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Capri e Anacapri: Storia di un'Isola Incantevole

22/01/2022

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L'isola di Capri, gioiello incastonato nel blu cobalto del Mar Tirreno, evoca immediatamente immagini di bellezza mozzafiato, lusso discreto e una natura rigogliosa. Ma al di là delle cartoline patinate e delle celebrità che l'hanno resa celebre nel mondo moderno, Capri possiede una storia profonda e complessa, radicata in epoche remote e plasmata da forze naturali e umane. È una storia che parla di origini antiche, trasformazioni sorprendenti e di un fascino intramontabile che continua ad attrarre visitatori da ogni angolo del pianeta. Capire Capri significa anche comprendere la sua divisione, le sue due anime distinte ma complementari: Capri e Anacapri, due comuni che condividono l'isola ma possiedono identità uniche.

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La domanda sul perché esista un luogo chiamato Anacapri, distinto da Capri, è legittima e affonda le radici non solo nella geografia dell'isola ma anche nella sua storia e nella sua stessa etimologia. Mentre il nome 'Capri' è spesso associato alla parola latina 'caprea' (capra), forse per l'abbondanza di questi animali sull'isola in passato o per la sua forma aspra e scoscesa, il nome 'Anacapri' aggiunge un prefisso che ne definisce la posizione. Il prefisso greco 'ana-' significa 'sopra' o 'su'. Anacapri, quindi, è letteralmente la parte 'di sopra' di Capri. Questa semplice distinzione geografica, con Anacapri situata sull'altopiano più elevato dell'isola rispetto al centro di Capri più vicino al porto, ha determinato nel corso dei secoli differenze nello sviluppo urbano, nell'economia e persino nel carattere dei suoi abitanti. Ma prima di addentrarci nelle specificità dei due comuni, è fondamentale esplorare la storia più antica dell'isola nel suo complesso, una storia che ci porta indietro a milioni di anni fa e alle prime ipotesi sulla sua formazione.

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Le Origini Antiche: Un Legame Perduto con la Terraferma

La storia geologica di Capri è affascinante quanto la sua bellezza attuale. Già nell'antichità, figure di spicco come lo storico e geografo greco Strabone, autore della monumentale 'Geografia', avevano intuito un legame profondo tra l'isola e il continente. Strabone, basandosi probabilmente su osservazioni geologiche e forse su racconti o leggende locali, riteneva che Capri non fosse sempre stata un'isola separata, ma che un tempo fosse unita alla terraferma, parte integrante della vicina Penisola Sorrentina. Questa ipotesi, formulata millenni fa, trova oggi piena conferma sia nell'analogia geologica che lega indissolubilmente la struttura rocciosa dell'isola a quella della costa campana antistante, sia nelle scoperte archeologiche che testimoniano la presenza umana fin da tempi remotissimi, quando il livello del mare era diverso e i collegamenti potevano essere più agevoli.

Le evidenze geologiche mostrano strati rocciosi simili e orientamenti tettonici che collegano Capri ai Monti Lattari della Penisola Sorrentina. L'isola è essenzialmente un blocco calcareo staccatosi dal continente. Questo distacco è il risultato di processi geologici complessi avvenuti nel corso di milioni di anni, tra cui movimenti tettonici, l'innalzamento del livello del mare dopo l'ultima glaciazione e l'erosione marina e atmosferica. La conferma archeologica della lunga storia umana dell'isola è altrettanto significativa. Reperti fossili e manufatti preistorici trovati a Capri testimoniano la presenza dell'uomo di Neanderthal e successivamente dell'Homo sapiens fin dal Paleolitico. Questi ritrovamenti, spesso scoperti in grotte o ripari sotto roccia, suggeriscono che l'isola (o l'area che sarebbe diventata l'isola) fosse abitata in periodi in cui le condizioni ambientali e geografiche erano differenti, forse proprio quando il collegamento con la terraferma era ancora parziale o i passaggi erano più facili.

