Cosa comprare a Castelfranco Veneto?

Castelfranco Veneto: Storia e Fascino

06/08/2022

Rating: 4.58 (2504 votes)

Situata nel cuore del Veneto, in una posizione strategica equidistante dai capoluoghi di Treviso, Padova e Vicenza, sorge Castelfranco Veneto, una città che incanta per la sua atmosfera storica e il suo patrimonio ben conservato. Ma per cosa è esattamente famosa questa affascinante località? La sua notorietà è indissolubilmente legata al suo imponente e magnificamente preservato castello medievale e alle mura che lo circondano, testimoni silenziosi di una storia lunga e complessa che ha visto la città al centro di cruciali eventi storici e culturali del territorio veneto.

Per cosa è famoso Castelfranco Veneto?
A Castelfranco Veneto è nato e cresciuto il pittore Giorgione (1478-1510), la sua casa è ora il Museo Casa Giorgione, è inoltre possibile ammirare presso il Duomo di Castelfranco Veneto la sua opera Pala di Castelfranco. Rilevante è anche la storia del Museo civico, ora chiuso al pubblico.
Indice dei contenuti

Le Origini Medievali: Un Castello a Difesa di Treviso

La storia di Castelfranco affonda le radici nel tardo XII secolo, precisamente tra il 1195 e il 1199. In quel periodo, il neonato Comune di Treviso sentì l'urgente necessità di consolidare e difendere i propri confini meridionali, insidiati dalle città rivali di Padova e Vicenza. L'area prescelta per l'edificazione di una nuova fortezza era strategicamente perfetta: un rialzo naturale del terreno sulla sponda orientale del fiume Muson, che in quel tratto fungeva da effimero confine naturale. Questa posizione era ulteriormente rafforzata dalla prossimità di importanti vie di comunicazione come la Via Postumia e la Via Aurelia, e si trovava centralmente rispetto ad altri fortilizi signorili e vescovili della zona.

I lavori di costruzione furono affidati al conte Schenella di Collalto, che mobilitò un considerevole numero di maestranze: circa cinquecento maestri muratori e mille «guastatori», ossia manovali. In un arco di tempo relativamente breve, circa un decennio, la struttura principale poteva dirsi completata. A circondare le solide Mura del castello fu scavato un fossato, alimentato dalle acque di risorgiva di due immissari del Muson: l'Avenale e il Musonello. Questa cinta idrica aggiungeva un ulteriore livello di difesa alla fortezza.

Castelfrancho: La Città dei Liberi

Una volta eretto il Castello, il Comune di Treviso adottò una politica lungimirante per popolarlo e renderlo un centro vitale. Vi inviò una colonia di cento famiglie, composte non da soldati, ma da uomini liberi. A queste famiglie furono concessi poderi e abitazioni all'interno o nei pressi della cinta muraria, con un privilegio eccezionale: l'esenzione totale da imposte e gravami. Fu proprio da questa condizione di libertà fiscale che derivò il toponimo originale della città: Castelfrancho, ovvero "castello libero" dalle tasse. Questa scelta determinò una composizione sociale unica per l'epoca, dove la maggior parte della popolazione era costituita da cittadini liberi piuttosto che da una guarnigione militare.

L'organizzazione interna del castello, tuttavia, non seguiva un modello urbano tradizionale. Non vi era una piazza centrale definita; gli edifici di maggiore importanza, come la chiesa (che all'epoca dipendeva dalla più antica Pieve Nuova nel vicino Borgo Pieve), l'ufficio contabile o l'infermeria, si distribuivano lungo la strada principale o erano addirittura arretrati rispetto ad essa. Il governo della città era affidato a due consoli, in carica per sei mesi. Oltre alle funzioni amministrative, avevano il compito di amministrare la giustizia in nome del podestà di Treviso. Ogni console, stipendiato per il suo servizio, era responsabile del proprio operato nei confronti del collega ed era tenuto ad agire contro di lui in caso di violazione della legge, un sistema che mirava a garantire un controllo reciproco e prevenire abusi.

