Che fine ha fatto la lupa a Roma?

La Lupa Capitolina: Simbolo Eterno di Roma

31/12/2025

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Nel cuore della storia di Roma batte un simbolo potente e misterioso: la Lupa Capitolina. Questa scultura bronzea, che raffigura una lupa nell'atto di allattare due gemelli, è da secoli l'emblema indiscusso della Città Eterna, incarnando la leggenda della sua fondazione e la forza del suo destino. Ma qual è il suo vero passato? Dove si trova oggi questa veneranda figura? E quali segreti cela dietro il suo sguardo rivolto verso l'osservatore?

La Lupa Capitolina non è solo un'opera d'arte di grande valore storico e artistico, ma un vero e proprio racconto in bronzo, intriso di mito, storia e dibattito accademico. Dalle sue origini incerte alla sua funzione nel corso dei secoli, fino alle recenti scoperte che ne hanno messo in discussione l'età, la sua storia è complessa e affascinante, specchio della lunga e stratificata vicenda di Roma stessa.

Che fine ha fatto la lupa a Roma?
La statua venne poi ospitata fino al 1471 nella chiesa di San Teodoro, che si trova tra il Palatino ed il Campidoglio. In quell'anno fu donata da Sisto IV della Rovere (inv. MC 1181) al "popolo romano" e da allora si trova nei Musei Capitolini, nella Sala della Lupa.
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La Leggenda che Ha Forgiato un Simbolo: Romolo e Remo

Alla base del significato profondo della Lupa Capitolina vi è il mito fondativo di Roma. Secondo la leggenda, la vestale Rea Silvia, figlia di Numitore, re di Alba Longa, fu sedotta dal dio Marte e diede alla luce due gemelli: Romolo e Remo. Amulio, fratello di Numitore e usurpatore del trono, temendo che i nipoti potessero un giorno rivendicare il loro diritto, ordinò che fossero abbandonati nel fiume Tevere.

Il servo incaricato, non avendo il coraggio di ucciderli, li depose in una cesta e la lasciò sulla corrente. La cesta si arenò ai piedi del colle Palatino, in un luogo che sarebbe poi divenuto il leggendario Lupercale. Qui, i gemelli furono trovati e accuditi da una lupa che li nutrì con il proprio latte. Furono in seguito trovati dal pastore Faustolo, che li allevò come suoi figli. Cresciuti, Romolo e Remo avrebbero poi fondato la città di Roma, scegliendo il luogo del loro miracoloso salvataggio. È questo momento cruciale del mito – l'allattamento da parte della lupa – che la statua in bronzo commemora.

Una Storia Millenaria: Dalle Fonti Antiche ai Musei Capitolini

Le fonti antiche menzionano l'esistenza di statue bronzee di lupe associate alla fondazione di Roma. Si parla di una statua nel Lupercale e un'altra sul Campidoglio. Tito Livio narra che nel 296 a.C., gli edili Quinto Fabio Pittore e Quinto Ogulnio Gallo fecero aggiungere una coppia di gemelli a una statua della lupa nel Lupercale, finanziando l'opera con il denaro confiscato agli usurai. Cicerone, invece, riporta che un simulacro capitolino fu colpito da un fulmine nel 65 a.C. e non venne riparato.

La statua che conosciamo oggi ha una storia documentata che risale almeno al X secolo. In quel periodo, era custodita presso il palazzo del Laterano, incatenata alla facciata o posta al suo interno. Il Chronicon di Benedetto da Soracte la descrive in quel contesto, definendola la "madre dei Romani". Sembra che in questo luogo si tenessero processi ed esecuzioni, tanto che si parla di procedimenti "alla lupa" fino al 1450. La sua presenza al Laterano, insieme ad altri reperti come l'iscrizione bronzea della lex de imperio Vespasiani, serviva ad attestare una continuità ideale tra l'Impero Romano e il Papato.

Nel 1471, un evento cruciale segnò la storia della statua: Papa Sisto IV della Rovere la donò al "popolo romano". Fino a quell'anno, era stata ospitata nella chiesa di San Teodoro, situata tra il Palatino e il Campidoglio. Dopo la donazione, la Lupa Capitolina fu trasferita e collocata nei Musei Capitolini, dove si trova tuttora, esposta nella sala che oggi porta il suo nome. I gemelli sottostanti, tradizionalmente attribuiti ad Antonio del Pollaiolo, furono aggiunti proprio in questo periodo, nel tardo XV secolo, per rendere esplicito il riferimento al mito di Romolo e Remo, in linea con le raffigurazioni dell'epoca.

Il Mistero della Datazione: Etrusca o Medievale?

