19/06/2024
San Giovanni Rotondo piange la scomparsa di una delle sue figure più care e significative: Padre Paolo Covino, frate minore cappuccino, la cui vita è stata intimamente legata a quella di San Pio da Pietrelcina. Padre Paolo si è spento questa mattina, lasciando un vuoto nella comunità e tra quanti lo hanno conosciuto e amato. La sua figura resterà indissolubile dalla storia degli ultimi istanti terreni di Padre Pio, a cui ebbe il privilegio di amministrare l'unzione degli infermi nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1968.

Padre Paolo Covino, al secolo Pietro, era nato a San Giovanni Rotondo il 25 dicembre 1918, anche se per un cavillo anagrafico la sua nascita fu registrata il 2 gennaio successivo, con data dichiarata al primo giorno dell'anno nuovo. Avrebbe compiuto 94 anni tra pochi giorni. I suoi genitori, Michele Covino e Maria Assunta Magno, lo battezzarono il 4 gennaio 1919 nella chiesa madre del paese per mano del canonico don Domenico Palladino. Ma fu solo un mese dopo che un evento segnò per sempre il destino del piccolo Pietro.
La Profezia di Padre Pio sul Neonato
Nel febbraio del 1919, appena un mese dopo il battesimo di Pietro, sua madre Assunta lo portò al convento dei Cappuccini. Padre Pio, che da soli quattro mesi portava impresse le stigmate visibili nelle mani, nei piedi e nel costato, era già circondato da un'aura di santità. Assunta desiderava che il frate benedicesse il suo bambino. Padre Pio, prendendo in braccio il piccolo Pietro, tracciò un segno di croce sulla sua testa e, con un'enfasi che colpì la madre, ripeté per tre volte: «Auguri… auguri… auguri!». Stupita da tanta insistenza, Assunta chiese il motivo di quei molteplici auguri. La risposta del Cappuccino di Pietrelcina fu chiara e profetica: «Questo bambino sarà sacerdote». Una predizione che all'epoca poteva sembrare lontana e forse incredibile, ma che si sarebbe compiuta fedelmente, guidando silenziosamente i passi di quel bambino verso l'altare.
Infanzia, Vocazione e la Chiamata al Sacerdozio
Pietro Covino, apparentemente ignaro della profezia che Padre Pio aveva pronunciato sulla sua culla, iniziò fin da piccolo, all'età di sei o sette anni, a frequentare assiduamente il convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo. In quel luogo sacro, l'atmosfera di preghiera e la presenza carismatica di Padre Pio esercitarono su di lui un fascino profondo. Spesso gli capitava di servire la Messa proprio a Padre Pio, un'esperienza che alimentava nel suo giovane cuore il desiderio di dedicare la propria vita a Dio. Fu così che, passo dopo passo, maturò la sua vocazione religiosa.
Il 17 settembre 1935, il giovane Pietro compì il passo decisivo entrando nel convento di Morcone per iniziare il suo noviziato nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Fu in quell'occasione che, secondo la tradizione francescana, cambiò il suo nome di battesimo, diventando fra’ Paolo da San Giovanni Rotondo. Dopo il periodo di formazione iniziale, proseguì gli studi teologici nel convento di Campobasso, preparandosi al sacerdozio. Il coronamento di questo cammino avvenne il 21 marzo 1942, quando fra’ Paolo fu ordinato sacerdote nella chiesa del Sacro Cuore di Campobasso. A conferirgli il sacro ordine fu mons. Secondo Bologna, vescovo della città, un prelato che sarebbe morto l'anno seguente sotto le macerie dei bombardamenti americani, dopo essersi offerto come vittima per la sua diocesi.
Fu solo dopo aver celebrato la sua prima Messa, con l'anima colma di gioia e gratitudine, che mamma Assunta si sentì pronta a confidare al figlio il segreto che aveva custodito per quasi 24 anni. «Ora posso morire contenta», gli disse con le lacrime agli occhi, «perché si sono avverate le parole di Padre Pio». E così gli raccontò della straordinaria profezia che il cappuccino stigmatizzato aveva fatto su di lui quando era ancora in fasce. Padre Paolo comprese allora la profondità del disegno divino che aveva guidato la sua vita fin dai primi istanti, un disegno anticipato dalle labbra di un santo.