Tra Assedi e Dominazioni: Un Medioevo Turbolento

La posizione strategica di Castelfranco la rese presto oggetto di contese. Non passò molto tempo dalla sua fondazione che la città dovette affrontare il suo primo assedio, per mano dei Padovani nel 1215. Un secondo assedio seguì appena cinque anni dopo (1220), questa volta con i Padovani alleati al vescovo di Feltre e Belluno.

Il XIII secolo fu dominato dalla figura di Ezzelino III da Romano, il "tiranno" della Marca Trevigiana. Le sue ambizioni di potere influenzarono profondamente le sorti di Castelfranco. Dopo l'incoronazione di Federico II di Svevia e le sue mire sui territori veneti, si stabilì una tregua tra Padova e Treviso, presto infranta dall'ascesa di Ezzelino. Desideroso di conquistare Padova, Ezzelino riuscì a stringere un'alleanza con Treviso contro Feltre e Belluno. Tuttavia, la reazione del vescovo di queste ultime città, forte dell'appoggio del marchese d'Este e del Patriarca di Aquileia, fu violenta: invasero la Castellana, saccheggiando Treville e dando alle fiamme Castel di Godego, feudo dello stesso Ezzelino. La risposta di Ezzelino III da Romano fu drastica: con l'aiuto imperiale, sottomise sia Treviso che Padova, divenendone Vicario imperiale. Per un dissidio con il fratello Alberico, il castello passò per breve tempo a Guglielmo di Camposampiero nel 1246, ma tornò rapidamente nelle mani di Ezzelino, che lo fortificò ulteriormente con l'aggiunta di due gironi e una torre sul lato meridionale, quello rivolto verso Padova. Solo il 27 settembre 1259, alla morte del tiranno, Castelfranco tornò sotto il controllo di Treviso.

La stabilità fu effimera; nel 1329, Castelfranco passò sotto il dominio di Cangrande della Scala, signore di Verona, segnando un ulteriore cambiamento nella sua appartenenza signorile.

La Serenissima e il Periodo di Splendore

Una data cruciale per Castelfranco Veneto è il 23 gennaio 1339, quando la città, assieme a Treviso, entrò a far parte dei domini della Repubblica di Venezia. Questa annessione segnò l'inizio di un lungo periodo, seppur interrotto da brevi parentesi. Tra il 1380 e il 1388, Castelfranco fu sotto il controllo dei Carraresi, signori di Padova, nella persona di Francesco I da Carrara. Di questa breve dominazione resta una traccia visibile negli affreschi che decorano la volta interna della Torre civica.

Dopo il ritorno sotto il dominio veneziano, Castelfranco seguì le sorti della Repubblica di Venezia, superando anche momenti critici come la Guerra della Lega di Cambrai. Nel 1509, il castello fu occupato dalle truppe di Massimiliano d'Asburgo, che lo utilizzò come quartier generale. Tuttavia, con la conclusione del conflitto nel 1515 e la riorganizzazione territoriale, dal 1517 Castelfranco tornò definitivamente e stabilmente sotto il controllo della Serenissima.

È proprio sotto il dominio veneziano che Castelfranco conobbe un periodo di massimo splendore, in particolare dal punto di vista economico. La Repubblica di Venezia incentivò la colonizzazione del territorio circostante e lo sfruttamento agricolo dei fondi ancora incolti. Questo portò a un significativo sviluppo della commercializzazione dei prodotti agricoli. Il tessuto urbano si consolidò con la costruzione di edifici in muratura destinati a funzioni mercantili, caratterizzati da portici e magazzini ai piani terra, che facilitavano le attività commerciali. Il mercato principale si teneva presso il lato nord del castello, articolandosi in sezioni dedicate al bestiame e ai prodotti della terra come biade e ortaggi. Contemporaneamente, la fertile campagna castellana divenne un'ambita meta di villeggiatura per le famiglie del patriziato veneziano, che qui edificarono le loro sontuose ville. Questi fenomeni contribuirono a rafforzare l'autonomia economica e sociale di Castelfranco, permettendole di ridurre progressivamente i legami di dipendenza con Treviso e di inserirsi autonomamente nel contesto territoriale veneto.

