23/08/2024
La Val di Chiana, o Valdichiana, anticamente conosciuta come Valle del Clanis, è un'area di notevole interesse storico e geografico situata nel cuore dell'Italia centrale. Questa valle di origine tettonica si estende tra le province di Arezzo e Siena in Toscana, e tra quelle di Perugia e Terni in Umbria. Caratterizzata dalla presenza del Lago di Chiusi e del Lago di Montepulciano, il suo fondovalle attuale è il risultato di importanti depositi alluvionali e colmate succedutesi a partire dall'XI secolo.

La Valdichiana non è solo un luogo di bellezza naturale, ma un crocevia di culture e storie millenarie, che affonda le sue radici nell'epoca etrusca e romana, attraversa i difficili secoli medievali segnati dall'impaludamento e dalla malaria, fino a rifiorire grazie a imponenti opere di bonifica che ne hanno plasmato il paesaggio e l'identità moderna. Comprendere la Valdichiana significa esplorare un territorio che ha saputo trasformarsi, mantenendo intatto il legame con il suo ricco passato.
Geografia e Confini della Valdichiana
La Val di Chiana si presenta come un solco vallivo lungo circa 104 km, estendendosi su un'area di circa 2300 km². Si protende da nord verso sud, all'incirca tra Arezzo e Orvieto. La sua conformazione idrografica attuale la divide principalmente in due bacini: il bacino idrografico dell’Arno, nella parte settentrionale o toscana, dove scorre il Canale maestro della Chiana, che rappresenta il principale corso d'acqua odierno; e il bacino idrografico del Tevere, nella parte meridionale o romana, caratterizzato dal fiume Chiani. L'origine del nome della valle è legata all'antico fiume Clanis, considerato sacro dagli Etruschi, che originava a ovest di Arezzo (presso l'attuale frazione di Chiani) e sfociava nel Tevere a sud di Orvieto, dopo essersi unito al fiume Paglia. È interessante notare come molti territori comunali all'interno della Valdichiana siano suddivisi tra più bacini idrografici, come nel caso di Arezzo, Castiglione del Lago e Chiusi, tra gli altri.
Dal punto di vista amministrativo, la valle è tradizionalmente suddivisa in quattro zone, corrispondenti alle province che ne condividono il territorio: la Val di Chiana aretina, la Val di Chiana senese, la Val di Chiana perugina e la Val di Chiana ternana. Questa ripartizione, sebbene utile per orientarsi amministrativamente, non sempre coincide perfettamente con la divisione idrografica tra la Val di Chiana settentrionale (o Toscana, bacino dell'Arno) e la Val di Chiana meridionale (o Romana, bacino del Tevere).
I Comuni che Costituiscono la Valdichiana
La Val di Chiana si estende sul territorio di ben 31 comuni, distribuiti tra le province di Arezzo e Siena in Toscana, e Perugia e Terni in Umbria. Tuttavia, è opportuno sottolineare che molti di questi comuni, o porzioni di essi, afferiscono anche ad altre valli o bacini idrografici, e alcuni non sono considerati del tutto ricompresi nella valle stessa. Basandoci sulle località e i comuni esplicitamente citati nel testo come facenti parte della Valdichiana o delle sue suddivisioni provinciali, possiamo identificare i seguenti:
Valdichiana Aretina (Provincia di Arezzo)
- Arezzo: Il capoluogo di provincia, considerato in parte non del tutto ricompreso nella valle, ma cruciale per la sua storia e geografia.
- Castiglion Fiorentino: Menzionato per la sua stazione ferroviaria e le località storiche come Brolio.
- Cortona: Un centro di assoluto interesse, con la sua stazione (Terontola-Cortona) e importanti vestigia etrusche e medievali.
- Civitella in Val di Chiana: Citata in relazione agli eventi della Seconda Guerra Mondiale.
- Foiano della Chiana: Menzionato per la sua strada statale e il ruolo nella storia della bonifica.
- Lucignano: Un borgo storico citato per la sua origine toponomastica e la rocca senese.
