi e un trittico del XV secolo.

Caprarola e il Maestoso Palazzo Farnese

Il cuore pulsante e l'elemento distintivo di Caprarola è l'imponente Palazzo Farnese. Questa maestosa residenza-fortezza rinascimentale fu iniziata da Antonio da Sangallo il Giovane e completata da Vignola nel XVI secolo. La sua pianta pentagonale con cortile circolare è unica e suggestiva. Situato in posizione elevata, domina il borgo e vi si accede tramite una scenografica scalinata a tenaglia. All'interno, la “Scala Regia”, una scala elicoidale sorretta da trenta colonne e affrescata da Antonio Tempesta, culmina in una cupola con lo stemma di famiglia, un vero gioiello architettonico e artistico. Le sale del piano nobile, come la Sala del Mappamondo, degli Angeli e dei Fasti Farnesiani, sono riccamente decorate con affreschi. L'esterno non è da meno, con splendidi giardini all'italiana che si estendono verso il bosco, arricchiti da fontane, giochi d'acqua, statue e sculture.

San Martino al Cimino

Adagiato sui Monti Cimini a 561 metri di altitudine, San Martino al Cimino è un borgo medievale cresciuto attorno alla sua Abbazia Cistercense, consacrata nel 1225. Nel XVII secolo conobbe un periodo di grande splendore e indipendenza quando divenne principato sotto Olimpia Pamphilij Maidalchini, che volle trasformare il borgo in una vera e propria "corte". Si avvalse di architetti del calibro di Bernini, Borromini e Marcantonio de Rossi per ridisegnare il tessuto urbano e arricchire l'Abbazia. Il Palazzo Dora Pamphilij, residenza della principessa, inglobò l'antico convento. L'Abbazia, con la sua imponente struttura gotica a tre navate e volte a crociera, conserva il grande rosone in facciata e un busto d'oro e argento nel transetto. Il borgo stesso fu ripensato con un impianto semiellittico, con case uguali per le classi popolari e solo due porte d'accesso.

Fabrica di Roma

Questo comune ospita l'importante sito archeologico di Falerii Novi, ma il borgo stesso offre diversi monumenti degni di nota. Dominato dal Palazzo Farnese e dalla "Rocca" con la sua torre di 40 metri e spesse mura, il centro storico vanta anche il Palazzo Cencelli, sede del Municipio, e la Chiesa di Santa Maria della Pietà, riccamente decorata e risalente tra la fine del XV e il XVI secolo. La storia di Fabrica è strettamente legata alla nobiltà romana e ai papi, che ne influenzarono lo sviluppo. Personaggi illustri come Giulio II della Rovere, Benedetto XIII e Cristina di Svezia vi soggiornarono.

Soriano del Cimino

Alle pendici dei monti omonimi, Soriano del Cimino si sviluppò attorno al Castello Orsini, costruito dal Papa Niccolò III come residenza estiva, e utilizzato come prigione fino al 1989. Immerso in una vegetazione rigogliosa, ricca soprattutto di castagni, il borgo presenta quartieri rinascimentali di notevole eleganza. Tra i punti d'interesse spiccano il Palazzo Albani Chigi, la Chiesa di San Nicola di Bari in stile neoclassico, le Fontane Papacqua e Tonda, e Porta Romana, una copia settecentesca della celebre Porta Pia di Roma.

Radici Antiche: Etruschi e Siti Archeologici

La storia del Lago di Vico affonda le sue radici in tempi antichissimi, come testimoniano i siti archeologici della zona.

Il Sito Archeologico di Falerii Novi

Qui troviamo la testimonianza dell'antico popolo falisco. Sconfitti dai Romani, furono costretti ad abbandonare l'originaria Falerii, che venne distrutta, per insediarsi più a valle nella pianura, dando vita a Falerii Novi. Questa nuova città era dotata di imponenti fortificazioni, tra cui una cinta muraria di 2 km con ben 50 torri. L'accesso avveniva tramite nove porte, tra cui spicca la Porta Giove, la cui testa scolpita del padre degli dèi funge da chiave di volta, rappresentando uno dei primi esempi di uso dell'arco in Etruria. Numerosi reperti rinvenuti qui sono oggi conservati al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Di grande importanza è anche la Chiesa romanica di Santa Maria di Falerii, del XII secolo, con cinque absidi e tre navate, adiacente a un monastero cistercense.