Queste scoperte confermano la visione di Strabone e ci ricordano che l'aspetto attuale di Capri è il risultato di un'evoluzione lunghissima. L'idea che l'isola, oggi circondata da acque profonde e famosi faraglioni, fosse un tempo raggiungibile a piedi dalla costa vicina aggiunge un ulteriore strato di fascino alla sua storia, collegandola profondamente al territorio circostante e non considerandola solo un'entità isolata.

Capri nel XIX Secolo: L'Ascesa a Mito Turistico

Per molti secoli, dopo l'epoca romana che vide l'isola eletta a residenza imperiale da Tiberio, Capri conobbe periodi di relativo isolamento e declino, pur mantenendo una sua importanza strategica nel Mediterraneo. La vera e propria rinascita, quella che l'ha proiettata sulla scena mondiale come meta turistica d'eccellenza, avvenne a partire dal XIX secolo. Fu in questo periodo che l'isola venne riscoperta da una schiera crescente di viaggiatori, artisti, scrittori e intellettuali provenienti principalmente dal Nord Europa, attratti dalla sua bellezza selvaggia, dal clima mite e dall'atmosfera unica.

Il Grand Tour, il viaggio di formazione intrapreso dai giovani aristocratici europei, includeva spesso una tappa in Italia, e gradualmente Capri divenne una deviazione ambita dal percorso tradizionale. Questi viaggiatori non cercavano solo rovine classiche, ma anche paesaggi pittoreschi, un contatto con la natura e un'esperienza di vita diversa. Capri offriva tutto questo in abbondanza: scogliere imponenti, giardini lussureggianti, un mare cristallino e una popolazione locale accogliente, sebbene inizialmente diffidente.

L'evento che più di ogni altro contribuì a cementare la fama internazionale di Capri nel XIX secolo fu la riscoperta e la conseguente celebrità della Grotta Azzurra. Già nota nell'antichità e forse usata come ninfeo o tempio marino, la grotta era stata dimenticata per secoli. Nel 1826, il poeta tedesco August Kopisch e il pittore Ernst Fries, accompagnati da un pescatore locale di nome Angelo Ferraro, 'riscoprirono' la grotta e rimasero incantati dal suo irreale bagliore blu. La notizia si diffuse rapidamente e la Grotta Azzurra divenne una tappa obbligata per ogni visitatore di Capri. L'effetto della luce solare che filtra attraverso un'apertura sottomarina e illumina l'acqua dall'interno creando quel colore indimenticabile divenne uno dei simboli più potenti dell'isola.

L'afflusso di visitatori portò inevitabilmente a cambiamenti significativi. Vennero costruiti i primi alberghi e le prime ville, si svilupparono servizi per i turisti, e l'economia locale, tradizionalmente basata sulla pesca e sull'agricoltura (vino, olive), iniziò a orientarsi sempre più verso il turismo. Artisti si stabilirono sull'isola, trovando ispirazione nei suoi paesaggi e nella sua luce. Scrittori la descrissero nelle loro opere, alimentando il mito. Capri divenne un luogo di incontro per una comunità internazionale e cosmopolita, un rifugio per spiriti liberi e un palcoscenico naturale di straordinaria bellezza. È in questo periodo che si consolidano le infrastrutture che ancora oggi accolgono milioni di visitatori ogni anno.

Le Due Anime dell'Isola: Capri e Anacapri

Come accennato in precedenza, l'isola di Capri è amministrativamente divisa in due comuni distinti: il Comune di Capri e il Comune di Anacapri. Questa divisione non è solo una questione burocratica, ma riflette differenze storiche, geografiche e sociali che hanno plasmato l'identità di ciascun centro. Mentre Capri è il centro più vivace, situato più in basso e più vicino al porto di Marina Grande, con la celebre Piazzetta cuore della vita sociale, Anacapri si trova sull'altopiano superiore dell'isola, a un'altitudine maggiore. Questa posizione elevata, suggerita proprio dal prefisso 'ana-', ha fatto sì che Anacapri mantenesse più a lungo un carattere rurale e tranquillo, un'alternativa più serena e appartata rispetto alla mondanità di Capri centro.