Il Ministero Sacerdotale e il Ritorno a Casa
Divenuto sacerdote, padre Paolo iniziò il suo lungo e fecondo ministero in diverse comunità francescane. Per cinque anni prestò servizio nel convento di Cerignola, dedicandosi alla cura pastorale e spirituale dei fedeli. Successivamente, trascorse ben diciassette anni nel convento di Foggia, un periodo significativo della sua vita sacerdotale, durante il quale consolidò la sua esperienza e la sua dedizione. Per tre anni fu poi destinato al convento di Santa Maria del Monte a Campobasso, tornando nei luoghi della sua formazione teologica.
Nel giugno del 1968, un anno che sarebbe rimasto impresso nella storia per gli eventi che di lì a poco sarebbero accaduti, padre Paolo fu nuovamente trasferito, questa volta con una destinazione che lo riportava alle sue radici: San Giovanni Rotondo. Qui gli fu affidato l'incarico di sacrista nel convento. Questo ritorno a casa lo riportò a stretto contatto quotidiano con Padre Pio, che in quel periodo era ormai molto anziano e provato nel fisico. Padre Paolo ebbe così nuovamente l'opportunità, come quando era bambino, di servire la Messa a Padre Pio. E, per un disegno della Provvidenza, fu proprio lui, insieme a padre Giuseppe Pio da Brooklyn, a sorreggere il frate stigmatizzato la mattina del 22 settembre 1968, quando questi accusò un malore, un collasso, durante la celebrazione della sua ultima Messa terrena.
Testimone degli Ultimi Istanti di San Pio
Il legame tra padre Paolo Covino e Padre Pio raggiunse il suo culmine nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1968. In quella notte, Padre Paolo fu svegliato intorno alle due dalla voce concitata di padre Pellegrino Funicelli, che prestava assistenza notturna al frate malato. Senza esitare, padre Paolo si precipitò nella cella di Padre Pio e si rese subito conto della gravità delle condizioni del santo. La situazione precipitava rapidamente.
Con sollecitudine e consapevolezza dell'imminenza della fine, padre Paolo si recò in sacrestia per prendere l'olio santo, necessario per l'amministrazione dell'unzione degli infermi. Tornato al capezzale di Padre Pio, chiese al superiore del Convento, padre Carmelo Di Donato, il permesso di amministrare l'ultimo sacramento e di impartire l'assoluzione sub conditione, ovvero condizionata alla possibilità che il moribondo fosse ancora in grado di ricevere validamente il sacramento, una prassi prudenziale in punto di morte. Ottenuto il permesso, padre Paolo compì questo sacro rito, un atto di immensa importanza spirituale per Padre Pio e un privilegio straordinario per chi lo amministrava. Poco dopo, mentre ripeteva con gli ultimi aneliti i nomi dolcissimi di Gesù e di Maria, Padre Pio chinò la testa e rese l'anima a Dio. Padre Paolo fu quindi uno dei testimoni più vicini e diretti degli ultimi istanti di vita del santo, colui che lo accompagnò con i sacramenti nel suo transito.
Gli Anni Successivi e la Dedizione ai Giovani
Dopo la morte di Padre Pio, la vita e il ministero di padre Paolo proseguirono. L'anno seguente, nel 1969, gli fu affidato l'incarico di cappellano presso l'ospedale di Larino. Nel 1973 fu trasferito nella comunità di San Severo. Poi, nel 1985, fece ritorno definitivo a San Giovanni Rotondo, la sua città natale e luogo del suo incontro con Padre Pio. Qui assunse il ruolo di cappellano dell'infermeria provinciale, dedicandosi con carità e pazienza all'assistenza dei confratelli anziani e malati. È in questo convento che ha trascorso gli ultimi anni della sua lunga esistenza terrena.
Padre Paolo ha celebrato quest'anno, il 21 marzo, un traguardo eccezionale: 70 anni di sacerdozio. Un'intera vita spesa al servizio di Dio e dei fratelli, caratterizzata da una particolare predilezione per i bambini e i ragazzi. Il suo ministero con i giovani è stato uno degli aspetti più significativi della sua attività pastorale. Si è dedicato agli araldini, la branca più giovane dell'Ordine Francescano Secolare, agli scout, trasmettendo loro i valori del Vangelo e dello spirito francescano, e negli ultimi anni ha frequentato assiduamente le scuole della sua città. Con la sua parola semplice, diretta, ricca di fede e di esperienza di vita, e soprattutto con la coerenza della sua esistenza, ha saputo conquistare tanti cuori giovani, diventando per molti un punto di riferimento e una guida spirituale.