Quanto è lungo il giro del lago di Vico?
Giro del Lago 20,9 Km Il Giro inizierà sulla strada, di fronte l'area attrezzata Riva Verde e si svilupperà, in senso anti-orario, intorno al lago. Sono previsti ristori al 5°, 11° e 17° Km. La partenza è prevista per le ore 09:00.

La Necropoli Rupestre di San Giuliano

Immersa nel Parco Regionale di Marturanum, lungo l'antica Via Clodia, la Necropoli di San Giuliano sorge sui fianchi di una rupe tufacea. Già sede di un insediamento stabile nell'Età del Bronzo, presenta una straordinaria varietà di tombe etrusche che coprono un arco temporale di ben cinque secoli, una ricchezza unica nel suo genere. Si possono osservare diverse tipologie tombali: a tumulo, a palazzina, a portico, a ipogeo, a fossa nicchia o a dado. Le tombe risalgono principalmente all'epoca arcaica, ma ve ne sono anche del VII secolo a.C. e di epoca ellenistica. Tra le più significative spiccano la Cuccumella del Caiolo, la Tomba “Letti”, le Tombe del Portico, le “Palazzine”, la Tomba Costa, le Tombe Thansinas, i due tumuli di Valle Cappellana, il gruppo di tombe arcaiche in località Chiuse Vallerani, l'imponente "Tomba della Regina" (V sec. a.C.) con una facciata monumentale alta circa 10 metri, e la "Tomba del Cervo", che prende il nome da un meraviglioso bassorilievo scultoreo che raffigura un cervo assalito da un lupo, oggi divenuto il simbolo del Parco Regionale di Marturanum.

Miti e Leggende: La Grotta del Diavolo

Ricordi la leggenda di Ercole e della sua clava che diede origine al lago? Ebbene, il punto esatto in cui il mitico eroe avrebbe conficcato la sua clava nel terreno è identificato con quella che oggi è conosciuta come la Grotta del Diavolo. Questa cavità si trova sulla cima del Monte Venere e si pensa sia l'antica bocca eruttiva del vulcano Vicano, collassato per formare il cratere. Raggiungere la Grotta richiede di attraversare la faggeta seguendo un sentiero CAI (circa 50 minuti di difficoltà media). Una volta arrivati a 851 metri di altitudine, la grotta si presenta con un'apertura larga circa 5 metri che introduce in un ampio spazio interno da cui si diramano cunicoli. Sebbene il nome sia suggestivo, l'accesso alla grotta è consigliato solo a chi dispone di adeguata preparazione ed equipaggiamento di sicurezza.

Attività: Il Giro del Lago

Il perimetro del Lago di Vico è un percorso molto apprezzato per attività sportive e ricreative. Il giro completo del lago misura 20,900 km ed è una distanza ideale per la corsa, il ciclismo o una lunga passeggiata. Questa lunghezza è così iconica che dà il nome a un noto evento podistico che si tiene annualmente, il "Giro del Lago di Vico", che include sia la distanza classica di quasi 21 km sia percorsi più brevi, come una 9 km competitiva e non competitiva (Fit Run). Partecipare a questo evento, o semplicemente percorrere il giro in autonomia, offre l'opportunità di ammirare il lago da diverse prospettive e godere appieno del paesaggio circostante.

Domande Frequenti

Si può fare il bagno nel Lago di Vico?

Sì, assolutamente. Le acque del Lago di Vico sono considerate molto pulite e adatte alla balneazione. Lungo le sponde si trovano diverse aree dove è possibile accedere all'acqua, incluse spiagge libere e stabilimenti balneari come Beach Vico.

Quanto è lungo il giro del Lago di Vico?

Il percorso che circumnaviga completamente il Lago di Vico, spesso utilizzato per la corsa o il ciclismo, misura 20,900 chilometri.

In conclusione, il Lago di Vico e i suoi dintorni offrono un'esperienza completa che spazia dalla bellezza naturale della Riserva e delle sue foreste, alla ricchezza storica e artistica dei borghi e dei siti archeologici. Un luogo dove rilassarsi, fare attività all'aria aperta e scoprire le tracce di antiche civiltà e leggende.

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