Storicamente, i rapporti tra i due centri non sono sempre stati facili, segnati a volte da rivalità o semplicemente da una naturale distinzione dovuta alle diverse condizioni di vita e alle diverse economie (più legate alla terra Anacapri, più legata al mare e al commercio Capri). Tuttavia, condividono un destino comune e un'identità insulare forte. È interessante notare che per un periodo relativamente breve nel XX secolo, precisamente tra il 1927 e il 1946, i due comuni furono aggregati in un unico ente amministrativo. Questa unificazione, avvenuta durante il regime fascista che promuoveva accorpamenti amministrativi in tutta Italia, fu poi revocata nel dopoguerra, ripristinando l'autonomia dei due comuni. Questo episodio storico, sebbene di durata limitata, testimonia un tentativo di gestione unitaria dell'isola, sebbene la sua vocazione 'doppia' abbia prevalso nel tempo.

Oggi, la distinzione tra Capri e Anacapri è ancora molto sentita. Capri attrae chi cerca la vita sociale, lo shopping di lusso, i locali alla moda e la vicinanza al porto e ai Faraglioni. Anacapri è preferita da chi cerca pace, tranquillità, passeggiate nella natura (come quella che porta alla Migliera o al Monte Solaro, il punto più alto dell'isola raggiungibile con una seggiovia) e un'atmosfera più autentica e meno frenetica. Entrambi i comuni offrono attrazioni uniche, dalla Villa Jovis a Capri alla Villa San Michele ad Anacapri, creando un'offerta turistica diversificata che risponde a diverse esigenze dei visitatori.

Simboli di Identità: Lo Stemma Comunale

Ogni comunità si identifica anche attraverso i propri simboli. Nel caso dei comuni di Capri e Anacapri (che, pur distinti, condividono simboli simili legati all'isola), lo stemma e il gonfalone rappresentano elementi visivi della loro identità storica e culturale. Come riportato, lo stemma e il gonfalone del Comune sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 1º dicembre 1952. La descrizione araldica è molto specifica:

«Di rosso, alla capra saliente su una scala posta in sbarra, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone, il drappo cerimoniale che accompagna lo stemma, è di colore azzurro. Analizziamo gli elementi dello stemma. Il campo è di colore rosso ('Di rosso'), un colore forte e significativo in araldica. L'elemento centrale è una capra ('alla capra'), raffigurata nell'atto di salire ('saliente'). La capra è probabilmente un riferimento diretto al nome dell'isola, 'Capri', rafforzando l'ipotesi etimologica legata a questo animale. La capra non è su terreno solido, ma sta salendo su una scala ('su una scala posta in sbarra'). La scala è 'posta in sbarra', ovvero inclinata diagonalmente dall'alto a destra verso il basso a sinistra (dal punto di vista di chi guarda lo stemma). Il tutto è 'al naturale', il che significa che gli elementi (capra e scala) sono raffigurati nei loro colori realistici, non stilizzati araldicamente.

Questo stemma è ricco di significato. La capra simboleggia l'isola stessa, forse la sua natura selvaggia e le sue origini. La scala, invece, può avere diverse interpretazioni. Potrebbe rappresentare la difficoltà dell'accesso all'isola o alle sue parti più alte (come Anacapri), o forse il percorso di crescita e sviluppo della comunità. La posizione 'in sbarra' della scala aggiunge dinamismo alla composizione. Gli 'Ornamenti esteriori da Comune' sono elementi standard che circondano lo scudo araldico, come rami di quercia e alloro e una corona turrita, che indicano il riconoscimento ufficiale dello status di comune.

Il gonfalone azzurro evoca il colore del mare che circonda l'isola, un elemento fondamentale del paesaggio e della vita di Capri. L'insieme dello stemma e del gonfalone crea un'immagine potente che riassume visivamente alcuni aspetti chiave dell'identità caprese: il legame con il nome (la capra), la peculiare orografia (la scala che sale) e l'ambiente marino (il gonfalone azzurro).

