Il ristorante Centanni di Bagno a Ripoli chiude?

Ristorante Centanni Bagno a Ripoli: Addio a un Simbolo

19/07/2023

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Una notizia che tocca il cuore di molti a Bagno a Ripoli e Firenze: il Ristorante Centanni, un vero e proprio simbolo della convivialità e della cucina toscana tradizionale, si prepara a chiudere i battenti. Dopo oltre sessant'anni di attività, un'istituzione che ha accolto generazioni di famiglie, personaggi illustri e semplici avventori in cerca dell'autenticità della campagna fiorentina, cesserà la sua attività il prossimo 31 dicembre.

Il ristorante Centanni di Bagno a Ripoli chiude?
Il ristorante Centanni di Bagno a Ripoli chiude a fine anno: «Da noi i clienti si sentono come a casa ma i costi adesso sono troppo alti» Ai tempi di «Tutto Dante» Benigni che soggiornava a Villa La Massa amava venire qui nel primo pomeriggio per concedersi un pranzo lontano dal clamore.

Non è una chiusura qualunque, ma l'addio a un luogo che ha visto passare la storia, le amicizie e i sapori più genuini. Un punto di riferimento che lascia un vuoto nel tessuto sociale e gastronomico del territorio.

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Un Luogo Intriso di Storia e Incontri

Fin dalla sua apertura nel lontano 1962, per iniziativa della signora Silvana Burgassi e di suo marito Silvano Bianchi, il Centanni si è distinto non solo per la qualità della sua offerta culinaria ma anche per la sua capacità di attrarre personalità di spicco. Era un rifugio discreto, lontano dal clamore cittadino, dove l'eleganza si fondeva con una semplicità autentica.

Sono innumerevoli gli aneddoti legati alle presenze illustri tra i suoi tavoli. Chi non ricorda le visite pomeridiane di Roberto Benigni, che durante le sue intense sessioni di "Tutto Dante" a Villa La Massa, trovava nel Centanni un angolo di pace e buon gusto, il luogo ideale per una pausa pranzo riservata e deliziosa? L'artista Pietro Annigoni, figura di spicco del Novecento, era un ospite fisso, testimone del fascino senza tempo del locale. Ma la lista delle celebrità che hanno attraversato la soglia del Centanni è lunga e prestigiosa: attori internazionali del calibro di Roger Moore, l'indimenticabile James Bond, hanno assaporato la cucina toscana qui. E la politica non è stata da meno, con figure centrali nella storia della Prima Repubblica come gli ex Presidenti del Consiglio Ciriaco De Mita e Oscar Luigi Scalfaro che hanno frequentato le sue sale, spesso in cerca di un ambiente riservato ma accogliente per incontri o semplicemente per godersi un pasto tradizionale.

Il Centanni è stato anche teatro di momenti più leggeri e mediaticamente rilevanti. Come non menzionare la celebre puntata della trasmissione “Scherzi a parte”, che vide protagonista l'allora Primo Ministro Matteo Renzi proprio in questo luogo, sfruttando la location pittoresca con le sue ampie vetrate affacciate sul panorama collinare toscano, uno sfondo da cartolina che ha fatto da cornice a innumerevoli pranzi e cene.

Questi episodi, diversi tra loro, testimoniano la versatilità e la rilevanza del Centanni come crocevia di mondi apparentemente lontani, uniti dalla buona tavola, dalla bellezza del luogo e da quell'atmosfera unica che solo certi posti sanno creare.

Il Cuore Battente di Bagno a Ripoli e Firenze

Al di là dei nomi noti e delle celebrità, il vero patrimonio e l'anima profonda del Ristorante Centanni sono rappresentati dalle innumerevoli famiglie di Bagno a Ripoli e della vicina Firenze che per decenni lo hanno scelto come luogo d'elezione per celebrare i momenti importanti della vita. Era il ristorante della domenica, il posto dove festeggiare un compleanno, un anniversario, un battesimo, una laurea. Era il luogo dove si era sicuri di ritrovare i sapori della tradizione, quelli che sanno di casa e di memoria, cucinati con sapienza e passione.