- Monte San Savino: Menzionato come estremo ovest della superstrada SS680 e per eventi storici.
Valdichiana Senese (Provincia di Siena)
- Cetona: Menzionato come parte della Valdichiana senese e romana.
- Chianciano Terme: Citato insieme a Chiusi per la stazione ferroviaria e come parte della Valdichiana senese.
- Chiusi: Un centro storico di grande importanza (antica Clusium), con la sua stazione ferroviaria e un territorio diviso tra bacini.
- Montepulciano: Nota località turistica, citata per il suo lago e come parte della Valdichiana senese e romana.
- Pienza: Menzionato come parte della Valdichiana senese e romana.
- San Casciano dei Bagni: Citato come parte della Valdichiana senese e romana, ma non del tutto ricompreso nella valle e non nel Compartimento Aretino storico.
- Sarteano: Menzionato come parte della Valdichiana senese e romana, ma non nel Compartimento Aretino storico.
- Sinalunga: Citato per la stazione di Bettolle e la sua importanza infrastrutturale.
Valdichiana Umbra Perugina (Provincia di Perugia)
- Castiglione del Lago: Citato per la sua stazione ferroviaria, la fondazione romana e il territorio diviso.
- Città della Pieve: L'unico comune della provincia di Perugia esplicitamente indicato come diviso tra Val di Chiana Toscana e Val di Chiana Romana.
- Panicale: Menzionato come comune il cui territorio è considerato (in parte) nella valle.
- Perugia: Sebbene non interamente nella valle, è il capoluogo di provincia e un attore storico rilevante (occupazione del Chiugi Perugino).
- Tuoro del Trasimeno: Menzionato come comune il cui territorio è considerato (in parte) nella valle e sito della battaglia del Trasimeno.
Valdichiana Umbra Ternana (Provincia di Terni)
- Fabro: Citato per la stazione ferroviaria (Fabro-Ficulle) e il casello autostradale.
- Orvieto: Menzionato come limite meridionale della valle e come parte della Valdichiana umbra.
- Parrano: Menzionato come limite meridionale del fondovalle pianeggiante.
- Terni: Sebbene non interamente nella valle, è il capoluogo di provincia che ne condivide una porzione.
È importante ribadire che questa lista si basa strettamente sui comuni menzionati nel testo e non rappresenta l'elenco completo dei 31 comuni della Valdichiana, molti dei quali sono solo parzialmente inclusi nel suo territorio geografico.
Breve Storia della Valdichiana
Origini Antiche e Insediamenti Preistorici
La presenza umana in Val di Chiana è attestata fin da tempi remotissimi. Reperti archeologici preistorici e protostorici, come il celebre “cranio dell'Olmo” (Arezzo) risalente al Pleistocene medio, e utensili mesolitici trovati sempre nell'aretino, dimostrano un insediamento umano antico e continuo. Nella prima età del ferro, l'area conobbe un incremento demografico che preparò il terreno per l'ascesa di una delle civiltà più importanti dell'Italia antica.
L'Epoca Etrusca: Il Granaio d'Etruria
L'epoca etrusca segna un periodo di grande floridezza per la Val di Chiana. L'operosità degli Etruschi, in particolare delle lucumonie di Arezzo, Cortona e Chiusi, trasformò notevolmente il paesaggio. Grazie a tecniche agricole avanzate, la valle divenne un fertile "granaio", coltivato intensamente a cereali come il farro. Il fiume Clanis, navigabile per piccole imbarcazioni, facilitava i commerci, e lungo le sue sponde sorsero piccoli porti, come testimoniano i ritrovamenti nel "Deposito di Brolio". Numerosi reperti archeologici, dalla Chimera di Arezzo al Lampadario di Cortona, dalle tombe di Chiusi al cosiddetto “Labirinto di Porsenna” (in realtà un acquedotto), attestano lo splendore e l'importanza strategica della valle in questo periodo. Il Clanis stesso era venerato come divinità fluviale, come dimostra un bronzetto votivo rinvenuto presso Arezzo.