Tabella Comparativa: Capri Attraverso i Secoli

Periodo StoricoCaratteristiche PrincipaliEconomiaStatus Amministrativo
Antichità (Greca/Romana)Legame teorico con la terraferma (Strabone); presenza umana preistorica; residenza imperiale (Tiberio).Agricoltura, pesca; centro di potere e otium imperiale.Integrata nel mondo romano; successivamente parte di vari regni/ducati.
Medioevo - XVIII SecoloPeriodi di isolamento e incursioni; fortificazioni (Torre Materita, Castiglione).Agricoltura, pesca, artigianato locale.Varie dominazioni (Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Borboni).
XIX - Inizio XX SecoloRiscoperta da viaggiatori e artisti; fama della Grotta Azzurra; inizio del turismo di massa.Transizione da agricoltura/pesca a economia turistica.Divisione in due comuni (Capri e Anacapri) consolidata.
1927 - 1946Periodo di aggregazione dei due comuni in un unico ente.Economia sempre più orientata al turismo.Comune unico dell'isola di Capri.
Dal 1946 a OggiRistabilimento dei due comuni autonomi; crescita esponenziale del turismo; icona mondiale di lusso e bellezza.Turismo come pilastro economico; attività correlate (commercio, servizi).Due comuni distinti (Capri e Anacapri).

Domande Frequenti sulla Storia di Capri e Anacapri

Perché l'isola si chiama Capri?
L'ipotesi più diffusa è che il nome derivi dal latino 'caprea' o dal greco 'kapros', entrambi termini che significano capra o cinghiale. Data la presenza di capre sull'isola e la sua conformazione montuosa, l'associazione con la capra è considerata la più probabile.
Perché esistono due comuni distinti, Capri e Anacapri?
La divisione in due comuni riflette le differenze storiche, geografiche ed economiche tra la zona più bassa e vicina al porto (Capri) e l'altopiano superiore (Anacapri). Il prefisso 'ana-' in greco significa 'sopra', indicando la posizione più elevata di Anacapri. Questa distinzione si è consolidata nel tempo portando alla formazione di due entità amministrative separate.
È vero che Capri era unita alla terraferma?
Sì, le evidenze geologiche e archeologiche confermano l'antica ipotesi di Strabone. Capri era un tempo collegata alla Penisola Sorrentina, e il distacco è avvenuto nel corso di milioni di anni a causa di processi geologici e dell'innalzamento del livello del mare.
Quando è diventata famosa la Grotta Azzurra?
La Grotta Azzurra, pur essendo nota nell'antichità, è stata 'riscoperta' e resa famosa nel XIX secolo, in particolare dopo la visita del poeta tedesco August Kopisch nel 1826. La sua bellezza unica l'ha resa rapidamente una delle principali attrazioni dell'isola e un simbolo di Capri nel mondo.
Cosa rappresenta la capra sullo stemma comunale?
La capra sullo stemma è un riferimento diretto al nome dell'isola, Capri, supportando l'etimologia legata a questo animale.
Cosa simboleggia la scala sullo stemma?
La scala può simboleggiare l'orografia scoscesa dell'isola, la difficoltà di accesso o forse il percorso di sviluppo e ascesa della comunità.
Per quanto tempo Capri e Anacapri sono stati uniti in un unico comune?
I due comuni sono stati aggregati in un unico ente amministrativo per un breve periodo, dal 1927 al 1946.

In conclusione, la storia di Capri è un intreccio affascinante di geologia, mitologia, insediamenti umani, trasformazioni sociali ed economiche. Dalle sue origini profonde come presunta estensione della terraferma alla sua evoluzione in icona del turismo mondiale, l'isola ha saputo mantenere intatto il suo fascino. La sua divisione in Capri e Anacapri non è una semplice curiosità, ma un riflesso della sua complessa topografia e della sua storia amministrativa. Ogni angolo dell'isola racconta una storia, ogni scogliera e ogni piazza risuonano delle vicende passate, invitando il visitatore non solo ad ammirarne la bellezza, ma anche a comprenderne le radici profonde. L'eredità di Strabone, la magia della Grotta Azzurra, la resilienza dei suoi abitanti e i simboli come la capra che sale la scala sullo stemma contribuiscono a creare il quadro completo di un luogo davvero unico e leggendario.

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