Cosa succede in Piazza Carlina a Torino?

Torino: Piazza Carlina e la Tragedia di San Carlo

15/01/2024

Rating: 4.05 (9733 votes)

Torino, città ricca di storia e fascino, custodisce tra le sue vie e piazze secoli di vicende, trasformazioni urbanistiche ed eventi che ne hanno plasmato l'identità. Tra queste, due nomi emergono spesso nel dibattito pubblico e nella memoria collettiva, sebbene per ragioni diverse e riferendosi a luoghi distinti: Piazza Carlina, con la sua lunga storia che affonda le radici nel Seicento, e Piazza San Carlo, tristemente nota per un recente e drammatico evento di cronaca. Questo articolo esplora la dualità di questi luoghi, raccontando sia le origini e le vicende storiche di Piazza Carlina che il tragico episodio che ha segnato Piazza San Carlo nel 2017.

Perché si chiama Piazza Carlina a Torino?
È universalmente conosciuta come Piazza Carlina (tanto da essere talvolta indicata così perfino nelle mappe stradali) dal nome del sovrano sabaudo, Carlo Emanuele II, sotto il quale avvenne la maggior espansione urbanistica della città dell'epoca.
Indice dei contenuti

Piazza Carlina: Le Origini e la Sua Identità Storica

Conosciuta da tutti i torinesi e non solo come Piazza Carlina, questa importante area nel centro della città sabauda porta ufficialmente il nome di Piazza Carlo Emanuele II. Il soprannome popolare deriva proprio dal sovrano sabaudo Carlo Emanuele II sotto il cui regno avvenne una significativa espansione urbanistica della città, inclusa la creazione di questa piazza. È situata nelle vicinanze di via Po ed è attraversata da via Maria Vittoria e via Accademia Albertina.

La sua nascita si colloca nel 1673, durante il secondo ampliamento di Torino verso il fiume Po. Fu concepita come il principale spazio pubblico della "città nuova" e divenne il punto di partenza per l'edificazione del nuovo quartiere, ospitando anche la direzione dei lavori. Il progetto iniziale, affidato ad Amedeo di Castellamonte, prevedeva una forma ottagonale, ma fu successivamente modificato e realizzato nella caratteristica forma quadrata che vediamo oggi, con dimensioni di 120x120 metri, e in una posizione leggermente diversa da quella originariamente pensata.

Nel corso del XVIII secolo, la vocazione della piazza mutò. Da spazio rappresentativo, si trasformò in un importante mercato. Come testimoniato da Goffredo Casalis, divenne celebre in particolare per la vendita del vino, che vi si teneva regolarmente, ma vi si commerciavano anche fieno, legname e carbone. Le tettoie costruite per il mercato, sebbene utili, erano considerate un ingombro alla bellezza della piazza, attorniata da eleganti palazzi.

Un Luogo di Eventi e Trasformazioni Storiche

La storia di Piazza Carlina è segnata anche da eventi drammatici e cambi di denominazione. Durante l'occupazione francese (1798-1814), la piazza fu ribattezzata Place de la Liberté e divenne purtroppo il teatro di numerose esecuzioni capitali tramite ghigliottina. Un periodo cupo che vide centinaia di persone giustiziate in questo spazio pubblico. Anche dopo la caduta del regime francese e il ritorno al nome originale, durante la Restaurazione, la piazza continuò a essere un luogo di esecuzioni, questa volta tramite impiccagione, per i nemici dello Stato, seppur temporaneamente.

Oggi, Piazza Carlina è un luogo vivace, circondato da eleganti palazzi storici. Al suo centro spicca l'imponente statua dedicata a Camillo Benso, conte di Cavour, opera di Giovanni Duprè, posta nel 1872. Nelle vicinanze si trova anche la Chiesa di San Carlo, con il suo disegno ovale attribuito allo Juvara e il campanile innalzato da Giambattista Borra. Tra i palazzi noti, sul lato est, vi è il Palazzo Roero di Guarene, disegnato da Amedeo di Castellamonte e successivamente ristrutturato, oggi sede di una banca dopo essere stato danneggiato dai bombardamenti e parzialmente abbandonato per anni.

