Quanti abitanti ha Corleone oggi?

Altavilla Milicia: Storia, Fede e Vista Mozzafiato

02/12/2021

Rating: 3.91 (2510 votes)

Nel cuore della Sicilia, affacciato su un tratto di costa tirrenica di rara bellezza, sorge Altavilla Milicia, un comune in provincia di Palermo che racchiude in sé secoli di storia, profonda devozione e scorci paesaggistici capaci di rubare il fiato. Ma come si chiamano coloro che hanno il privilegio di abitare questo luogo incantevole e qual è la storia che li lega alla loro terra? Preparatevi a scoprire Altavilla Milicia attraverso le sue origini, i suoi monumenti e le sue vivaci tradizioni.

Come si chiamano gli abitanti di Altavilla Milicia?
Altavilla MiliciaAltavilla Milicia comuneCl. climaticazona B, 869 GGNome abitantialtavillesiCartografiaAltavilla Milicia
Indice dei contenuti

Le Origini del Nome e i Suoi Abitanti

La storia di Altavilla Milicia è affascinante e complessa, a partire dalla sua stessa denominazione. Per lungo tempo si è creduto che il nome derivasse da Ruggero d'Altavilla e da una battaglia combattuta nella piana di Campogrande nel 1068 contro le armate musulmane. In questa interpretazione, 'Altavilla' onorerebbe il conquistatore normanno, mentre 'Milicia' (corrotto poi in Milìcia e Mìlicia) deriverebbe da 'spedizione militare' o 'valore guerresco'.

Tuttavia, studi più recenti suggeriscono un'origine diversa, almeno per la parte 'Milicia'. Il nome potrebbe derivare dal toponimo 'Milichio' o 'Milicha', riferito a una masseria attestata già nel 1398. Questa masseria confinava con il territorio dell'antica Solunto, dove in età classica si venerava Zeus Meilichios, 'dolce come il fico'. L'assonanza con il fico, frutto abbondante e simbolicamente 'dolce' in Sicilia, si ritrova in diversi toponimi locali. Questa teoria è rafforzata dal fatto che la masseria, dal XV al XVII secolo, fu riconvertita in un fiorente cannameleto, luogo di produzione dello zucchero di canna, una dolcezza che si sposa bene con l'idea di 'Meilichios'.

La fondazione del centro abitato vero e proprio si deve alla famiglia Beccadelli di Bologna. All'inizio del Seicento, Francesco Maria Beccadelli acquistò i feudi della Mìlicia. Tra il 1620 e il 1623, ottenne la fondamentale licentia populandi dal Re di Spagna Filippo III, ovvero l'autorizzazione a fondare una 'terra', un nuovo centro abitato. Fu imposto il nome di 'Alta Villa', in riferimento alla posizione elevata del sito. L'impianto urbano, a scacchiera e con una forma complessiva a 'clessidra' che si è sviluppata nel tempo, fu curato da Mariano Smiriglio, noto architetto e scultore palermitano.

E gli abitanti? Coloro che risiedono ad Altavilla Milicia sono chiamati, tradizionalmente, Milicioti. Questo nome, derivato dalla parte più antica del toponimo, li lega indissolubilmente alla storia del feudo preesistente e alla terra su cui è sorto il paese, ben prima della fondazione ufficiale come 'Alta Villa'. Sono i custodi delle tradizioni, delle leggende e della fede che animano questo borgo.

Tesori Architettonici e Panorami Incantevoli

Altavilla Milicia, pur essendo un centro relativamente giovane nella sua forma attuale, vanta testimonianze storiche e luoghi di grande fascino. Le attrattive principali sono senza dubbio il Santuario Mariano Diocesano e il Belvedere ad esso antistante.