Il Dominio Romano e la Via Cassia
Con la progressiva espansione di Roma e la sconfitta etrusca, la Val di Chiana entrò nell'orbita romana. Dal II-I secolo a.C., la presenza romana è documentata da reperti e infrastrutture, tra cui un anfiteatro ad Arezzo e acquedotti a Cortona. La rapidità con cui si diffuse il cristianesimo è evidenziata dalle catacombe di Chiusi. La toponomastica di località come Lucignano, Marciano della Chiana e Castroncello testimonia l'origine romana di molti insediamenti. I romani, come gli Etruschi, riconobbero la fertilità della valle, che divenne il "granaio dell'Etruria" e poi di Roma stessa. La posizione strategica portò alla costruzione e al mantenimento della Via Cassia, un'arteria fondamentale che attraversava la valle. Nonostante l'importanza agricola, già in epoca romana si discusse in Senato (nel 15 d.C.) della gestione idraulica del Clanis per evitare piene del Tevere, ma l'opposizione dei Fiorentini impedì deviazioni verso l'Arno, preservando la navigabilità del Clanis verso Roma.
Il Medioevo e la Tragedia della Palude
Una svolta drammatica si ebbe nel Medioevo, in particolare a partire dalla metà dell'XI secolo. La costruzione di una diga (il "Muro Grosso") nei pressi di Carnaiola, lungo il percorso della Via Romea Germanica, bloccò il deflusso delle acque del Clanis verso sud. Questo portò alla formazione di un vasto "pelagus", un grande acquitrino che impaludò gran parte della valle, che da quel momento prese il nome di Val di Chiana o "Chiane". L'acqua stagnante favorì la diffusione della malaria (attestata dalla fine del XII secolo), rendendo il fondovalle malsano e inospitale. La popolazione fu costretta a migrare verso i centri collinari fortificati. La palude divenne così estesa da dividere a metà la diocesi di Chiusi e da essere descritta con toni drammatici da poeti come Dante Alighieri e Fazio degli Uberti, che ne evidenziarono la lentezza delle acque e i problemi di salute (idropisia) legati all'aria malsana. Nonostante ciò, alcuni centri si adattarono, creando porti lacustri lungo i margini della palude.

La Lunga Era della Bonifica
La consapevolezza del potenziale della Val di Chiana spinse i governi locali a tentare la bonifica. Già nel 1338, i Fiorentini, dopo aver conquistato Arezzo, iniziarono la costruzione del "fossatum novum", l'ultimo tratto del futuro Canale maestro della Chiana, per deviare le acque della parte settentrionale verso l'Arno. Quest'opera fu ampliata e prolungata nei secoli successivi. La bonifica divenne una priorità sotto il Granducato di Toscana (Medici e Lorena) e lo Stato Pontificio, che si contendevano il controllo su parti della valle. Il XVI secolo vide i primi significativi tentativi, ma la "Seconda Guerra delle Acque", iniziata da Papa Clemente VIII nel 1599 con la ricostruzione di dighe pontificie, peggiorò la situazione nella parte toscana, causando inondazioni a nord. Nonostante i conflitti e i difficili accordi (Concordie), gli ingegneri granducali, tra cui figure come Vittorio Fossombroni e Alessandro Manetti, portarono avanti un imponente progetto di bonifica per colmata. Questa tecnica consisteva nel far depositare i detriti dei fiumi nelle aree paludose per innalzare il terreno, permettendo alle acque di defluire. Contemporaneamente, furono realizzate complesse opere idrauliche, come canali, allaccianti e "botti", che ridisegnarono completamente il sistema idrografico, separando le acque di pianura da quelle collinari. Un momento cruciale fu il Concordato del 1780 tra Stato Pontificio e Granducato, che portò alla demolizione parziale del Muro Grosso e alla realizzazione dell'Argine di Separazione presso Chiusi-Pò Bandino, dividendo i bacini dell'Arno e del Tevere e facilitando la bonifica simultanea nelle due parti della valle. La bonifica per colmata fu poi adottata anche nella Val di Chiana romana sotto la supervisione di ingegneri pontifici. Questi sforzi congiunti, proseguiti per secoli, trasformarono progressivamente la palude in una fertile pianura.
