23/07/2024
Nel cuore pulsante della bellezza siciliana, adagiata proprio di fronte alla celebre Taormina, sorge un luogo di incanto quasi fiabesco: Isola Bella. Nonostante il suo nome suggerisca una semplice descrizione, questa piccola isola, collegata alla terraferma da una sottile lingua di sabbia e ghiaia che appare e scompare con il ritmo delle maree, è molto più di un bel paesaggio. È un concentrato di storia, natura e vicende umane che l'hanno plasmata nel corso dei secoli, trasformandola da un semplice scoglio a un monumento naturale di inestimabile valore.

La sua storia è un susseguirsi di passaggi di mano, visioni diverse e, infine, un riconoscimento del suo valore intrinseco che l'ha portata a essere tutelata. Comprendere chi è stato il proprietario di Isola Bella nel tempo significa ripercorrere tappe fondamentali della sua evoluzione, dalla sua donazione iniziale fino alla gestione pubblica odierna. È un racconto che intreccia la grandezza della natura con le ambizioni e gli sforzi dell'uomo, a volte per modificarla, altre per preservarla.
- Le Prime Vicende: Dalla Donazione alla Visione di Florence Trevelyan
- Cambi di Mano: Eredità e l'Era Bosurgi
- La Crisi Finanziaria e la Minaccia delle Aste
- La Tutela Pubblica: Un Monumento Naturale e Storico
- L'Acquisto Regionale e la Nascita della Riserva
- La Gestione Attuale: Il Parco Archeologico di Naxos
- Perché Isola Bella è Unica?
- Cronologia dei Proprietari e Interventi
- Domande Frequenti su Isola Bella
- Conclusioni: Un Tesoro Protagonista della Storia
Le Prime Vicende: Dalla Donazione alla Visione di Florence Trevelyan
Le prime notizie documentate sul possesso di Isola Bella risalgono all'inizio del XIX secolo. Nel lontano 1806, Ferdinando I di Borbone, all'epoca Re di Napoli e in seguito Re delle Due Sicilie, fece dono di quest'isola al signor Pancrazio Ciprioti, che in quel periodo ricopriva la carica di sindaco di Taormina. Questo atto segnò l'inizio di una lunga serie di passaggi di proprietà che avrebbero caratterizzato la storia dell'isolotto.
Tuttavia, il periodo forse più significativo e trasformativo per Isola Bella ebbe inizio nel 1890. Fu allora che l'isola fu acquistata da una figura affascinante e lungimirante: Florence Trevelyan. Nobile scozzese, appassionata di botanica e ornithologia, la Trevelyan si era stabilita a Taormina e rimase incantata dalla bellezza selvaggia di questo piccolo scoglio. La sua visione andò oltre la semplice proprietà; intendeva trasformarla in un giardino lussureggiante e unico. Fece costruire una piccola e discreta casetta, pensata per integrarsi armoniosamente con l'ambiente circostante, e si dedicò con passione alla piantumazione.
Il contributo di Florence Trevelyan fu fondamentale. Non si limitò a introdurre specie comuni, ma ricercò e impiantò rare essenze pregiate, molte delle quali non autoctone rispetto all'ambiente mediterraneo circostante. Arbusti rari e piante esotiche trovarono dimora sull'isola, creando un microclima e un paesaggio vegetale del tutto particolare e innovativo per l'epoca. Questo intervento, se da un lato modificò la flora originaria, dall'altro creò un giardino botanico unico nel suo genere, testimonianza della passione e della cultura della sua creatrice.
Cambi di Mano: Eredità e l'Era Bosurgi
Dopo la morte di Florence Trevelyan, Isola Bella passò in eredità al nipote del marito di lei, l'avvocato Cesare Acrosso. Questo fu un periodo di transizione, in cui l'isola mantenne in gran parte l'aspetto e le caratteristiche che le erano state conferite dalla Trevelyan, preservandone l'unicità botanica e paesaggistica.