Il Santuario Mariano Diocesano

Affacciato sul Belvedere, il Santuario, fondato nel XVII secolo, è il cuore spirituale del paese. Ospita il celebre Quadro della Madonna della Milicia, un'opera di grande valore artistico e storico. La pittura, realizzata con la tecnica della tempera all'uovo, raffigura una Madonna incoronata in trono con Gesù Bambino e San Francesco, affiancati da una figura inginocchiata, identificata come il committente. L'opera è attribuita a un artista di cultura toscana attivo nella seconda metà del XIV secolo, con influenze giottesche evidenti nella plasticità dei personaggi e nella composizione dei colori. Il manto azzurro della Madonna e la tunica rossa, così come il rosso del Bambino e del devoto, non sono casuali ma carichi di simbolismo medievale legato ai rituali ecclesiastici e alla rappresentazione della divinità e dell'umanità.

La storia del quadro è avvolta nella leggenda. La tradizione popolare narra di pirati saraceni che, trovando difficoltà a navigare al largo di Capo Zafferano, attribuirono la sventura all'immagine sacra che avevano a bordo. Dopo averla colpita più volte con le sciabole, la gettarono in mare. Il mare si calmò e il quadro approdò miracolosamente sulla spiaggia, dove fu raccolto da contadini milicioti. Trasportato su un carro trainato da buoi, il quadro indicò il luogo dove fermarsi e dove, successivamente, sarebbe sorto il Santuario.

Accanto alla leggenda, esiste l'ipotesi storica che il quadro sia giunto ad Altavilla attraverso scambi commerciali o, più probabilmente, che sia stato voluto dal marchese Francesco Maria Beccadelli di Bologna per la cappella del suo palazzo, raffigurando i suoi santi eponimi, Maria e Francesco. Un evento storico certo è l'oltraggio subito dal quadro da parte di corsari barbareschi nel 1636, durante uno sbarco notturno, che rafforzò la devozione dei Palermitani verso la Madonna della Milicia, tanto che ancora oggi la sua immagine, durante la festa, viene rivolta verso il capoluogo in segno di protezione.

Nel corso dei secoli, il quadro ha subito diverse vicissitudini. Nella prima metà del XIX secolo, per volere dei fedeli e per una presunta somiglianza con la Madonna di Loreto, fu ricoperto con una 'rizza' d'oro adorna di pietre preziose, trasformandola in una Madonna stante e occultando il dipinto originale. Solo un restauro nel 1990 ha riportato alla luce l'opera primitiva, rimuovendo la copertura d'argento e rivelando anche la figura del committente grazie a indagini radiografiche. Oggi il quadro è tornato al suo antico splendore e al suo nome originario: Madonna della Milicia.

Come si chiamano gli abitanti di Barcellona Pozzo di Gotto?
Barcellona Pozzo di GottoBarcellona Pozzo di Gotto comuneCl. climaticazona B, 729 GGNome abitantibarcellonesi, pozzogottesiPatronosan Sebastiano e san VitoGiorno festivo20 gennaio (san Sebastiano) e 15 giugno (san Vito)

Il Santuario stesso è un luogo di interesse artistico. Ha raggiunto la sua struttura attuale attraverso interventi e rifacimenti nel corso dei secoli (1623, 1826, 1908). L'ingresso è caratterizzato da una monumentale porta bronzea installata nel 2000, opera di Vincenzo Gennaro. Le figurazioni a spirale sulla porta esterna narrano il Mistero dell'Incarnazione di Cristo, mentre le facce interne si ispirano alla Passione. All'interno, il Santuario a croce latina ospita pregiate tele del Bagnasco (come la Risurrezione di Lazzaro e il Battesimo di Gesù), i recenti affreschi di Totò Bonanno nella cupola (la Pentecoste) e nell'abside (traslazione della Casa di Nazareth e SS. Trinità), statue di vari artisti e un originale candelabro bronzeo dorato di Vincenzo Gennaro.