Piazza San Carlo: La Tragedia del 3 Giugno 2017

Nonostante la domanda originale possa generare confusione con Piazza Carlina, il drammatico evento di cronaca che ha scosso Torino il 3 giugno 2017 si è verificato nella vicina Piazza San Carlo, un altro salotto storico della città. Quella sera, la piazza ospitava un maxischermo per permettere ai tifosi della Juventus di seguire la finale di UEFA Champions League tra Juventus e Real Madrid, che si disputava a Cardiff.

La tragedia si scatenò a causa di un gruppo di malviventi che, nel tentativo di compiere furti tra la folla, utilizzò dello spray urticante. Questo gesto scatenò un'ondata di panico incontrollato tra le migliaia di persone presenti, che cercarono di fuggire dalla piazza creando una calca devastante. I presenti, presi dal terrore, fuggirono in massa, provocando la caduta di molte persone e l'accumulo di corpi.

Le conseguenze furono gravissime: oltre 1600 feriti e purtroppo tre vittime, decedute a distanza di tempo a causa delle lesioni riportate nella ressa: due donne e un uomo. La prima vittima morì dopo dodici giorni, la seconda, rimasta tetraplegica, dopo diciotto mesi, e il terzo uomo dopo due anni e mezzo, a seguito anche dell'amputazione di un piede. L'evento generò un forte shock nell'opinione pubblica, alimentato inizialmente dal timore di un attentato terroristico, data la congiuntura internazionale segnata da numerosi attacchi (come quello avvenuto a Londra solo un'ora dopo). Successivamente, la riflessione si concentrò sulla psicosi di massa e sui fattori che contribuirono al disastro.

Cosa succede in Piazza Carlina a Torino?
La tragedia di piazza San Carlo è un episodio di cronaca avvenuto la sera del 3 giugno 2017, a Torino, nell'omonima piazza della città, in cui 3 persone sono rimaste uccise e 1672 sono rimaste ferite.

Aspetti Critici e Indagini Giudiziarie

Le indagini successive e le analisi dei media evidenziarono diversi aspetti critici nell'organizzazione dell'evento che potrebbero aver contribuito alla tragedia, tra cui la mancanza di coordinamento tra le forze dell'ordine presenti in piazza, l'assenza di un punto di soccorso chiaramente definito in caso di emergenza e la presenza incontrollata di venditori abusivi di bevande in bottiglie di vetro, i cui frammenti peggiorarono il bilancio dei feriti durante la fuga collettiva.

La vicenda ebbe anche risvolti politici immediati, con richieste di dimissioni nei confronti dell'allora sindaca Chiara Appendino. Le indagini giudiziarie si sono sviluppate su due fronti principali: uno sugli aspetti amministrativi e logistici dell'organizzazione dell'evento e uno sui comportamenti dolosi del gruppo che scatenò il panico.

Il filone amministrativo ha visto coinvolti diversi funzionari, dirigenti e amministratori comunali e delle forze dell'ordine. Dopo un lungo iter giudiziario, con condanne in primo grado per omicidio, lesioni e disastro colposi, confermate in Appello, la Corte di Cassazione ha parzialmente annullato le sentenze per alcuni imputati, disponendo nuovi processi d'appello per il ricalcolo della pena per la sindaca Appendino e il suo capo di gabinetto, mentre ha assolto altri.

Parallelamente, il filone sui comportamenti dolosi ha portato all'individuazione e all'arresto del gruppo di malviventi responsabili dell'uso dello spray. Questo gruppo, già noto per reati simili, è stato individuato tramite intercettazioni. I soggetti responsabili sono stati condannati in via definitiva dal tribunale di Torino per omicidio preterintenzionale a pene detentive significative, superiori ai 10 anni di reclusione.

Le Conseguenze Normative: La Direttiva Minniti

A seguito della tragedia, il Ministero dell'Interno emanò il 28 luglio 2017 la cosiddetta Direttiva Minniti. Questo documento ha rappresentato un punto di svolta nella gestione della sicurezza degli eventi pubblici, introducendo linee guida stringenti e procedure organizzative più rigorose, specialmente per le manifestazioni in aree aperte e non delimitate, come le piazze, dove in precedenza la normativa era meno stringente rispetto ai luoghi chiusi.