Piatti come il peposo, uno stufato ricco e saporito tipico della zona, o la ribollita, la zuppa contadina toscana per eccellenza, non erano semplici voci di un menù, ma espressioni autentiche della cucina popolare, preparati seguendo ricette tramandate di generazione in generazione. L'idea originale della signora Silvana, di gestire la sala "come una casa", si è mantenuta nel tempo, diventando il tratto distintivo del locale, grazie al lavoro instancabile dei figli Silvano e Nicola Bianchi, affiancati dalla moglie di Silvano, Silvia Manetti.

Questa filosofia si rifletteva anche nell'arredamento. Non c'erano lussi ostentati, ma mobili di famiglia, credenze del salotto, piatti di ceramica inglese appesi alle pareti come doni di nozze, dettagli che contribuivano a creare quell'atmosfera di casa tanto apprezzata dai critici gastronomici e, soprattutto, dai clienti. Era un luogo dove sentirsi a proprio agio, accolti con calore.

In un'epoca in cui molti ristoranti puntano su format standardizzati e spesso impersonali, il Centanni ha conservato la sua identità unica, unendo persone di ogni estrazione sociale nella stessa sala. Come racconta Silvano Bianchi, "Da noi non esisteva la sala in esclusiva e così magari in una sala c’erano i politici e nelle altre i clienti abituali". Questa capacità di far convivere mondi diversi sotto lo stesso tetto, in un clima di autenticità e convivialità, è stata una delle qualità più celebrate del locale, riconosciuta anche in una delle più belle recensioni ricevute.

Non Solo Ristorazione: L'Evoluzione con Residence e Golf

Nel corso degli anni, l'attività del Centanni non è rimasta confinata alla sola ristorazione. La famiglia Bianchi ha saputo evolversi e ampliare l'offerta per rispondere alle mutate esigenze del mercato e valorizzare la splendida proprietà. Negli anni Novanta è stato avviato un residence, offrendo la possibilità di soggiornare nella quiete delle colline fiorentine, combinando il piacere della buona tavola con la tranquillità di un soggiorno immerso nel verde.

Successivamente, nel 2003, è stato inaugurato un campo da golf a nove buche. Questa aggiunta ha trasformato il Centanni in un vero e proprio complesso ricettivo, capace di attrarre una clientela diversa, appassionata di sport e natura, oltre a quella legata alla ristorazione tradizionale. Questa espansione rifletteva il tentativo della famiglia Bianchi di adattarsi e crescere, diversificando le fonti di reddito in un mercato in continua evoluzione e sfruttando appieno il potenziale della vasta area di proprietà. Tuttavia, come sottolinea Silvano Bianchi, il business del golf ha regole e dinamiche molto diverse rispetto alla ristorazione, e la gestione complessiva di un sito così articolato è diventata sempre più complessa e onerosa.

Le Ragioni di un Addio Necessario

Nonostante la storia gloriosa, l'affetto indiscusso dei clienti e gli sforzi costanti della famiglia Bianchi, la decisione di chiudere è stata presa a malincuore ma dettata da ragioni economiche precise e ineludibili. Silvano Bianchi è molto chiaro al riguardo, riflettendo sulle difficoltà incontrate: "purtroppo il mondo è cambiato e questo tipo di attività così come concepito da noi non è più sostenibile economicamente".

Diversi fattori, spesso interconnessi, hanno contribuito a rendere insostenibile la gestione del Centanni nel suo formato attuale:

  • Costi di Gestione Elevati: I costi di gestione sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni, un fenomeno che ha colpito l'intero settore della ristorazione e ricettività. Bollette energetiche, materie prime, costi del personale, manutenzione di un complesso così ampio che include ristorante, residence e golf... tutte queste voci di spesa sono cresciute a dismisura, superando i ricavi generati dall'attività. Un modello tradizionale, con una struttura importante come quella del Centanni, fatica ad assorbire questi aumenti senza compromettere la qualità o diventare proibitivo per la clientela.
  • Difficoltà nel Ricambio Generazionale e del Personale: Un altro fattore cruciale è legato alle risorse umane. Parte della forza lavoro storica, cresciuta con il Centanni, è andata in pensione ed è diventato estremamente difficile trovare personale qualificato, motivato e disposto a lavorare con la stessa dedizione richiesta da un'attività come questa. Il mercato del lavoro nella ristorazione è cambiato. A ciò si aggiunge l'assenza di un ricambio generazionale all'interno della famiglia. Né Silvano né suo fratello Nicola hanno eredi interessati a prendere in mano le redini del ristorante, interrompendo così la linea di successione familiare iniziata nel 1962. Senza qualcuno disposto a portare avanti l'eredità, la chiusura diventa quasi inevitabile.
  • Cambiamento del Mercato e delle Abitudini dei Clienti: Il mercato della ristorazione si è profondamente trasformato. Come osserva Silvano, oggi funzionano o i piccoli locali con costi contenuti e formule agili, o i grandi gruppi con altre strategie e capacità di investimento. Il modello intermedio del Centanni, pur avendo aumentato i coperti nel tempo (fino a 140), si è trovato in una posizione difficile. Inoltre, le abitudini dei clienti sono cambiate. La frequenza fissa della clientela a pranzo, un tempo un pilastro fondamentale dell'attività, si è diradata nel corso degli anni, un fenomeno accelerato anche da eventi globali che hanno modificato il modo di lavorare e socializzare.