Il Belvedere: Uno Sguardo sull'Infinito

Adiacente al Santuario, il Belvedere è costituito da due piazze poste all'estremità settentrionale dell'altura su cui sorge il paese. Questo luogo offre un panorama semplicemente indimenticabile. La vista spazia da Capo Zafferano a est, lungo la costa sinuosa, fino a Cefalù e, nelle giornate più limpide, si possono scorgere persino le isole Eolie all'orizzonte. È un punto di sosta obbligato per chi visita Altavilla, un luogo dove la bellezza della natura si unisce alla spiritualità del Santuario.

Antiche Vestigia: Dalla Chiesazza al Ponte Normanno

Il territorio di Altavilla Milicia conserva altre importanti testimonianze del suo passato, che ci parlano di epoche ancora più remote.

Su un'altura affacciata sul mare sorgono gli affascinanti ruderi della chiesa di Santa Maria di Campogrosso, popolarmente nota come Chiesazza. Il nome, apparentemente dispregiativo, deriva in realtà dal siciliano 'grande chiesa'. Di questa antica struttura, legata alla comunità normanna che qui risiedeva, si conservano gran parte delle mura perimetrali e la cripta. Scavi recenti, condotti nel 2016, hanno portato alla luce circa 30 sepolture e monete antiche, confermando l'importanza del sito come luogo di culto e sepoltura per i monaci e la popolazione del centro normanno, con pratiche simili a quelle del Nord Europa.

Più a valle, sul torrente San Michele, si trova il cosiddetto Ponte Normanno. Nonostante il nome, il ponte, menzionato per la prima volta in un documento del 1248, è una testimonianza dell'epoca medievale. Rappresenta uno degli ultimi resti della strada medievale che collegava Palermo a Termini Imerese, ricalcando in buona parte l'antica Via Valeria romana. La sua struttura a schiena d'asino, con un arco a sesto acuto a doppia ghiera, ricorda il Ponte dell'Ammiraglio di Palermo. Realizzato con piccoli blocchi di calcarenite disposti con grande cura, ha resistito nei secoli a alluvioni e intemperie, anche se oggi versa purtroppo in uno stato di abbandono che ne accelera il degrado. Scendere al greto del torrente permette di apprezzarne meglio la solida costruzione e i segni lasciati dall'erosione dell'acqua sui piloni, indizi di un clima passato più umido e di una portata del torrente maggiore rispetto a quella attuale.

A difesa della costa, nel paesaggio altavillese si stagliano anche tre torri di guardia, spesso impropriamente definite normanne ma risalenti in realtà a periodi successivi (Aragonese e Vicereame), costruite tra XV e XVII secolo per contrastare gli attacchi dei corsari maghrebini che saccheggiavano le coste siciliane. Queste sono Torre delle Mandre (attestata 1557), Torre Colonna (attestata 1582) e Torre Milicia (attestata 1578), ciascuna con la sua storia e posizione strategica.

La Fede e la Grande Festa di Settembre

La devozione alla Madonna della Milicia è il pilastro della comunità altavillese e culmina ogni anno con una delle feste patronali più sentite e antiche della Sicilia Occidentale, celebrata nei giorni 6, 7 e 8 settembre. Questa festa non è solo un evento religioso, ma un vero e proprio fenomeno culturale che attrae migliaia di fedeli e visitatori da ogni parte dell'isola, proprio come descriveva Giuseppe Pitrè nel lontano 1890, sottolineando il pittoresco e commovente arrivo dei devoti con ogni mezzo.

Ancora oggi, l'atmosfera della festa è unica. Molti pellegrini raggiungono il Santuario a piedi, a volte scalzi, portando torce accese lungo la strada che dalla stazione ferroviaria sale verso il paese. È un gesto di penitenza e devozione profonda, una tradizione che si tramanda di generazione in generazione.