La direttiva elenca una serie di indicazioni per garantire alti livelli di sicurezza in occasioni con concorso di folla. Imponeva, tra l'altro, la valutazione della capienza massima delle aree, la regolamentazione degli accessi, la definizione chiara di procedure di evacuazione, la presenza di strutture e impianti di sicurezza adeguati e l'accessibilità per i mezzi di soccorso. Ha introdotto controlli sui bagagli personali e limitazioni sugli oggetti consentiti (come le bottiglie di vetro) anche in spazi aperti non privati, equiparando di fatto la sicurezza a quella già prevista per luoghi chiusi come i palazzetti dello sport o i teatri. Un esempio tangibile dell'impatto di questa direttiva è stata la drastica riduzione della capienza massima consentita in piazze molto grandi, come Piazza Duomo a Milano, passata da una potenziale capienza ad accesso libero di oltre 120.000 persone a un numero massimo contingentato di 20.000.

Oggi, una targa commemorativa in Piazza San Carlo, apposta nel maggio 2019, ricorda le vittime di quella tragica serata, un monito sull'importanza della sicurezza e della gestione degli eventi di massa.

Confronto tra Piazza Carlina e Piazza San Carlo

Sebbene i nomi siano simili e la prossimità geografica li renda a volte confusi, si tratta di due piazze distinte con storie e caratteristiche differenti, anche se entrambe centrali per la vita e la memoria di Torino:

CaratteristicaPiazza Carlina (Piazza Carlo Emanuele II)Piazza San Carlo
Nome UfficialePiazza Carlo Emanuele IIPiazza San Carlo
Nome PopolarePiazza CarlinaNessun nome popolare diffuso menzionato nel testo
Epoca di Creazione1673 (durante l'espansione seicentesca)Risale al Seicento (non specificata data esatta nel testo)
Usi Storici Notevoli (dal testo)Mercato (vino, ecc.), luogo di esecuzioni (ghigliottina, impiccagione)Salotto cittadino, luogo di eventi pubblici (maxischermo 2017)
Eventi Recenti Rilevanti (dal testo)Nessuno menzionatoTragedia del 3 Giugno 2017

Domande Frequenti (FAQ)

Piazza Carlina e Piazza San Carlo sono la stessa piazza?
No, sono due piazze distinte nel centro di Torino. Piazza Carlina è il nome comune di Piazza Carlo Emanuele II. La tragedia del 2017 è avvenuta in Piazza San Carlo.
Cosa ha scatenato il panico in Piazza San Carlo nel 2017?
Il panico è stato scatenato dall'uso di spray urticante da parte di un gruppo di malviventi intenti a compiere furti tra la folla.
Quante vittime ci sono state nella tragedia di Piazza San Carlo?
Purtroppo, la tragedia ha causato la morte di tre persone e il ferimento di oltre 1600.
Cos'è la Direttiva Minniti e perché è stata introdotta?
La Direttiva Minniti è un insieme di linee guida emanate dal Ministero dell'Interno dopo i fatti di Piazza San Carlo per aumentare i livelli di sicurezza negli eventi pubblici, introducendo regole più stringenti sulla gestione della folla, sugli accessi e sulle procedure di emergenza.
Perché Piazza Carlo Emanuele II è chiamata Piazza Carlina?
È chiamata così in onore di Carlo Emanuele II di Savoia, sotto il cui regno la piazza fu creata durante l'espansione urbana di Torino.
Quali sono stati gli usi storici principali di Piazza Carlina?
Storicamente, oltre ad essere uno spazio pubblico, è stata un importante mercato (soprattutto del vino) e, in periodi specifici (occupazione francese, Restaurazione), anche luogo di esecuzioni capitali.

In sintesi, Torino racchiude nelle sue piazze storie complesse: da un lato la lunga e variegata vicenda di Piazza Carlina, testimone di secoli di vita cittadina, commerci ed eventi storici, inclusi quelli drammatici; dall'altro, la memoria ancora viva della tragedia di Piazza San Carlo, un evento che ha messo in luce le vulnerabilità degli spazi pubblici di fronte a episodi di microcriminalità e panico di massa, portando a importanti riflessioni e cambiamenti normativi sulla gestione della sicurezza. Entrambe le piazze rimangono luoghi centrali per la vita e la memoria di Torino, sebbene evochino vicende molto diverse tra loro.

Se vuoi conoscere altri articoli simili a Torino: Piazza Carlina e la Tragedia di San Carlo, puoi visitare la categoria Gastronomia.

Go up