Per lungo tempo, la Lupa Capitolina è stata considerata un capolavoro dell'arte etrusca, datata tra il V e il III secolo a.C. Questa attribuzione si basava su confronti stilistici e iconografici con altre opere dell'epoca, nonché sull'interpretazione delle fonti antiche, in particolare il riferimento di Cicerone al danno da fulmine, che sembrava compatibile con tracce visibili sulla statua.

Quante mammelle ha la lupa di Roma?
Descrizione della lupa capitolina La lupa è poggiata sulle quattro zampe e volge la testa di lato verso la sua sinistra. Le fauci sono semiaperte e rivelano i denti aguzzi. Il torace della lupa è magro e mostra le costole in evidenza. Nel ventre della lupa sono visibili otto grosse mammelle che nutrono i gemelli.

Tuttavia, negli ultimi anni, questa datazione tradizionale è stata oggetto di un acceso dibattito e di nuove, sorprendenti scoperte. Le indagini tecniche condotte in occasione di un restauro, in particolare l'analisi delle terre di fusione residue all'interno del bronzo e lo studio della tecnica di realizzazione (la fusione a cera persa indiretta, che sembrava più compatibile con tecniche medievali), hanno sollevato seri dubbi sull'antichità dell'opera.

Restauratori e storici dell'arte, come Anna Maria Carruba, supportati da esperti come Adriano La Regina, hanno ipotizzato una datazione molto più tarda, collocando la fusione della lupa nell'alto Medioevo, probabilmente tra il X e il XIV secolo. Le analisi al radiocarbonio (C14 AMS) effettuate sulle terre di fusione hanno ulteriormente corroborato questa ipotesi, indicando un periodo intorno al XIII secolo per la realizzazione del bronzo.

Questa nuova prospettiva non sminuisce il valore storico della Lupa, ma ne cambia radicalmente l'interpretazione. Sebbene il dibattito sia ancora aperto e alcuni studiosi rimangano legati all'idea di un nucleo antico con pesanti rifacimenti medievali, l'ipotesi prevalente è che la Lupa Capitolina sia una copia medievale di un originale antico (etrusco o romano), realizzata in un'epoca in cui il simbolo della lupa aveva già acquisito un significato potentissimo per la città. Questa continuità nell'uso e nella venerazione del simbolo, anche attraverso la creazione di una nuova statua in un'epoca successiva, testimonia la sua straordinaria importanza per l'identità romana attraverso i secoli.

Iconografia e Simbolismo: La Lupa nell'Arte e nella Politica

L'immagine della lupa che allatta i gemelli è un motivo ricorrente nell'arte romana fin da tempi antichi. Appare su monete (come le didramme romano-campane o i denari tardo-repubblicani), su medaglioni in ceramica, su urne funerarie e altari. L'iconografia si evolve nel tempo: da raffigurazioni che includono il fico ruminale o il pastore Faustolo, si passa a rappresentazioni più isolate, spesso cariche di significati politici.

In età imperiale, la lupa diventa un potente strumento di propaganda. Durante l'età augustea, l'immagine dell'allattamento alludeva all'età dell'oro e alla prosperità portata dall'imperatore. In età adrianea, la lupa con i gemelli diventa un attributo della personificazione del fiume Tevere e la sua postura assume diverse valenze simboliche: accovacciata per indicare mansuetudine divina, rivolta verso i gemelli per simboleggiare la protezione imperiale, o con la testa alta per richiamare la grandezza predestinata dell'Impero.

Il simbolo della lupa non perse la sua forza evocativa nel Medioevo, come dimostra la sua presenza al Laterano e la sua funzione civica. In tempi più recenti, fu ampiamente utilizzata da Benito Mussolini per accreditarsi come il fondatore di una "Nuova Roma", inviando copie della statua a diverse città americane come Cincinnati, Rome (Georgia) e New York come gesto di benevolenza e propaganda. L'immagine fu anche l'emblema delle Olimpiadi di Roma del 1960 e compare ancora oggi nel logo della squadra di calcio AS Roma.

La sua importanza simbolica è tale che repliche della Lupa Capitolina sono state donate a diverse città nel mondo, come Parigi (in occasione del gemellaggio con Roma nel 1962), Martigny in Svizzera, Cluj-Napoca in Romania, Narbona in Francia, e La Louvière in Belgio, diffondendo l'icona di Roma a livello internazionale. Ancora oggi, la città di Roma utilizza la Lupa Capitolina come riconoscimento onorario, conferito a personalità e istituzioni che si sono distinte, come recentemente accaduto a Claudio Baglioni, alla Federazione Italiana di Nuoto e ad Antonello Venditti nel 2024.

Dove si trova la lupa di Roma?
Lupa Capitolina | Musei Capitolini.