Questi elementi, combinati tra loro, hanno reso la prosecuzione dell'attività, così come era stata concepita e gestita dalla famiglia Bianchi per oltre sessant'anni, economicamente non più percorribile. La decisione di vendere le mura è stata quindi una scelta sofferta ma necessaria per affrontare la realtà economica attuale.

Il Futuro: Cosa Accadrà a "Borgo Centanni"?

La proprietà del complesso del Centanni, che include il ristorante, il residence e il campo da golf, è stata acquisita per un valore di circa 3 milioni di euro da due imprenditori locali, dimostrando un forte interesse per il potenziale e la storia del luogo. I nuovi proprietari sono Enrico Travelli, titolare della Travelli srl General Contractor, un'azienda specializzata in ristrutturazioni, e Niccolò Sborgi, amministratore delegato di Blue Clinic, un'altra realtà consolidata di Bagno a Ripoli.

I due imprenditori hanno manifestato grande rispetto per l'eredità del Centanni, tanto da aver costituito una società ad hoc denominata "Borgo Centanni", proprio con l'esplicita intenzione di non disperdere il nome e il forte legame che il luogo ha con il territorio e la sua comunità. Hanno dichiarato la volontà di affrontare il futuro con ponderazione, prendendosi il tempo necessario, prevedendo un orizzonte temporale fino al 2026, per studiare a fondo la situazione e decidere quale sarà la migliore strategia per valorizzare la proprietà e reinterpretarla in chiave moderna.

Al momento, nessuna ipotesi è stata scartata. Si parla della possibilità di trasformare parte della struttura in appartamenti, un'opzione che potrebbe garantire una rendita più stabile. Tuttavia, non è stata esclusa l'idea di mantenere una parte dedicata alla ristorazione, forse con un format diverso o ridimensionato rispetto al passato. Per quanto riguarda il campo da golf, la nuova proprietà è intenzionata a mantenerlo attivo, ma subordinando questa decisione alla possibilità di "trovare il giusto gestore", il che suggerisce una valutazione attenta della sostenibilità economica di questa specifica attività. Questo indica una cautela e la volontà di valutare attentamente la sostenibilità delle diverse opzioni prima di procedere con interventi definitivi e onerosi.

La famiglia Bianchi avrà un anno di tempo per liberare i locali dagli arredi storici, un processo che segna il passaggio definitivo di mano e la chiusura di un capitolo lungo e significativo della storia del Centanni. Sarà un momento carico di nostalgia, mentre oggetti che hanno fatto parte della vita del ristorante per decenni troveranno una nuova collocazione.

Gli Ultimi Giorni e l'Emozione dell'Ultima Cena

Nonostante l'imminente chiusura e la consapevolezza della fine, il Ristorante Centanni continua ad essere un punto di riferimento per molti. Il telefono squilla ancora, e ad accogliere le chiamate c'è una segreteria con la musica di "La porti un bacione a Firenze", una melodia che evoca la storia, la cultura e l'anima toscana che da sempre animano il locale. Le prenotazioni continuano ad arrivare, segno tangibile dell'affetto e della fedeltà di una clientela che vuole vivere ancora una volta l'atmosfera unica del Centanni, assaporare quei piatti tradizionali che non troverà altrove, e salutare un luogo a cui è legata da decenni.