Dall'Unità d'Italia ai Giorni Nostri
Dopo l'Unità d'Italia (1860), i lavori di bonifica furono completati e la valle conobbe una rapida ripopolazione grazie alla ritrovata fertilità delle terre, coltivate intensamente (grano, vite, foraggi, alberi da frutto) e dedicate all'allevamento, in particolare della celebre razza chianina, diffusa oggi in gran parte della Toscana e dell'Umbria. La mezzadria fu un sistema agricolo diffuso per decenni. Nonostante un breve periodo di brigantaggio, la Valdichiana si avviò verso la normalità, che fu però tragicamente interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale. La valle fu teatro di scontri e rappresaglie, con episodi drammatici come i massacri di Falzano, Civitella in Val di Chiana e Pietramala/San Polo, che causarono numerose vittime civili. Dopo la guerra, la valle subì un nuovo spopolamento, arrestatosi solo con il boom economico degli anni sessanta, seguito da una fase di notevole incremento demografico.
Infrastrutture: Le Vie della Valdichiana
La Val di Chiana è un nodo infrastrutturale cruciale. A livello ferroviario, è attraversata in lunghezza dalla linea ad alta velocità Direttissima Napoli ↔ Milano, con importanti stazioni come Arezzo e Chiusi-Chianciano Terme che servono anche la vecchia linea ferroviaria parallela. Quest'ultima collega Arezzo a Chiusi, passando per centri come Castiglion Fiorentino, Terontola-Cortona e Castiglione del Lago, e prosegue ben oltre a nord e sud. Dalla stazione di Terontola si dirama una linea elettrificata verso l'Umbria, costeggiando il Lago Trasimeno. Un altro asse ferroviario unisce Arezzo a Sinalunga, congiungendosi alla linea Chiusi-Siena, una linea storica (di epoca granducale) a doppio binario ma non elettrificata nel tratto Montallese-Siena.
Il sistema stradale è altrettanto efficiente. La ex Strada Statale 71 (Via Umbro Casentinese) ricalca in parte l'antica Via Romea Germanica e la Via Cassia "vetus". La Via Cassia, fin dall'epoca romana, attraversava la valle, fungendo da "autostrada" ante litteram. Oggi, assi viari come la SS327 di Foiano, la SS73 Senese Aretina e la SS326 di Rapolano (ora Strade Provinciali) sono fondamentali. La superstrada SS680 (troncone della E78) attraversa la Valdichiana aretina da est a ovest. A Bettolle, un lungo raccordo autostradale (RA6) collega la valle a Perugia e all'Umbria verso est, e a Siena verso ovest, attraversando la Val di Chiana senese. L'Autostrada del Sole (A1) percorre la valle in lunghezza, con sei caselli strategici: Arezzo, Monte San Savino, Val di Chiana (a Bettolle), Chiusi-Chianciano Terme, Fabro e Orvieto, serviti da diverse aree di sosta.
Clima e Idrografia
Il clima della Val di Chiana è di tipo temperato sublitoraneo. Gli inverni non sono eccessivamente freddi (la temperatura media di gennaio è di circa 5,4 °C) e sono moderatamente umidi. Le estati sono caratterizzate da temperature elevate. Primavera e autunno sono generalmente miti. L'autunno è la stagione più piovosa. Le nevicate sono rare e, quando si verificano, la neve copre la valle solo per pochi giorni. Oltre al Canale maestro della Chiana e al fiume Chiani, la valle è percorsa da numerosi corsi d'acqua a regime torrentizio, con portata variabile a seconda delle stagioni, spesso in magra d'estate ma con buona portata negli altri periodi dell'anno. Questi torrenti hanno corsi brevi e sfociano nei corsi d'acqua maggiori, contribuendo nel corso dei secoli alla formazione dei depositi alluvionali che hanno caratterizzato il fondovalle.