Un Restauro Rivelatore: La Conservazione della Lupa

Le recenti indagini scientifiche, condotte nell'ambito dei lavori di restauro, non solo hanno contribuito a ridefinire la datazione dell'opera, ma hanno anche rivelato molto sulla sua storia conservativa. L'analisi della patina e dei depositi superficiali ha mostrato una condizione particolare, diversa da quella dei bronzi rimasti a lungo interrati. Questo ha suggerito che la statua sia stata costantemente curata e conservata in ambienti interni per gran parte della sua esistenza.

Sono stati identificati diversi strati protettivi applicati nel corso dei secoli, costituiti da cere, oli di lino e forse ossalati. Questi trattamenti, sebbene oggi appaiano ossidati e anneriti, testimoniano l'attenzione dedicata alla scultura per preservarla dalla corrosione. Il restauro ha comportato la rimozione meccanica e chimica di questi strati accumulati, rivelando la superficie bronzea sottostante e permettendo l'analisi delle tecniche di fusione e delle terre di nucleo.

Le indagini hanno rivelato la presenza di quattro strati principali sulla superficie: uno esterno frammentario e lucido, uno più profondo grigio-giallo e opaco, uno strato di cuprite rosso-bruna, e in alcune aree, uno strato intermedio di pigmento verde. La rimozione di questi strati ha richiesto tecniche precise, dall'uso del bisturi a solventi specifici e spazzolini su microtrapano.

Come fase finale del trattamento, è stata applicata una resina acrilica (Paraloid B72) a bassa concentrazione per fornire uno strato protettivo sottile e trasparente, impermeabilizzando la superficie e proteggendola dall'umidità e dall'inquinamento atmosferico. Inoltre, sono stati sostituiti i vecchi supporti delle zampe anteriori con nuovi sostegni in acciaio inox a regolazione micrometrica, garantendo una migliore stabilità e posizione della statua sul basamento. Anche il basamento stesso è stato restaurato, integrando lacune con travertino e stuccature.

Dove Ammirare Oggi la Lupa Capitolina

Per chi desidera vedere di persona questo simbolo millenario di Roma, la Lupa Capitolina è esposta permanentemente presso i Musei Capitolini. Si trova nella Sala della Lupa, all'interno del Palazzo dei Conservatori in Piazza del Campidoglio. Questa sala, già loggia aperta nel XVI secolo, ospita la statua fin da quando fu donata al popolo romano nel 1471. Visitare i Musei Capitolini offre l'opportunità non solo di ammirare la Lupa, ma anche di esplorare la ricchissima collezione d'arte e reperti che raccontano la storia di Roma fin dalle sue origini.

Domande Frequenti sulla Lupa Capitolina

Ecco alcune risposte alle domande più comuni riguardo la Lupa Capitolina:

Dov'è conservata la Lupa Capitolina?
La Lupa Capitolina si trova a Roma, nei Musei Capitolini, all'interno del Palazzo dei Conservatori, nella Sala della Lupa.

Perché la lupa è simbolo di Roma?
La lupa era infatti un animale sacro per il dio Marte, che a sua volta era il padre dei gemelli Romolo e Remo. La lupa, un animale con tendenze aggressive, diventa materna e protettiva nei confronti dei gemelli, come se fosse stata inviata dal padre. La Lupa è l'incarnazione stessa della città.

Quando è stata realizzata la statua della Lupa?
La datazione della Lupa è controversa. Tradizionalmente ritenuta un'opera etrusca del V-III secolo a.C., recenti analisi tecniche (sulle terre di fusione e la tecnica di fusione) e datazioni al radiocarbonio suggeriscono una realizzazione in epoca medievale, probabilmente tra il X e il XIV secolo, forse come copia di un originale antico.

Chi sono i bambini allattati dalla lupa?
I due bambini raffigurati sotto la lupa sono Romolo e Remo, i leggendari fondatori di Roma, secondo il mito.

Quando sono stati aggiunti i gemelli alla statua?
Le figure dei gemelli furono aggiunte in epoca rinascimentale, nel tardo XV secolo, probabilmente da Antonio del Pollaiolo. La statua della lupa esisteva già prima dell'aggiunta dei gemelli.

Perché la lupa è il simbolo di Roma?
La lupa è il simbolo di Roma perché, secondo la leggenda, salvò e nutrì Romolo e Remo, i fondatori della città. Rappresenta la protezione, la forza e l'origine divina (attraverso Marte, padre dei gemelli) della città.

Quante mammelle ha la Lupa Capitolina?
La statua della Lupa Capitolina raffigura l'animale con otto mammelle ben visibili, nell'atto di allattare i due gemelli.

La Lupa Capitolina continua ad essere un'icona vivente, un legame tangibile con il mito fondativo di Roma e un testimone silenzioso delle trasformazioni della città attraverso i millenni. La sua storia, ancora in parte avvolta nel mistero, aggiunge ulteriore fascino a un'opera che è molto più di una semplice scultura: è l'anima di Roma stessa.

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