La data fatidica è il 31 dicembre. E non poteva che essere la cena di Capodanno, tradizionalmente uno degli eventi più importanti per un ristorante, a segnare l'atto finale. L'ultima cena dell'anno sarà anche l'ultima cena servita dal Ristorante Centanni. Silvano Bianchi riflette su come anche questo evento, un tempo gestito con una semplice tombolata dopo la cena, mostri i cambiamenti nel settore. Se un tempo bastava una buona cena e un po' di compagnia, oggi molti locali offrono animazione, spettacoli, dj set, per rispondere a una domanda di intrattenimento che va oltre la sola esperienza gastronomica. Il Centanni, fedele alla sua impostazione, si concentrerà sulla qualità del menù, offrendo un'ultima occasione per gustare i suoi piatti migliori, accogliendo quella parte di clientela che desidera una fine d'anno all'insegna della buona tavola tradizionale, magari proseguendo i festeggiamenti altrove. Sarà una serata speciale, intrisa di ricordi e senza dubbio carica di emozione, un addio commosso a un luogo che ha rappresentato tanto per la famiglia Bianchi e per l'intera comunità di Bagno a Ripoli e Firenze.

Domande Frequenti sul Ristorante Centanni

Quando chiude definitivamente il Ristorante Centanni a Bagno a Ripoli?

Il Ristorante Centanni cesserà definitivamente la sua attività il 31 dicembre prossimo.

Quali sono i principali motivi che hanno portato alla chiusura?

La chiusura è dovuta principalmente a ragioni economiche. Tra queste, l'aumento significativo dei costi di gestione che superano i ricavi, la difficoltà nel trovare personale qualificato e nel gestire il ricambio generazionale (nessun erede familiare è interessato a proseguire l'attività), e i cambiamenti nel mercato della ristorazione e nelle abitudini dei clienti.

Chi sono i nuovi proprietari del complesso del Centanni?

La proprietà è stata acquistata da due imprenditori locali: Enrico Travelli (Travelli srl General Contractor) e Niccolò Sborgi (Blue Clinic). Hanno costituito una società denominata "Borgo Centanni".

Cosa intendono fare i nuovi proprietari con la struttura (ristorante, residence, golf)?

I nuovi proprietari stanno ancora valutando le opzioni future e prevedono di definire i piani entro il 2026. Le ipotesi includono la possibilità di realizzare appartamenti, ma non è esclusa la volontà di mantenere una parte dedicata alla ristorazione e il campo da golf, quest'ultimo subordinatamente al reperimento di un gestore adeguato.

Il Centanni era conosciuto per aver ospitato personaggi famosi?

Sì, nel corso della sua lunga storia, il Ristorante Centanni ha ospitato numerose personalità di spicco del mondo dello spettacolo, dell'arte e della politica, tra cui Roberto Benigni, Pietro Annigoni, Roger Moore, Oscar Luigi Scalfaro, Ciriaco De Mita e Matteo Renzi.

Quali erano alcuni dei piatti tipici offerti dal ristorante?

Il Centanni era rinomato per la sua autentica cucina toscana tradizionale, con piatti come il peposo e la ribollita che rappresentavano i sapori tipici del territorio.

Un Addio che Lascia il Segno

La chiusura del Ristorante Centanni non è solo la fine di un'attività commerciale, ma rappresenta la perdita di un pezzo importante della storia, della cultura e delle tradizioni per Bagno a Ripoli e per tutta l'area fiorentina. È il tramonto di un modello di ospitalità basato sull'autenticità, sull'atmosfera familiare e sulla qualità della cucina tradizionale, un modello che, purtroppo, fatica a sopravvivere nel contesto economico e sociale attuale, sempre più orientato verso dinamiche diverse.

Il Centanni lascia un vuoto non solo fisico, ma anche emotivo nella comunità che per decenni lo ha frequentato e amato. Era un luogo di ritrovo, un punto fermo in un mondo che cambia velocemente, un custode di sapori e ricordi.

Mentre la famiglia Bianchi si prepara a chiudere questo lungo e glorioso capitolo durato oltre sessant'anni, resta la speranza che la nuova proprietà, attraverso il progetto "Borgo Centanni", sappia preservare, almeno in parte, lo spirito e il legame profondo con il territorio che hanno reso questo luogo così speciale. Sarà interessante osservare come questo simbolo della collina fiorentina verrà reinventato per affrontare le sfide del futuro, cercando di non disperdere completamente l'eredità di un'epoca d'oro e di un'atmosfera che ha incantato generazioni di clienti.

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