Un nuovo importante capitolo nella storia di Isola Bella si aprì nel 1954. L'isola fu acquistata per la somma di 38.000 Lire (una cifra considerevole per l'epoca) dai fratelli Leone ed Emilio Bosurgi. La famiglia Bosurgi era all'epoca molto nota in Sicilia per essere proprietaria della Sanderson, una storica e importante azienda messinese specializzata nella trasformazione degli agrumi. I fratelli Bosurgi avevano una visione diversa per l'isola rispetto alla Trevelyan; intendevano farne un luogo di ritiro e svago per sé e per i loro amici, spesso imprenditori e banchieri di spicco.
Sull'isola, i Bosurgi realizzarono un piccolo villaggio. Costituito da 12 residenze autonome, pensate per ospitare comodamente i loro ospiti, il progetto includeva anche una minuscola piscina. È interessante notare come anche in questo caso si cercò di minimizzare l'impatto visivo; la piscina fu camuffata tra rocce e piantagioni, tentando di integrarsi con l'ambiente naturale, sebbene l'intervento fosse di natura edilizia e ricettiva, differente dalla vocazione botanica della Trevelyan.
La Crisi Finanziaria e la Minaccia delle Aste
La prosperità della famiglia Bosurgi e il destino di Isola Bella furono strettamente legati alle sorti della loro attività imprenditoriale. Purtroppo, nel 1982, la Sanderson, l'azienda di famiglia, attraversò una grave crisi finanziaria che portò al suo fallimento. Questo evento ebbe ripercussioni dirette sui beni personali della famiglia, molti dei quali erano stati posti a garanzia dei debiti aziendali attraverso fideiussioni.
Tra i beni sottoposti a pignoramento e destinati alla vendita all'asta giudiziaria per far fronte ai debiti, vi era anche Isola Bella con la sua villa e le residenze costruite dai Bosurgi. Questa situazione rappresentò una minaccia concreta per l'integrità e la conservazione dell'isola, poiché un acquirente privato avrebbe potuto alterarne profondamente l'aspetto o limitarne l'accesso pubblico.
Una prima asta fu fissata per il 17 ottobre 1984. La base d'asta era stabilita in ben cinque miliardi e mezzo di Lire, con un rilancio minimo di cento milioni. Nonostante l'indubbio valore e fascino del bene, l'asta andò deserta. Nessun compratore si presentò, forse scoraggiato dal prezzo elevato o dalle complessità legate a un bene così particolare.
La Tutela Pubblica: Un Monumento Naturale e Storico
Parallelamente alle vicende giudiziarie legate al fallimento della Sanderson, le istituzioni regionali e locali iniziarono a muoversi con l'obiettivo di tutelare Isola Bella. Era chiara la consapevolezza del suo valore non solo privato, ma pubblico, un patrimonio da preservare per la collettività.
L'8 ottobre 1984, pochi giorni prima della prima asta deserta, la Regione Siciliana, su sollecitazione del Comune di Taormina, intervenne in modo decisivo. L'Assessorato regionale dei beni culturali dichiarò Isola Bella un monumento d'interesse storico artistico di particolare pregio. La motivazione di questo importante riconoscimento era legata al suo essere un «esempio isolato di unicum come valore naturalistico, storico e culturale».
Il decreto di vincolo sottopose l'isola a specifiche misure di tutela, riconoscendola non solo per le sue peculiarità storiche e artistiche (legate alle trasformazioni operate dalla Trevelyan e dai Bosurgi), ma anche e soprattutto come «monumento naturale». Questo status poneva l'accento sulla sua unicità ecologica e paesaggistica, garantendo che qualsiasi futuro utilizzo o proprietà dovesse rispettare e preservare queste caratteristiche intrinseche.
Nonostante il vincolo posto dalla Regione, la procedura di asta proseguì. Una nuova asta fu fissata per il 6 marzo 1985. La base d'asta fu ribassata del 20% rispetto alla precedente, nel tentativo di attirare potenziali acquirenti. Tuttavia, anche questa seconda asta non vide presentarsi nessun compratore. L'isola rimaneva, per il momento, invenduta e sotto la spada di Damocle delle procedure fallimentari, sebbene protetta dai vincoli regionali.