Il suo impegno con i giovani ha portato frutti abbondanti. Ben quindici vocazioni alla vita religiosa e sacerdotale sono sbocciate grazie al suo accompagnamento e alla sua testimonianza. Tra queste vocazioni, spiccano figure importanti come l'ex ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini, padre Paolo Maria Covino, che è anche suo nipote, e l'attuale custode del Sacro Convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese. Questo dimostra l'efficacia silenziosa ma profonda del suo apostolato, capace di seminare il seme della fede e di aiutare i giovani a discernere la chiamata divina.
Custode della Memoria di Padre Pio
Essendo stato un testimone privilegiato della vita di Padre Pio, avendo vissuto a stretto contatto con lui in diversi periodi e soprattutto avendolo assistito negli ultimi momenti, padre Paolo sentiva il dovere di non disperdere questo prezioso patrimonio di ricordi ed esperienze. Per questo motivo, ha deciso di raccogliere le sue memorie e quelle delle persone a lui vicine che avevano conosciuto Padre Pio in un libro. L'opera, intitolata “Ricordi e testimonianze”, è stata pubblicata per la prima volta nel 1992 dalle Edizioni Padre Pio da Pietrelcina e ha avuto un grande successo, tanto da giungere ora alla sua quarta edizione. Attraverso questo libro, padre Paolo ha offerto a migliaia di lettori la possibilità di avvicinarsi alla figura di Padre Pio attraverso gli occhi e il cuore di chi gli è stato accanto, condividendo aneddoti, episodi e riflessioni che arricchiscono la conoscenza del santo.
L'Ultimo Saluto a Padre Paolo
La notizia della morte di padre Paolo Covino ha suscitato commozione in tutta la comunità di San Giovanni Rotondo e tra i devoti di Padre Pio sparsi in Italia e nel mondo. La salma del frate è stata composta nella chiesetta antica di Santa Maria delle Grazie, il luogo che vide la presenza di Padre Pio per tanti anni, per permettere ai fedeli di rendere l'ultimo omaggio a questo servo di Dio che ha speso tutta la sua vita nel servizio sacerdotale e nella vicinanza al santo.
I funerali di padre Paolo saranno celebrati domani mattina, alle ore 11:30, nel Santuario di Santa Maria delle Grazie, la grande chiesa voluta da Padre Pio. La solenne liturgia sarà presieduta da fr. Francesco Daniele Colacelli, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant'Angelo e Padre Pio. La cerimonia funebre sarà trasmessa in diretta da Padre Pio Tv, consentendo anche a coloro che non potranno essere presenti fisicamente di unirsi in preghiera per accompagnare padre Paolo nell'ultimo viaggio verso la casa del Padre.
Domande Frequenti
Chi era Padre Paolo Covino?
Padre Paolo Covino era un frate minore cappuccino, noto per essere stato uno dei confratelli che assistettero Padre Pio negli ultimi istanti della sua vita e per avergli amministrato l'unzione degli infermi.
Qual era il suo legame con Padre Pio?
Il suo legame era profondo fin dalla nascita. Padre Pio profetizzò che sarebbe diventato sacerdote quando era un neonato. Padre Paolo frequentò il convento fin da bambino, servì la Messa a Padre Pio e fu presente al suo transito, assistendolo sacramentalmente.
Quando è morto Padre Paolo Covino?
Padre Paolo Covino è morto la mattina del giorno in cui è stato pubblicato l'articolo (secondo il contesto fornito, presumibilmente il 20 dicembre 2012, dato che avrebbe compiuto 94 anni il 25 dicembre 2012 e fu registrato il 2 gennaio 1919). L'articolo non specifica la data esatta ma la colloca "stamane".
Quanti anni aveva Padre Paolo Covino?
Avrebbe compiuto 94 anni tra pochi giorni dalla data della sua morte.
Dove si sono svolti i funerali?
I funerali si svolgeranno nel Santuario di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo.
Qual è il titolo del suo libro?
Il suo libro si intitola “Ricordi e testimonianze” ed è dedicato alla figura di Padre Pio.
Quante vocazioni sono nate grazie a lui?
Secondo l'articolo, ben 15 vocazioni alla vita religiosa e sacerdotale sono sbocciate grazie al suo accompagnamento.
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