Uno dei momenti più iconici e suggestivi è la processione del carro trionfale. Questo imponente carro, alto circa 16 metri, riproduce le tipologie 'a candelone' dei carri palermitani ottocenteschi, realizzati in onore di Santa Rosalia. Trainato da una coppia di buoi, il carro sfila lentamente per le vie principali del paese, splendidamente illuminate a festa, seguito da una folla immensa di fedeli e devoti. L'arrivo del carro in piazza è un momento di grande emozione e giubilo collettivo.

Perché è famosa Acireale?
Famosa per il suo Carnevale, considerato il più bello della Sicilia e uno dei migliori in tutta Italia, Acireale ha, in realtà, molto altro da offrire. Questa cittadina in provincia di. Fermatevi ad ammirare la Chiesa di San Sebastiano, da molti considerata la più bella della città.

La giornata dell'8 settembre, culmine dei festeggiamenti, inizia con la Messa Solenne. Nel corso della festa, si svolge la tradizionale 'condotta dei doni', durante la quale i fedeli sciolgono i loro voti portando in processione offerte votive in cera (spesso riproduzioni di parti del corpo guarite o richieste di guarigione), bambinelli, oggetti in argento e grandi ceri. È una dimostrazione tangibile della fede e della gratitudine verso la Madonna.

Nel pomeriggio, l'immagine sacra della Madonna, custodita nel Santuario, viene portata a spalla dai confrati in una solenne processione per le vie del paese. Un elemento particolarmente scenografico e commovente di questa processione è il 'volo degli angeli': una coppia di bambine, vestite da angioletti, vengono sospese nel vuoto tramite corde e, mentre 'volano' sopra la processione, recitano antiche lodi a Maria. È un momento di grande intensità spirituale e visiva che cattura l'attenzione di tutti i presenti.

Domande Frequenti su Altavilla Milicia

Come si chiamano gli abitanti di Altavilla Milicia?

Gli abitanti di Altavilla Milicia si chiamano Milicioti.

In quale provincia si trova Altavilla Milicia?

Altavilla Milicia si trova nella provincia di Palermo, in Sicilia.

Quando si celebra la Festa della Madonna della Milicia?

La Festa della Madonna della Milicia si celebra ogni anno nei giorni 6, 7 e 8 settembre, con l'apice l'8 settembre.

Qual è l'origine del nome Altavilla Milicia?

La parte 'Altavilla' deriva dal nome imposto al momento della fondazione ('Alta Villa') per la posizione elevata. La parte 'Milicia' ha origini dibattute: una teoria la lega a una battaglia normanna e al valore militare, mentre un'altra, più recente, la fa risalire a un toponimo preesistente ('Milichio') legato a Zeus Meilichios e alla coltivazione della canna da zucchero (cannameleto).

Quali sono i principali monumenti da visitare ad Altavilla Milicia?

I principali luoghi di interesse includono il Santuario Mariano Diocesano, il Belvedere con il suo panorama, i ruderi della Chiesazza (Santa Maria di Campogrosso), il Ponte Normanno e le torri costiere (Torre delle Mandre, Torre Colonna, Torre Milicia).

Conclusione

Visitare Altavilla Milicia significa intraprendere un viaggio attraverso la storia e la cultura siciliana. Dalle antiche origini dibattute alla fondazione voluta dai Beccadelli, dalle suggestive rovine medievali alle imponenti torri di guardia, ogni angolo del paese racconta una storia. Il Santuario e la profonda devozione per la Madonna della Milicia rappresentano l'anima del borgo, che si manifesta con particolare forza durante la spettacolare festa di settembre. E non dimentichiamo il Belvedere, un luogo dove la bellezza del paesaggio circostante invita alla contemplazione. Gli abitanti, i fieri Milicioti, sono i custodi di questo ricco patrimonio, pronti ad accogliere chiunque voglia scoprire le meraviglie della loro terra.

Se vuoi conoscere altri articoli simili a Altavilla Milicia: Storia, Fede e Vista Mozzafiato, puoi visitare la categoria Gastronomia.

Go up