L'Acquisto Regionale e la Nascita della Riserva
La situazione di incertezza legata alle aste e al fallimento si protrasse per alcuni anni. Tuttavia, la volontà delle istituzioni di acquisire l'isola per garantirne la pubblica fruizione e la tutela definitiva rimase forte.

Finalmente, nel 1990, si giunse alla svolta decisiva. L'isola Bella fu acquistata dall'Assessorato dei beni culturali della Regione Siciliana. Questo acquisto segnò il passaggio definitivo dell'isola dalla proprietà privata a quella pubblica, mettendo fine alle incertezze legate alle aste e garantendo la sua conservazione per le future generazioni. L'obiettivo primario divenne la sua valorizzazione come bene naturale e culturale accessibile a tutti.
Con l'acquisizione pubblica, si aprì la strada alla sua designazione come area protetta. Nel 1998, Isola Bella fu ufficialmente istituita Riserva Naturale Orientata. Questo status riconobbe formalmente il suo valore ecologico, la sua biodiversità e l'importanza del suo paesaggio, sottoponendola a una gestione specifica finalizzata alla conservazione.
La gestione della Riserva Naturale di Isola Bella è cambiata nel tempo. Inizialmente affidata al WWF (World Wide Fund for Nature), un'organizzazione con grande esperienza nella gestione di aree protette, passò successivamente alla Provincia di Messina. Più di recente, la gestione è stata trasferita al CUTGANA (Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti Naturali e Agrari), che fa capo all'Università di Catania, portando competenze scientifiche e accademiche nella sua conservazione.
La Gestione Attuale: Il Parco Archeologico di Naxos
Il quadro normativo e gestionale dei beni culturali e naturali in Sicilia ha subito ulteriori evoluzioni. Con l'istituzione nel 2010 dei Parchi Archeologici, entità create per gestire in modo integrato aree di particolare valore storico, archeologico e paesaggistico, anche la gestione di Isola Bella è stata riorganizzata.
Attualmente, la gestione, la fruizione, la tutela e la valorizzazione dell'Isolabella sono di competenza del Parco Archeologico di Naxos. Questa scelta sottolinea il legame storico e geografico dell'isola con l'antica colonia greca di Naxos, i cui resti si trovano poco distanti, e riconosce Isola Bella non solo come un sito naturalistico, ma anche come parte integrante del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio di Taormina e Giardini Naxos.
Il Parco Archeologico di Naxos si occupa quindi di garantire la protezione dell'ecosistema dell'isola, di gestire gli accessi e la fruizione da parte dei visitatori, e di promuoverne la conoscenza e la valorizzazione, assicurando un equilibrio tra la necessità di preservare l'ambiente delicato e il desiderio del pubblico di ammirare la sua bellezza unica.
Perché Isola Bella è Unica?
Isola Bella non è solo un bel panorama; è un luogo che racchiude molteplici livelli di interesse. La sua unicità deriva dalla combinazione di diversi fattori:
- Valore Naturalistico: Nonostante le modifiche subite, l'isola ospita un ecosistema particolare. La presenza di specie vegetali introdotte da Florence Trevelyan si fonde con la flora mediterranea spontanea, creando un microambiente interessante per studi botanici. Le sue acque circostanti sono parte di un'area marina di interesse naturalistico.
- Valore Paesaggistico: La sua posizione ai piedi di Taormina, la sua forma caratteristica e il suo collegamento variabile con la terraferma la rendono un elemento distintivo e iconico del paesaggio costiero ionico, una vista immortalata in innumerevoli fotografie e dipinti.
- Valore Storico-Culturale: Le vicende legate ai suoi proprietari, in particolare l'intervento di Florence Trevelyan che l'ha trasformata in un 'museo a cielo aperto' di piante rare, e le successive vicende legate alla famiglia Bosurgi e all'acquisizione pubblica, ne fanno un luogo con una storia ricca e stratificata.