Parallelamente allo sviluppo economico, la città vide fiorire un vivace clima culturale. Castelfranco divenne un punto di convergenza per artisti e architetti. Nel Settecento, con la progressiva decadenza di Venezia, la città si orientò culturalmente verso i centri della terraferma che stavano acquisendo maggiore importanza, prime fra tutte Padova. Intellettuali provenienti da famiglie patrizie ormai radicate nella zona, come i Riccati, promossero importanti interventi urbanistici e architettonici, sia all'interno della cinta muraria (come la costruzione del Duomo e del Teatro Accademico) sia all'esterno (come la nuova Pieve e l'ospedale di San Giacomo). Questo periodo di fioritura culturale e architettonica lasciò un'impronta duratura sull'aspetto della città.

Dalla Caduta di Venezia al Regno d'Italia

La caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 segnò l'inizio di un periodo di instabilità per Castelfranco. Come gran parte del Veneto, la città passò ripetutamente sotto il controllo delle truppe francesi e austriache, alternandosi nel dominio. Questa fase di transizione si concluse nel 1814, quando Castelfranco divenne definitivamente parte dell'Impero Austriaco. Il dominio austriaco durò fino al 15 luglio 1866, data in cui, a seguito della Terza Guerra d'Indipendenza, il Veneto fu annesso al Regno d'Italia. Questo evento segnò la fine di secoli di dominazioni straniere e l'ingresso di Castelfranco nella storia dell'Italia unita.

Per cosa è famoso Castelfranco Veneto?
A Castelfranco Veneto è nato e cresciuto il pittore Giorgione (1478-1510), la sua casa è ora il Museo Casa Giorgione, è inoltre possibile ammirare presso il Duomo di Castelfranco Veneto la sua opera Pala di Castelfranco. Rilevante è anche la storia del Museo civico, ora chiuso al pubblico.

Il Novecento: Guerre, Fascismo e Liberazione

Il XX secolo rappresentò un'epoca di profondi cambiamenti e sfide per Castelfranco Veneto. La sua posizione strategica, già importante in epoca medievale, assunse un nuovo significato con lo sviluppo delle infrastrutture. Castelfranco divenne un nodo ferroviario di rilevanza strategica nel Veneto centrale. Durante la Prima Guerra Mondiale, la sua stazione ferroviaria fu un punto cruciale per il transito di convogli bellici diretti ai vari fronti italiani. Questa importanza logistica ebbe un prezzo elevato: nella notte di San Lorenzo del 1917, la città fu pesantemente bombardata, subendo ingenti danni e perdite.

Negli anni successivi al conflitto, tra il 1927 e il 1944, Castelfranco vide l'insediamento di un'amministrazione locale fascista. Durante questo periodo, la gestione della città passò nelle mani di un podestà e, successivamente, di commissari prefettizi nominati dal regime. La Seconda Guerra Mondiale portò nuove sofferenze e distruzioni. Tra il 1939 e il 1945, la città fu nuovamente colpita da bombardamenti, che causarono ulteriori danni e lutti tra la popolazione civile.

Tuttavia, gli anni conclusivi del conflitto videro anche l'emergere di una forte resistenza. Tra il 1944 e il 1945, nelle zone limitrofe alla città si attivò la Brigata partigiana “Cesare Battisti”. Grazie alla sua iniziativa e al coraggio dei suoi membri, la cittadina fu finalmente liberata dall'occupazione nazifascista. Il Comitato di Liberazione Nazionale assunse il controllo e nominò Alberto Mario Bossum come amministratore locale, il quale rimase in carica fino al 4 marzo 1946, guidando la città nella difficile fase della ricostruzione post-bellica.

I Simboli della Città: Lo Stemma

Ogni città ha i suoi simboli che ne raccontano la storia e l'identità. Lo stemma di Castelfranco Veneto è un esempio particolarmente interessante. Approvato ufficialmente già dal governo austriaco nel 1860 e riconfermato dal governo italiano nel 1910, lo stemma è così descritto: uno scudo rosso, contornato da arabeschi dorati, è attraversato da una croce argentea. Nei campi superiore a sinistra e inferiore a destra compare il Leone di San Marco d'oro, simbolo della Repubblica di Venezia. Nei campi superiore a destra e inferiore a sinistra, invece, sono presenti due stelle d'oro.