Domande Frequenti sulla Valdichiana
Cos'è la Valdichiana?
La Valdichiana è una valle di origine tettonica situata nell'Italia centrale, tra Toscana (province di Arezzo e Siena) e Umbria (province di Perugia e Terni), caratterizzata dalla presenza di laghi e un fondovalle pianeggiante risultato di antiche colmate.
Dove si trova la Valdichiana rispetto alla Val d'Orcia?
La Valdichiana si estende a sud della Toscana, in parte confinante con la Val d'Orcia (Patrimonio UNESCO nella parte meridionale della provincia di Siena). A differenza della Val d'Orcia, la Valdichiana si estende anche oltre i confini della provincia di Siena, includendo territori aretini, perugini e ternani.
Quali province include la Valdichiana?
La Valdichiana si estende su territori delle province di Arezzo e Siena in Toscana, e Perugia e Terni in Umbria.

Come è divisa la Valdichiana?
Amministrativamente, è suddivisa in Valdichiana aretina, senese, perugina e ternana. Idrograficamente, si distingue in Val di Chiana settentrionale o Toscana (bacino dell'Arno) e Val di Chiana meridionale o Romana (bacino del Tevere). Molti comuni hanno territori che ricadono in entrambi i bacini.
Perché la Valdichiana divenne una palude nel Medioevo?
La formazione di una grande palude ("pelagus") nel Medioevo fu causata principalmente dalla costruzione di una diga (il "Muro Grosso") nell'XI secolo che bloccò il naturale deflusso verso sud del fiume Clanis, causando il ristagno delle acque e l'impaludamento del fondovalle.
Come fu bonificata la Valdichiana?
La bonifica fu un processo secolare iniziato con il "fossatum novum" nel XIV secolo. Divenne sistematica soprattutto tra il XVIII e XIX secolo, con l'adozione della tecnica della bonifica per colmata, promossa da ingegneri come Vittorio Fossombroni e Alessandro Manetti, e la realizzazione di un complesso sistema di canali, argini e regolatori, spesso in accordo tra Granducato di Toscana e Stato Pontificio.
Che importanza ebbe la Valdichiana in epoca etrusca e romana?
Fu un centro vitale per gli Etruschi (lucumonie di Arezzo, Cortona, Chiusi) grazie alla sua fertilità agricola e alla navigabilità del Clanis. Sotto i Romani mantenne il suo ruolo di "granaio" e fu attraversata da importanti vie consolari come la Via Cassia.
Quali infrastrutture moderne attraversano la Valdichiana?
La valle è attraversata dalla linea ferroviaria Direttissima Napoli-Milano, dalla vecchia linea ferroviaria Arezzo-Chiusi, da importanti strade statali e superstrade (SS71, SS680, RA6) e dall'Autostrada del Sole (A1) con diversi caselli.
Cosa successe in Valdichiana durante la Seconda Guerra Mondiale?
La valle fu interessata dal passaggio del fronte, con scontri tra tedeschi e alleati. Fu teatro di efferati massacri di civili da parte delle truppe tedesche, come a Falzano, Civitella in Val di Chiana e Pietramala/San Polo.
Cos'è la razza chianina?
È una pregiata razza bovina da carne e da lavoro, originaria della Val di Chiana, che si è diffusa ampiamente in Toscana e Umbria ed è rinomata per la qualità della sua carne.
La Valdichiana, con la sua storia complessa di trasformazione da fertile valle etrusca e romana a vasta palude medievale e infine a prospera area agricola e turistica grazie alla secolare bonifica, rappresenta un esempio affascinante di come l'interazione tra geografia, storia e ingegno umano possa plasmare un territorio. Le sue città, i suoi paesaggi, le sue infrastrutture e la sua cultura sono testimonianza di un passato ricco e di un presente vitale, che continua ad attrarre visitatori interessati alla storia, all'arte, alla natura e alla gastronomia.
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