- Status di Protezione: Essere una Riserva Naturale Orientata e parte di un Parco Archeologico le conferisce un'importanza fondamentale per la conservazione della biodiversità e del patrimonio paesaggistico a livello regionale e nazionale.
In sintesi, Isola Bella è un esempio perfetto di come storia umana e natura possano intrecciarsi, creando un luogo di eccezionale bellezza e significato, la cui tutela è un impegno collettivo per preservare questo 'unicum'.
Cronologia dei Proprietari e Interventi
| Periodo Approssimativo | Proprietario | Contributo Principale / Note |
|---|---|---|
| 1806 - fine XIX sec. | Pancrazio Ciprioti e successori | Donazione da Ferdinando I di Borbone |
| 1890 - inizio XX sec. | Florence Trevelyan | Acquisto, costruzione casetta, piantumazione rare essenze, creazione giardino botanico |
| Inizio XX sec. - 1954 | Cesare Acrosso (eredità) | Periodo di transizione, mantenimento status quo |
| 1954 - 1990 | Fratelli Bosurgi (Leone ed Emilio) | Acquisto, costruzione villaggio con 12 residenze e piscina |
| 1990 - Oggi | Regione Siciliana | Acquisto pubblico, istituzione Riserva Naturale Orientata (1998) |
| Dal 2010 | Parco Archeologico di Naxos | Gestione, tutela, fruizione e valorizzazione attuale |
Domande Frequenti su Isola Bella
Chi è l'attuale proprietario di Isola Bella (Taormina)?
Isola Bella è di proprietà pubblica, appartenente alla Regione Siciliana. La sua gestione, tutela e valorizzazione sono attualmente affidate al Parco Archeologico di Naxos.
Quando è diventata una riserva naturale?
Isola Bella è stata istituita Riserva Naturale Orientata nel 1998. Questa designazione riconosce il suo valore ecologico e paesaggistico e impone specifiche norme per la sua conservazione.
Cosa ha fatto Florence Trevelyan per l'isola?
Florence Trevelyan acquistò l'isola nel 1890 e la trasformò in un lussureggiante giardino botanico. Vi costruì una casetta e, soprattutto, vi piantò numerose specie vegetali rare e non autoctone, creando un paesaggio unico.
Questa Isola Bella è una delle Isole Borromee?
No, l'Isola Bella descritta in questo articolo si trova a Taormina, sulla costa orientale della Sicilia. Le Isole Borromee (Isola Bella, Isola Madre, Isola dei Pescatori) sono invece situate nel Lago Maggiore, nell'Italia settentrionale, e sono un gruppo insulare differente con una storia e caratteristiche proprie.
Quale Isola Borromea è considerata la più bella?
Secondo alcune descrizioni e l'opinione diffusa tra i visitatori, tra le Isole Borromee, l'Isola Madre è spesso considerata la più bella e affascinante, oltre che la più grande.
Conclusioni: Un Tesoro Protagonista della Storia
La storia di Isola Bella è la testimonianza di come un luogo possa evolvere attraverso i secoli, passando da un semplice scoglio a un bene di valore inestimabile, riconosciuto e protetto a livello pubblico. Dalla donazione borbonica alla visione botanica di Florence Trevelyan, dagli interventi edilizi dei fratelli Bosurgi al rischio delle aste, fino all'acquisizione da parte della Regione Siciliana e all'istituzione della Riserva Naturale, ogni fase ha lasciato un segno.
Oggi, Isola Bella, gestita con cura dal Parco Archeologico di Naxos, rappresenta un equilibrio delicato tra la conservazione della sua straordinaria ricchezza naturale e la possibilità per il pubblico di ammirarla. È un simbolo della bellezza di Taormina e della Sicilia, un luogo dove storia, natura e paesaggio si fondono in un connubio perfetto, offrendo ai visitatori un'esperienza indimenticabile e la consapevolezza dell'importanza di preservare tali tesori per il futuro.
Se vuoi conoscere altri articoli simili a Isola Bella Taormina: Gioiello di Sicilia, puoi visitare la categoria Gastronomia.