La croce argentea è un tipico simbolo guelfo, riconoscibile negli stemmi di molte altre città venete. Le due stelle hanno principalmente una funzione ornamentale. La presenza duplicata del Leone di San Marco, emblema per eccellenza della Repubblica di Venezia, è invece piuttosto singolare. Tradizionalmente, le città dipendenti da Treviso portavano simboli legati a quest'ultima. Castelfranco passò alla Serenissima solo dopo la conquista del 1388, non essendo una fondazione diretta di Venezia. È plausibile che la scelta di inserire ben due Leoni di San Marco nello stemma fosse un modo per Castelfranco di segnare una definitiva emancipazione dalla "madrepatria" Treviso e di rendere omaggio ai nuovi dominatori veneziani, accettando la loro protezione e il loro simbolo più potente come parte integrante della propria identità.

Domande Frequenti su Castelfranco Veneto

Per cosa è più conosciuta Castelfranco Veneto?

Castelfranco Veneto è principalmente famosa per il suo imponente e ben conservato Castello medievale e per la cinta muraria che racchiude il centro storico. È anche nota per la sua posizione strategica nel cuore del Veneto, crocevia di importanti vie di comunicazione e centro economico-commerciale per l'area circostante. La sua storia ricca, segnata da eventi cruciali e dominazioni diverse (da Treviso a Venezia, passando per Ezzelino e gli Asburgo), contribuisce significativamente alla sua fama.

Qual è l'importanza storica del Castello di Castelfranco Veneto?

Il Castello fu fondato tra il 1195 e il 1199 dal Comune di Treviso come avamposto difensivo cruciale contro Padova e Vicenza. La sua costruzione rapida e la politica di insediamento di famiglie libere (da cui il nome "Castelfrancho") ne fecero fin da subito un centro abitato vitale e strategicamente rilevante. Ha subito assedi, cambi di proprietà e fortificazioni (come quelle volute da Ezzelino III da Romano), ed è stato testimone dei passaggi di potere nel Veneto, dalla signoria locale al dominio veneziano, fino all'epoca moderna. La sua conservazione ne fa una delle testimonianze più significative dell'architettura militare medievale della regione.

Perché Castelfranco Veneto si chiama così?

Il nome "Castelfranco" deriva dalla locuzione originale "Castelfrancho". Come spiegato nella sua storia, dopo la costruzione del Castello, il Comune di Treviso vi insediò cento famiglie di uomini liberi, concedendo loro poderi e case esenti da imposte e gravami. Il termine "franco" significava appunto "libero" dalle tasse, da cui il nome di "castello libero".

Qual è stato il periodo di massimo splendore per Castelfranco Veneto?

Il periodo di massimo splendore per Castelfranco Veneto è generalmente considerato quello sotto il dominio stabile della Repubblica di Venezia, in particolare a partire dal XVI secolo. Durante quest'epoca, la città conobbe una notevole crescita economica grazie allo sviluppo agricolo e commerciale, e divenne un importante centro culturale, attirando artisti e promuovendo significative opere architettoniche e urbanistiche.

Castelfranco Veneto è un importante nodo di trasporti?

Sì, Castelfranco Veneto è un importante nodo di trasporti. Grazie alla sua posizione centrale nel Veneto, è servita da una rete molto completa. Convergono tre importanti linee ferroviarie nella sua stazione, e due significative arterie stradali, la SS 53 Postumia e la SS 245 Castellana, la attraversano, collegandola a città chiave come Vicenza, Treviso, Mestre e Bassano del Grappa.

In Conclusione

Castelfranco Veneto è molto più di una semplice città murata. È un luogo dove la storia è vivida, incisa nelle pietre del suo Castello e delle sue Mura, e riflessa nei simboli come il Leone di San Marco nel suo stemma. Dalle sue origini come avamposto difensivo di Treviso, attraverso i tumulti medievali e il florido periodo sotto la Repubblica di Venezia, fino alle sfide del XX secolo, Castelfranco ha saputo mantenere la sua identità e la sua importanza. Un crocevia di culture, commerci e vie di comunicazione, questa città offre al visitatore un viaggio affascinante nel cuore storico e pulsante del Veneto.

Se vuoi conoscere altri articoli simili a Castelfranco Veneto: Storia e Fascino, puoi visitare la categoria Gastronomia.

Go up